VS Il distacco della realtà dell'occidente (Parte 1)
Prima di fare di ogni fascina un Fascio Littorio, devo ammettere e specificare che una certa parte della sinistra più tradizionalista (minima parte), ha mantenuto un certo contatto con la realtà e la capacità di un'intelligenza critica nei confronti della sinistra da palazzo, quella parte di sinistra ormai marionetta del Capitalismo più sfrenato, che è stato in grado di assorbire le lotte più "radicali" della sinistra mondiale (femminismo, cittadinanza globale e anti-razzismo) attraverso finanziamenti "pubblici" (inteso come non segreti, ma candidamente dichiarati) facendoli passare come lotta al capitalismo stesso. Gli esempi di questo tipo di sinistra si possono contare sulle dita di una mano e, di sicuro, non passano per lotte quali, propal, ambientalismo, movimenti pansessuali in genere. Perché non ho inserito l'ambientalismo tra le lotte di sinistra? Beh intanto perché non sono un'esclusiva di sinistra, poi perché, appunto, il loro tipo di ambientalismo passa per la cementificazione dell'Italia (o del Mondo) a riprova che dietro tali movimenti ci sia il Capitalismo mondiale. Prova ne è proprio il fatto che l'U(B)E ci obbliga a passare alle auto elettriche il cui smaltimento paghiamo in anticipo (fonte IA Gemini).
Dopo questa piccola, ma necessaria, digressione, affrontiamo il tema che abbiamo iniziato nello scorso articolo. A proposito di distacco dalla realtà dell'occidente, mi permetto di raccontare questo breve aneddoto (vissuto in prima persona)... proprio in occasione dell'uscita di quell'articolo mi sono recato al Lidl per fare un po' di spesa (sì, ogni tanto vado a fare la spesa al Lidl per 3 ottime ragioni che sono le "Bavette", a quanto ne so, sono l'unica catena di supermercati a vendere una marca di pasta che produce ancora le "Bavette"; i Bretzel, sì, sfornano quotidianamente i Bretzel e non sono nemmeno scabrosi, anzi persino buoni; "Deutschland Über Alles" sono stati accusati talmente tante volte di essere nazisti che, nel dubbio, ogni tanto qualche euro passo a lasciarglielo; ad ogni modo mentre stavo uscendo con la mia bella borsa di plastica, il marito di una coppia di vecchietti dice "Sono già le 19:20..." Risposta della moglie "eh già..." riprende lui "pensavo fossero le 16..." io mi riprendo all'istante dai miei cupi piani di dominio mondiale guardo il cielo e a voce bassa (udibile a malapena ad 1-2km di distanza) affermo "A maggio?!? Nemmeno in Norvegia fa buio alle 4 del pomeriggio...".
Ovviamente questo breve aneddoto non è strettamente legato al distacco dalla realtà e non vale nemmeno come cartina tornasole di quanto siamo messi male, ma mi sono ammazzato dalle risate ed ho voluto quindi condividerlo
Come scritto in precedenza distacco dalla realtà e fuga dalla realtà sono due facce della stessa moneta (se la moneta in questione è la realtà), ma non sono per niente la stessa cosa. In breve il distacco dalla realtà è il non rendersi conto di ciò che ci succede intorno, mentre la fuga è trovare un rifugio dalla realtà che ci circonda.
C'è un grosso "ma" che va inserito in questo punto. Ovvero mentre la definizione di distacco della realtà è definita, appunto, la fuga dalla realtà ha almeno due considerazioni che vale la pena di analizzare con maggiore attenzione.
Avendo definito il distacco e la fuga come due facce della moneta "realtà", dobbiamo inevitabilmente considerare che le monete, spesso, hanno un lato sempre uguale (o generalmente molto simile "testa") ed lato variabile ("croce" che solitamente accompagna il valore nominale della moneta stessa). Allo stesso modo il lato croce della realtà (ovvero la fuga da essa) può, anzi, ha diversi valori. Come detto il distacco è definito e definitivo, ma uno degli aspetti della fuga dalla realtà può sembrare molto simile, ovvero la fuga dalla realtà per non "volerla" affrontare. Cioè crearsi, nella propria mente, un mondo parallelo in cui tutto va bene.
Dopo questa piccola, ma necessaria, digressione, affrontiamo il tema che abbiamo iniziato nello scorso articolo. A proposito di distacco dalla realtà dell'occidente, mi permetto di raccontare questo breve aneddoto (vissuto in prima persona)... proprio in occasione dell'uscita di quell'articolo mi sono recato al Lidl per fare un po' di spesa (sì, ogni tanto vado a fare la spesa al Lidl per 3 ottime ragioni che sono le "Bavette", a quanto ne so, sono l'unica catena di supermercati a vendere una marca di pasta che produce ancora le "Bavette"; i Bretzel, sì, sfornano quotidianamente i Bretzel e non sono nemmeno scabrosi, anzi persino buoni; "Deutschland Über Alles" sono stati accusati talmente tante volte di essere nazisti che, nel dubbio, ogni tanto qualche euro passo a lasciarglielo; ad ogni modo mentre stavo uscendo con la mia bella borsa di plastica, il marito di una coppia di vecchietti dice "Sono già le 19:20..." Risposta della moglie "eh già..." riprende lui "pensavo fossero le 16..." io mi riprendo all'istante dai miei cupi piani di dominio mondiale guardo il cielo e a voce bassa (udibile a malapena ad 1-2km di distanza) affermo "A maggio?!? Nemmeno in Norvegia fa buio alle 4 del pomeriggio...".
Ovviamente questo breve aneddoto non è strettamente legato al distacco dalla realtà e non vale nemmeno come cartina tornasole di quanto siamo messi male, ma mi sono ammazzato dalle risate ed ho voluto quindi condividerlo
Come scritto in precedenza distacco dalla realtà e fuga dalla realtà sono due facce della stessa moneta (se la moneta in questione è la realtà), ma non sono per niente la stessa cosa. In breve il distacco dalla realtà è il non rendersi conto di ciò che ci succede intorno, mentre la fuga è trovare un rifugio dalla realtà che ci circonda.
C'è un grosso "ma" che va inserito in questo punto. Ovvero mentre la definizione di distacco della realtà è definita, appunto, la fuga dalla realtà ha almeno due considerazioni che vale la pena di analizzare con maggiore attenzione.
Avendo definito il distacco e la fuga come due facce della moneta "realtà", dobbiamo inevitabilmente considerare che le monete, spesso, hanno un lato sempre uguale (o generalmente molto simile "testa") ed lato variabile ("croce" che solitamente accompagna il valore nominale della moneta stessa). Allo stesso modo il lato croce della realtà (ovvero la fuga da essa) può, anzi, ha diversi valori. Come detto il distacco è definito e definitivo, ma uno degli aspetti della fuga dalla realtà può sembrare molto simile, ovvero la fuga dalla realtà per non "volerla" affrontare. Cioè crearsi, nella propria mente, un mondo parallelo in cui tutto va bene.
In cosa differisce questo aspetto dal distacco dalla realtà? In un particolare tanto sottile quanto fondamentale. Siamo praticamente a livello filosofico, ma è di vitale importanza carpirne la differenza sostanziale. Chi si distacca dalla realtà vive in questo mondo, è a conoscenza di ciò che accade intorno a sé (descritto nel dettaglio nel precedente articolo), ma non lo percepisce né come sbagliato né come pericoloso per sé e per la società. Mentre, chi fugge dalla realtà per non volerla affrontare non percepisce nemmeno più il mondo che lo circonda.
In parte, da che ho ridotto il numero degli scritti, ho interiorizzato questo aspetto, in quanto, ormai, il mio unico contatto con il mondo esterno, a livello di interazione con i media, sono i fine settimana di Formula 1 e la sola idea che ci siano 2 pellet in griglia mi fa rivoltare lo stomaco e non solo... e quando sento che uno dei 2 (il "gurila" bollito "ser(vo)" lewis hamilton, figlio legittimo di una escort e del suo maggiordomo) viene osannato anche da chi non fa più il giornalista ormai da decenni, non mi fornisce la prova che non sono io a fuggire dalla realtà, bensì che la gente appartenente al sistema sta già distorcendo la realtà per farla combaciare con la propria narrazione.
Ad esempio un Giorgio Piola che indica il "gurila" come il migliore di tutti i tempi, specificando, anche migliore del "Kaiser" Michael Schumacher in quanto, ai tempi del suo dominio assoluto, non aveva avversari a differenza dei tempi del "gurila"*. Chiaramente non è su questo che si basa il distacco dalla realtà, ma certamente è una cartina tornasole della narrazione odierna, come dicevo poc'anzi.
Onestamente, in tal senso, il mio fuggire alla realtà (televisiva) si collega a doppio filo con quello che io sento essere più affine alla mia visione del mondo. Ovvero, "chi mi conosce lo sa" (come diceva quello, ovvero Alberto Tomba), io ho sempre affrontato la realtà dando battaglia su tutti i fronti, dal Black Metal al Nazionalsocialismo, nella vita pubblica e nella sfera privata senza mai fare sconti a nessuno né ai camerati in Battaglia né a chi volesse condividere parte della strada con me a livello sentimentale. Compreso questo blog che porto avanti da un decennio. Anche il guerriero più feroce, a lungo andare, ha bisogno di un periodo di tregua per recuperare le energie, curare le ferite e rifrancare lo spirito dagli scontri, ma in questa guerra moderna dove la vita quotidiana è un continuo attacco alla Civiltà Europea (non parlo della sua cultura, che ormai ha smarrito da un paio di millenni), all'eterosessualità ed ai valori tradizionali (principalmente alla famiglia tradizionale, ma non la concezione cristiano/cattolica del termine), il tutto per creare, infine, un individuo sradicato che non sia definito apolide dalla giurisdizione degli Stati, ma che si senta apolide egli stesso. In una guerra totale come questa, che non è fatta di armi convenzionali (siano esse armi da fuoco o armi bianche), ma fatta di armi psicologiche spianate su ogni fronte, interno ed esterno, l'unico mezzo che il guerriero ha per rifrancare lo spirito è quello di fuggire, temporaneamente, in un mondo (una sfera totalmente privata) in cui egli sia davvero al sicuro da ogni attacco. L'unico modo che ha a disposizione per potersi allontanare dal fronte.
In parte, da che ho ridotto il numero degli scritti, ho interiorizzato questo aspetto, in quanto, ormai, il mio unico contatto con il mondo esterno, a livello di interazione con i media, sono i fine settimana di Formula 1 e la sola idea che ci siano 2 pellet in griglia mi fa rivoltare lo stomaco e non solo... e quando sento che uno dei 2 (il "gurila" bollito "ser(vo)" lewis hamilton, figlio legittimo di una escort e del suo maggiordomo) viene osannato anche da chi non fa più il giornalista ormai da decenni, non mi fornisce la prova che non sono io a fuggire dalla realtà, bensì che la gente appartenente al sistema sta già distorcendo la realtà per farla combaciare con la propria narrazione.
Ad esempio un Giorgio Piola che indica il "gurila" come il migliore di tutti i tempi, specificando, anche migliore del "Kaiser" Michael Schumacher in quanto, ai tempi del suo dominio assoluto, non aveva avversari a differenza dei tempi del "gurila"*. Chiaramente non è su questo che si basa il distacco dalla realtà, ma certamente è una cartina tornasole della narrazione odierna, come dicevo poc'anzi.
Onestamente, in tal senso, il mio fuggire alla realtà (televisiva) si collega a doppio filo con quello che io sento essere più affine alla mia visione del mondo. Ovvero, "chi mi conosce lo sa" (come diceva quello, ovvero Alberto Tomba), io ho sempre affrontato la realtà dando battaglia su tutti i fronti, dal Black Metal al Nazionalsocialismo, nella vita pubblica e nella sfera privata senza mai fare sconti a nessuno né ai camerati in Battaglia né a chi volesse condividere parte della strada con me a livello sentimentale. Compreso questo blog che porto avanti da un decennio. Anche il guerriero più feroce, a lungo andare, ha bisogno di un periodo di tregua per recuperare le energie, curare le ferite e rifrancare lo spirito dagli scontri, ma in questa guerra moderna dove la vita quotidiana è un continuo attacco alla Civiltà Europea (non parlo della sua cultura, che ormai ha smarrito da un paio di millenni), all'eterosessualità ed ai valori tradizionali (principalmente alla famiglia tradizionale, ma non la concezione cristiano/cattolica del termine), il tutto per creare, infine, un individuo sradicato che non sia definito apolide dalla giurisdizione degli Stati, ma che si senta apolide egli stesso. In una guerra totale come questa, che non è fatta di armi convenzionali (siano esse armi da fuoco o armi bianche), ma fatta di armi psicologiche spianate su ogni fronte, interno ed esterno, l'unico mezzo che il guerriero ha per rifrancare lo spirito è quello di fuggire, temporaneamente, in un mondo (una sfera totalmente privata) in cui egli sia davvero al sicuro da ogni attacco. L'unico modo che ha a disposizione per potersi allontanare dal fronte.
Un esempio su tutti, dal momento che ritengo la televisione (smart e non) il primo, ma non certo l'unico, strumento di indottrinamento di massa, come ho scritto in precedenza mi ci sono totalmente allontanato salvo che per il mondiale di F1, non è certo scevro da messaggi neanche troppo subliminali. Nonostante ciò, vengo costantemente bombardato da notizie che riguardano l'attuale campionato mondiale di calcio. La notizia, su cui volutamente non ho cliccato per approfondire, tocca un tema vecchio quanto la sostituzione di popolo, riguarda il fatto che la Francia stia dominando i Mondiali grazie alla perfetta amalgama di multiculturalismo.
Come dicevo un discorso tanto vecchio, come la sostituzione del popolo europeo, quanto fallace. Infatti, il giornalista parla esclusivamente dal punto di vista calcistico (ripeto, non avendo letto l'articolo), perché se usciamo un attimo dal rettangolo di gioco la situazione in Francia è tutt'altro che amalgamata. Anzi, direi che la Francia multietnica (o meglio multirazziale) è una polveriera come le restanti nazioni europee ostaggio di una immigrazione selvaggia.
Come dicevo un discorso tanto vecchio, come la sostituzione del popolo europeo, quanto fallace. Infatti, il giornalista parla esclusivamente dal punto di vista calcistico (ripeto, non avendo letto l'articolo), perché se usciamo un attimo dal rettangolo di gioco la situazione in Francia è tutt'altro che amalgamata. Anzi, direi che la Francia multietnica (o meglio multirazziale) è una polveriera come le restanti nazioni europee ostaggio di una immigrazione selvaggia.
Focalizzando, invece, il titolo limitatamente ai campi di calcio, beh non so cosa intenda il giornalista con "dominare", ma per me ha un significato leggermente diverso da quello che la realtà mostra...
Campionati Mondiali:
Campionati Mondiali:
- 2022: Argentina;
- 2018: Francia;
- 2014: Germania;
- 2010: Spagna;
- 2006: Italia;
- 2002: Brasile (l'ultimo mondiale vinto da una squadra sudamericana prima del 2022);
- 1998: Francia (vittoria in casa contro il Brasile);
Campionati Europei:
- 2024: Spagna;
- 2020: Italia;
- 2016: Portogallo;
- 2012: Spagna;
- 2008: Spagna;
- 2004: Grecia (una delle più grandi sorprese nella storia del calcio);
- 2000: Francia (vittoria al golden goal in finale contro l'Italia);
- 1996: Germania (vittoria contro la Repubblica Ceca a Wembley);
Vincere 3 volte, tra europei (1) e mondiali (2), in 30 anni non è poco, ma non è nemmeno un dominio se pensiamo che Italia e Germania hanno vinto 2 volte a testa (una volta per ciascuna competizione) e se non consideriamo le 4 vittorie della Spagna il cui calcio sicuramente domina lo scenario europeo (3 volte nel campionato europeo ed 1 al mondiale). Perché non ci raccontano di questo dominio? Del dominio del calcio spagnolo che, di sicuro, non è esclusivo dei soli Spagnoli?
Perché, per il distacco dalla realtà, la Spagna non è abbastanza multirazziale. Non è un accozzaglia di lingue africane. Solo per questo si devono, necessariamente, inventare un dominio che non esiste. Una superiorità, derivata da quel passato di verdure**, che non esiste. Si tratta di una narrazione che non trova alcun riscontro nella realtà dei fatti. Per chiudere il giro sui mondiali, l'unica verità oggettiva, che però non ci raccontano, è che la nazionale di calcio dell'italia multirazziale sono 12 anni che non partecipa ai mondiali (dopo essere stata presa a calci nel culo nel 2014 dall'Uruguay)... ma i giornalai continuano a campare scuse e a raccontarci che una società multirazziale è un valore aggiunto (ancora tutto da dimostrare e che secondo me non esiste).
Come ripeterò finché avrò fiato (ed alla vostra nausea), perché delle olimpiadi del 1936 della Berlino Nazionalsocialista ci parlano solo della stretta di mano fantasma tra il Führer Adolf Hitler e jesse owens, e non ci raccontano invece che quell'edizione fu dominata dagli ariani atleti tedeschi?
Come ripeterò finché avrò fiato (ed alla vostra nausea), perché delle olimpiadi del 1936 della Berlino Nazionalsocialista ci parlano solo della stretta di mano fantasma tra il Führer Adolf Hitler e jesse owens, e non ci raccontano invece che quell'edizione fu dominata dagli ariani atleti tedeschi?
- Germania: 33 ori, 26 argenti, 30 bronzi (89 totali)
- Stati Uniti: 24 ori, 20 argenti, 12 bronzi (56 totali)
- Italia: 8 ori, 9 argenti, 5 bronzi (22 totali)
Di fronte ad un simile dispiegamento di forze, di bombardamento continuo ed attacchi senza tregua su tutti i fronti, inevitabilmente, si è costretti a trovare, nella propria mente, un luogo in cui ripararsi, ma questo è un rifugio dalla realtà, non un rifiuto di essa. Chi, come me, "vive" in un mondo tutto suo, non pensa che il mondo (ridotto a 4 stanze ed un balcone con un pesco) sia un luogo meraviglioso dove tutto va bene. Diventa solo il luogo in cui poter passare in pace la propria licenza, prima di dover tornare al fronte e continuare a combattere anche per il bene di chi è convinto che "in fondo se vengono qui a lavorare e non rompono i coglioni..." un cazzo!!!
* Ai tempi del Kaiser ad esempio "Mika Häkkinen", "Jacques Villeneuve", "Fernando Alonso" e "Damon Hill", alla faccia del nessuno per non citare Trulli, Mansell, Irwine o quel giudeaccio zozzo di barichello; ai tempi del "gurila" Rosberg (ritiratosi dopo aver vinto un solo mondiale), Vettel (che gliele ha suonate per quattro anni di seguito ed ha rischiato di suonargliele con un cancello di Ferrari), Max Verstappen che appena ha avuto una macchina decente non gli ha più fatto toccare il podio e chi altro? Russell?!? Bottas?!? La differenza è che Schumi li ha schiacciati tutti ed erano tutti nomi promettenti... il "gurila" le ha prese da tutti finché la FIA non ha iniziato a fargli favori personali per farlo vincere, oltre ad ordini di scuderia per castrare eventualmente il compagno di squadra, ma questo è la norma, anche se qualcuno lo fa con più eleganza di altri. Piola però lo ha definito il più grande di tutti i tempi, non solo meglio di "Schumi", quindi migliore di Nuvolari, di Niki Lauda, di Senna, Prost, ecc.
** Il modo di dire riguarderebbe il minestrone di verdure, ma nel minestrone le verdure sono a pezzi e volendo, con una infinita dose di pazienza, si possono escludere alcune verdure ad esempio mettiamo le carote... se per qualche ragione non volessi mangiare le carote le potrei scartare... ma provate a non mangiare le carote una volta che l'intero minestrone (carote incluse) è stato ridotto ad un passato di verdure...
Nessun commento:
Posta un commento