30 maggio 2017

Quando in prigione ti invitano a raccogliere la saponetta.

Nonostante questa affermazione sia stata indicata come discriminatoria da parte delle associazioni VLBP, il mio personale equivalente a LGBT (ovvero Voltaculo, Leccapassere, Biadesivi e Pentiti), torna comunque utile citarla quando uno Stato si preoccupa di buttarcelo al culo senza nemmeno chiederci di raccogliere la saponetta.
Infatti il Ttip a cui ci eravamo (miracolosamente) opposti, cambia nome ed entra dallo scarico in cui lo avevamo gettato.
Con il Ceta infatti, un accordo siglato tra Canada e U(B)E, permetterà (perché non ci sono appelli e già in messa in atto) "la costituzione di un meccanismo di dispute settlement ossia di un arbitrato internazionale cui una “parte” (essenzialmente una società multinazionale) può fare ricorso in caso sia in disaccordo con decisioni prese da altre parti. In altre parole una azienda privata può impugnare una decisione di uno Stato anche quando adottata “nel diritto di legiferare nel settore delle politiche pubbliche”, qualora questa vada a “discriminare” il suo business. Si prevede la selezione di una commissione, composta da esperti provenienti solitamente dal mondo della consulenza privata (esatto, delle multinazionali di cui sopra) o da atenei altrettanto privati." (primato nazionale)... Sostanzialmente voglio proprio vedere quale "tribunale" composto da membri di multinazionali scelti "a caso" decida di andare contro ad un proprio simile quando il giorno dopo potrebbe essere il suo simile a bloccargli la medesima iniziativa.
Mi spiace darvi sta delusione affettiva, ma se vi prendete la briga di indagare su come l'Argentina è finita col culo per terra, vi renderete conto che i primi passi sono stati mossi proprio con questi mezzucci, ovvero accordi siglati tra Stato (argentino in quel caso), con la promessa di facili guadagni, e multinazionali che dapprima si sono appropriati di tutte le risorse naturali e infrastrutture su cui puntare lo sviluppo nazionale, poi, quando lo Stato non possedeva più introiti (rendendosi troppo tardi conto del fatto che il facile guadagno era la saponetta nella doccia, quasi impossibile da raccogliere e celante una certa insidia) per far fronte ai propri debiti ecco che è arrivato "l'Equitalia Mondiale" nella figura del FMI che ne ha spolpato la carcassa. Così, una bella mattina d'estate (in realtà poteva essere tarda primavera, dal momento che da loro le stagioni sono invertite), i cittadini videro i propri conti congelati. Certo vaccapedia sostiene che il congelamento dei conti fosse una misura governativa per arginare la fuga di capitali (dai conti correnti)... non voglio tediarvi ulteriormente con la questione Argentina, ma (seppur vero che la nostra economia è ancora in piedi grazie ai nostri conti correnti) la fuga di capitali più importante resta quella degli investitori stranieri.
Quello che è successo a loro è quello che succederà a noi, e non fra centinaia di anni, ma credo al massimo qualche decina. Con questo accordo i predatori si fionderanno su di noi, divoreranno le nostre risorse naturali (presumibilmente distruggeranno il nostro già malconcio Stato assistenziale) e quando la loro economia aziendale inizierà a stagnare prenderanno baracca e burattini e si sposteranno in un altra nazione lasciando al nostro Stato (il loro complice sacrificabile) il compito di prendersi le nostre (forse) sassate sui denti. A quel punto arriverà il FMI che si offrirà di aiutarci, ma sarà solo l'offerta degli avvoltoi di spolpare la nostra carcassa.
Ovviamente voi non mi credete, ma io le prove ve le porto lo stesso.
Iniziamo dalle similitudini. Crisi Argentina a metà degli anni '80 (mai risolta davvero), dopo una decina d'anni si verifica una seconda crisi che porta al congelamento dei conti correnti. In quel decennio si cambia moneta (si abbandona il peso per l'austral, cambia moneta,  quando si rendono conto di aver fatto la cazzata è tardi). I giornali raccontano la favoletta di una disoccupazione al 5%, mentre quella "reale" è del 18%. Infine si torna al peso, ma ormai il debito pubblico era alle stelle. "Il flusso di moneta straniera incassata con le privatizzazioni di imprese pubbliche si esaurì", "Altri paesi come Messico e Brasile (entrambi importanti partner commerciali dell'Argentina) affrontarono a loro volta crisi economiche, provocando una generale perdita di fiducia degli altri Stati nei confronti dell'America latina"... ecc.
Ora il confronto:
2008 crisi economica (le banche americane finiscono zampe all'aria e l'Europa al seguito), ma mentre gli Stati forti attutiscono il colpo quelli che già zoppicano implodono. Al Messico o (al Brasile) potremmo sostituire la Grecia, mentre l'altra potrebbe essere la Spagna (che solo ad aprile di quest'anno è tornata ai livelli pre-crisi, ma con interventi che ai nostri politici ed "economisti" bilderberghiani non piacerebbe. Ovvero lasciando fallire le banche e ricapitalizzando quelle sostenibili, il rovescio della medaglia “Il costo di un’unità di lavoro in Spagna è calato del 14 per cento dal 2010, grazie a un lungo periodo di moderazione salariale e alla nuova flessibilità garantita ai privati dalla riforma del mercato del lavoro del 2012”)
Tornando a noi... da quando abbiamo cacciato il pupazzo di "scish scish" l'organo che si occupa della "classificazione" economica degli stati (per chi mastica di economia una società solida e siglata "AAA" si scende ad "AA" e così via fino "C" dopo di che si finisce zampe all'aria) ci ha già declassato due volte (attualmente siamo BBB+ che significa "Adeguata capacità di rimborso, che però potrebbe peggiorare") per il fatto di non avere una situazione politica solida. Abbiamo comunque un governo, prima o poi avremo le elezioni... qual è il problema? Nessuno, ma il declassificare "a cazzo" un'azienda è il primo passo per la sua acquisizione. Di fatto ogni volta che un'azienda viene declassata il valore delle sue azioni perdono valore, ma quali sono le nostre azioni? I nostri titoli di Stato, con i quali speriamo di risanare l'economia. Sostanzialmente meno valgono più ne dobbiamo vendere per risanare il debito, più ne vendiamo, più chi le acquista prende possesso di "parti" del nostro paese (perché quei titoli devono essere garantiti in qualche modo).
Nessuno ve lo dirà mai, ma tutte queste manovre sono il mezzo per uccidere la nostra nazione schiava di un'economia finta che di fatto produce fuffa e pretende in cambio risorse reali, dapprima l'oro, ma basterebbe dire che l'oro non è così prezioso per distruggere il suo potere, ma sicuramente la cosa di cui non si potrà mai fare a meno è l'acqua, di cui l'Italia "sarebbe" ben fornita se non la stesse inquinando.

29 maggio 2017

Invasion... meglio dimenticare!

Il titolo dell'articolo basterebbe, da solo, a giustificare la non visione del film, ma visto che ci tenete a leggere ecco, comunque, l'articolo.
Parliamo dell'invasione degli ultra corpi nr. X, non ho neanche la voglia di contarli tutti, ma dovrebbe essere il 4°.
La trama ve la risparmio, non perché non la conosca, ma perché davvero non toglie e non aggiunge nulla a quanto già detto nei suoi predecessori, quello che però lascia interdetti è il fatto che il regista sia lo stesso del film "La Caduta". Sicuramente da una persona che ha portato sul grande schermo una figura così controversa, almeno nel modo in cui è presentato nella pellicola, come Hitler era legittimo aspettarsi qualcosina in più della solita accozzaglia di femminismo e "disumanesimo".
Probabilmente il regista ha anche avuto poca voce in capitolo sulla stesura della sceneggiatura e, dopo "La Caduta" gli avranno chiesto di iniziare un processo di denazificazione (dal momento che "invasion" è il primo film Hollywoodiano del regista).

Ad ogni modo passiamo direttamente ai messaggi subliminali... sono talmente tanti e contraddittori che sicuramente me ne perderò più di uno, ma da qualche parte bisogna pur iniziare, quindi tanto vale iniziare. Nicole Kidman si definisce una femminista post-moderna "eh?!?" già il femminismo è un "movimento" (secondo me intestinale) dell'era definita "contemporanea" perché quella moderna è quella che culmina nel XIX secolo (ovvero per quelli che non lo sapessero 1800), quindi questa è una rappresentante post-moderna di un movimento post-moderno... ci manca solo che si definisca "dottora" e poi abbiamo capito che senso ha il suo ragionamento... ovvero nessuno!
Come se questo non bastasse divorzia da marito (e la colpa è tutta del marito, cattivo) che è appunto il primo (a livello globale) ad essere infettato, mentre l'ultimo è il suo attuale "compagno".
Passiamo oltre va.
Cosa succede una volta infettati dal virus alieno? Dunque si va a dormire ed il mattino dopo ci si sveglia disumanizzati. Quindi fino al ritrovamento del vaccino, potete scegliere se essere disumani oppure rischiare un collasso nervoso per carenza di sonno. Secondo gli scienziati (nel film) si può resistere una settimana senza dormire... sarà come dicono loro, ma dopo una veglia di 24 ore si possono avere allucinazioni di orribili draghi verdi che ti leccano la faccia!
Ma qual è lo scopo degli alieni? Essi hanno anche uno scopo...
"Nella giusta situazione siamo tutti capaci dei crimini più terribili. Immaginare un mondo in cui non sia così, in cui ogni crisi non sfoci in una nuova atrocità, in cui tutte le prime pagine non siano solo guerra e violenza....beh in realtà è immaginare un mondo in cui l'essere umano cessi di essere umano!"
Quindi tutto ciò che avete imparato finora gettatelo al cesso, perché chi commette crimini indicibili non è disumano, bensì umano, per lo stesso concetto i nazi non erano mostri bensì uomini... e allora se era giusto così, ovvero se esprimevano solo la propria umanità, perché americani ed alieni non si sono fatti i cazzi loro?
In verità questa umanità disumana mi ricorda lo scritto di Hannah Arendt, che assistendo all'esecuzione di Eichmann a Gerusalemme (in prima fila popcorn alla mano) ha azzardato l'ipotesi contenuta ne  "La Banalità del male", in cui sosteneva l'errata attribuzione di malvagità sovrumane ai nazisti, in quanto essere semplicemente uomini.
Alla fine noi possiamo o rinunciare alla nostra umanità oppure tenerci un mondo di guerre e violenze. Certo è che dal momento in cui delle grandi ideologie del passato vengono portati alla luce solo gli aspetti negativi, è facile cadere vittima di una simile confusione. Non si pensa minimamente al fatto che, pur dovendo inevitabilmente passare attraverso una rivoluzione (che porta allo scontro con le resistenze di chi vuole rimanere aggrappato al poco perché timoroso dell'ignoto portato dal cambiamento), possa portare ad un era di maggior equilibrio. Questo sarebbe un ottimo argomento, ma troppo lungo da spiegare nella recensione di un film.
Sostanzialmente cosa sceglierete?
Restare umani in un mondo di violenza o perdere l'umanità in un mondo utopico? Lo so la scelta è ardua... io personalmente preferisco costruire il mondo utopico attraverso la somministrazione in dosi massicce di valori e sani principi.

26 maggio 2017

Il Pellet odia: L'Italia non può sparare

Parafrasando il titolo di un vecchio film, e riassumendo una notizia (sconvolgente) apparsa su "il Primato Nazionale", pare che il problema non sia stato identificando dalle autorità, dalle politiche e da quella manica di cialtroni "buonisti" che credono (perché tra pensare e credere, a volte spacciati per sinonimi, c'è una certa differenza) basti aprire le braccia e arrendersi per risolvere il problema del terrorismo islamico. Sostanzialmente, secondo certe canaglie, abbassare le brache elargire soldi, doni e leggi speciali al fine di permettere ai pellet di pisciarci addosso... non è abbastanza per fermare l'Isis... dovremmo probabilmente impiccare il papa, cacciare i preti, abbattere le chiese e far sorgere al loro posto delle moschee... appare il soppiantare la gramigna con la cicuta... le altre proposte non sono male, soprattutto se quasi all'insaputa dei cittadini organizzazioni para-governative e  vaticano siglano accordi per andare a prendere i pellet direttamente a casa (già quelli che sbarcano quotidianamente, anche quando la notizia non passa ai TG l'invasione non si ferma) c'è anche un accordo per andare a prendere un certo quantitativo di "rifugiati" direttamente in Eritrea.
Ma aldilà di questa ragione, che sarebbe sacrosanta per il linciaggio sulla pubblica piazza, l'altra ragione è che, per quanto zecche e parassiti vari facciano gli open, per i pellet l'Europa è ancora la terra dei crociati. "Cosa?!?" eh già... per loro è una vera e propria guerra santa. "Quando un musulmano medio vede la nostra tv (mettiamo un video ammiccante di Ariana Grande) non dice “questa società decadente ha abbandonato il cristianesimo e si è ridotta così”, bensì “guardate che porcile la società cristiana”." e se questi sono i presupposti, ovvero non riescono a capire che in occidente il cristianesimo è una favola per bambini (tipo quella "dell'uomoPellet" a cui le mamme di qualche generazione fa affidavano i bimbi nella nota "ninna nanna"). Se davvero questa non è un'illazione, bensì una realtà dei fatti, non ce la caveremo regalando a costoro uno stato europeo. Fino a quando non ci accorgeremo che questa non è una richiesta di aiuto, almeno non sicuramente nei numeri con cui quella sgualdrina della Boldrini vorrebbe far passare l'invasione. Quando capiremo che il pellet ci odia perché siamo, bianchi e (secondo la loro visione distorta della realtà) cristiani, non potremo rispondere adeguatamente. L'articolo 11 della costituzione recita:
"Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.", non c'è scritto "avanti Savoia c'è posto per tutti..." e tanto meno venite e ammazzateci tutti. Ripudiare la guerra come mezzo di offesa, può ancora starmi bene, ma non difendersi è un crimine contro la nazione. 
Forse la Boldrini e suoi compagni di merenda si dimenticano un altro articolo dei "Principi Fondamentali", cui appartengono i primi 12 articoli della "nostra" costituzione... 
"Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione."
Forse a costoro fa schifo parlare di nazione, ma a questo punto potrebbe essere che gli faccia altrettanto schifo parlare di "democrazia" quando è al sacrosanto diritto di un popolo a possedere una propria identità etnica, religiosa, nazionale e perché no razziale.
Quando si parla di razzismo i moralizzatori delle macchinette, basandosi sulle vaccate profuse tramite i media della propaganda anti"qualunquecosasiaitalia", sono pronti a ricordare che il razzismo è discriminare le persone per il colore della pelle (il che, secondo questo principio, escluderebbe l'odio verso gli zingari... quindi sotto coi lanciafiamme), ma allora se lo Stato emana leggi, decreti, ecc. in cui si favoriscono i pellet (persino quando non hanno ancora lo status di cittadini)... questo non è razzismo? Allora ecco che parte, secondo la loro mente contorta, il paracadute che il razzismo significa odiare qualcuno per la razza di appartenenza... e quando l'odio è orientato nei confronti dei bianchi?? Allora arriva il paracadute di sicurezza secondo cui è razzismo il voler distruggere le peculiarità delle altre razze... oh finalmente... allora vi do sta notiziaccia... siete razzisti. In quanto, promuovendo a mani basse il meticciato biologico, di fatto state distruggendo la peculiarità delle singole razze a "vantaggio" di un "piattume" razziale, ideologico e culturale. Interpretando assolutamente "ad cazzum", il pensiero di Hitler decontestualizzando e traducendo con parole a caso il "Mein Kampf", essere razzisti significherebbe credere nell'esistenza di una gerarchia (leggasi "graduatoria") tra le razze, per cui i Tedeschi (che non sono una razza, come non lo sono gli italiani, i giapponesi, i nigeriani, ecc) sono in cima tutti gli altri sono una razza inferiore. Beh inutile dirvi che nel libro incriminato non esiste nulla di tutto questo e che i nomi da me invocati pocanzi sono al massimo etnie e non razze.
Questa specificazioni sono doverose per giungere alla conclusione che difendere la propria identità, non è né razzismo, né nazi-fascismo, ma semplicemente diritto di una Nazione di restare sé stessa.

25 maggio 2017

Ai concerti Black Metal non succede... muoiono prima.

Ovviamente non commento, quasi, mai a caldo le notizie sugli attentati, perché prima preferisco far calmare gli animi (il mio in primis) e lasciare che le voci di corridoio scaturite dalla fame di dare per primi la notizia più importante sciamino lasciando sul campo solo i cadaveri freddi delle notizie consolidate.
Voi che mi seguite da tempo dovreste ricordare che, senza mezzi termini, ho affermato in più di un occasione che l'Isis (come lo era Al Qaeda) sia finanziata dagli Stati Uniti, sia fatto per crearsi un causus belli, per smaltire un po' di armamenti e rilanciare la loro economia stagnante, sia fatto per destabilizzare quelle aree di interesse economico che ormai li "snobba" a favore di altre nazioni più promettenti (e mantenenti). Resta comunque il fatto che tale organizzazione terroristica sia finanziata e supportata dai servizi segreti americani.
A darne notizie a denti stretti è il Primato Nazionale che giunge a tale conclusione dopo la denuncia da parte della polizia Inglese che lamenta una divulgazione, da parte dei servizi U.S.A., di particolari legati alle indagini a mezzo stampa. Secondo gli inglesi questo tipo di divulgazione potrebbe favorire la fuga o la ripianificazione di attentati di prossima messa in atto. Tutto questo va, ovviamente, a confermare quanto da me sostenuto, anche se resto comunque un complottista.
Ma venendo al titolo dell'articolo ai concerti Black Metal una strage come quella di Manchester non potrebbe succedere per due ragioni sostanziali. La prima, la maggior parte dei gruppi Black (per gli amici) sono satanisti. Quindi il pellet che entra ad un simile concerto si trova di fronte ad una tale quantità di "croci storte" da rimanere disorientato sul fatto di essere ad una riunione di suoi fratelli o direttamente all'inferno per risorse. Secondo, quelli che non sono satanisti, anche se la distinzione con quello che sto per dire spesso non è così netta, sono filo nazisti (o pseudo tali). Quindi il pellet rimane con da un lato le croci storte e dall'altro quelle uncinate e rimane disorientato a tal punto che finisce per rimanere vittima delle gomitate, "borchiate" con chiodi del 20 con cui i Blackster sono soliti adornarsi.
Quindi come dicevo nella malaugurata ipotesi che costoro riuscissero ad entrare verrebbero impalati come al tempo del conte Vlad Tepez III alias Conte Dracula.
Mentre piazzare una bomba al concerto con le "fighette", maschi e femmine, è come la pubblicità "ti piace vincere facile?" in cui il tizio batte il rigore in una porta di 60m... "grazie al cazzo che segni".

24 maggio 2017

Il problema del made in China.

Che differenza c'è tra un prodotto italiano, europeo, americano fatto in Cina ed un prodotto cinese fatto in Cina?
La risposta corretta è una e una soltanto "il prezzo"!
Questa è l'unica vera differenza. Molto spesso (soprattutto legato ai prodotti Apple, in particolare gli iPhone) ci si trova a deridere, denigrare e screditare le "contraffazioni" cinesi rispetto a quelle dei paesi di progettazione. 
Ovviamente questa è una falsa battaglia, è una battaglia che non ha senso, in quanto molto spesso (se non sempre) l'azienda che costruisce un prodotto contraffatto è la stessa che ha costruito il prodotto ufficiale. Quindi il problema è che queste aziende hanno comprato un iPhone per poi mettersi lì a smontarlo pezzo per pezzo per replicarlo nei minimi dettagli?
Ma figuriamoci questa cosa si faceva negli anni 60-70-80, quando le aziende operavano ancora molto sul territorio, ma oramai le aziende sono state delocalizzate, quindi costoro possono tranquillamente utilizzare le parti avute o costruite in loco dalla fabbrica di riferimento.
Sapendo che un paio di scarpe "Nike" costa 300 e passa euro, ma al bambino "cinegro" che le cuce a mano la multinazionale paga pochi spiccioli al paio. Perché dovrei dare €300 ad una multinazionale quando la stessa identica scarpa mi cosa 1/10?
Si potrebbe obbiettare che in questo modo si alimentano mercato e lavoro nero, ma è una emerita stronzata. Se un'azienda chiude la propria linea di produzione nel paese in cui è "nata" e lo sposta in un qualsiasi paese del 3° mondo di merda... non è per solidarietà nei confronti del terzomondista che stava lì a morire di fame e meno male che è arrivata la multinazionale. Bensì lo fa per guadagnare sempre più soldi e per fare questo ha tre vie, la prima controproducente (alzare ulteriormente il prezzo al dettaglio del prodotto finito), il secondo è un suicidio (abbassare gli stipendi degli operai e distruggere il loro status sociale), il terzo l'unico percorribile (ridurre il costo del prodotto, fabbricandolo in un paese composto da persone che non esistono... un po' come il Molise).
So già cosa state pensando (o almeno credo), "questo è impazzito e vuole che noi si compri dai cinesi..." neanche per il cazzo di fatto (ci piaccia o no) stiamo già comprando dai cinesi, dagli indiani o da chi per loro. Ad esempio i prodotti venduti da decathlon (si tratti di quelli costosi o di quelli "da tirare al nemico in caso di guerra") sono fabbricati in India. Tutta, o quasi, la tecnologia è prodotta in Cina (compreso i grandi marchi USA quali intel, apple, ecc.). Il tanto millantato "made in Italy" della sartoria, se non è fatto in Cina, è fatto da sartorie cinesi più o meno clandestine (ragione per cui riescono a tenere prezzi concorrenziali). Insomma non sto dicendo fate fallire le "nostre" aziende. Anzi a me piacerebbe succedesse l'esatto contrario. Ovvero che le aziende facessero quello che Trump sta attuando in America, solo fatto per davvero, tornare ad essere aziende localizzate e che riprendano ad assumere lavoratori italiane e ricominciassero a pagare le tasse in Italia. Certo da parte dello Stato, va detto, c'è stata un'esagerazione nell'aumento della tassazione, non può un azienda pagare oltre il 50%, del proprio guadagno, in tasse, ma non è neanche possibile che aziende in continua espansione abbiano un guadagno pari a 0.
Non ho mai esposto il mio personale piano di rilancio dell'economia se non a spizzichi e bocconi... anche perché dal mio punto di vista andrebbe rifondata l'Italia da cima a fondo.
Intanto il primo passo per una sicura ripresa economica è tagliare il cordone ombelicale attraverso cui l'U(B)E succhia via tutti i nostri risparmi e le tasse che versiamo allo Stato. Una volta riappropriatici della nostra sovranità monetaria, possiamo tornare ad investire nello sviluppo delle infrastrutture (ferrovie, autostrade e aeroporti) al fine di permettere la circolazione delle merci. Tutto questo non può ovviamente avere senso se il nostro apparato produttivo è distrutto o sterile. Infatti se le grandi aziende "italiane" vogliono andarsene affanculo... liberissime di farlo, ma non a nostre spese. Intanto restituiscono tutto il capitale che gli è stato prestato o che hanno ottenuto grazie agli sgravi fiscali, poi se hanno ancora la forza economica di andarsene lo facciano. Infatti non ha senso continuare a sfruttare la fama della qualità italiana producendo in Romania, Polonia, Brasile, Argentina, Cina, ecc.
Sicuramente una Nazione è morta se il proprio mercato interno è sterile. Sostengo da anni che il semplice abbassare le tasse alle aziende non è sufficiente per la ripresa dell'economia, se le aziende non usano (anche solo in parte) i soldi in più per alzare gli stipendi. Sono estremamente convinto che una persona (o una famiglia) è disposta a spendere un po' di più per un prodotto di qualità se se lo può permettere. Certo è che mangiare si deve mangiare, vestirsi si deve vestirsi e quando i soldi non bastano per tutto a qualcosa bisogna rinunciare (e a saltare per prima è sempre la qualità). Anche perché non ha senso spendere 10 volte tanto per comprare un prodotto costruito nello stesso angolo di mondo da cui arriva il prodotto "scadente" e, probabilmente, fatto dalle stesse mani incapaci.
Facendo un'analisi a spanne di fatto "quest'italia" non ha più un'infrastruttura Statale. Dalle ferrovie alle telecomunicazioni, passando attraverso le poste, le navi (e presto anche la compagnia aerea di bandiera) sono o privatizzate o in mano a multinazionali straniere. Questo non giova sicuramente alla crescita di una Nazione che dovrebbe investire nelle infrastrutture (le grandi opere pubbliche di cui tanto si parla, ma nessuno sa un cazzo), per avere un ritorno a lungo termine, ma dal momento che lo Stato investe e qualcun altro ne raccoglie i frutti la nostra crescita rimane zero o poco più (se non addirittura meno).
Tutto questo può essere realizzato per mezzo di questa casta di "magnaschei" per citare (seppur non condividendo) Natalino Balasso? Assolutamente no. La loro politica dalla fine della guerra ad oggi è la dimostrazione che o sono totalmente incapaci di governare o c'è premeditazione nel voler distruggere la Nazione.
Quindi sicuramente il primo passo sarà quello di tagliare via 'sta casta di incapaci e traditori. 
Istituiti dallo Stato stesso ci sono tutta una serie di enti nazionali che vigilano sull'operato degli enti pubblici, ma chi vigila su di loro? Questo è solo uno dei problemi, infatti quando chi vigila non è vigilato, o dovrebbe esserlo dal tribunale ordinario che è costantemente impelagato con cause che ingolfano il sistema, si verificano quei casi in cui un colpevole sta a piede libero (fino alla prescrizione del reato) ed un innocente resta in galera in attesa di giudizio e coloro che dovrebbero vigilare continuano ad oziare. Si potrebbe distinguere, anche con tribunali specifici, tre tipologie di reato. Civile, Penale e Amministrativo questo dovrebbe permettere di snellire e quindi accelerare i tempi di giudizio. 
Ovviamente si dovrebbe partire da un parlamento pulito, Togliere l'immunità parlamentare è pericoloso (visto in ottica di possibili persecuzioni politiche), ma non possiamo neanche permettere che i mafiosi si facciano eleggere per scampare a possibili condanne. 
Queste sono solo alcune idee per provare a scuotere quest'albero che sta morendo... se non si riprende almeno cadranno le mele marce.

23 maggio 2017

Se pensate che sia un bene... cosa vorranno in cambio?

Si fa un gran chiasso intorno a Virginia Raggi che pensa ancora di essere all'opposizione sbraitando e indignandosi alle domande dei cittadini romani, si dice qualcosa sul sindaco di Parma e del suo inceneritore, ma sull'operato del Sindaco Chiara Appendino. Cosa sta facendo? Sta lavorando bene? sta facendo male? Avverto una certa tendenza nazionale nel non curarsi di una città importante qual è Torino. Nella città sabauda non succede mai nulla... salvo sporadici casi di cronaca (di quelli "pesanti"). Tutto questo fa gioco al sindaco che può impunemente condurre i suoi "affarucci" senza l'ingerenza degli antagonisti (di destra e di sinistra).
Così la lotta NO-TAV dei "grillini" finisce tra il pattume di Roma. L'opera è iniziata... la tangente è già stata intascata... l'opera si farà... ma Torino si dissocia!
Mi piacerebbe capire in una tratta chiamata "Torino-Lione" come faccia a dissociarsi una delle stazioni principali, mah vedremo.
Quindi è stata la volta del blocco del traffico... bloccati tutti i diesel sino all'euro 4, mentre i benzina viaggiavano beatamente, d'altronde si sa che un diesel E4 inquina più di un benzina E1... di riscaldamento neanche a parlarne... però ad un certo il blocco è stato revocato (a sentimento con un valore di micro polveri tra i più elevati di tutto l'inverno, in occasione di una partita casalinga della Juve), per ricomparire una settimana più tardi (in occasione di una partita del Torino Calcio).
Tutto questo potrebbe non essere significativo, non quanto almeno il taglio di oltre il 30% del finanziamento alla cultura e al turismo per coprire un buco di €5.000.000 (uno per ogni stella del suo movimento).
Potrebbe forse spaventare un po' di più il fatto che la dottoressa della Bocconi sta cercando di far diventare la prima capitale del Regno d'Italia "la Mecca" dell'economia araba. ovvero cercare di far si che gli investitori arabi portino il loro denaro alla città. Qualcuno potrebbe sostenere "finché cacciano il grano e si fanno li cazzi loro... chissene..." sacrosanto aggiungo io, ma si sa che chi caccia il soldo non lo fa a babbo morto. Cosa vorranno in cambio? Una notte di follie con Chiara? Con il marito? Con la figlia neonata? "prendete e mangiatene tutti. Solitamente però chi caccia il soldo in cambio vuole qualcosa di più. Forse vorranno l'abbattimento al monumento del "Conte Verde", al secolo Conte Amedeo VI di Savoia, che celebra la vittoria sui turchi. Forse vorranno abbattere "palazzo madama" per costruire il loro parco macchine, ecc.
Ovviamente queste sono tutte illazioni, quello che è certo però è che l'Appendino non manca occasione per onorare gli arabi presenziano all'apertura delle nuove moschee, ospitando la giornata dell'islam (con la complicità di l'ex prete don Ciotti e rappresentanti dell'islam).
Insomma le ragioni per essere preoccupati non mancano e qua dove non succede mai niente per fortuna che siamo ancora citato nel meteo.

22 maggio 2017

Ai tempi di Enea... l'esule turco!

Quando Torino organizza (ovviamente non ufficialmente, non patrocinando, probabilmente nemmeno approvando) qualcosa di diverso dal gay pride, dalla giornata nazionale dell'islam, dal festival d'oriente e qualsiasi altra puttanata, purché sia anti-italiana, partecipo sempre volentieri alla vita cittadina. Così mi ritrovo un sabato sera (o tardo pomeriggio che dir si voglia) alla presentazione del libro "I MITI ITALICI". Dal presentatore ai vari oratori, incluso lo stesso autore del libro Andrea Verdecchia, si capisce sin da subito essere un palco molto preparato ed assolutamente in grado di tenere alta l'attenzione nonostante l'argomento che, ripescando dalla memoria le lezioni di storia antica, potrebbe risultare scontato e noioso. Penso ci parleranno della leggenda della Lupa e di Romolo e Remo, dei sette Re di Roma e al massimo una battuta sul vino "de li castelli". 
Niente di tutto questo.
Sempre ripescando dalle antiche lezioni di storia, mi ricordo che mi insegnarono la storia sulla fondazione di Roma come fossero lezioni di Religione (ma non quelle in cui si gioca a ping pong, mentre il solito secchione si sacrifica per la classe facendosi interrogare), bensì mi ricordo che sembrava quasi di sentire il racconto della genesi. "In principio era il nulla, poi arrivarono Romolo e Remo e decisero di fondare Roma (vi risparmio tutta la manfrina alla Mosè salvato dalle acque), i due fratelli fecero una gara per decidere dove sarebbe dovuta sorgere la città vinse Romolo che iniziò subito a tracciare i confini con l'aratro. Remo infastidii il gemello a tal punto che questi si arrabbiò e lo uccise (e qui sono rappresentati Caino e Abele).
Quasi come nel caso di Caino e Abele, in cui compaiono altri uomini e donne oltre a loro, anche in questo caso sbucano fuori (pressoché dal nulla) città e civiltà inesistenti o ininfluenti prima. In contrapposizione alla leggenda fluviale dei gemelli latini si contrappone l'epopea di Enea il Troiano, ma anche in questo caso non cambia molto sul taglio dato alla leggenda, è solo un preambolo alla storia che, comunque, riconduce a Romolo primo Re di Roma.
Di quello che succede o c'era prima nessun cenno o molto pochi e scarsamente documentati.
Una delle prime questioni che gli oratori tengono a precisare è il significato della parola "mito". Ovvero il mito è un qualcosa di eroico e sacrale, di divino e rituale. Mentre si tende far passare un significato del termine piuttosto distorto che l'accosterebbe alla "fabula" (alla favola). Ecco allora che "qualcosa", che nella mia mente suonava in modo così discordante, trova l'accordatura, il suo giusto collocamento nella sfera della conoscenza. Perché una certa ritualità, fede, credenza diffusa in tutta Europa e abbracciata da tutte le genti per millenni viene schernita con l'appellativo di Mitologia? Perché un culto estraneo alla cultura e alle stirpi indoeuropee assume, invece, il titolo di religione?
La domanda, ovviamente, non è "come ha potuto, storicamente, una simile blasfemia diventare in poche centinaia di anni l'unica religione diffusa nel mondo allora conosciuto?"
La storia del tradimento di Costantino che sogna la croce dopo aver mangiato una "pepata di cozze" sul lungo Tevere la conosco anch'io. E certamente questo non è il solito articolo sul complottismo per cui vi narrerò le nefandezze di chissà quale società segreta.
Ma resta comunque un argomento da approfondire il fatto che i primi Cristiani, sicuramente, erano ebrei, ma i primi romani convertiti erano gli stessi che fino al giorno prima li gettavano in pasto ai leoni nel Colosseo... ma questa è un'altra storia.
Il libro l'ho comprato solo sabato ed ha comunque una dimensione onorevole, per cui, una volta letto, ve ne parlerò, per ora vi basti sapere che, emerso durante l'incontro di sabato, tra i primi popoli ad abitare l'Esperia (così i greci chiamavano l'Italia) troviamo, oltre ai famosi etruschi, i liguri, i siculi e i tirreni. Ma potrebbe essere ancora antecedente allo stanziamento di questi popoli, una migrazione che dall'Italia centrale (Lazio, Marche e Umbria) portò una popolazione alla conquista di Creta e da cui i greci stessi impararono l'arte della metallurgia, della muratoria, della scrittura (che "semplicemente" perfezionarono) e adottarono anche l'adorazione delle loro divinità. Nulla vieta che questi popoli spintisi a est dall'Italia non possano anche essere giunti sulle coste dell'Anatolia, ma in questo momento non possiedo tutti gli strumenti per sostenere una simile tesi. Sicuramente la Storia della nostra penisola non nasce con Romolo e Remo, e la presenza di popolazioni contemporanee agli etruschi di Albalonga, città che potrebbe (come la città cuneese di Alba) avere origini Liguro-celtiche e successivamente conquistata occupata o abitata dagli etruschi. Inoltre, alcuni ritrovamenti archeologici, indicherebbero che il territorio di Alba (CN) era già abitata durante il neolitico tra il VI ed il III millennio a.c. da una popolazione, i Liguri Stazielli, che sarebbero antecedenti di almeno 2000 anni ai primi insediamenti noti degli egizi sulle rive del Nilo. Con questo non voglio assolutamente togliere nulla all'ingegno e all'ingegneria Egizia (che nulla ha da spartire con la manica di kebabbari e terroristi che ora affollano le rive del Nilo), ma questo sposterebbe (o almeno equilibrerebbe) l'ago della bilancia che tende a mostrare "l'africa" come fulcro della vita e della civiltà europea.
Non ultima a queste affermazioni è l'assurdità che vede lo stesso Enea (figlio di Venere ed eroe troiano) come esule turco. Questa mistificazione (leggasi "cazzata immane") è stata partorita dalle menti propagandistiche che vorrebbero far "notare" che senza immigrazione neanche Roma sarebbe esistita (forse per sommo piacere dei soli leghisti). Il particolare che questi Ignoranti dimenticano è che solo nell'11° secolo (d.c.) i turchi Selgiuchidi sottrassero l'Anatolia all'impero bizantino. I turchi vengono spazzati via dai mongoli nel 13° secolo ed infine diventa l'impero ottomano, al termine di una campagna di conquista, nel 14° secolo. Sicuramente Enea non era un cazzo di kebabbaro scappato dalla Turchia (che neanche esisteva), bensì, se proprio ci scappa di farlo nascere in Anatolia (dal momento che Troia è stata "trovata" in Turchia solo nel 1872) ai tempi di Enea intorno al 1200 a.c. la regione era ancora abitata dagli "ultimi" Ittiti. A seconda delle fonti alcuni indicano, quella degli Ittiti, essere una popolazione indoeuropea discesa in Asia minore attraverso i Balcani, mentre altri indicano gli Hittiti come la stessa popolazione giunta in Anatolia dalla Mesopotamia. Insomma a seconda di quale campana si vuole ascoltare... inutile che vi dica quale campana suona dalle mie parti, ma una cosa è certa Enea non era un rifugiato turco arrivato in Italia col gommone tratto in salvo da una ONG.