14 settembre 2018

NON vogliamo la legittima difesa.

La sinistra dice che in uno Stato di diritto, quale l'Italia si fregia di essere, il cittadino non può e non deve ricorrere alla giustizia privata. Esistono le Forze dell'Ordine che ci proteggono e ci tutelano dai male intenzionati che intendono distruggere e violare l'intimità delle nostre abitazioni per appropriarsi dei nostri effetti personali. Al coro dei sordo-cechi (magari fossero muti "li mortacci loro") si uniscono i garantisti (o moralizzatori delle macchinette) che vedono (non vivono) un mondo ideale e su quella errata percezione costruiscono l'ideale secondo cui non dovrebbero esistere le galere, perché togliere la libertà (ad un delinquente) è peggio che togliergli la vita... ciò implica, secondo voi, che loro sono a favore della pena di morte già dal reato di violazione di domicilio o appropriazione indebita di beni pubblici e statali? Macché, semplicemente vorrebbero che stupri ed omicidi... ma che sciocchezze dico... non esistono quei reati (in quanto commessi solitamente dai negri), l'unico reato che riconoscono e vorrebbero punito con la morte è quello di nazi-fascismo.
Lo so non esiste il reato di nazi-fascismo esistono tanti reati legati al fascismo, ma non un reato che punisca esplicitamente il dichiararsi nazi-fascista... diversamente la Alessandra Mussolini avrebbe dovuto essere in prigione da tempo per quella sacrosanta verità (sputata in faccia al pentito Vladimir Luxuria): "Meglio Fascista che frocio!"
Per cui al tabaccaio che si è preso una "lamata" in gola per difendere quella miseria guadagnata in una giornata di lavoro e che non gli basterà per vivere, ma solo riuscire a pagare le tasse statali... non merita nemmeno il cordoglio e la presenza (per altro non richiesta) degli allora deputati del centro sinistra, mentre correvano a frotte (per essere sempre nella vetrina giusta) ai funerali di negri mafiosi e degli spacciatori pellet.
Per certi versi meglio che certa feccia non insulti la memoria, con la propria indegna presenza, degli italiani che sono morti per aver cercato di guadagnarsi onestamente il pane.
Noi Italiani siamo stanchi di essere vittime e martiri delle vostre campagne elettorali, delle vostre politiche migratorie incontrollate e dei vostri contentini pur di abbonirci sino alle successive elezioni e farci correre, ancora una volta come capre, incontro al nostro carnefice. Lo ripeto per quanti non sanno leggere, o fingono di non capire... Noi Italiani siamo stanchi!!! Gli italioti, i traditori, i Martina, i Boldrini e figli e chiunque altro può scegliere se andarsene (sui propri piedi) o levarsi dal cazzo (con i piedi in avanti).
Noi non vogliamo la legge sulla legittima difesa. Perché se mai dovesse arrivare, arriverebbe talmente diluita da sembrare una sciacquatura di piatti. Noi vogliamo la legittima offesa. Se lo Stato e la sua polizia non è in grado di difenderci... allora che scoppi quella guerra, invocata da alcuni americani,  secondo cui la prossima divisa sarà il colore della nostra pelle.
I pavidi e i corrotti invocheranno, ancora una volta, che a difenderci devono essere le polizie di Stato.
Anche ammettendo che abbiano voglia di fare il lavoro ingrato per il quale sono pagati... I pellet continuano ad aumentare, gli agenti a diminuire (per i tagli alla spesa pubblica)... non abbiamo più un esercito regolare, ma solo dei mercenari in divisa (che se sono convinti di difendere la patria ben venga, ma se fanno i soldati solo per lo stipendio non servono a un cazzo neanche loro).
Sono questi coloro che ci devono difendere:
"Torino, rivolta contro la polizia: gli agenti offesi e presi a botte. La sindaca: “Comportamento vergognoso”" e meno male che la mignotta pentastellata ha fatto sto intervento inutile... invece di dire che è un comportamento vergognoso rivolgiti al tuo alleato di governo chiedi di poter usare polizia ed esercito in forze... rastrella casa per casa i negri, ma non gli mettere in mano un foglio di carta in cui con parole che non riuscirebbe a capire nemmeno un'avvocato gli chiedi cortesemente di andare in un'altro quartiere... lo accompagni in riva al mare con un materassino gonfiabile e ce lo butti dentro (tanto su quello sono arrivati e su quello se ne devono andare a fare in culo).
"Una rivolta contro la polizia in Barriera di Milano, il quartiere simbolo che racchiude tutte le fragilità e le complessità dell’anima multietnica della città. Dai palazzi e dagli alloggi di ringhiera sono scesi in quaranta, al grido di «fascisti cosa credete di essere», contro una pattuglia della polizia per liberare un immigrato gabonese che fermato dai poliziotti del commissariato Barriera di Milano durante un controllo, finalizzato ad accertare le condizioni per uno sfratto. Circondati e bersagliati di botte, due agenti sono rimasti feriti." Questo secondo la Stampa.
"Torino, scoppia la rivolta dei pusher: poliziotti picchiati da 30 africani ai Giardini Alimonda" il diariodelweb pagina di Torino che continua "Tutto è nato durante un controllo di un appartamento: due agenti del Commissariato Barriera Milano, accompagnati dal vice questore aggiunto Alice Rolando, sono entrati in un’abitazione messa all’asta in corso Palermo 97 per alcune verifiche. Nell’alloggio i poliziotti hanno trovato due spacciatori con diversi ovuli di droga in casa. I pusher, lanciandosi dalle scale e dalla finestra, sono riusciti a scappare dallo stabile e si sono diretti verso i Giardini Alimonda braccati dagli agenti. Qui i due spacciatori hanno chiesto manforte agli altri spacciatori presenti: in poco tempo i poliziotti sono stati circondati da 30 africani e sono stati aggrediti violentemente. Dai balconi un cittadino italiano ha aizzato i pusher contro i poliziotti al grido di «Fascisti, andate via. Nazisti»." e questo traditore non è certo migliore dei negri.

Chiara Appendini, la figlia Sara, e l'assessore Unia ai giardini Alimonda

Chiara Appendini, la figlia Sara, e l'assessore Unia ai giardini Alimonda (© Gazzetta Torino)

"Venuta a sapere dell’aggressione, consumatasi nei giardini in cui qualche settimana fa era stata ritratta intenta a giocare a pallavolo, la sindaca Appendino ha condannato l’episodio, ringraziando allo stesso tempo la polizia per il lavoro svolto: «La Polizia di Stato, insieme a tutte le forze dell’ordine, sta svolgendo un prezioso lavoro, una fondamentale attività di controllo e presidio del territorio con efficaci ed evidenti risultati positivi nel contrasto all’illegalità e nel garantire ai cittadini sicurezza anche in quelle zone della città più difficili dal punto di vista dell’ordine pubblico. Quello dei cittadini che hanno aggredito gli agenti è stato un comportamento vergognoso e inaccettabile e ci auguriamo che resti un caso isolato. E’ bene che tutti sappiano che a Torino non esistono né zone franche, né aree dove l’illegalità è tollerata. Ringraziamo il questore Messina e tutti gli agenti di Polizia per il loro difficile e spesso gravoso impegno e lavoro quotidiano al servizio della comunità»." Come ampiamente dimostrato Chiara... come ampiamente dimostrato.
Senza contare che 3 giornali online danno 3 versioni della stessa storia... La Stampa sorvola sul fatto che gli aggressori sono tutti africani (tranne, aggiungo io, quello che urlava "fascisti" che era invece italiano), nel diario del web si fa presente che sono stati aggrediti dai pellet, mentre inseguivano i due spacciator... ehm le due "risorse" fino ai giardinetti.
Mentre questo è tutto ciò che dice "Cronaca Qui" prima di rimandare alla lettura in edicola (ma ci sta anche) "Giardini Alimonda, martedì mattina, ore otto. Due agenti delle Volanti entrano in un palazzo che affaccia sul piazzale. Devono effettuare una verifica riguardo un appartamento occupato da due stranieri destinatari di uno sfratto. Varcando l’ingresso dell’alloggio, gli agenti scoprono che i due gabonesi hanno allestito in una stanza una sorta di laboratorio per confezionare dosi di droga che era contenuta in scatole di caramelle. Mentre uno dei due malviventi si fa largo a forza, spintonando gli agenti e riesce a fuggire, l’altro viene ammanettato. Durante la fuga, mentre scende le scale, lo spacciatore incita gli inquilini del palazzo a ribellarsi contro la polizia. E in pochi minuti esplode una autentica la rivolta."

Ma le ho già sentite 'ste notizie e le ho già vissute queste storie, inizia così prima una pattuglia, poi (se hanno un briciolo di orgoglio) arriva una maxi retata per togliere il marcio, ci scappa il morto vero o presunto, l'opinione pubblica si indigna contro gli sbirri perché (come a Genova nel 2001) un giovane con il passamontagna in volto che corre armato di un estintore verso una camionetta dei carabinieri accerchiata e bersagliata da pietre grosse come palle di cannone è una vittima.
Allora lo stato stringe ancora di più le manette intorno ai polsi della Polizia che frustrata dal non poter prendere a scarpate nel culo i delinquenti si accanisce contro la cittadinanza inerme di cui all'opinione pubblica non frega un cazzo. I negri crescono di numero, crescono in forza e, prima che te ne rendi conto, hai intere zone in cui la polizia riesce più ad entrare. Ti abitui all'idea che ormai quella parte di città è perduta, pensando tanto lì non ci andavo neanche prima. Poi una mattina ti svegli e ti accorgi che tua figlia non è tornata e scopri il perché solo al TG, in una di quelle notizie che (nella migliore delle ipotesi) hai commentato con una scrollata di spalle ed un "che schifo di paese", continuando a votare PD, che la tua auto è stata incendiata nella notte nonostante non vivi in uno di quei quartieri in cui non entravi neanche prima... allora forse decidi di cambiare il tuo voto da centro sinistra a centro destra, ma il risultato non cambierà più.
Oppure... siamo in Italia e allora non ci sarà nessuna maxi retata ed il quartiere lo abbiamo già perduto.
Solo che Torino, Milano, Roma, ecc non sono Parigi, non sono Stoccolma, non sono Berlino i quartieri che si perdono da noi non sono quelli periferici di prefabbricato costruiti negli anni '50 o '60... noi perdiamo le Stazioni ferroviarie (già ora trasformate in accampamenti maleodoranti in cui la delinquenza regna indisturbata), perdiamo i centri storici (dove dovrebbero affondare le nostre radici e di cui a chi ci rimpiazzerà non frega già adesso un cazzo), perderemo la nostra Storia... ma di questo già adesso non frega un cazzo a "uno, nessuno o 100.000".

12 settembre 2018

Le rivoluzioni non si fanno dopo pranzo.

Le rivoluzioni, buona gente, non si fanno dopo pranzo. Così conclude l'articolo su Il Primato Nazionale di Marta Galimberti dal titolo "L’ebbrezza della libertà e dell’eroismo: l’impresa di Fiume ci parla ancora".
Così ho pensato di iniziare il mio di oggi.
Tornando indietro con la memoria, mi torna alla mente che, spesso, invece di parlare di (chiedo perdono alle eventuali lettrici) "Calcio e Figa", si discuteva di Politica storica e di quella rivoluzionaria, capitava di domandarsi se le nostre generazioni, nipoti di quelle del '14-'18 ('15-'18 se visto solo dal punto di vista Italiano) e figlie della generazione di quegli slanci ideologici che ancora esistevano e che si prodigavano a cambiare il mondo diretto inesorabilmente verso "l'imborghesimento" di tutte le classi sociali.
A volte è capitato di sentire commenti (inopportuni) che sostenevano, ad esempio, la tesi che per una rivoluzione ci vogliono dei Capi forti e carismatici ed ogni volta toccava a me l'ingrato compito di far presente che i "Capi forti e carismatici senza il popolo sono solo persone che amano il suono della propria voce. Diventando infine una sorta di piramide rovesciata in cui tutti comandano e nessuno esegue gli ordini.
A una simile affermazione può essere obbiettato che a nessuno piace prendere ordini... vero!!! ...in parte!
E' vero nella misura in cui siamo stati abituati ad avere dei "capi" siano essi professori o presidi, capi reparto o capi ufficio che hanno scalato le gerarchie per l'anzianità e non per merito, sì questo può essere vero, cioè non piace prendere ordini da persone che non sanno di cosa stanno parlando, ma ci sono, piaccia o no, superiori di grado. Probabilmente taluni, convinti che nel comunismo marxista (ovvero quello mai esistito se non in uno scritto abbandonato in una soffitta ideologica ed applicato prendendo ciò che faceva comodo o ciò che era applicabile e interpretando il resto come "fumoso vangelo") non esistono gerarchie e che ogni uomo è il "capo" di sé stesso, nella pratica poi chissà perché c'è sempre stato un capo, un comandante, un "Lider Maximo", un presidente, ecc. in barba alle gerarchie inesistenti.
Ma per taluni non avere il "peso" di dover prendere delle decisioni, di non dover convivere con le responsabilità da esse derivate non è poi così disdicevole, soprattutto quando il superiore da cui si riceve l'ordine da prova di essere capace in ciò che fa ed in ciò che "ordina".
Dal momento che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, nel sostenere la sua tesi arriva ad affermare che il popolo non fa la rivoluzione, perché quando sta "bene", non ha interesse a cambiare lo stato delle cose, mentre quando non sta "bene" ed ha fame pensa a riempirsi la pancia e non a fare la guerra.
La parte sul benessere del popolo è vera, nel senso che quando sta bene non ha interesse a cambiare in quanto, seppur lamentoso cronico, teme il cambiamento; è quando raggiunge il fondo, quando la corda si spezza, quando non sta bene che le cose si complicano... o almeno così dovrebbe essere.
Qui subentra il colpo di genio della borghesia, degli arricchiti che prima hanno usato il popolo per rovesciare l'aristocrazia e poi, per tenerli buoni, gli hanno messi di fronte alla loro coscienza mostrandogli (sempre) qualcuno che sta peggio.
Arriverà forse il giorno in cui qualcuno avrà l'illuminata "arroganza" di rispondere a quanti intimano di pensare a chi sta peggio: "Perché devo continuare a livellarmi con il basso? Nel momento in cui non ho un lavoro, non ho una famiglia, non ho uno straccio di amico... devo rallegrarmi del fatto che sono ancora vivo?!? Non posso iniziare a pensare a chi sta meglio di me e si lamenta ancora?".
Le rivoluzioni, buona gente, non si fanno dopo pranzo. Fa chiaramente riferimento al fatto che non bisogna adagiarsi sugli allori quando le cose vanno di merda, ma potrebbero andare peggio... perché quando vanno di merda l'intervento è urgente, ma rischia di essere tardivo; mentre quando vanno peggio non si può solo sperare che il trapasso non sia troppo doloroso.
Adagiarsi nell'agio borghese (che poi borghese non è perché di fatto per star bene bisogna essere ai livelli di ricchezza della defunta aristocrazia), significa semplicemente farsi trattare come pecore da una classe incapace che a sua volta prende ordini da qualcuno privo di scrupoli che, alla prima occasione, abbandonerà lo strumento che gli ha permesso di raggiungere il proprio scopo e, se necessario, agevolerà un nuovo strumento per raggiungere lo scopo successivo.
Sono senza peccato? Per questo scaglio la prima pietra? Ovviamente no! Non sono senza peccato e non scaglio la prima pietra, probabilmente non sono nemmeno la pietra scagliata da chi è senza peccato, forse sono io il peccato o, più probabilmente sono solo una goccia d'acqua nella vastità dell'oceano che non percepisce nessuna distinzione tra il normale moto ondoso del mare ed i cerchi d'acqua creati da un sasso lanciatovi dentro.
Il problema è... chi sono io per fare la morale? O se c'è ancora una morale che vale la pena salvare? Quando si discuteva di rivoluzione (attorno al tavolo di una pizzeria) l'argomento era sempre lo stesso e scaturiva da una domanda... queste generazioni, successive al '68 ('69 in Italia perché noi arriviamo sempre dopo aver preso il caffè e magari fatta una mezz'oretta per digerire... tanto per togliervi ogni dubbio la seconda guerra mondiale è iniziata l'1 settembre 1939 con la raccolta da parte dei tedeschi di un invito polacco che dissero "se la Germania rivuole Danzica se la deve venire a prendere... noi saremo pronti"... come hanno dimostrato i fatti. Il 2 Francia e Inghilterra dichiarano guerra alla Germania... gli rodeva non essere stati invitati al party polacco, ma non era colpa dei tedeschi se i polacchi non hanno mandato gli inviti. Il 10 giugno l'Italia "se desta"... ma siamo già nel '40), sono ancora in grado di ribellarsi? Da qui una sequela di discussioni inutili in cui finti rivoluzionari (figli di borghesi e quindi tecnicamente infiltrati) che proponevano di stringere alleanze con la borghesia che costituisce, ormai, la maggioranza del popolo... certo vedendo lo stato attuale delle cose nutro meno perplessità nel ipotizzare una classe sociale che disintegra sé stessa, ma di solito sono quelle manipolate, non quelle manipolatrici (o sedicenti tali).
In definitiva, quella che poteva sembrare una frase fatta, è divenuta una triste realtà, le cui colpe però vanno ricercate non nella generazione dei sessantottini, ma proprio in quella generazione che abbindolata dalla mera illusione della crescita economica illimitata farcita con il fiele del "grande sogno americano" per cui chiunque può fare qualunque cosa... infatti in America sono tutti pop star di successo famosi in tutti il mondo e lo strato produttivo è demandato a paesi terzi (in parte vero, ma non del tutto).
Così mentre tutti aspirano a fare Rap e "scopare" come licantropi qualunque cosa respiri... lo Stato Sociale viene disintegrato difeso soltanto da 4 nostalgici troppo stanchi, dopo anni in barricata, per alzare il manganello o per sporgere un bicchiere di "olio di ricino" da una parte o dall'altra ebbri di una "vittoria" ormai sepolta sotto la spessa coltre della polvere del tempo, ed il pugno che un tempo stringeva dei saldi ideali (per quanto errati) ora non avvolge nemmeno più l'aria smossa dal passaggio delle mosche.

11 settembre 2018

A proposito della Diciotti...

Dal momento che Matteo Salvini è stato denunciato per sequestro di persona (nonostante il compito del ministero degli interni sia quello di garantire la sicurezza sul patrio suolo), per quale ragione coloro che aiutano i pellet ad entrare e restare in Italia non vengono denunciati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina? Ancora, come mai le ONG, che prendono soldi da fondi privati per fare da taxi ai pellet, non vengono denunciati per traffico di esseri umani? ... O ancora meglio per traffico illegale di animali esotici?
Ci sono tanti troppi interrogativi su questa magistratura che apre gli occhi su alcuni "reati" e li chiude entrambi su altri (ivi incluso quello di immigrazione clandestina), diviene doveroso domandarsi se davvero non ci sia un schema preordinato dietro. Alle denunce del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio che, come il Di Pietro, trova in Salvini il suo Craxi.
Ieri ho fatto riferimento allo strano comportamento dei pellet che, "scappando" dalla miseria e dalla fame, hanno preferito una tendopoli ad una camera ammobiliata. Oggi altri sono stati identificati a Ventimiglia mentre tentavano di attraversare il confine con la Francia (accompagnati dalla stessa ONG romana "Baobab", che li ha casualmente incontrati per strada senza un soldo e altre scuse patetiche, accampate per difendersi dall'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, hanno immediatamente noleggiato un pullman per scortarli a destinazione (da Roma a Ventimiglia?!? ammazza che generosità...) "L’attivista Andrea Costa, che è al timone dell’ong fin dai suoi albori nel 2015, ha affermato che gli stranieri fermati a Ventimiglia erano “uomini liberi”. Come riporta il Giornale, Costa, che nel 2004 venne fermato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, precisa che nell’aiutare i clandestini a raggiungere Ventimiglia i volontari di Baobab non hanno fatto “nulla di illegale. I migranti erano per strada, senza un soldo. Fra loro donne e bambini. Così abbiamo preso a nolo un bus con i soldi delle donazioni”." (fonte Il Primato Nazionale)
A me la domanda sorge spontanea... come facevano i 50 delinquenti (dileguatisi) a sapere che la ONG Baobab poteva aiutarli ad attraversare il confine con la Francia? Sopravalutando la loro inutilità per cui erano in possesso dell'informazione già dalla partenza (ciò non esclude una connivenza tra le ONG e i trafficanti), da Rocca di Papa al presidio Baobab sono 5 ore abbondanti di strada da fare a piedi (si che "loro" non hanno problemi su simili distanze) e a detta dei denuncianti di Agrigento erano pellet in emergenza sanitaria. Inoltre, stando alle loro affermazioni nel momento della conduzione in questura per l'identificazione, sono andati nella ONG in cerca di assistenza sanitaria... ora se stai così tanto male, se sei così tanto affamato, ecc. persino 26km abbondanti diventano una fatica enorme.
Tutto ciò mi convince sempre più che le ONG non operino per "buon cuore" è solidarietà, ma perché hanno trovato un modo ignobile per fare soldi proprio sulla pelle dei pellet il cui peso Martina vorrebbe scaricare sulle spalle dell'attuale governo (come già detto in più occasioni, non il miglior governo che l'Italia possa avere, ma almeno è un governo e non un servo dell'U(B)E... anche se la Storia mi darà tristemente torto), accusandolo di fare propaganda sulla pelle dei pellet... e loro che cosa hanno fatto durante il loro mandato?
Questa è un'altra storia, la storia di oggi invece parla anche della ONG "medici senza frontiere" che, dalla terra ferma, è la sola ad aver potuto scattare le foto di un naufragio avvenuto i primi di settembre e rintracciato da loro, e da loro soltanto, nella giornata di ieri.
I negri non lo sanno che se ti imbarchi su una zattera fatta di stracci c'è il rischio di affogare? Se sei così disperato da correre il rischio di imbarcarti ad un costo altissimo (in soldi) e con il rischio di affogare... non vedo perché debba essere io a doverti fare da taxi. Con quello che pagano i trafficanti potrebbero andare nel loro cazzo di aeroporto, prendere un cazzo di aereo e andare dove vogliono andare... ma qual è il problema con gli aerei... il costo? Pare costino molto di più i trafficanti... Allora la lunghezza del viaggio? mmm... Asmara-Roma sono 9h d'aereo, 1224h a piedi Google Maps fa prendere il traghetto da Tunisi... non tiene conto dei taxi ONG operanti nel Mediterraneo. Allora dev'essere... basta cercare scuse del cazzo inutili... la verità è una sola... se per potersi imbarcare dovrebbero mostrare dei documenti di identità che non possiedono, dovrebbero dichiarare che "scappano" dal loro paese perché perseguitati politici (che è un po' come dire al carceriere che non puoi andare in prigione perché accusato di pedofilia), dovrebbero soprattutto superare i controlli sui precedenti penali che dimostrerebbero tutti i crimini di cui sono accusati al loro paese di merda, mentre così, possono rifarsi una verginità, da riperdere appena sbarcati in Europa.

10 settembre 2018

Buongiorno e ben alzati...

Il libro sui segnali positivi che stanno giungendo dal resto d'Europa probabilmente non si chiuderà mai, almeno non finché non cambierà il titolo del libro passando da "L'affondamento di questo Titanic chiamato Europa" a qualcosa del tipo "Caduta e rinascita di un glorioso continente".
Quindi pur non dividendolo in capitoli, come in altre occasioni, quando capita qualcosa di ghiotto faccio che inserirlo in altri articoli.
Ad esempio "buongiorno e ben alzati" al TG1 che, dopo quasi due anni che tutti i giornali (non di regime ivi incluso il mio) pubblicano una fotografia della Svezia simile ad un bollettino di guerra tra omicidi, stupri e atti di violenza generale, hanno fatto presente che (in occasione delle elezioni dello Stato scandinavo) "l'ultra-destra", così è stato definito il partito "democratici svedesi" (che "mannaggia" alla sacra sindone, sono talmente moderati che persino gli estremisti si definiscono democratici) ha corso il serio rischio di diventare il secondo partito al governo. Poi i soliti brogli elettorali, agglomerati e "inciuci" portano i due blocchi moderati alla pari con circa il 40% ciascuno e, manco fossero Berlusconi e Renzi, cercano di fare una coalizione tra di loro in modo tale da avere (se non l'80%) almeno la maggioranza.
Quindi ringraziamo il TG1 per aver sottolineato, con 2 anni di ritardo, che se l'estrema destra svedese è passata dal 12,9% al 17,7% in 4 anni è perché la gente ha provato sulla propria pelle e sulla pelle delle proprie figlie, mogli, sorelle, ecc. il vero volto dell'immigrazione selvaggia. In un paese di circa 10 milioni di abitanti il governo di sinistra (i Renzi, Gentiloni e Martina di turno) hanno accolto 160.000 domande di asilo e abbiamo sotto gli occhi che cosa ha portato.
Nel frattempo non dimentichiamoci che siamo in Italia e "dell'italia" mi devo occupare.
Riassumiamo i recenti fatti di cronaca... la nave "Diciotti" (sequestrata da Salvini lo scorso agosto) ha scaricato sulle banchine del porto di Catania 177 sacchi di pellet, di questi una quarantina (ci dicono) sono stati equamente presi in carico da Irlanda e Albania, il resto ce li siamo tenuti in casa.
Ufficialmente se n'è fatto carico il Vaticano, ovviamente non se li sono tenuti a portata di mano, ma li hanno scaricati in una struttura nei pressi di Roma ovvero a Rocca di Papa.
Proteste a destra (solo da Casapound), gioia a sinistra, ma già all'indomani 50 dei 100 parassiti si sono dileguati dal centro di accoglienza. Ovviamente a Destra, l'indagato per sequestro di persona Salvini in primis, protestano sul fatto che se erano tanto disperati perché scappare da un centro che gli dava vitto e alloggio gratis? Forse essendo una struttura cattolica non erano convinti della questione preghiera, ma schifo lo Stato se 'ste merde presenteranno la domanda di rifugiati per motivi religiosi.
A sinistra, con in testa i gestori del centro, dichiarano... non sono prigionieri, quindi non hanno obbligo di stare chiusi qui.
E allora applichiamo la legge sull'immigrazione clandestina, se sei in un centro di accoglienza in attesa di richiesta di asilo... (non) sei il benvenuto... ma se ti pizzico fuori da un centro di accoglienza senza permesso di soggiorno, richiesta di asilo o sa il cazzo quale altra "fuffa" hanno messo in piedi i comunisti pur di far figurare i clandestini come cittadini (e di sicuro in una notte non hanno fatto in tempo a preparare tutti i documenti), allora ti riaccompagno in Libia e non me ne frega un benemerito delle proteste dei filo pellet.
Nel frattempo alcune bestie (16 eritrei per essere giusti) sono state rintracciate, nella giornata successiva, nel presidio dell'associazione Baobab (ovviamente comunista, gestita con la complicità della ONG medici senza frontiere).
In effetti cercavano una sistemazione presso le loro "strutture", d'altronde quando la scelta è tra una sistemazione come questa:
e una come questa...
diventa una scelta obbligata... infatti ai 16 migranti rintracciati presso il presidio "Baobab", a quanto pare, la torta di riso fa schifo e hanno scelto prenderlo in culo.
Insieme a loro però stiamo continuando a prenderlo anche noi dal momento che ci facciamo abbindolare da discorsi del cazzo quali... scappano dalla fame, dalla guerra, dalla miseria, ah ma se fossero integrati, ecc.
Chi è senza peccato scagli il primo Salvini. 
Chi sta dietro alla Lega, ovvero gli imprenditori del Nord (in particolare del Nord Est), fanno un discorso che è persino peggiore di quegli stupidi e ignoranti che, in buona fede (cattolica), credono davvero di strappare la feccia dalle luride braccia della miseria (senza rendersi conto che tra quelle inospitali braccia ci stanno spingendo loro stessi). Tali imprenditori infatti la buttano sul discorso che senza i pellet le loro attività (produttive o commerciali) andrebbero dal culo perché prive di manodopera. 
Certo! ...ma a voler essere più precisi, sarebbero prive di manodopera a basso costo, perché nel momento in cui abbiamo il 40% di disoccupazione giovanile, e nelle statistiche indicano solo la fascia tra i 25 ed i 35 anni (ovvero tra la laurea ed il primo impiego, escludendo dal conteggio tutti quelli che cercano un lavoro cosiddetto "umile" appena usciti dalla scuola dell'obbligo), non penso che siano tutti così "leggeri" (per non dire coglioni) da credere che lavorare significa fare un'ora al giorno dalle 11 a mezzogiorno, nonostante sia questa la favola che ci viene raccontata.
Il problema è che al pellet appena caduto dal barcone gli puoi offrire 2 lire e se non accetta lo rinchiudi in gabbia insieme ai cani. Ad un italiano che non è mantenuto dallo Stato (per quanto riguarda vitto, alloggio, vestiario, ecc) se gli offri 2 lire gli fai un torto. Tutto questo senza contare che, già dagli anni '80, c'è una legge che obbliga e agevola l'assunzione di una percentuale minima tra pellet e disabili (e da imprenditore se puoi scegliere tra un ragazzone in buona salute appena caduto da un barcone ed un disabile che non è fisicamente in grado di tenere un cacciavite in mano... cosa scegli se costo per te è identico?).
Quindi giovanotti, non fatevi incantare da quanti ne fanno una questione umanitaria e fatevi incantare ancora meno da quanti ne fanno una questione di legalità (se lavorano e non delinquono possono pure pregare l'albero delle banane), in entrambi i casi a rimetterci sono gli italiani. Altrettanto non crediate che il vostro lavoro (qualunque esso sia), non possa essere fatto dai pellet... perché anche le scimmie possono essere ammaestrate a contare fino a dieci... quindi non ci sono lavori che loro non vogliono fare e noi invece sì... ma, per i media, sarà sempre il contrario.

6 settembre 2018

Storici satirici.

C'è l'eventualità che alcuni storici, ispirati da certe "realtà" televisive quali 'Fascisti su Marte' o cinematografiche quali "Ironsky", rielaborano la storia in chiave degenere. Frutto di questi impulsi liberal-democratici è la, non si sa bene accertata da chi, omosessualità di Alessandro Magno, Colin Farrell, (esplicitamente espressa nel film Alexander), la presunta omosessualità di Achille, Brad Pitt (allusa nel film Troy, per lo strano, e troppo stretto, rapporto tra Achille ed il cugino Patroclo).
Finché si tratta di un film, penserete voi, non è un problema così grande... si sa che si tratta di finzione. Purtroppo non è del tutto vero. Soprattutto in quest'epoca in cui la cultura (persino quella scolastica di base) è desertificata e l'insegnamento della Storia è demandato ai documentari a volte "seri" (o quanto meno più obbiettivi) come quelli della famiglia Angela, il più delle volte osceni come quelli di "focus" e "History Channel" sempre "spiegati" da un solo punto di vista... quello dei vincitori.
Naturalmente, se la cultura propinata dallo strumento del "demonio" non ci piace, possiamo sempre puntare ai libri che sono redatti da studiosi seri e accreditati... ed è così che la Storia di Roma diventa quella di una città aperta, multiculturale, multietnica, ecc. (a sto punto per fortuna che Nerone gli ha dato fuoco). Ciò che è storicamente vero è che a Roma (fuori Roma in verità, anche se la successiva urbanizzazione l'ha portato in pieno centro "storico") c'era un tempio dedicato a nessun dio dove chi professava una religione diversa da quella Imperiale, poteva rivolgere le proprie preghiere. Ciò che è storicamente falso è che Roma (sempre riferito all'intero impero romano e non solo alla Capitale) agglomerasse nelle proprie tradizioni quelle dei popoli sconfitti. Anzi ad essere proprio onesti Roma imponeva con la forza delle armi usi, costumi e tradizioni romane in tutto l'impero, cosicché un romano avesse trovato il suo "angolo" di Impero in ogni provincia.
Ovviamente c'erano delle eccezioni a questa regola, una su tutte è la tecnica agricola che l'impero romano (dopo aver tentato di imporre la propria) fu costretta ad apprendere con la conquista della Sicilia, se non ricordo male dalla città di Siracusa, ovvero la tecnica della rotazioni delle colture. In questo caso non posso essere più preciso perché Roma non ha mai fatto un cazzo di buono se non sfornare froci e mignotte, almeno fino ad oggi quando è diventata la città multiculturale che i radical chic sognano sin da piccoli. Infatti su vaccapedia e altri siti di (dis)informazione la tecnica della rotazione delle colture era presente nella protostoria (Ovvero quel minuscolo periodo storico che va dalla prima età del bronzo (prima metà del IV millennio a.C.) e quella del ferro (che ha inizio nel Mediterraneo orientale attorno al XII secolo a.C.). ma non se ne trova traccia in Europa sino al 500 d.c. (proprio in Italia, mentre nel nord Europa due secoli più tardi).
Tornando a Roma città aperta prendo spunto dalla prefazione di un libro che preferirei non pubblicizzare (ma citerò le fonti dove vengono citate) per non dare credito alla cialtroneria di certi sedicenti "storici"... "Roma, “attrattiva, dinamica, aperta, dal forte potere aggregativo e persino coinvolgente, appare come un immenso laboratorio multiculturale” [...] Roma avrebbe dato vita “a una realtà religiosa multiculturale, ovverosia ‘aperta’, un argumentum, oggi, di un’attualità drammatica e di fronte alla quale ancora una volta lo studio dell’uomo antico corrobora tutte le persone ‘di buona volontà’ nel non abbassare mai la guardia nei confronti dei pericoli legati alle demagogiche generalizzazioni sempre acritiche e astoriche”" meno male che lo sanno di non abbassare la guardia contro le faziosità di certi storici che vorrebbero gli eroi antichi come una manica di voltaculo e le marce militari dei grandi Imperi del passato come una specie di scampagnata gay pride con i quali convincere le popolazioni barbare ad arrendersi alla Potenza (arcobaleno) di Roma Antica. A Roma tutti i popoli assoggettati (e schiavizzati) potevano diventare cittadini (ovvero ottenere la cittadinanza)? Certo che potevano, ma intanto va distinta quella che è la cittadinanza concessa alle popolazioni delle province romane (la Gallia Cisalpina, la Gallia Transalpina, la Britannia, l'Iberia, la Germania, ecc.) e la Cittadinanza Romana (della capitale) in quest'ultimo caso gli stranieri passavano un lungo periodo di schiavitù (almeno 5 anni) al servizio dei patrizi romani, se venivano liberati, potevano scegliere se diventare gladiatori o arruolarsi nell'esercito (altri 5 anni), successivamente potevano ottenere la cittadinanza e diventare plebei (contadini al servizio dei patrizi, ma stipendiati), sostanzialmente facevano tempo a morire 3 volte e, in ogni caso, non gli era consentito di mantenere i propri credi religiosi. "“inutile (o, meglio, molto utile!) sottolineare le cogenti analogie di quanto fin qui ricordato con la contemporaneità nella quale siamo chiamati a essere cittadini di Stati ‘aperti’, ancor più nel momento in cui si sentono voci crudeli che parlano di nuove e disumane mura, di qualsiasi natura esse siano, da innalzare al fine di negare il naturale movimento degli uomini nell’ecumene”" e ancora "a proposito dei galli, cioè i sacerdoti della Mater Magna: “lo status di gallo, per quanto denigrato, non avrebbe potuto, anch’esso, destare l’interesse dei ‘transgender’ romani i quali avrebbero potuto realizzare, grazie a ciò, una parte delle loro aspirazioni di genere, vivere in una sorta di comunità collegata a un santuario e riuscire a ottenere così un ruolo in un culto riconosciuto?”" Scusa? Parliamo di quei 'transgender'? Cioè dei pentiti che si tagliano tette o cazzo per cambiare sesso? Riferito ad un tempo in cui si moriva per un raffreddore o, se scomposta, per una frattura articolare? Quasi quasi è meglio focus... ma non è finita infatti "Il saggio sul rapporto tra la dea cartaginese Tanit e la romana dea Caelestis di Claudia Santi, tutto volto a dimostrare che in fondo i romani erano tanto accoglienti da trovare uno spazio nel proprio pantheon persino a una dea dell’esecrata Cartagine, mi sembra particolarmente problematico, basato com’è su di un’unica fonte, per altro molto tarda, vale a dire Servio, in cui tra l’altro il rituale dell’evocatio, a detta della stessa autrice, non è nemmeno chiaramente attestato ma solo frutto di “un’allusione”".
Gli stralci tra apici ("") ed in grassetto sono raccolti da Il Primato Nazionale... se volete approfondire potete partire da lì per andarvi a cercare il libro, perché una tale accozzaglia di idiozia non merita nemmeno menzione tra le mie pagine (e ho riportato le cialtronate della Boldrini che è tutto dire).

5 settembre 2018

Evviva De Magistris... 'o Re 'e Napule!!!

Quando penso alla vecchia Lega Nord, quella del 'Senatore' Bossi, di Maroni, Calderoli, Borghezio, ecc. vengono alla mente i ricordi delle manifestazioni di Pontida con il "Senatur che ce l'aveva dur", quella voglia di secessione da "Roma ladrona" e di una Padania Libera, dove ufficialmente era Libera è indipendente dallo Stato e dal Governo di Roma, ma ufficiosamente (secondo simpatizzanti e avversari) doveva essere libera dai "teroni" (o terroni che dir si voglia).
Ovviamente a quei tempi (come oggi) si sprecavano gli epiteti più disperati, da razzisti a ignoranti "con in mezzo tutti quanti".
Poi la Lega Nord si è alleata con Berlusconi e la coalizione di centro-destra, portando persino Irene Pivetti alla presidenza della Camera dei Deputati dal '94 al '96. Ora, dopo essersi epurata di quell'appendice scomoda "Nord", la lega si trova a condividere la maggioranza con i 5 stelle e gli epiteti sono ripresi e peggiorati (definendo la Lega "razzista" solo perché non vuole regalare l'Italia ad un brando di scimmie ubriache).
Nelle premesse della Lega Nord, alla base di quella voglia di Libertà, nonostante la propaganda antagonista (certo facilitata dalle esternazioni di quei personaggi sopraccitati), c'era la volontà di liberarsi del peso "morto" (economicamente parlando) del "mezzogiorno" che per molti anni ha "goduto" (anche se immagino non è che andasse tutto in tasca a loro) dell'apporto economico della "cassa del mezzogiorno" di cui vaccapedia parla così "Nonostante quasi 50 anni di finanziamenti a fondo perduto e investimenti significativi, oggi il divario di ricchezza permane in termini di PIL pro capite e in termini di produttività.
Il reddito pro capite è mediamente il doppio al Nord rispetto al Sud, e i tassi di disoccupazione così come il lavoro nero sono pari al doppio al Sud rispetto al Nord.

Il fallimento parziale delle politiche assistenzialistiche tramite finanziamenti a pioggia non ha giovato al Mezzogiorno, né ha giovato l'abolizione improvvisa della Cassa per il Mezzogiorno, con l'avvento della nuova politica degli incentivi in chiave europea con il varo della legge 19 dicembre 1992, n. 488.
La nuova legge infatti ha iniziato a funzionare solo nel 1996 determinando una situazione di generale crisi nel Sud che ha coinvolto imprese, enti locali e banche."
Pare evidente che 'O Re 'e Napule Luigi De Magistris, nello snocciolare le nefandezz... ehm il supporto offerto dalla città partenopea all'Italia ("È venuto il momento di accelerare, in modo forte e radicale, sull’autonomia della Città di Napoli, come si addice ad una Città che è una Capitale nel Mondo, oltre che del Mezzogiorno d’Italia. È dal 1861 che abbiamo dato, come si dice dalle nostre parti. Prima le casse del Banco di Napoli - che oggi di Napoli non ha più nulla - per risanare i debiti dei savoiardi; poi i meridionali in prima linea sul Piave nella grande guerra per difendere la Nazione; poi la liberazione dal nazifascismo che ha visto Napoli - nelle quattro giornate del 1943 - essere la prima città d’Europa, con una rivolta popolare, a liberarsi - prima dell’arrivo degli alleati - del più potente esercito del mondo, quello tedesco, coadiuvato dai fascisti italiani; poi l’enorme contributo dei meridionali nelle fabbriche del Nord nello sviluppo post bellico, a cominciare dalla Fiat; quindi le profonde ed ignobili discriminazioni che, da quarant’anni, vengono messe in atto nelle scelte politiche ed economiche dei Governi che hanno guidato il nostro Paese." Fonte pagina facebook di De Magistris) forse il signor sindaco si è dimenticato di qualche dettaglio insignificante quali ad esempio le accise sul carburante che, fino a non molto tempo fa, erano applicate per il terremoto in Irpinia che anche se non è precisamente Napoli, come non lo era il regno di Sicilia a cui lui si riferisce, era comunque Campania. Dimentica la già citata cassa del mezzogiorno (che è il modo astronomico per dire "Terronia")... Aldilà della mia personalissima opinione (secondo cui Napoli non è mai stata e mai sarà italiana, NB: Napoli non l'intero sud Italia), sono estremamente convinto che i piemontesi, degli anni del boom economico della FIAT, avrebbero fatto volentieri a meno dell'immigrazione meridionale (specialmente di napoletani, calabresi e siciliani) che fu volontà esclusiva di Agnelli a cui serviva manodopera a basso costo, ovvero come fanno oggi coi pellet.
Comunque sarei curioso di vedere come se la caverebbe Napoli senza l'Italia visto che tra le proposte di De Magistris è inserita anche la cancellazione del debito ingiusto che la città ha nei confronti del resto d'Europa (Italia in primis) "«Quei debiti - scrive de Magistris - non sono stati contratti dalla Città e dai napoletani, anzi noi siamo vittime ed andremmo semmai risarciti. Se oggi non avessimo quel debito frutto delle più invereconde collusioni tra politica, affari e criminalità organizzata, potremmo avere più autobus, più spazzatrici, più asfalto per le buche, più qualità della vita ed altro ancora»." secondo tale logica io non ho debiti nei confronti di nessuno... quindi posso smetterla di pagare le tasse allo Stato? Inoltre se uno rifiuta di riconoscere un debito in quanto non suo... dovrebbe rifiutare anche l'aiuto economico che gli permette di risanarlo... "la cancellazione del cosiddetto «debito ingiusto» semplicemente non riconoscendolo nel bilancio. Un modo per mettere Napoli definitivamente fuori dal contesto politico e istituzionale nonostante prima della pausa estiva sia passato l'ennesimo spalma-debiti di cui Napoli è la principale beneficiaria." (fonte Il Mattino).
Se 'O Re, vuole diventare una città automa cancellando i debiti e adottando una propria moneta... liberissimi di farlo e certamente non scenderò in piazza a stracciarmi le vesti (anche perché ci sono affezionato), ma vuol dire anche che a Napoli verranno rimessi i debiti che le altre città del "Reich"... ehm... del "Regno"... ehm... della Repubblica Sociale Italiana... ehm... della repubblica si sono fatti carico perché considerano Napoli italiana al pari di Torino, Milano, Roma, Palermo, Cagliari, ecc.
Quindi d'ora innanzi!!! ... per andare a Napoli ci vorrà il passaporto, in aggiunta alle vaccinazioni antitifiche, anticoleriche e "Senti che puzza scappano anche i cani... stanno arrivando i napoletani! Son colerosi... terremotati e col sapone non si sono mai lavati. Napoli merda Napoli colera... sei la vergogna dell'Italia intera! Napoletano lavora duro che a Maradona devi dare pure il culo..."

3 settembre 2018

Euri sì. Euri no. La terra dei cachi. (Parte 3)

Se la Grecia è stata "tradita" da Tsipras che ha ignorato il risultato del referendum e, prima di dimettersi, ha firmato a favore della troika (lasciando nella merda il governo che sarebbe subentrato alle sue dimissioni), lo stesso non vale per l'Italia... che l'ingresso in Europa fosse una "stronzata" lo dovevamo capire sin dalle basi gettate dal trio Ciampi-D'Alema-Prodi. Non tanto le basi economiche, alla fine dei conti quelli della mia generazione erano piuttosto avvezzi a pagare le tasse e al fatto di avere il debito pubblico a gravare sul nostro capo come la spada di Damocle.
Correva l'anno 1996 quando il governo annunciò entusiasticamente (tanto a loro che cazzo gli frega), che saremmo entrati in Europa.
Noi, a cui avevano insegnato geografia alle elementari, ci guardammo un po' confusi leggendo l'uno sul volto dell'altro sempre la stessa domanda "Ma quand'è successo che l'Italia non è più in Europa?!?" Per noi di questa "Giovane Italia", all'epoca, era ancora viva (e recente) la morte del MSI a favore della, successivamente, disonorevole AN. Un po' allo sbando un po' incapaci (viste le numerose fratture interne alla destra radicale) di reagire alla canea rossa che imponeva, con la complicità dei sindacati (che pensavano in tal modo di incarnare gli ideali dell'internazionale comunista), ai cittadini l'ingresso nell'U(B)E e nell'Eurozona. Ma le premesse erano diverse e, probabilmente meno tragiche di quelle che ci sono state presentate a fatto (quasi) compiuto.
"L'avvio di Prodi e Ciampi fu in sordina. A metà giugno del 1996 venne varata una <<manovra correttiva>> (affettuosamente battezzata manovrina) da sedicimila miliardi: undicimila di tagli alla spesa e cinquemila di nuove entrate; e alla fine di quel mese il consiglio dei ministri approvò il Documento triennale di programmazione Economico-finanzia in cui era prevista, per il 1997, una manovra di trentaduemila miliardi. Un terzo del totale costituito da nuove entrate, ossia tasse. La botta era forte ma, si assicurò, definitiva." (e così è stato nel senso che ha distrutto definitivamente la nostra economia) "Il 5 luglio 1996 Massimo D'Alema spiegò che non ci sarebbero stati aggravi e che <<quella sulla manovra per l'Europa è una discussione campata in aria>>. Di rincalzo, il 14 luglio 1996, Prodi assicurò <<una manovra per l'Europa sarebbe suicida perché in Europa dobbiamo entrarci da vivi e non da morti>>. Ma a breve distanza di tempo Prodi, Ciampi e il ministro delle Finanze Visco rivelarono agli italiani che per l'Europa ci voleva ben altro. La manovra stata non di trentaduemila ma di sessantaduemila miliardi, con una tassa una tantum per l'Europa da restituire un giorno, almeno in parte, ai contribuenti." questo sarebbe stato il momento giusto per capire che era una fregatura e affermare con tutto il peso politico, e non, dei cittadini. Ma i soliti comunisti della casta, dimentichi di quali fossero i principi fondamentali del comunismo marxista e fedeli alle loro poltrone dorate e alle loro posizione agiate "conquistate" nel '68 (dai morti in piazza, non certo da loro e da quel 18 politico a tutti gli esami universitari), se mai pensarono alle conseguenze, lo fecero in maniera superficiale e poco lungimirante (come stanno facendo oggi coi migranti convinti che quando al potere ci saranno i pellet i radical chic e la borghesia bianca manterranno gli attuali privilegi).
"I sindacati e anche Rifondazione accettarono, tra proteste ed effimeri veti, l'entità del salasso, ma ottennero che esso scalfisse senza davvero intaccarlo il sistema pensionistico e le incrostazioni parassitarie. Delle pensioni, sostenevano CGIL, CISL e UIL, si sarebbe potuto ridiscutere all'inizio del 1998. Il Polo e la Lega mitragliavano la maggioranza, in parlamento, con migliaia di emendamenti, superati con il ricorso sistematico al voto di fiducia." tanto per dare dei numeri... "Il governo Amato aveva presentato 14 richieste di fiducia, il governo Ciampi 12, il governo Berlusconi 3, il governo Dini 9, il governo Prodi, nel suo primo anno di vita, 21."
Queste le premesse con cui siamo entrati in Europa... come si è letto in questi stralci del libro "L'Italia dell'Ulivo - 1995-1997" di Indro Montanelli e Mario Cervi l'allora Polo (lo stesso che oggi è diviso tra governo e opposizione non vuole più uscire dall'euro) all'epoca tentò, per convenienza elettorale al fine di far cadere il governo, di bloccare la manovra economica... ma io sostengo che, se davvero fossero stati contrari allora (che erano all'opposizione), a maggior ragione potrebbero esserlo oggi e tra Lega, FI, FdI e M5S potrebbero proporre un'uscita dall'euro raccogliendo (a mio modesto avviso) un ampio consenso.
Sempre dallo scritto precedente si evince, la blanda opposizione dei sindacati (che io ricordi non portarono i lavoratori in piazza per protestare né contro l'introduzione delle tasse Una Tantum di Prodi, né contro la riforma pensionistica che, tra Berlusconi, Amato, D'Alema, Ciampi, ecc, avevano già subito una devastazione senza precedenti.
Infatti correva l'anno 2001 quando la CGIL (unilateralmente) prese a indire uno sciopero a settimana (di un ora) per protestare contro Berlusconi che, se fosse stato eletto, avrebbe abolito l'articolo 18... "Silvio" vinse le elezioni e (nonostante dell'abolizione di tale articolo dello statuto dei lavoratori non si faceva cenno) le proteste della CGIL si accentuarono, alla mia, retorica, domanda "perché questo ennesimo sciopero?", la risposta fu "perché c'è Berlusconi al governo!" secondo questi rappresentanti sindacali dei "lavoratori" la lotta non era per i nostri diritti, ma era una lotta politica (chissà perché hanno poi perso credibilità?).
Onestamente non credo che il merito della mancata abolizione "dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratoti" sia riconducibile alle azioni maldestre e malsane sigle sindacali, più probabilmente alla serie di riforme del lavoro... la cosiddetta, e ingiustamente nota, "Legge Biagi" che pagò con la vita (stroncato da una rappresaglia delle Nuove Brigate Rosse), l'aver collaborato con Maroni il quale prese quanto di marcio c'era nelle proposte di Marco Biagi togliendo tutto ciò che erano ammortizzatori sociali a sostegno dell'introduzione della flessibilità... in buona sostanza ci volle il Jobs Act di Renzi, nel più totale silenzio dei sindacati (o con una flebile vocina di protesta paragonabile, a livello di decibel, alla scoreggia di topo) per vedere la tutela fornita dall'articolo 18 dello statuto dei lavoratori svanire irrimediabilmente.
Insomma tutto questo è il risultato di ciò che abbiamo ceduto all'Europa pur di continuare ad essere ricattati e trattati, come la "Sacra Sindone", come pezza da piedi e la sola ragione per cui non abbiamo, almeno ufficialmente, accettato la troika è merito dei nostri "vecchietti" che, avendo visto le peggio cose, hanno risparmiato quanto più hanno potuto.

Fine