26 marzo 2026

A voi che avete votato NO

I soliti ignoranti hanno avanzato il solito attacco progressista, contro Lega e Forza Italia, per  aver citato il "caso Tortora" come monito alla qualità della giustizia in Italia. Eppure, proprio quello, è l'esempio più emblematico della malagiustizia italiana ovvero  un uomo, un personaggio pubblico, condannato a 10 anni di carcere per (secondo l'accusa e la magistratura) affiliazione camorristica e traffico di cocaina.
Per chi ha una certa età, lo ricorderà bene perché per oltre 2 anni occupò le prime pagine dei "giornalai" internazionali tutti accordati sul fatto che  Enzo Tortora fosse un mafioso della peggior specie.
Io di tortora ricordo a malapena la vicenda giudiziaria, ma ricordo meglio il suo programma di punta "Portobello" che, recentemente, ha dato il titolo ad una miniserie che racconta i fatti del "caso Tortora".
Sicuramente qualcuno potrebbe sospettare, come in effetti lo sospetto anch'io, che sia stato molto romanzato, ma se fosse vero anche solo l'1% dei fatti, raccontati nella miniserie, ci sarebbe di che essere schifati.

Degli oltre 1000 arresti, effettuati nella notte del 17 giugno 1983, 200 furono immediatamente (o quasi) rilasciati per omonimia, mentre Tortora (tirato dentro alla vicenda dalle false dichiarazioni di alcuni pentiti "dissociati" dalla "Nuova Camorra Organizzata" di Raffaele Cutolo anche noto come 'o Professore.
La parte sconcertante non è che, secondo i 13 pentiti (di cui 2 assassinati dalla camorra durante il maxi processo), Tortora fosse un Camorrista, bensì che la magistratura avesse proceduto nei sui confronti esclusivamente sulla base delle loro dichiarazioni.
Il motivo è molto banale in realtà (almeno quanto è disgustoso), infatti sin dalle prime ore i giornali pubblicarono le notizie dei fatti giudiziari, a dispetto del presunto segreto istruttorio, in quanto alla procura di Napoli faceva troppa gola un simile processo contro la camorra e, per giunta, con il coinvolgimento di un personaggio pubblico così illustre e rinomato. Infatti, al momento dell'arresto, il suo programma televisivo faceva ascolti per 28.000.000 di telespettatori, ovvero quasi il 50% della popolazione italiana dell'epoca (che contava, secondo i dati ISTAT, circa 56.700.000 abitanti).

Buttandola un attimo sul complottismo, una delle mie specialità, si potrebbe pensare che alla DC (Democrazia Cristiana) la cosa non facesse esattamente piacere. Ovvero di avere un presentatore così popolare dichiaratamente Liberale, infatti Tortora non ha mai fatto segreto della sua simpatia al PLI (Partito Liberale Italiano), ma eletto poi tra i radicali di Marco Pannella... ed io lo difendo lo stesso? Io non sto affatto difendendo Enzo Tortora... sto difendendo un'idea, un concetto, ovvero, se persino un personaggio pubblico come Tortora ha passato i "di peggio guai", cosa potrebbe accadere a noi comuni mortali che, sicuramente, non abbiamo "Santi" in parlamento pronti a darci un posto in lista?
Perché forse in precedenza non l'ho detto con la giusta enfasi, ma Tortora è stato condannato esclusivamente sulla base delle false testimonianze di alcuni pentiti di camorra... in quanto persino la stessa camorra di Cutolo dichiarò ogni estraneità del conduttore alla propria organizzazione. L'unica prova a carico dell'accusa era un taccuino su cui era scritto il nome di Enzo Tortora ed il suo numero di telefono. Peccato che il numero di telefono in questione appartenesse a tale Enzo TortoNa un grossista di bibite. Infatti il taccuino non apparteneva al killer camorristico affiliato ai "cutoliani",  successivamente anch'egli pentito, bensì alla sua "compagna" che, in fase istruttoria, lo aveva fatto presente al magistrato e, nonostante questo (su pressione della procura di Napoli), ha portato avanti le indagini.
La condanna a 10 anni arriva nel 1985 (dopo 2 anni di detenzione tra carcere e domiciliari prima negati e poi concessi per motivi di salute). "Nel settembre 1986, la Corte d'Appello di Napoli assolse pienamente Tortora. Nel 1987 la Corte Suprema affermò definitivamente la totale innocenza di Tortora e agì contro i magistrati che lo avevano ingiustamente processato e condannato." (fonte wakkapedia inglese). Enzo Tortora muore il 18 maggio 1988 (all'età di 59 anni) di cancro.

Il "caso Tortora" è il più eclatante, ma non è certo l'unico caso di malagiustizia in Italia nella cronaca più recente possiamo contare persone (innocenti) detenute in carcere per mesi o anni in attesa di giudizio, mentre veri e propri criminali (per non offendere gli animali) vengono scarcerati dopo poche ore dagli inquirenti solo per non essere tacciati di razzismo. Idem per le zecche rosse e vado a  citare gli ADL122 nella canzone "Fottetevi") 
"Voi certo cellulari ne avete visti tanti,
ma certo non sul retro, salite sul davanti!
Figli di magistrati, nipoti di banchieri,
colore rosso fogna di oggi e di ieri!"
Perché la realtà è questa. Non è un caso che il fronte del "No" sia stato così tanto caldeggiato dallo zeccume parlamentare e non... perché sostanzialmente a loro, di avere una magistratura "rossa", fa più che comodo. Fa comodo avere una magistratura che, di fatto, rende nulla l'applicazione delle leggi italiane per le bestie (loro) compiacenti e le rende estremamente più severe ai loro antagonisti. 
Così ci ritroviamo un ministro degli interni processato (e poi prosciolto) per sequestro di persona per aver fermato una nave piena di clandestini (nel pieno esercizio delle sue funzioni e nel pieno diritto di una Nazione di respingere alla frontiera "cose" che vi si presentano in modo illegittimo).
Mentre per arrivare ad una condanna (pur con l'opinione contraria dei giornalai) il pellet deve massacrare una povera ragazza ed abbandonarla in un fosso dentro a 2 cazzo di valige.
Quello che io auguro a tutti voi che avete votato NO è che la stessa sorte capiti a vostra figlia o a voi stessi, a vostra figlia che finisca fatta a pezzi in un fosso senza che la magistratura si prenda nemmeno la briga di indagare e a voi di essere accusati ingiustamente dai ladri che vi sono entrati in casa e a cui vi siete permessi di rompere il naso in un "eccesso" di legittima difesa. Mi dispiacerà se questo dovesse colpire persone a me care? Se hanno votato NO, assolutamente no... perché è ora che chi pone la propria ideologia fallace innanzi al buon senso (e spesso al buon gusto) inizi ad assumersi le proprie responsabilità. 
È sin troppo facile essere progressisti sulla pelle degli altri, dire agli altri di regalare le coperte ai pellet, mentre in casa si mantiene un microclima tropicale adatto alle piantagioni di canabis... fatelo invece quando siete in mezzo ad una strada, quando quella coperta fa la differenza tra la vostra vita (o quella dei vostri cari) e la morte... ma tanto sta gente cade sempre in piedi, come ho detto a loro i magistrati non faranno mai un torto, perché se mai il figlio di uno di questi subisse un simile destino... per i colpevoli non ci sarebbe alcuna ideologia a proteggerli, ma l'applicazione della legge senza alcun filtro o attenuante culturale. Bensì la mera applicazione della legge con tutte le aggravanti del caso. Per questo motivo un Umberto Bossi, riposi in pace, poteva essere indagato per il suo finto "secessionismo" tra nord e sud, mentre un sindaco di Bergamo non viene neanche bacchettato per aver pulito (pubblicamente) una targa con la sua fascia tricolore simbolo della sua carica istituzionale.

In una parola sola... VERGOGNATEVI!!! 

Perché noi "Fascisti" lo sappiamo bene come funziona la (in)giustizia in Italia e la temiamo più della morte. Preferisco morire in uno scontro in piazza che finire in manette davanti ad un giudice che ci impiega 2 anni a contestarmi alcun reato. 2 anni di spese in avvocati, 2 anni di infamie giornalistiche e, nella migliore delle ipotesi, se ritenuto innocente, vedersi comunque la vita distrutta. Perché la tua (presunta) colpevolezza, in quanto fascista, sarà sbattuta sulle prime pagine di tutti i quotidiani con titoloni del tipo "LA MINACCIA FASCISTA È REALE: Fascisti protetti dal Governo Meloni", mentre la tua innocenza (se proclamata pubblicamente) sarà relegata in un trafiletto tra i necrologi ed un altro latrocinio della "Rubentus" chiamato calcio.