Visualizzazione post con etichetta Liberi pensieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Liberi pensieri. Mostra tutti i post

27 maggio 2026

Il distacco della realtà dell'occidente (Parte 1)

 VS Fuga dalla realtà (Parte 2)


Un lettore ha giustamente sollevato questo punto e ritengo sia doveroso spenderci un articolo (inutile che cerchiate il commento incriminato, non lo troverete perché non esiste).
Quasi certamente il commento, quindi la distinzione e la relativa contrapposizione, risulterà inutile in quanto Noi, persone differenziate, che siamo giunti a questo blog conosciamo bene tale distinzione.
Il distacco dalla realtà dei Paesi occidentali, a mio avviso (se non sono io stesso vittima di tale distacco) riguarda principalmente le istituzioni, la stampa (intesa come mass media, con la pronuncia in latino e non con quella storpiatura anglofona) e taluni sinistri individui che per convenienza, obbligo contrattuale o cecità ideologica si ostinano a non voler ammettere che ci sia un problema. 
La maggior parte della gente, qualora non dovesse vivere brutte esperienze sulla propria pelle, semplicemente non si pone il problema. Nello specifico il mio fidato lettore fa riferimento ad una situazione ben precisa e specifica che lo spinge a questa sacrosanta visione del mondo, ma purtroppo non è in un solo aspetto della nostra vita quotidiana che le istituzioni, gli organi di stampa e la marmaglia rimangono ciechi, per cui, pur riconoscendogli ogni sua ragione e ragionamento, vale la pena allargare il discorso e, ove possibile, astrarlo nella sua complessità ed utilizzare i casi specifici come esempi per una migliore comprensione del tema.
Con quanto detto finora sì l'occidente ha da tempo perso il contatto con la realtà, perché a qualcuno fa comodo così. 
Fa comodo che a noi "plebaglia" arrivi il più possibile la visione del mondo secondo cui, ad esempio, il pellet verrà qui a svolgere i lavori (da schiavo) che noi non vogliamo più svolgere, che il loro commettere crimini (di cui la maggior parte del popolo non sarà mai testimone) è colpa del popolo stesso che non è stato capace di farli integrare (e sulla mia personale visione di integrazione vi rimando qui), ecc. e non che sia parte di un progetto ben articolato per la sostituzione etnica dell'Europa. Così come fa comodo che la Guerra in Ucraina, da noi, si traduca "banalmente" in un caro bolletta di luce e gas a cui, se ci fate caso, ci siamo già assuefatti. Non deve assolutamente passare l'idea che in quella parte d'Europa (l'Ucraina), alle porte di casa nostra, da oltre 12 anni (ovvero dall'invasione della Crimea da parte della Russia, del tutto ignorata dalle "nazioni unite") c'è una guerra vera che miete giovani ragazzi che hanno la sola colpa di non voler tornare ad essere territorio russo. Non deve assolutamente passare l'informazione che ogni trattativa degli "usa" (e getta) è atta a portarsi a casa le terre rare che sono proprio contese tra le due Nazioni.
A Trump e a chi prima di lui non interessa minimamente chi dei due vince... l'importante è che quello che vince gli consenta l'accesso alle terre rare del Donbas, la stessa ragione che lo spinge a voler annettere la Groenlandia che è danese dall'alba dei tempi, ma di cui gli "usa" (e getta) rivendicano la proprietà pena la guerra.

All'occidentale medio, di tutto questo, "importa sega" (come direbbe "quello")... si beve tutte le puttanate che la stampa, complice consapevole di questo piano, mette loro in bocca. Questo fatto li giustifica? Li rende meno colpevoli? Assolutamente no, perché se "pesto un partigiano e non sento puzza di merda" non dev'essere il giornale a dirmi che ho qualche problema al naso. O per dirla meglio senza metafore affascinanti, i miei sensi sono primi a dovermi informare che qualcosa non va... se passo in certe zone (non l'elenco per non far torto alle altre) e non mi sento al sicuro, ma credo a quanto sentito al TG, ovvero che va tutto bene e quindi mi rilasso, se poi vengo aggredito, derubato e malmenato (perché sono povero come la merda ed il delinquente s'indispettisce) la colpa è solo mia. Se la mia bolletta arriva alle stesse (nonostante dorma in ghiacciaia tutto l'inverno), ma mi lamento senza fare nulla, la colpa è mia e non del ragazzo che sacrifica la sua vita al fronte per difendere la propria terra. Se non posso vendere casa mia senza fargli un cappotto termico (che puzza quanto mettere il cappotto a un cane che ha la pelliccia), la colpa è mia che continuo a dare il mio voto a chi continua a dire che va tutto bene o, se non lo dice, che promette di mantenere il suo appoggio incondizionato a quelli che continuano a mettermi le mani in tasca in cerca di danari che sono esauriti da tempo.

La strategia dell'U(B)E è cristallina non c'è bisogno di essere "complottari alla terrapiattismo", basterebbe semplicemente guardarsi intorno e porsi domande. D'altronde cosa ci possiamo aspettare da popoli che hanno accettato, non supinamente bensì proattivamente, di fare da cavia alle multinazionali farmaceutiche?
La gente, ormai, è talmente abituata a fare ciò che gli viene detto, che non ha più nemmeno un senso critico nei confronti di ciò che gli viene sparato nel cervello. È disposta, per moda, noia o pigrizia, a pagare per masturbarsi davanti al PC piuttosto che mandare un messaggio ad una escort e farsi una "sana" scopata (scusate, ma se siete qui sapete che non ho peli sulla lingua). Eppure sia la "zoccoletta" che ti ripulisce il conto corrente su "quel" tipo di siti sia la escort sono lì con la stessa intenzionalità, ma mentre la prima è virtuale e, sicuramente, non si uscirà mai dallo schermo, la seconda è reale, ci sarà un vero contatto ed al prezzo che ti sei prefissato di spendere anziché spendere migliaia di euro per guardare i "piedini". Anche questo feticismo per i "piedini" è un'invenzione puramente mediatica, sono piuttosto sicuro, che le ragazze (e voglio sperare non le ragazzine minorenni) in quel tipo di siti mostrino ben più dei "piedini", ma ovviamente in fascia protetta non posso fare un "trattato di ginecologia" (per ora). Per alcuni però, diventa davvero il feticismo del momento per cui anche se vorrebbe vedere ben altro che le 10 dita, più o meno, smaltate dei piedi, ma non avendo nemmeno "l'eccezionalità" di una perversione vera nella sua banalità quotidiana, si aggrappa all'unica che i media gli hanno insegnato ad inseguire. Convinto che questo suo feticismo lo porti ad uscire dalla mediocrità in cui si è volontariamente rinchiuso.
Non vogliatemene se ho affiancato, ma non accostato, il sacro (degli eroi caduti in guerra) col profano (dei feticismi mediatici), ma come ho specificato all'inizio sarebbe stato un articolo generico e che avrei usato gli ambiti specifici solo come esempi, perché ognuno di noi ha caro un aspetto della vita e non sarebbe giusto, da parte mia, sfruttarli per rendermi più affabile. 

Quando avete deciso di affacciarvi al mio blog lo avete fatto con la consapevolezza che qui non avreste trovato la versione, petalosa, delle notizie, ma anzi lo avete fatto alla ricerca di quei calci in culo riservati ad un "Sistema marcio e borghese" per cui tutto deve essere mediocre dalla guerra alla prostituzione. Dal carovita all'invasione pellet. Tutto, tutto assolutamente mediocre.
Non voglio essere frainteso non sto dicendo che quegli esempi sono mediocri, ma che il Sistema occidentale vuole che noi popolo li vediamo tali.
Tutto nella più bieca normalità, nessun eccesso; nemmeno nell'eccedere e, di conseguenza, nessuna eccellenza. Anzi se un genio indiscusso (come era Montagnier) si permette di dire qualcosa contrario alla storiografia ufficiale, ecco che il mediocre di turno subito lo banalizza, lo demonizza definendolo un pazzo o un "rincoglionito".
Ed in questo consiste la colpa maggiore del popolo mediocre, si beve le palle secondo cui gli esperti sono gli unici ad avere voce in capitolo, ma poi accetta che i veri Esperti siano denigrati, perché non gli sono stati imposti quotidianamente al TG.
Così un giornalaio, che sicuramente ha fatto l'obbiettore di coscienza (se non si è fatto raccomandare per saltare direttamente il militare) può mettere bocca alla guerra di israele, mentre dice candidamente ad un ex generale dell'esercito italiano che non ha voce in capitolo "solo" perché l'Italia non è "ufficialmente" in guerra dal '45. Mi spiace darti questa delusione affettiva caro giornalaio obiettore, ma, pur non conoscendo lo stato di servizio dell'ex generale Vannacci, per diventare un alto graduato qualche "missioncina" la devi aver fatta. Inoltre, se da un lato è vero che l'Italia non è più stata coinvolta in una guerra d'occupazione siamo stati chiamati ad intervenire nelle guerre ai nostri confini. La guerra in Jugoslavia (alla fine degli anni '80), la missione "desert storm" (nei primi anni '90, per la difesa del kuwait, dall'invasione dell'iraq), la guerra in bosnia erzegovina (dal 1992 al 1995) la guerra in kosovo (dal 1998 al 1999), le numerose rotture di coglioni di israele ai propri vicini di casa, la guerra in iraq e afganistan, i tumulti in eritrea, etiopia e somalia, ecc. (NB tutti paesi sopraelencati sono scritti in minuscolo perché li considero paesi di merda).

Per concludere qual è lo scopo di tutto questo? La risposta inequivocabile a tutto questo è nel libro di George Orwell "1984" (pubblicato nel 1948*). Stanno creando sostanzialmente un "ministero della verità", ovvero un organo di governo atto a rimaneggiare la verità. Alla fine del processo la verità non sarà più quella che vedrete con i vostri occhi, ma solo quella che vi verrà detta dal Sistema stesso. Lo scopo in definitiva è sempre e solo uno, il controllo totale delle masse. Attraverso la disinformazione, la manipolazione della storia e delle notizie, le droghe (e non metto in mezzo i vaccini perché il tema è serio) e l'analfabetismo funzionale come strumenti per rendere ricettivo acriticamente il cervello umano. Se il cervello umano viene "programmato" per assorbire anziché ricevere ed analizzare le informazioni, diventa sostanzialmente un parassita che assorbe senza alcuna effettiva utilità.


*Se siete troppo pigri per leggere il libro esiste il film, non rende quanto il libro, ovviamente, ma è sufficientemente vicino al punto di vista espresso nel libro.

17 ottobre 2023

Una di meno... Voi siete una di meno...

Elogio funebre di una balena spiaggiata!!!


In questo articolo ci leggeranno ciò che più gli fa comodo... qualcuno vorrà vedere nel mio disprezzo verso la persona di Michela Murgia, la cui dipartita è l'unica buona notizia in un anno di merda, "l'odio patriarcale di un suprematista bianco", altri ci leggeranno la trita e ritrita violenza fascista, altri ancora "complottismi e becerume". Chiarisco subito che non odio quella "buzzicona di merda" perché donna o perché femminista, ma la disprezzo per essere portavoce di quel corto circuito che, della sinistra progressista, è diventata ideologia. 
La balenottera sarda si dichiara femminista, eppure appoggia, anzi promuove, quell'ideologia che alla base, e come fine ultimo, vorrebbe eliminare il concetto di "femmina" nel suo stesso senso biologico.
Da un lato boldriniani e affini continuano a spingere per leggi che tutelino le donne contro la violenza su di esse, dall'altra spingono per l'integrazione di un certo tipo d'immigrazione che non riconosce la donna come paritaria all'uomo (e ancora non ci hanno spiegato cosa si aspettano da noi se non l'integrazione degli immigrati nel processo di produzione del teleriscaldamento, come già affermato più volte), inoltre sostengono a pieni polmoni l'ideologia, perché di questo si tratta, della "transumanza" di genere... anche detta ideologia gender e, di pari passo, la teoria queer. Queste due blasfemie dell'intelletto cozzano, per altro, con l'altro dogma secondo cui la "sciiiienza" è buona quando ci devono "inculare" un siero sperimentale che, come ormai risaputo, non protegge dai contagi, non da immunità, ma serve bene a distinguere il gregge dai pastori... in quanto, come dimostrato dal governatore Toti, loro non si vaccinano. Mentre è "brutta" quando afferma che l'essere umano è, sessualmente parlando, binario. Ovvero se hai il "salsiciotto" sei un maschietto, se hai la "patatina" sei una femminuccia... ma questa è una visione del mondo patriarcale, omofoba, razzista (non capisco cosa c'entrino i negracci, ma lo tirano sempre dentro come un mantra), leghista, nazista e negazionista, no vax e terrapiattista (che fa figo e non impegna).
La gentaglia come quello zaino di merda della Murgia odia le etichette, quando queste danno un senso di ordine al caos del mondo, ma le elargiscono generosamente quando il mondo non si vuole "pronare" alle loro "piallate".
A supporto di questa mia dissertazione scomodo un "vecchio" fatto di cronaca, quello di Desirèe Mariottini (ma andrebbe benissimo anche quello di Pamela Mastropietro). Non starò qui a ripercorrere i vari atti che hanno composto la farsa tale per cui, prima di arrendersi all'evidenza del fatto che "l'immigrazione uccide", sono arrivati ad indagare (con tanto di perquisizione in casa) per spaccio di sostanze stupefacenti il padre della vittima. Infine è saltato fuori che la ragazzina è stata pesantemente drogata al fine di stuprarla ed infine lasciata a morire perché non parlasse (nell'indifferenza degli "amici" pellet che l'hanno attirata alla "festa"). Detto questo, tanto per rinfrescare la memoria, all'epoca si faceva (come oggi) un gran berciare della violenza sulle donne, della "brutalità" e "l'arroganza" del patriarcato e del razzismo radicato in Italia tale per cui i pellet son la causa di tutti i mali. Eppure in quell'occasione le boldriniane "sinistre" istituzioni glissarono, neanche troppo elegantemente, su tutta la vicenda. L'allora sindaco pentastellato, Virginia Raggi che tuonava per la chiusura di CPI in quanto polo di criminalità e fascismo, nemmeno si prese la briga di far dichiarazioni di facciata che il comune avrebbe preso provvedimenti arrivando alla chiusura dello stabile fatiscente. Le varie associazioni "MiTu", "NonUnaTiMeno", ecc. hanno fatto presidio davanti allo stabile in cui la ragazza romana è stata "negramente" uccisa, starnazzando, imprecando ed invocando (come un mantra luciferino) l'intervento delle istituzioni. Come detto pocanzi le "sinistre" istituzioni glissarono completamente, l'unico ad alzare il "culo dalla cadrega" fu l'allora ministro degli interni Matteo Salvini, ma le "femminarde sinistroidi" non invocavano le "istituzioni" in generale, ma chiedevano specificatamente l'intervento della sinistra... ma che sia stato di loro gradimento o meno... lo hanno bellamente preso "in quel posto".
Questi erano solo 2 esempi dell'assordante silenzio perpetuato dalla sinistra, istituzionale e non, quando la violenza sulle donne è perpetrata dai pellet. Come scordare la boldriniana genuflessione in parlamento per quel "delinguende" morto in stato di arresto (di cui a tutt'oggi mi rifiuto di dargli il nome per non dargli più importanza di quella che merita), mentre nemmeno un accenno di capo chino per la turista polacca aggredita, insieme al fidanzato, sulle spiagge della riviera emiliano-romagnola. In quell'occasione l'aggressione (sessuale) aveva "quel non so che" di rito di iniziazione data la presenza di un adulto che "supervisionava" il branco di minorenni... tutti rigorosamente pellet.
Torniamo però a concentrarci sulla balena spiaggiata...
Diceva "Uno sguardo programmatico va posto verso il Mediterraneo e i movimenti di popoli e beni che lo attraversano. Di quei movimenti la Sardegna è stata sempre crocevia nella storia e noi vogliamo che continui a esserlo da protagonista". Già, dovremmo ricordare che, a sto zaino di merda, faceva schifo essere italiana ed essere donna (ed in effetti come donna faceva particolarmente schifo), ma si ricordava benissimo di essere sarda... ma non se lo ricordava proprio bene infatti non scomoderò parole, opere o missioni per ricordarle il tipo di accoglienza che la "nostra" splendida Sardegna ha, nella storia, riservato ai "mori" (o negri per dirla nel modo corrente)...


Cogliendo l'invito del "barile" dovremmo guardare alla storia sarda, partendo dalla loro storica bandiera, ed al loro concetto di accoglienza dell'immigrato... "crocevia nella storia..." una croce e via la capoccia di quei 4 mori arrivati nell'isola per rompere i coglioni.
Un ulteriore esempio della totale assenza delle sinistre istituzioni è rappresentato dagli "infernali" mondiali invernali in Arabia Saudita dove qualcuno ha timidamente sollevato il ditino (medio nel mio caso) dicendo che in quel "postaccio" la donna è poco più che un animale domestico... o forse poco meno dal momento che (per loro) valgono meno di un cammello. Eppure nessuna levata di scudi, nessuna fiaccolata in nome del femminismo calpestato dal patriarcato desertico, nessuna manifestazione o impuntamento di piedi per protesta... Insomma, a guardare la sinistra radical chic si può notare l'attività cerebrale di un paziente clinicamente morto, elettroencefalogramma piatto, un paziente terminale tenuto in vita artificialmente, i cui sporadici impulsi della "macchina" antifascista sono l'unico spasmo di vita che il cadavere mostra.
Leviamo i calici dunque e brindiamo quindi alla prematura dipartita di questa ipocrita che dalla sua tranquilla casa di Roma pontificava al sindaco di Ventimiglia (appellandolo col stantio "epiteto" di fascista) che ha istituito una vigilanza privata per impedire ai pellet di andare a urinare, defecare e depredare le tombe dei ventimigliesi... il quale ha semplicemente risposto "La invito a Ventimiglia. Venga a vedere coi suoi occhi quello che succede. Venga a toccare con mano quello che i miei cittadini sono costretti a vivere ogni giorno. E glielo dico nel pieno rispetto di quello che lei ogni giorno affronta [...] a tutti noi piacerebbe vivere nella nobile campagna del Chianti o in una via riservata dei Parioli. Chi vive la nostra realtà ogni giorno merita rispetto e attenzione".
Quindi balenottera "arcobaleno" che tu possa affrontare ogni tipo di tormento da morta quanto dolore la malattia ti abbia portato in vita... questo bicchiere di "Tavelnello" (scaduto) è per l'anima tua... per l'anima de li mortacci tua e de tu nonno in cariola... MERDA!!!

8 novembre 2022

Ma cosa ne sai tu di cosa capiscono i cani?!?

Sento spesso dire che, "in realtà, i cani non capiscono le parole, bensì riconoscono un suono e lo associano ad una determinata azione da parte del proprio padrone". Ovvero associano la parola "pappa", ad esempio, al fatto che il suo amico umano gli sta per elargire del cibo. Chi sostiene questo però, di solito, è una persona che non possiede cani, ma piuttosto ha sentito di sfuggita una notizia su Focus mentre sonnecchiava alla TV in attesa che arrivasse l'ora di cena, oppure una persona profondamente stupida. Il Brambi torna dopo mesi di silenzio e la prima cosa che fa è insultare il proprio pubblico? Beh se rientri nella suddetta categoria è inevitabile. In quanto, cos'è il linguaggio se non l'associazione di un suono (anche detta parola, che di per sé è un suono che identifica un insieme di suoni dai molteplici significati) ad un determinato oggetto, gesto od azione?
Certo, con il tempo la nostra mente dell'età infantile sviluppa ed elabora il linguaggio sostituendo i termini vezzeggiativi (pappa, nanna, pupù, ecc.) con un linguaggio più articolato e complesso come cibo, sonno, merda (la Segre e giudeaccio zozzo chi non glielo dice... MERDA!!!), ecc. ed, in alcuni casi sporadici, l'essere umano è in grado di formulare pensieri propri, deduzioni e ragionamenti, ma alla base resterà sempre l'associazione di un determinato suono ad un determinato oggetto, concetto, sentimento. Basta ragionare e persino chi non ha mai provato o ricevuto amore, anche se non sa esattamente di cosa si tratta, sa che è un sentimento classificato tra quelli positivi. Un cane probabilmente non sa che cosa sia l'amore, ma sicuramente sa esattamente come dimostrarlo al proprio amico e tutore. Chi possiede un cane sa esattamente di cosa sto parlando, infatti la gioia che dimostra al tuo rientro a casa, anche se son passati 5 minuti da quando sei uscito, o il modo di scodinzolare di pura gioia quando entri in una stanza con la sola speranza di ricevere una carezza, anche distratta, nel passarle accanto, è la dimostrazione più esemplare del concetto di amore.
Già solo il riconoscere il proprio nome, e le varie inflessioni della voce a seconda se lo si vuole chiamare, invitare al gioco o sgridare è la dimostrazione che non è solo una questione di suono. Perché converrete con me che c'è molta differenza fonetica nel pronunciare "Belva!" o "Beeeelvaaaa..." piuttosto che "BELVA!!!" e se in tutto questo capisse solo il tono non saprebbe che stai chiamando proprio Lei, ma penserebbe che ce l'hai su con il fattorino che è in ritardo con la consegna della sedia da sim racer che hai comprato per affrontare le lunghe giornate di lockdown (ma che ora grazie ai "fascisti" al governo sono solo un pallido ricordo). Se sentisse solo il suono... nel cercarvi nella solita stanza in cui di solito passate "48 ore al giorno", gli basterebbe seguire il suono della vostra voce anziché girarsi di scatto (alla terza volta che lo chiamate) quando sente la frase "sono in bagno!". La "scenza" fin troppo in fretta assurge degli assoluti, dei dogmi sulla base di prove empiriche senza tener minimamente conto delle circostanze, un po' come un terrapiattista che per dimostrare la sua teoria sulla forma della terra esclude, dal suo stesso pensiero, qualsivoglia forza che confuti il suo assunto. "la terra è piatta perché l'acqua (del mare ad esempio) non prende mai la forma del recipiente!!!" Ovvero si riempie il bicchiere di vino, che già non è acqua, ma noi sappiamo che un liquido vale l'altro, lo inclina e dimostra, in questo modo, che la superfice dell'acqua resta sempre piatta. questo è assolutamente vero, ma non riescono a dimostrarlo sulla distanza secondo la quale la curvatura terrestre diventa "percettibile". Lo stesso vale per l'affermazione secondo cui i cani non comprendono il linguaggio umano, semplicemente perché un cane che hai torturato sino a 5 minuti prima (ragione per la quale meriteresti "una cura medioevale") non dimostra entusiasmo quando gli chiedi di portarti le pantofole. La Belva sa esattamente a cosa mi riferisco quando le dico pappa, biscotto, bagno, ecc. addirittura riconosce le bestemmie sia che io le pronunci con ira o in forma colloquiale riconosce le parole e sa che probabilmente non è un buon momento per venirmi a chiedere un aumento di crocchette.
Quando si riporta la frase "tale cane, tale padrone", si fa riferimento all'intelligenza del cane. Ovvero il cane è "stupido" quanto lo è il padrone quasi mai viceversa. Nel dettaglio... raramente i cani sono stupidi (certo come tra gli esseri umani hanno intelligenze differenti in base alla razza, al carattere ed alle caratteristiche personali), ma il più delle volte quando un padrone dice che il proprio cane è stupido è perché l'umano non è stato in grado di trasmettere al proprio animale ciò che l'amico quadrupede doveva imparare e, ancor più spesso, non è in grado di capire cosa il cane sta cercando di trasmettergli. Ad esempio se improvvisamente inizia a piagnucolare davanti alla porta e ad andare avanti indietro dalla tua postazione playstation mentre stai battendo il Brasile di Zico con il Chievo Verona, non è perché è geloso del tuo risultato, ma bensì perché ha bisogno di scendere e se non lo capisci e continui a giocare alla "play" la colpa del lago che si formerà sul tappeto di casa sarà solamente tua non del cane che per farti capire i suoi "bisogni" gli restava solo di darti fuoco insieme a FIFA 2023. Questo chiaramente è l'esempio più eclatante, ma ci sono tanti piccoli gesti che fanno capire quando un amico a 4 zampe ha bisogno che il suo amico a 2 zampe gli sia d'aiuto e sta solo a quest'ultimo capirlo ed agire di conseguenza.
Infatti mio padre mi dice sempre... "le manca solo la parola..." a cui io rispondo "ci manca solo che mi prenda pure ad insulti, come faceva il cane de La casa stregata!!!".
In definitiva i cani capiscono fin troppo bene il linguaggio umano, ma, per nostra fortuna, non lo parlano. Sta quindi a noi domandarci quanto siamo intelligenti se non riusciamo a capire cosa ci dice il nostro fedele "Fido"?

30 settembre 2020

I lavori che i pellet non vogliono fare

Mi sono giunte diverse testimonianze riguardo ad un fenomeno che si sta verificando in questo anno pazzesco... che di pazzesco ha solo il fatto che è bastato quel mezzo "inverno" 2019/20 per far diffondere una pandemia globale.
Il fatto che sia diffusa in tempo zero in tutto il mondo e che molti Stati mondiali stiano raggiungendo con un anno di ritardo il famigerato picco di contagi dipende esclusivamente da quanto gli stati stessi siano stati pronti o meno a chiudere le proprie frontiere. In Italia (manco a dirlo, come denunciato più volte) tra le iniziative "abbraccia un cinese", "viva l'involtino primavera", "Il vero virus è il razzismo" e "Italia terra di conquista!" qualunque appestato si è presentato alla frontiera senza che gli fosse stata minimamente misurata almeno la febbre... mentre io per poter entrare al lavoro (sì non sono un "Respiriano" che campa d'aria), devo passare il controllo temperatura (sperando di non essere accaldato se no è un casino), superare il corso "prevenzione contagio" (che mi insegna a lavarmi le mani dopo aver pisciato ed in cui è stata posta la domanda trabocchetto*, dove cadere nel tranello è la risposta corretta), certificare (almeno nei primi giorni del contagio) di non essere stato nei 15gg precedenti nelle zone rosse di Codogno o comunque Lombardia e Veneto in generale) e dimostrare che le ultime 5 generazioni dei miei antenati non provengano da Veneto o Lombardia... ma cazzo sono stati i miei antenati ad aver dato il nome a Veneto e Lombardia prima si chiamano solo "Nord" e "Nord-Est".
Sempre nell'azienda di cui non farò il nome, dove c'è grandissima attenzione al politically correct, ha una struttura architettonica tale per cui è tutto diviso in palazzine su più piani, sostanzialmente scale... scale a profusione... scale a perdita d'occhio... scale a catinelle... chilometri e chilometri di scale "pure u pilu è fatto a scale" ed in cui c'è totale assenza di ascensori cosicché un disabile debba farsi portare a spalle (in barba alle regole sugli infortuni sul lavoro) per accedere alla propria postazione.
Ovviamente non è un lavoro che fanno i pellet quello di portare a spalle i "disable" per loro sono esseri deboli che devono essere abbattuti per fornire più cibo ai membri produttivi della tribù.
Un mio lettore mi ha recente riportato la sua esperienza di ricerca di un posto di lavoro durante la pandemia. Sperando nel reddito di cittadinanza e relativo centro per l'impiego... ha compreso in brevissimo tempo che sarebbe stato meglio darsi una mossa. Quindi si è rivolto, tra le altre cose, alle agenzie interinali che, in tempo 0, gli hanno procurato pochissimi colloqui a cui, ovviamente, indirizzavano 200 persone per un unico posto di lavoro.
Così si è presentato, insieme a 200 italiani, al colloquio per un posto da "lavacessi", sicuramente si è trattato di un caso isolato e negli "altri" turni di colloquio collettivo si sono presentati 600.000 pellet che sono rimasti esclusi dalla sanatoria per la raccolta agricola. 
Infatti, qualche tempo dopo, è stato convocato ad un altro colloquio dove, insieme a 600 italiani, cercavano 100 persone per pulire, a fine turno (dopo che i pellet avevano finito di lavorare) le vasche del reparto verniciatura. Ovviamente si trattava di posti di lavoro con turno notturno fisso. Anche in questo caso i nuovi "italiani" non erano inclusi nei turni di colloquio. Se nel primo caso potesse trattarsi di una mera coincidenza, nel secondo possiamo iniziare a delineare un indizio. Date le origini del mio affezionatissimo lettore abbiamo delineato diverse ipotesi. La prima è che la Boldrini viva fuori dalla realtà e la storia delle "risorse" che ci pagheranno la pensione è una stronzata (questa ipotesi non esclude assolutamente quelle a seguire). La seconda è che i pellet guadagnino troppo bene con gli "arrotondamenti" (la vendita abusiva di prodotti leciti o illeciti). La terza è che i pellet fanno il lavoro che gli italiani non vogliono fare, i "terroni" sono chiamati a fare i lavori che i pellet non vogliono fare.
Chiaramente sono tutte e 3 opzioni valide, ma parlando un po' con tutti gli italiani diciamo che noi non avvertiamo questi privilegi per cui ci dovremmo inginocchiare a chiedere scusa, evidentemente la Boldrini e la sua cricca di comunisti, mangiapane a tradimento, hanno avvertito la necessità in quanto sono gli unici "bianchi" ad essere pagati per non fare un cazzo... in quanto non considero un lavoro distruggere con premeditazione il Paese e svenderlo al peggior offerente.
Naturalmente questa tendenza, a non vedere pellet ai colloqui di lavoro per posti di merda, non è una novità io stesso avevo notato questa curiosità. Infatti quando sento (tuttora) dire che i pellet fanno lavori che gli italiani non voglio più fare non riesco a pensare a quali possano essere. In quanto ogni lavoro ha la sua dignità e, se mi permette di vivere dignitosamente, non c'è alcuna vergogna nel fare lavori che la borghesia definisce "umili" per la sola ragione che sono lavori di fatica e non di "concetto", ma verrebbe da dir loro di mangiarsi ciò che loro hanno prodotto durante la loro giornata produttiva. Spostare soldi da un paradiso fiscale all'altro, tramite transazioni virtuali, è sicuramente un lavoro di concetto, provino a nutrirsi con quello che hanno prodotto (ovvero interessi virtuali rimasti appiccicati alle mani dell'operatone), ma se non ci fosse il contadino che si "spacca la schiena" nei campi i soldi li potrebbero usare per accendere il camino (fossero almeno capaci di accendere un fuoco). Mentre vedo sempre più pellet raggiungere, dopo adeguato ammaestramento, posizioni di privilegio... mi dite che essere pagati per passare un foglio di carta da una scrivania all'altra è un lavoro che gli italiani non vogliono più fare? Se è davvero così è perché gli italiani hanno voglia di lavorare anziché spostare inutilmente carta da un posto all'altro.


* "come si combatte la malattia?

- Mantenendo il distanziamento sociale di almeno un metro, lavandosi spesso le mani con una soluzione a base alcolica ed indossando la mascherina;
- infischiandosene di tutte le regole perché la nostra è una stirpe superiore non soggetta alle malattie terzomondiste;
- con la solidarietà perché tutti insieme si supera ogni difficoltà, mentre il razzismo è il vero virus da sconfiggere."

Purtroppo sono tutte vere (o verosimili non mi ricordo come recitava quella sull'infischiarsene delle regole, ma c'era davvero).

11 settembre 2020

Continuo a pensare che siano imbecilli.

L'ANpI.

Titolo e complemento oggetto del mio pensare chi siano imbecilli, potrebbero già chiudere l'articolo esprimendo quanto avessi da dire, ma come per le barzellette che l'associazione "partigiana" ci regala di volta in volta credo si meriti (ogni tanto) un passaggio sulle pagine di questo mio diario.
La sinistra, ormai in campagna elettorale continua, ripete a perdifiato e a perdita di tempo (che potrebbe essere impiegato per abbozzare un programma politico in vista delle elezioni) che la destra democraticamente rappresentata da FdI, Lega e FI, che se fosse appena appena più di sinistra sarebbe stalinista, incinta costantemente all'odio e alla violenza. Tale ritornello è tornato tristemente in auge dopo l'omicidio di un pellet di seconda generazione ad opera da 4 drogati "esperti" di arti marziali.
In questi giorni si sono sprecati commenti e accuse, da parte della sinistra (sia tramite i partiti che i loro sgherri di palazzo), a chi gridava più forte "Fascisti!!!" (come il Peppone di don Camillo che si appisola in aula (del parlamento) ed essere svegliato da un'animata discussione parlamentare. La Ferragni peggiore di tutte dal momento che per accusare gli accusati ha descritto, in maniera denigratoria e dispregiativa, la brutta copia di suo marito di cui, tra l'altro, uno di loro è fan su FB essendo un appassionato di Rap. La Ferragni infatti si accoda a quell'accozzaglia di ignoranti che definiscono i fasci "Brutti, tatuati, frequentatori di malsane palestre dove si insegnano non i valori delle arti marziali ma solo la legge della sopraffazione – nemmeno fossero il Cobra Kai di Karate Kid – figli della incultura fascista? A dire il vero, se adottassimo gli stessi parametri di analisi e di giudizio usati dalla Ferragni, dovremmo giungere alla conclusione che certi stereotipi, un certo culto di «mascolinità tossica», come va di moda dire, più che al fascismo, al pensiero reazionario, al populismo, al sovranismo, sembrerebbero da ascriversi a certe sotto-culture musicali, come il rap e la trap. Le quali in fondo, sin dalla loro origine, non hanno propriamente avuto un rapporto sanissimo con il modo di trattare le donne, con le droghe e con l’approccio alla vita in generale".

Brutti, tatuati e frequentatori di (malsane) palestre,

 Un'altra accusa feroce, stavolta verso i due leader di FdI e Lega, arriva dalla giornalista palestinese Rula Jebreal che su twitter scrive "“Ecco che cosa accade quando i due leader di destra seminano odio e incitano alla violenza contro gli immigrati. I criminali che hanno trucidato Willy Monteiro sono frutto dell’indottrinamento fascista”". Eppure né la Boldrini ne altri esponenti politici hanno subito un aggressione da parte di cittadini italiani incazzati perché gli viene, quotidianamente, negato e/o sottratto ogni diritto. Mentre Salvini si è dovuto difende dalla feroce aggressione di una scimmia che lo ha strattonato per la camicia, per fortuna Salvini non ha reagito, nonostante la legge sulla legittima difesa glielo avrebbe permesso, diversamente avremmo letto su tutti i giornali che il leader della Lega ha aggredito, senza ragione ovviamente, una pellet che ci è stata scaricata sulle coste dal Congo. 
Se poi, in questo clima di tensione e odio (fomentato quotidianamente) dalla sinistra, ci aggiungi le stravaganti, pittoresche e puntuali segnalazioni dei guardiani del totalitarismo boldriniano... l'ANpI il risultato è prima o poi la gente impazzisce davvero e fa volare gli schiaffi, dal momento che vogliono che noi Fasci ci si vergogni di esserlo anche quando non lo siamo.
Così una passeggiata tra le bancarelle del mercato di Siena diventa una ghiotta occasione per la lotta al nazifascismo. "“Una bancarella tra le tante che offrono mascherine di varia foggia, ne offre una con il fascio littorio e la corona regia: un inequivoco riferimento al fascismo. C’era da attenderlo: ne avevamo viste già, di mascherine antivirus, infettate dal virus del neofascismo: nere, con simboli nazionali ostentati da figure di primo piano del nostro panorama politico chiaramente nazionaliste e use a frequentare simboli e marchi commerciali della galassia neofascista”" per la gioia dei nostri occhi allegano tanto di foto...


"In effetti i simboli fascisti sono inequivocabili... ha ragione l'ANpI... Oh mio dio a Siena ci sono i fascisti!!! Su su correte sui monti a sparare alle spalle alle vecchiette!!!"... un momento... è arrivato un altra segnalazione sempre dall'ANpI di Siena "“Apprendiamo che la mascherina in questione reca lo stemma della Guardia Civil spagnola. Continuiamo a pensare che la sua appetibilità commerciale sia legata al fascio littorio in bella evidenza su fondo nero”"... e noi continuiamo a pensare che siate degli imbecilli.

10 luglio 2020

E' giunta l'ora di andare a chiedere il porto d'armi per uso sportivo...

... e di iniziare a sparare dalla finestra così... per "sport".

Sul fatto quotidiano è comparso un articolo indegno, a firma di Alessandro Robecchi (non uso il grassetto perché un essere così non merita alcuna "distinzione" nemmeno dal cemento dei piloni del nuovo ponte di Genova), in cui sostanzialmente dice che i militanti di FdI debbano essere passati per le armi "“Tre indizi fanno una prova, dieci indizi fanno una certezza e dopo cento indizi dovrebbero intervenire i partigiani del Cln con lo schioppo (…) Fa bene Gad Lerner (su questo giornale) a chiedere alla sora Meloni di dissociarsi una volta per tutte dalla retorica fascista dei suoi eletti e dei suoi militanti, ma dubito che succederà: quella retorica, un po’ grottesca e molto ignorante, risibile e feroce, è l’acqua in cui nuota Fratelli d’Italia, gli slogan fascisti e i vestiti da gerarchi sono il plancton di cui si nutre, e non si è mai visto un pesce svuotarsi l’acquario da solo. Bisognerebbe aiutarlo come l’altra volta, settantantacinque anni fa”" la replica di Giorgia Meloni è piuttosto chiara ed è, come è giusto che sia, legittimamente incazzata "“Invocano l’intervento armato contro di noi – dice la leader di FdI in un video su Facebook – se succede qualcosa a un iscritto di Fratelli d’Italia chi si prenderà la responsabilità? Marco Travaglio lo considera normale? Considera normale che si scriva su un quotidiano che bisogna sparare addosso agli esponenti di FdI? C’è un limite che non si può superare e voi l’avete superato. È o non è questa istigazione all’odio e alla violenza? Vediamo se per questo articolo ripugnante ci saranno parole di condanna chiare!”".
Ora, per quel che mi riguarda, io non mi sono mai nascosti ed ho sempre indossato la mia divisa, anche quando, per assistere a concerti interessanti (ho sempre ritenuto la musica al di sopra delle ideologie anche quando erano esplicitamente ideologizzate), entravo in certi centri sociali che, si diceva all'epoca, vigeva la libera caccia al fascista. Il problema è, come era, che erano quasi sempre tutti fumati e quindi ammettendo che riuscissero a distinguere le celtiche e le altre insegne che più volte mi sono costate il controllo documenti, con relativa (e certa) schedatura dal parte della digos, e se identificate che avessero poi la necessaria forza di venirmi ad attaccare, nonostante la palese superiorità numerica. Forse temevano che un folle che entra in uniforme da naziskin in un centro sociale o è pericoloso o è un pazzo... quindi ancora più pericoloso. Ad ogni modo non temo per me, ma essere pronto a ricevere ospiti, che suonano alla porta con l'intento di trascinarmi a Piazzale Loreto per appendermi per i piedi, è questione di etichetta. Avere la casa sempre pronta a ricevere ogni tipo di ospite dallo straccione al Re/Imperatore, dal filosofo al nostro beneamato Führer. Però, dal momento che certi signori si riempiono la bocca e ci riempiono le orecchie con retoriche sull'incitamento all'odio e alla violenza... retoriche di libertà, democrazia e rispetto... direi che è giunto il momento di armarsi aspettando il primo martire per scatenare la guerra.
Siamo in guerra se questi cialtroni non sanno cosa stanno facendo... non sanno che continuando a sputare veleno e aggredendo verbalmente, e fisicamente in alcuni casi, gente che è pericolosa perché non conosce le parole resa e pietà... dovranno impararla, ma sarà una dura lezione. Durante gli anni delle "lotte" partigiane ci sono fin troppe testimonianze del fatto che ai partigiani era riservato lo stesso trattamento del resto della popolazione civile, ovvero nessun maltrattamento nemmeno quando erano rei di omicidio ai danni dei combattenti della RSI, per cui non hanno mai sperimentato, sulla propria pelle, la tenacia di reparti e formazioni militari che per quasi due anni si opposero ad eserciti numericamente superiori e con maggior disponibilità di mezzi. Sono estremamente convinti (per essersene autoconvinti) di aver sconfitto, sul campo anziché in tribunale, gli eserciti che da soli hanno tenuto in scacco il mondo per oltre 6 anni di guerra contro cui l'intero mondo ha dovuto coalizzarsi e, inoltre, aspettare il tradimento del governo di uno dei due* per averne finalmente ragione. Ebbene sono convinti che, se non avessero la legge dalla loro parte, potrebbero andare in giro impunemente ad uccidere i fascisti e appenderli per i piedi come fecero in 5000 contro 2 (tra cui una donna) alla fine della guerra. Ebbene fate pure come Fantozzi e gli altri commensali alla proiezione de "La corazzata Potëmkin" mostrateci "giovannona coscialunga" e "la polizia s'incazza" al terzo giorno ci incazzeremo davvero ed allora vedrete applicare senza remore le menzogne di cui ci avete accusato negli ultimi 70 anni e vedremo se allora tirerete fuori la verità storica che il fascismo non era così crudele come invece lo avete dipinto... MERDE!!!

9 luglio 2020

Ben tornati nell'800.

Potrei commentare dei ricatti dell'ANpI di Schio (VI) e delle vilenze antifasciste. Potrei parlar male di Berlusconi verso cui, finalmente, Prodi apre ufficialmente un possibilità di governo insieme*. Potrei commentare che anche gli intellettuali di sinistra si stanno rendendo conto (e per fortuna che sono intellettuali) che la situazione attuale non è più a mero svantaggio dello storico nemico il "fascista", ma sta iniziando a intaccare persino la loro libertà... potrei parlare di tutto questo, ma oggi è giorno di polemiche e di impartire dure lezioni.
Il discorso sarà duro, per cui mi scuso in anticipo se non terrà conto delle esigenze lavorative dei singoli individui, bensì punterà il dito verso l'intera categoria cito subito il grande Alberto Sordi, così che comprendiate il tenore dell'articolo... "Lavoratori...
Inutile dire che, appartenente alla categoria, le affermazioni esposte in questo articolo possono essere, in alcuni se non molti casi, attribuiti anche al sottoscritto. Ciò non toglie che mi arrogo il diritto di affermare che un cambio di rotta è necessario.
Andando con ordine... Prendiamo consapevolezza che siamo schiavi. Il problema del "padronato", o chi per esso, non è che noi popoli europei, ed italiano in particolare, non siamo abbastanza schiavi secondo il loro desiderio, anche se per certi versi il problema è proprio quello, il problema è che, per essere schiavi, abbiamo un costo eccessivo, troppe pretese, troppe lamentele, ecc. insomma siamo schiavi troppo evoluti. C'è quindi necessità di nuovi schiavi, ben educati ad essere schiavi e che si lamentano di frusta e catene solo quando si trovano sul set di un film troppo realistico. In cui si rendono di non essere sul set di "Radici" per cui, prima o poi, arriverà qualche zio Tom a salvargli allora ecco che si ribellano. Sino ad allora però loro crogioleranno nell'idea illusoria che stanno facendo un lavoro che l'italiano non vuole più fare e, di conseguenza, rafforza il proprio ego con l'illusione di essere indispensabile.
E si pensi che è la medesima leva con cui, meno di 20 anni fa, gli imprenditori scardinavano il mondo del lavoro italiano, europeo ed occidentale. Non era insolito assistere a scene quali "Non ti sta bene lavorare 20 ore al giorno ad uno stipendio da fame essendo obbligato a provvedere alla produzione giornaliera?!? nooooo?!? Guarda che non sei indispensabile... dietro di te ce la fila e se la fila si assottiglia troppo ci son sempre i nergi!!!" Beh quando le nostre file si sono sfoltite ecco che si sono rimpinguate quelle degli "invisibili" negri e quando anche loro si sono "evoluti" diventando cittadini, ecco giungere dal mare barconi di immigrati clandestini con tanta voglia di far soldi e poca o nessuna di lavorare. Il risultato è stato la progressiva, quanto inesorabile, desertificazione del nostro strato produttivo, le delocalizzazioni e le altre bestialità con cui lo stato con la complicità di tutte le forze politiche e sindacali hanno progressivamente messo in ginocchio la Nazione.
Ci aggiungiamo il contorto punto di vista di tali moralizzatori delle macchinette quali i comunisti marxisti secondo cui i Baby Boomers (che ho scoperto recentemente essere i vagliardi nati tra il 46 ed il 64 del secolo scorso... quelli nati prima si chiamano fascisti, quelli nati dopo, ma prima del 2000 si chiamano bamboccioni probabilmente) dovrebbero imparare dai "millenials" (quelli nati dopo il 2000) ad essere liquidi mentalmente e flessibili lavorativamente. La flessibilità lavorativa ce l'hanno insegnata sulla nostra stessa pelle con la frase "...dietro di te c'è la fila.", sulla liquidità si dovrebbe capire cosa è richiesto, ma secondo i moralizzatori delle macchinette comunisti marxisti, dovrebbe coincidere con il concetto di vedere i negri come il pellet... una risorsa insomma. Secondo questo loro concetto infatti non possiamo più pensare il mondo (e tutti gli ambiti della vita umana con esso) in termini microcosmici, bensì in termini macrocosmici. Ovvero non pensare più a curare il proprio orticello, ma nemmeno curare l'intero campo agricolo di cui il nostro orticello fa parte. Bensì pensare  a curare il nostro orticello in un contesto di equilibrio con tutti i campi del pianeta, ma anche questo non basta perché dobbiamo anche essere attenti alle abitudini alimentari dei coltivatori degli altri campi anche a discapito del pane quotidiano che vorremmo poter mettere in tavola alla nostra famiglia.
In termini meno filosofici, non è più possibile, né evidentemente tollerato, pensare in termini di nazionalismi individuali, ma si deve ragionare in termini globalisti, perché anche l'Europa (delle banche) è un concetto superato. Quindi qual è l'obbiettivo auspicabile, creare un esercito di schiavi ancora più schiavi, in quanto privi dal vincolo delle proprie radici, ma ben assicurati alle solide catene del ricatto economico. La soluzione più ovvia non è, purtroppo, più applicabile in quanto, per tornare al baratto e spezzare così le catene del vil denaro, diventerebbe fondamentale un'implosione tecnologica tale da farci tornare all'età della pietra, ma non possedendo però le capacità manuali, in molti di casi, e di omeopatia necessarie per curarci con le erbe e gli infusi. Quindi come possiamo invertire la rotta come si sta rendendo necessario? 
"Banalmente" tornando ad essere Uomini e Donne in grado di camminare eretti, anziché mezze pippe che si gettano a carponi quando veniamo sbattuti in cassa integrazione o in ferie e ci costringono lo stesso a lavorare, magari pure in nero. Certo quando si ha bisogno di mangiare non ci si può permettere di fare troppo gli schizzinosi, e per mangiare servono i soldi, quando basterebbero i prodotti che terra ci regala regolarmente. Eppure si può non piegarsi senza entrare necessariamente in contrasto con l'azienda o il datore di lavoro. Ad esempio, nel caso degli operai è più facile non è che ti puoi mettere a costruire una macchina o un frigorifero nel cortile di casa o in cantina, servono necessariamente i macchinari che la fabbrica mette a disposizione. Nel casi di informatici e altre categorie la cui attività può essere svolta anche da remoto... basta non accendere il PC del lavoro, se ci contattano telefonicamente (dato che per legge siamo obbligati ad informare il datore di lavoro, anche se non necessariamente per telefono, a fornire i nostri recapiti) basta farsi negare, ovvero non rispondere al telefono. Per ora, almeno, l'amministrazione pubblica che si occupa di questioni lavorative è ancora sufficientemente a favore del lavoratore per cui nessuno vi potrà contestare, nemmeno il capo più stronzo, di non avergli risposto al telefono perché eravate in ferie. Certo più si sale di grado più queste libertà vengono meno, il prezzo che si paga per fare i bei soldi, ma più restate a livello della schiavitù a cui vi relegano, più potete far valere i vostri diritti, ripeto, senza entrare apertamente in contrasto con il padronato.
I comunisti, che nel frattempo da proletari sono diventati padroni, hanno dimenticato, ammesso abbiano mai fatto davvero quelle lotte, dei diritti che i lavoratori hanno conquistato, a detta loro, con il sangue sulle barricate e nelle piazze, ma tale dimenticanza potrebbe essere legata al fatto che fonti storiche, sempre più uffciali, confermano che quelle conquiste furono imposte al Re d'Italia da Sua Eccellenza il Duce d'Italia Cav. Benito Mussolini e se negli anni 70/80 si ha avuto la necessità di riconquistarle è per quella malsana epurazione che venne fatta, sino al '47 e oltre (quindi a guerra finita), da parte dei partigiani, o presunti tali, ai danni di tutto ciò che era fascismo... icone, leggi, soldati e gerarchi e parenti di...
In certi ambienti si fa un gran parlare di Battaglie, di guerra e di guerrieri e poi, ad ogni occasione, si rinuncia alla battaglia preferendo invece chinare il capo sostenendo che ci sono battaglie più importanti da combattere... anche se, onestamente, non si capisce quali dal momento che alle guerre di questo secolo non ho visto, e qui mi aggiungo all'elenco, frotte di "camerati" presentarsi volontari alla frontiera dello stato belligerante più affine alla loro visione del Mondo. Non li ho visti presentarsi in Ucraina per difendere la Crimea dall'ingombrante neo-imperialismo russo. Non li vedo nemmeno, salvo rarissimi casi, scendere in piazza per difendere le icone della nostra cultura Italiana deturpata da chi italiano lo è, ma non ci si sente fiancheggiante pellet che italiani vorrebbero far diventare, ma di cui non gli frega un cazzo di essere. Vedo tanti, purtroppo come me, che scrivono parole, pubblicano cose, ma concretamente non fanno nulla perché infettati dal morbo della borghesia, che non ha colore politico se non quello di Arlecchino che indossa tutti i colori e nessuno a seconda della convenienza del momento. Troppo si ha da perdere e si punta il dito sul prossimo che troppo ha ancora da perdere. Eppure eventi potenzialmente scatenanti ne leggiamo quotidianamente sui giornali, più o meno scientificamente accreditati, siano essi contenuti in cronaca, politica o nella sezione esteri... ma tutto sfocia con una condivisione sui social e qualche commento sprezzante. La mia battaglia, per quanto possa valere, la porto avanti combattendo le ingiustizie in cui mi imbatto sul posto di lavoro che sia dal toccare il mio sacro diritto a prendermi tutte le ferie che mi spettano al difendere i diritti di colleghi (da me giudicati meritevoli, quindi non i moralizzatori delle macchinette che sostengono e difendono il governo mentre distruggono lo stato sociale del paese) che si vorrebbero far lavorare quando sono in infortunio... tanto paga l'INAIL che, fondata nel 1933, è roba fascista anche quella.

Quindi concludo dicendo che in questa come altre fasi della vita le chiacchiere stanno a zero e c'è invece la necessità di lottare finché noi pochi eletti, noi poveri stronzi, ancora ci ricordiamo quanto si stava meglio, quando si stava peggio, perché tra un po' non ci sarà più nessuno che si ricordi il perché è necessario difendere i posti di lavoro non solo dalla medio-alta borghesia, ma anche, se non soprattutto, da chi si sostiene fare gli interessi del popolo e vorrebbe trasformarlo in un consumatore fatto e finito. Una mucca da ingrassare sul divano allevandolo con serie TV di dubbia moralità, vendite online e consegne a domicilio, mentre si sputtana il reddito di cittadinanza acquistando i pacchetti "premium" di siti zozzi o chat piccanti. Per ora siamo schiavi e possiamo ancora ribellarci, quando saremmo carne da macello potremmo solo scegliere in quale mattatoio farci macellare... forse.

26 giugno 2020

Ancora una volta l'Italia si prostra ai carnefici degli italiani.

Non fosse così grave, non farebbe quasi notizia. Eppure "il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, si recherà presso il monumento eretto ai 4 terroristi fucilati a Basovizza [...] per rendere omaggio congiunto con il presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor. A darne notizia è proprio quest’ultimo che dal sito istituzionale della presidenza della repubblica annuncia: “sta se predsednika Pahor in Mattarella dokončno dogovorila in potrdila program njunega srečanja v Trstu in obeležitve 100. obletnice požiga Narodnega doma” (i presidenti Pahor e Mattarella hanno finalmente concordato e confermato il programma del loro incontro a Trieste e la commemorazione del 100° anniversario dell’incendio del Narodni dom). Di detto incendio e della restituzione del palazzo oggi sede della Scuola Superiore Interpreti e Traduttori abbiamo già detto molto proprio qui, sulle pagine del Primato Nazionale" Prima di approfondire la storia dei 4 terroristi divenuti, in seguito vittime della ferocia nazifascista, è male far presente che quel PiDiota di merda di Mattarella il prossimo 13 luglio si recherà a Basovizza per rendere omaggio al monumento e, con l'occasione, far una capatina alle omonime foibe del comune sloveno. Le 4 vittime del nazismo non furono presi a caso per una rappresaglia in seguito ad un attentato contro le forze invadenti (al termine del conflitto), bensì... "Trieste, 1930. È il 10 febbraio quando alle 22.30 una bomba esplode nella sede de Il Popolo di Trieste, il principale quotidiano italiano della Venezia Giulia. Muore, all’età di soli 26 anni uno dei dipendenti dello stesso, Guido Neri. Restano invece gravemente feriti Giuseppe Missori, Dante Apollonio e Marcello Bolla. Una bomba identica, per costruzione e per particolari, a quella esplosa nel gennaio dello stesso anno al Faro della Vittoria, simbolo degli eroi caduti sul mare durante la Grande Guerra. Cominciano a circolare alcuni volantini deliranti, in cui si rivendicano molti attentati tra cui quello al faro “della falsa vittoria”. Anche quello in cui morì Carso Blasina “sotto il nostro piombo”, specificando che “s’è così salvata la nostra nazione della sua sporca presenza. […] maledetta l’Italia, il Fascismo, i Savoia, lo sposo stupido e la Principessa brutta”. Partono le indagini, i primi terroristi confessano, i testimoni parlano [...] La furia criminale continua ed il 1 marzo vengono date alle fiamme le scuole di Sgonico, a Trieste. Il 25 marzo è la volta di quelle di Cattinara ma la miccia fortunatamente si spegne. Forse era difettosa. Il primo dei due incendi deve essere un battesimo per uno degli attentatori, tale Obad. Con lui ci sono anche Spanger, Stoka e Rupel, molto più esperti del primo e che già avevano dato alle fiamme il ricreatorio della Lega Nazionale di Prosecco. Gli autori dell’attentato alla sede del Popolo di Trieste tentano di uccidere anche Giovanni Curet ed il centurione Grazioli. [...] Tutti i responsabili di questi attentati vennero comunque condannati. Nel 1930 si svolse, infatti, il processo ai membri del “Borba” Francesco Marusic, Milos Zvonimiro, Bidovec Ferdinando e Luigi Valencic. Vennero tutti condannati a morte. Per tutti gli altri 8 imputati, invece, le penne emesse andarono dai 30 anni di Luigi Spanger ai 2 anni e 6 mesi di Sofia Korze. In molti casi vi fu il rilascio anticipato dei condannati, come nel caso di Obad e Pertot. Spanger, addirittura, con una condanna a 30 anni, né scontò solo 9 per effetto degli atti di clemenza emessi dal Regime." Insomma questi i "santi" vittime della persecuzione Fascista della comunità slava della Venezia Giulia a cui Mattarella andrà a rendere omaggio. Questo lungo prologo, "saccheggiato" a Il Primato Nazionale, è per mostrare la viltà, la pochezza politica, l'opportunismo di una classe politica che ha trascinato, e trascina tuttora, l'onore dell'Italia e del popolo Italiano nel fango o peggio. Infatti continuano a dipingere, ed è la sensazione che si ha un po' tutti, che il popolo italiano sia rappresentato prima dal Tradimento dell'8 settembre del '43, quindi un'intero popolo incapace di mantenere fede agli impegni presi e alla parola data, e con la furbizia delittuosa rappresentata dalle macchiette napoletane. Sicuramente i pregiudizi verso i napoletani, per me, hanno trovato un valido  riscontro in alcuni personaggi autoctoni che incontrai nell'unico viaggio oltre confine che, a La Spezia, separa il sud Italia dal nord africa. Ciò nonostante non tutto il popolo napoletano è rappresentato dalle caricature elaborate ad arte dal Principe Antonio de Curtis noto ai più con il nome di Totò. Lo stesso discorso lo possiamo ampliare e applicare al resto del paese e del nostro popolo. Non tutti sono, ad oggi, figli di quel "ignobil 8 di settembre" e di quella classe politica che, già durante il fascismo, remava contro il DUCE per puro spirito carrieristico, arrivistico e di pusillanimità e che in vece di impegnarsi nei propri compiti per vincere la guerra restava immobile in attesa delle sconfitte che, almeno inizialmente, tardavano ad arrivare ed infine gioendo delle vittorie nemiche della rinvigorita arma bellica angloamericana che attraverso i bombardamenti sulle aree residenziali delle città italiane spinse il popolo, sin lì fedele ma stanco dei tanti sacrifici a cui era quotidianamente chiamato, a cedere le armi quando capì di essere stato abbandonato dal suo Re.
Nel libro "Giovanni d'Auria - Pilota" (il cui titolo richiama il nome del protagonista) il figlio del colonnello comandante racconta i giorni dei successi, quelli degli insuccessi e quelli del doppio gioco operato dal Re Piccolo (Emanuele III di Savoia) ed il furbo maresciallo Badoglio che, arricchitosi con il fascismo, ne abiurava l'appartenenza stringendo la mano, per ben 7 giorni, all'alleato tedesco mentre già  strizzava l'occhio al nemico inglese a cui avrebbe presto presentato una resa incondizionata. Nel libro viene presentato un popolo, quello italiano, capace di far fronte ai sacrifici per lungo tempo, lamentandosi (dato che la mancanza di libertà di parola è una menzogna della propaganda antifascista), ma facendo del suo meglio per sostenere lo sforzo bellico. Così, dato che siamo stati chiamati in guerra dal covid-19, l'italiano ha ancora una volta mostrato disciplina e senso del dovere, che molti scambieranno per codardia o per tale la faranno passare pur di non riconoscere l'orgoglio di noi italiani di essere italiani. Di essere in tutti i settori produttivi l'eccellenza del mondo intero. Uomini di genio il cui intelletto è offuscato dalla grottesca rappresentanza degli stessi discendenti di quel tradimento che, come un cancro, si è piazzato sulle poltrone d'Italia e ha poi plasmato, tramite sotterfugi, maneggi e leggi atte alla distruzione di quello spirito guerriero che ci ha contraddistinto per millenni, a propria immagina e somiglianza. Con il covid, come ho detto, l'italiano ha mostrato di non essere una caricatura da avanspettacolo, ma di essere invece un protagonista della storia recente e passata. Così è se l'intera Europa, con la complicità dei nostri governanti canaglia, ha impiegato oltre 70 anni e tutte le proprie energie pur di piegare la 5° potenza economica del paese, basata, secondo gli stolti storici nostrani e stranieri, sulla corruzione e sulla proliferazione della mafia.
Nostro è il compito di ricordare che essere italiani ed essere fascisti non è la stessa cosa si può essere uno senza essere l'altro, anche se per chi vuole svendere l'Italia sono sinonimi. Si può amare la propria nazione senza doversi per forza recare in pellegrinaggio a Predappio per comprare le ciabatte del DUCE. Si può essere italiani senza dover seppellire i propri nemici nei piloni di cemento dell'autostrada. Presidente Mattarella si può essere italiani senza dover andare a regalare un palazzo, sede di un prestigioso istituto superiore, alla minoranza slovena che lo consegnò alle fiamme senza troppi riguardi. "Carte alla mano, infatti, due giorni fa si è tenuta una conferenza presso la sala Tessitori di Trieste in cui si sono ripercorse le tappe fondamentali di quei fatti. A partire dall’omicidio di Giovanni Nini, giovane patriota di appena di 17 anni, trafitto a morte da due “slavisti” (come venivano definiti all’epoca). Il tutto accadde durante una manifestazione di solidarietà per l’omicidio di altri due patrioti, il comandante della nave “Puglia” Tommaso Gulli ed il motorista Aldo Rossi, avvenuto il giorno prima a Spalato. Successivamente all’omicidio del giovane Nini, gli “slavisti” si rifugiarono nell’allora hotel Balkan, rincorsi da una folla spontanea che aveva assistito alla morte del patriota. Qui le versioni cominciamo a dividersi ma la tesi più accreditata e supportata, secondo la Lega Nazionale e Renzo de’ Vidovich, dai documenti presenti presso l’archivio di Stato vuole che il secondo piano dell’hotel Balkan fosse stato trasformato in una vera e propria santabarbara, fornita di armi, munizioni ed esplosivi. E proprio dal secondo piano partì la granata che uccise Luigi Casciana, tenente del Regio Esercito presente sul posto per arginare l’insurrezione. Poco dopo cominciarono a divampare le fiamme, sempre dal secondo piano, che in breve tempo inghiottirono la parte superiore del palazzo. La causa? Forse uno scoppio accidentale avvenuto all’interno del Balkan, forse il tentativo di bruciare i documenti in possesso degli “slavisti”.
Il punto della questione è che secondo questa accreditata ricostruzione, l’evento non è attribuibile alla folla né, tanto meno, ai fascisti come sostenuto dall’Anpi e dalle altre sigle filo slovene."

17 giugno 2020

Il delirio antirazzista non tiene conto della realtà.

Come in altre occasioni, e per altri articoli, anche oggi avrei potuto intitolare l'articolo in diversi altri modi, ma per la gioia di grandi e piccini il più gettonato, da me, diventa il sottotitolo di quello utilizzato. Per cui "Il delirio antirazzista non tiene conto della realtà. Quando i ricordi d'infanzia diventano una scelta politica ben precisa."
Con questo sottotitolo penserete alle allegre passeggiate per la via centrale di Predappio mentre, da infante, giocavo a fare l'altalena con le braccia di mamma e papà (i genitori hanno un nome comune ben preciso e non un numero di targa) a caccia degli ultimi cimeli del ventennio quali l'accendino del Duce, il vino del Duce, le pantofole del Duce, ecc. Niente di tutto questo, la mia infanzia era già felice quando mamma mi "viziava" comprandomi i Kellogg's "coco pops" che, tuttora, ghiotto di cioccolato ho sempre preferito ai Kellogg's "Rice Krispies". Oppure quando, con la mia paghetta, mi permetteva di comprare in edicola "Il Giornalino" che, ho scoperto oggi, essere stato ideato da un sacerdote Giacomo Alberione, sì un sacerdote ma in compenso, pubblicato la prima volta in Italia (e quella lo era) nel 1924 dalle edizioni San Paolo. Non mi vergogno a sostenere di aver letto, di fatto per anni, una rivista cattolica e per di più Fascista?!? Francamente all'epoca della mia infanzia, non ce ne fragava un cazzo di niente, non si badava ai colori e alle bandiere (tranne nel caso della juve), se ti piaceva leggere un fumetto (ed Il Giornalino ne era pieno anche di certi titoli importanti) lo leggevi senza curarti se fosse stato fascista, comunista, anarcocattocomunista o berlusconiano (che era appena sbarcato dalle tournée in crociera).
Ricordo ancora che aspettavo con ansia che ci fossero i fumetti di Larry Yuma, personaggio chiaramente ispirato ai personaggi cinematografici interpretati da Clint Eastwood nella trilogia del dollaro. Luky Luke, in seguito portato al cinema da Terence Hill. I Puffi, Asterix, Braccio di Ferro, ecc. Mi sembra di ricordare, ma potrei sbagliarmi essendo passati tanti anni, che a volte venissero pubblicate le storie di Cocco Bill del compianto autore Benito Jacovitti.
Questi erano gli anni della mia giovinezza, in cui ogni cosa sembrava "pura", perché pura era l'animo del fanciullo che si affacciava alla vita. Purezza di lì a poco distrutta per sempre dal "Drive In" e da altre trasmissione più o meno sessualmente esplicite (vedi "Colpo Grosso" e altre) quando ancora non c'era tutta questa attenzione verso i minori, ovvero niente bollini rossi da ignorare accanto al logo dell'emittente televisiva.
"L'infanzia finisce quando scopri che un giorno morirai." e con essa anche l'ingenua visione del mondo e allora cerchi nella merda in cui affondi, ormai fino al mento, qualcosa che ti riporti indietro, che ti permetta di correggere i troppi sbagli che hai commesso in vita tua, i torti che non hai mai restituito, quando a te li hanno fatti pagare a prezzo pieno, sempre! Allora ti aggrappi a qualunque cosa ti ricordi quel periodo felice della tua vita per darti l'illusione di poter ancora raddrizzare le cose, ma poi i Pan di Stelle, del Mulino Bianco (chissà per quanto ancora potrà o riuscirà a mantenere questo nome prima di essere tacciato di razzismo e costretto a scegliere tra "Mulino nero" e "Mulino Arcobaleno, con particolare attenzione alla causa LGBT") ti piazza sulla confezione il disegno di una bambina negra sottintendendo che l'acquisto del prodotto, un giorno, le garantirà un costosissimo biglietto verso l'Europa con cui verrà insieme alla metà dell'africa che ancora non è arrivata.
Ed i coco pops vengono accusati di razzismo perché in copertina hanno una scimmia (disegnata) così come i corn flakes hanno un gallo, i frosties hanno una tigre e i Chocos (mai visti in Italia ad essere sincero) hanno un elefante. A completare lo zoo, prima che la linea Coco pops fosse unificata alle barchette e alle palline, c'erano anche un ippopotamo e un coccodrillo.
"Anche i Coco Pops sono razzisti. Perché? Perché sono neri e hanno una scimmia come simbolo. Si chiama Coco the Monkey, e noi tutti l’abbiamo sempre vista senza attribuirle particolarità “razziali”. Ma di questi tempi tutto è sospetto, e i cereali sono stati criticati dall‘ex deputato laburista Fiona Onasanya, che ha scritto alla Kellogg chiedendo perché hanno scelto quell’animale per rappresentare il cereale al cioccolato quando invece, ad esempio, i Rice Krispies hanno come mascotte “tre ragazzi bianchi”" (fonte Il Primato Nazionale) la risposta alla domanda posta dalla deputata si troverebbe nello specchio a lei più vicino, ma si sa che non brillano certo per acume, come ho ampiamente dimostrato in questi anni, quindi aspettiamo di leggere la lettera di scuse della Kellogs nella quale assicureranno, a stretto giro, il cambio di mascotte dove al posto della scimmia disegnata metteranno la foto di un negro o qualche altro animale della giungla del ghetto. "L’ex deputata in seguito ha twittato: “Bene, dato che John Harvey Kellogg ha co-fondato la Race Betterment Foundation (lo scopo principale della Fondazione era di  curare la “degenerazione della razza”), mi sarebbe dispiaciuto non chiedere …”. Un portavoce della Kellogg ha dichiarato al MailOnline: “È importante parlare di più su come possiamo costruire l’uguaglianza razziale. Kellogg sostiene la comunità nera”. E ancora: “La mascotte della scimmia che appare su Coco Pops sia bianca che al cioccolato al latte, è stata creata negli anni ’80 per evidenziare la personalità giocosa del marchio”. Dunque, finisce qua la polemica, dato che la scimmia è mascotte anche di quelli non …. “neri”." e così scopri che, senza saperlo, hai per anni finanziato una fondazione contro la degenerazione della razza, molli il lavoro e vai immediatamente a fare un'altra scorta di coco pops neri con la scimmia sopra sin dagli anni '80 quando nemmeno ai negri fregava un cazzo di essere negri.
E dopo i Kellogg's non puoi non apprezzare il fatto che uno dei tuoi eroi preferito dell'infanzia è anch'esso accusato di razzismo, "Contro il Black lives matter depone le armi e si arrende anche Lucky Luke, il cowboy solitario che “spara più veloce della sua ombra”. Il prossimo album a fumetti del celebre e assai longevo – la sua prima avventura venne pubblicata nel 1946 – pistolero concepito e disegnato dal fumettista belga Morris, sarà tutto dedicato agli afroamericani, che avranno un posto di assoluto primo piano nella sceneggiatura. “Le storie di Lucky Luke dovrebbero svolgersi durante la guerra civile americana e oltre, eppure gli afroamericani non sono mai rappresentati negli album, se non in modo marginale” [...] Disegnato come i precedenti da Achdé, uscirà il 23 ottobre da Lucky Comics. “È stato concepito molto prima della morte di [...]”, ha dichiarato Jul. Ma chissà per quale strano motivo, esce proprio ora. Nella copertina è disegnato Lucky Luke nel bel mezzo di un campo di cotone, a fianco di uno sceriffo di origini afroamericane. Sullo sfondo, quattro figuri incappucciati, membri del Ku Klux Klan, brandiscono delle torce accese. La storia, spiega Jul, è ambientata in Louisiana, dove Lucky Luke ha ereditato un’enorme piantagione di cotone."
Giudicate voi, ma a me più che negro sembra messicano...


Grazie... mi avete regalato una magnifica infanzia e nemmeno lo sapevo.
Allora qual è la realtà di cui il delirio antirazzista non tiene conto?
Banalmente il fatto che nel sud della Francia (da Digione a Nizza) sono ormai 5 giorni che ceceni e marocchini si stanno affrontando, i primi armati di coltelli, mazze e spranghe i secondi di pistole e kalashnikov. I giornali ne parlano pochissimo, ma voi starete pensando che i ceceni abbiano aggredito i marocchini per le tensioni blDm... macché ai ceceni non gliene frega un cazzo se i monumenti francesi vengono abbattuti e le chiese arse... no semplicemente un ragazzo ceceno, intervenuto per soccorrere un ragazzo di origine balcanica che stava subendo un aggressione da parte di spacciatori nordafricani, è stato a sua volta massacrato dagli stessi marocchini, appresa la notizia la comunità cecena è insorta ed ha iniziato una vera e propria caccia allo spacciatore nella città di Digione che a loro volta si sono organizzati ed ora sono 5 giorni che si scornano. Gli scontri si stanno propagando anche in altre città dove la comunità cecena è abbastanza forte per affrontare i negri. "Mentre tutto il mondo è impegnato ad accusare l’uomo bianco di razzismo e atrocità commesse contro neri e immigrati, in Francia i suddetti immigrati si scannano tra di loro mettendo a ferro e a fuoco proprio quelle città in cui l’uomo bianco li ha accolti [...] Ieri, lunedì, è stata la quarta serata di scontri sanguinosi tra diverse etnie per le strade di Digione. Protagonisti sono un gruppo di giovani ceceni, arrivati anche da altre città della Francia per vendicarsi del pestaggio subito da un 16enne ceceno avvenuto lo scorso 10 giugno. Secondo quanto riportato da Le Figaro, l’adolescente avrebbe aiutato degli amici di origini balcaniche a difendersi contro un gruppo di spacciatori maghrebini, e questi per risposta lo avrebbero massacrato di botte. La locale comunità cecena ha dichiarato guerra ai nordafricani e da quattro giorni 150 uomini armati di coltelli, mazze da baseball e altre armi battono la città, con l’approvazione di non pochi residenti, secondo quanto riporta il sito News-24 France, per punire uno per uno gli spacciatori (che si sono a loro volta organizzati con pistole e AK-47)." Se questa è la "pacifica" convivenza nelle nazioni multietniche... aspettiamoci il peggio anche qui da noi.

5 giugno 2020

Incitamento alla genuflessione generale

Lo dico subito, così da fugare ogni dubbio a Boldrini e compagni, semmai qualcuno venisse a chiedermi di genuflettermi per chiedere perdono ai pellet per i miei privilegi da bianco... prima gli meno e poi gli do fuoco.
Da quanto sta emergendo dai video, che i media continuano a non mostrare se non censurati per nascondere il vero volto della protesta USA (saccheggiare e picchiare selvaggiamente a prescindere), c'è una tendenza sempre più diffusa alla totale sottomissione di quella parte compiacente di popolazione bianca ad una non ben definita popolazione nera. Non ben definita in quanto da un #tag su twitter ne è seguito un movimento che oggi sta trasformando (visto che non risultano dissociazioni di sorta) essere attiva più nei saccheggi e nelle violenze, che nelle proteste per una parità di trattamento.
Sul tema dell'equità di trattamento mi sono già espresso nell'articolo "Black lives don't matter" di mercoledì scorso, ma resta da capire le ragioni che spingono dei bianchi, che non centrano nulla con le aggressioni e le violenze perpetrate dalla polizia (o alcuni privati cittadini) contro i negri americani, a inginocchiarsi e a chiedere perdono per i propri privilegi da bianchi.
Sento spesso parlare di discriminazione e odio razziale, ma sempre in maniera unilaterale. Continuo a non capire il perché non costituisca discriminazione privilegiare i negri. Ovviamente non mi riferisco solo all'america, ma restando confinati al nuovo mondo... siamo qui a dire che i negri dovrebbero essere trattati in modo equo, in modo rispettoso, ecc. eppure continuano a comportarsi da negri ben sapendo che la polizia non prende bene la resistenza all'arresto. In un video si vede una coppia (un uomo e una donna) di ragazzi bianchi baciare gli stivali ad un gruppo di negri che ha improvvisato uno spettacolo in mezzo alla strada, la ragazza arriva, persino, a inginocchiarsi per terra pur di baciare lo stivale di uno di questi, mentre gli altri, quanto meno, avevano alzato il piede su una transenna per rendere più agevole la sottomissione.
Venendo "A Noi!" anche in Europa, dove di sicuro non sono i bianchi a godere di privilegi, si sta assistendo ad uno "sciaquettio" di gente dello spettacolo che posta foto nere (come ordinato dalla nuova convenzione sociale), che si inginocchia a chiedere scusa per i propri privilegi e/o, probabilmente, per essere bianchi. Ma se penso alla situazione a parti inverse, se ad esempio (prima di venir preso a schiaffi dal vescovo durante la cresima) mi fossi recato in Marocco, giusto per non andare a cercare i paesi più fondamentalisti dell'area islamica, credete che lo stato magrebino avrebbe promulgato una legge per far affiggere un crocifisso, al quale ero abituato, in classe? Che avrebbero cercato un prete cattolico per farmi praticare la materia "religione" obbligatoria ai miei tempi? Credete che, se ci fossi andato da adulto, il governo marocchino mi avrebbe mantenuto a vita fin tanto che persistesse lo stato di rifugiato (stato a cui non avevo alcun diritto)? La risposta è banale quanto scontata... col cazzo!!! E venitemi a dire che queste argomentazioni sono qualunquiste, ma di cosa dovrei chiedere, qui, scusa ai pellet? Di averli accolti? Di averli vestiti? Di averli nutriti? Di averli mantenuti? Di averli lasciate delinquere impunemente?
Sul discorso qualunquismo immigrati delinquenti apro una lunga parentesi.
Ho effettuato una breve ricerca, purtroppo per me non è sempre facile trovare le fonti aggiornate o "scientificamente" accreditate, ma dei siti che ho guardato, cercando il numero di omicidi commessi dagli stranieri (anche se cercavo specificatamente quelli commessi dai negri), è risultato che nella maggior parte dei casi le statistiche sono ferme al 2017 (governo Gentiloni), come se si volesse sorvolare sui numeri prodotti da una legge che prevede l'arresto per i criminali (anche se "discriminati" come i pellet). Emerge però un altro dato interessante, ovvero che su circa 60.000 delinquenti che attualmente compongono la popolazione carceraria circa 20.000 (cioè un terzo) sono stranieri. La stessa percentuale si riscontra tra i soli denunciati (quindi non condannati perché giudicati da una toga rossa che ha applicato la legge non scritta "so risorse, non sanno quello che fanno".
"La popolazione straniera residente nel 2017  in Italia era di 5.144.440 persone, che rappresentavano l’8,5% del totale della popolazione. Le forze di polizia, nello stesso anno, hanno riscontrato 262.235 segnalazioni, riferite a persone denunciate ed arrestate, a carico degli stranieri resisi responsabili di attività illecite, pari al 29,8% dello specifico totale generale  di tutte le persone denunciate ed arrestate in Italia; il dato risulta in aumento rispetto a quello del 2016 allorquando le segnalazioni erano state 261.244, pari al 29,2% del totale. Nel 2015 però sono state 307.781 pari al 32,9% del totale.

La stessa percentuale delle denunce/segnalazioni di stranieri si registra anche fra le persone condannate. Infatti, gli stranieri condannati costituiscono il  30% del totale (2015)." (fonte welforum.it)
La cifre e percentuali possono confondere, perché un terzo non sembra poi così alto rispetto ai due terzi della popolazione carceraria e dei denunciati totali. Bisognerebbe però considerare il fatto che 5.144.440 è meno del 10% della popolazione italiana (8,5% come dice welforum). Ciò significa che su 60.360.000 italiani (in cui immagino ci siano anche quelli considerati italiani da Stato e zecche) a compiere reati sono circa 400.000 delinquenti
La proporzione è facilmente calcolabile se 262.235 equivale al 29,8% vuol dire che il totale dei reati denunciati in Italia è di 879.983, di cui 617.748 imputabili a italiani (e di nuovo bisognerebbe indagare meglio sulle origini di questi italiani, ma non voglio fare l'ipocrita sostenendo che gli italiani sono tutti santi, mentre i pellet sono tutti delinquenti, anche se bisognerebbe almeno escludere tutti i camerati, condannati per reati di opinione). Quindi la percentuale di italiani che delinquono è 1,02% della popolazione (sarà sicuramente per colpa del razzismo della polizia bianca). Giusto per scrupolo calcoliamo la stessa percentuale dei reati commessi dai pellet rispetto alla presenza straniera in Italia? Tale percentuale è 5,1% ovvero 5 volte tanto. Ma dal momento che la sanatoria della Bellanova riguarda circa 600.000 clandestini... il sospetto che tale percentuale si aggiri attorno al 40% dei caduti dai gommoni resta.

In conclusione io non mi sento di dover chiedere scusa di niente, anzi costoro dovrebbero ringraziarmi ogni volta che gli ignoro davanti al PAM anziché rispedirli in africa a calci nel culo fino in Sicilia e poi a nuoto (e frustate) sino a Fanculonia. Per cui siete avvisati, che nessuno venga a chiedermi di genuflettermi innanzi ai pellet dal momento che ho messo in discussione 2000 anni di cultura religiosa della mia terra perché trovavo disgusto il dovermi inginocchiare, tutte le domeniche, innanzi a un ebreo in croce.

25 maggio 2020

C'era una volta...

Ogni favola che si rispetti inizia con "c'era una volta..." e prosegue, per rendere ancora più misterioso il racconto, con in un paese lontano lontano o con un luogo di fantasia, nella foresta, nel paese delle meraviglie, ecc.
Come iniziare questa "favola" se non con 
"C'era una volta, nel paese dei balocchi, il centro destra una forza politica come tante altre, ma che portava avanti le proprie idee, per i propri interessi e, marginalmente, per la difesa del popolo italiano. Giurista giurista delle mie braghe, chi è il più indagato del reame? Domandava il leader di maggioranza della coalizione di centro destra e, dopo essere stato indagato per corruzione di minore, ha svenduto il paese dei balocchi con il MES. C'era una volta, sempre nel paese dei balocchi, anche la sinistra populista, ancora oggi si vanta, dopo averle distrutte, di aver istituito tutto il male che ha fatto l'orco pelato dal balcone di palazzo Venezia, incredibili crudeltà quali la settimana di 5gg lavorativi, le 8 ore giornaliere, la mutua, le pensioni che la sinistra populista ha distrutto e riottenuto dopo 40 anni di lotte. Le due forze erano grandi nemiche, ed essendo costrette a vivere nello stesso paese cercavano in tutti i modi di trovare un accordo, ma gli unici momenti in cui si trovavano d'accordo era quando svendevano, per mezzo di grandi cacciatori (di tesori) intere parti di sovranità nazionale e obiettivi strategici chiave per l'economia del paese dei balocchi. Il regno era sempre più irrequieto il popolo soffriva la fame a causa dell'eterna lotta tra le opposizioni. Così, i sovrani, decisero di accentuare la rivalità tra il popolo e rendendolo nemico di sé stesso. In questo modo il leader della coalizione del centro destra pugnalò alle spalle il popolo con un meccanismo economico tale per cui, se attivato, avrebbe causato la morte economica del popolo e la desertificazione dell'apparato produttivo del paese. In cambio, la sinistra populista, pugnalò alle spalle il popolo togliendogli ogni forma di assistenzialismo che l'orco pelato gli aveva donato."
Poi la favola che come morale ha, "Siamo soli!!!" si trasforma in realtà e "Silvio Berlusconi, intervenuto due giorni fa in collegamento telefonico a Mattino Cinque, non ha perso occasione di mettere in imbarazzo lo schieramento di centrodestra, affermando con forza la necessità di accettare il Mes e di riconoscerne l’utilità in un momento drammatico come quello che sta vivendo la nostra nazione [...] L’europeismo di stampo berlusconiano sembra avere più sintonia a sinistra piuttosto che a destra. Se da una parte, infatti, Lega e Fratelli d’Italia combattono strenuamente ed incessantemente contro il Mes, dall’altra arrivano attacchi propagandistici a difesa dell’arrivo della Troika. L’avvocato dell’Ue si erge insomma proprio dal seno della coalizione di centrodestra, minandone la solidità e la credibilità." Già proprio quei nemici giurati che, a conti fatti, si dimostrano ancora una volta alleati contro il popolo che continua a dar loro il consenso a governare, se non se lo danno da sé, per poi voltargli le spalle. Ci sono poi gli spauracchi, ogni volta che il popolo prova ad alzare la testa, o anche solo pensa di rialzare la testa, ecco che lo stesso si sente appellati con i nomi che, il governo, reputa un'offesa "Fascista" eppure continuano a dire che chi va in piazza è un fascista (quando chi scende in piazza protesta contro il governo), salvo poi ricordarsi (quando a scendere in piazza per protestare contro l'opposizione) che chi impedisce le manifestazioni di piazza sono fascisti. Insomma che se manifesti sei un fascista... se blocchi una manifestazione sei un fascista... quindi cosa sono il governo che blocca le manifestazioni, contrarie al proprio operato, ed i suoi militanti, le sardine, che scendono il piazza?
"Alla sinistra sono rimasti ormai solo compiti da bassa sbirraglia e dossieraggio. Impensabile farsi portavoce delle istanze popolari, molto meglio ergersi a guardie bianche della repressione del dissenso. L’obiettivo ora sono le manifestazioni dei cittadini contro il governo, in particolar modo quelle promosse dalle Mascherine Tricolori. La settimana scorsa era stato il turno delle Sardine, che avevano pensato bene di dare degli untori ai manifestanti. Questa volta è il turno del Partito Democratico, che bolla come “fasciste” le manifestazioni in piazza. [...]  le dichiarazioni del dirigente romano ed ex deputato, Marco Miccoli: “Oggi le agenzie riportano che a Milano si è svolta una manifestazione di protesta contro il governo a cui hanno partecipato le “Mascherine tricolori” e alcuni imprenditori. La manifestazione era capeggiata da Francesco Polacchi, esponente di CasaPound ed editore di Altaforte, la casa editrice dell’organizzazione neofascista”. [...] Ma a Miccoli e al Pd non basta “denunciare” la presenza di esponenti di CasaPound ad una manifestazione, vogliono anche spiegare agli organi di informazione come devono lavorare: “Per chi non lo ricordasse, Polacchi è il tipo con la camicia a righe che appare al centro della foto scattata qualche tempo fa a Roma, in occasione del tentativo di assalto, da parte di un gruppo di fascisti, ad un corteo di studenti di sinistra. Gli organi di informazione devono chiamare queste iniziative con il loro giusto nome: manifestazioni fasciste. Gli imprenditori onesti non si fanno rappresentare dagli squadristi. Basta confusione”." Forse qualcuno dovrebbe spiegare a Miccoli che agli imprenditori onesti, come al popolo onesto, non resta nessun altro a rappresentarli per davvero. Il governo (di cui fa parte lo stesso PD di Miccoli) alla prima occasione utile ha abbandonato gli imprenditori, serrandogli le attività e attivando dei meccanismi a tutela delle imprese inesistenti se non dannose per l'imprenditore stesso. Al popolo ha finto di regalare un sostegno, ma dopo che a riceverlo sono stati gli immigrati (che non potrebbero certo accedere ad un aiuto chiamato reddito di cittadinanza), i parenti fino a 50° generazione, i pregiudicati, i mafiosi, i latitanti ed infine quando non c'erano più amici degli amici a cui elargire il denaro... alla popolazione sono state gettate le briciole.

21 maggio 2020

Non è solo ideologico l'attacco alla sinistra.

Naturalmente ideologicamente sono portato ad attaccare sinistra sinistra che in tutte le sue sfaccettature si è infiltrata in tutti i settori e livelli della vita Nazionale, Europea e Globale.
potremmo essere portati a credere, in buona fede, che una certa visione del mondo, se così possiamo definirla, sia corretta in quanto logicamente incredibile e inconcepibile che la maggioranza delle persone al mondo, che abbraccia tale visione, si sbagli, mentre una piccola, insignificante e, spesso, emarginata minoranza abbia invece ragione.
Sarà per quel mio perverso senso di anticonformismo che, a quanto pare, riesco a trasmettere già nel modo di vestire persino quando è l'anno in cui va di moda il nero. Oppure per una mia particolare "sensibilità" che sin dalla giovane età delle scuole medie non mi faceva quadrare certi conti. O decine di altre cause, che non saprei nemmeno definire, però resta il fatto che non riesco a non vedere, come in "matrix", il codice che c'è dietro, quella sorta di metalinguaggio fatto di caratteri orientali, greci e di numeri speculari. Riesco a vedere il codice e per me è chiaro come la follia che mi spinge ad essere un artista in un mondo in cui l'arte non è morta (magari lo fosse), ma è degenerata in un piattume di suoni tutti uguali, di testi tutti uguali, di ritmi tutti uguali e di melodie simili (ma solo per evitare accuse di plagio). La stessa arte di immagini tutte uguali, di idee tutte uguali o, persino, riciclate.
La chiamano moda, anche ai tempi di roma andavano tutti in giro con i "sandaloni", certo la moda ci fa dirigere in una direzione, ma non deve opprimere chi non la segue chi si vuole identificare con la propria diversità... e la diversità non è più ciò che esula dal "normale", quando la normalità è ogni forma di depravazione conosciuta dall'uomo e dal "diavolo". La vera diversità diventa l'essere normale, banale, l'emarginato che non ha bisogno di spingersi oltre ai propri limiti per sentirsi libero, ma si impone dei limiti perché non si sente parte di una maggioranza a cui non è mai appartenuto. Quando supera quei limiti e la propria disciplina viene convogliata in azioni mirate, allora si capisce la sua vera forza, il suo vero potenziale costruttivo e distruttivo. L'esempio più banale l'incursione del VFS (Veneto Fronte Skinhead) in una riunione pubblica di un associazione, comasca, per il "favoreggiamento" dell'integrazione dei richiedenti asilo. Un gruppo di estremisti di destra, capaci di aggredire l'avversario con tale ferocia da ribaltare le sorti che un'inferiorità numerica sfavorirebbe, restare immobili, leggere un comunicato ed uscire senza torcere un capello ai presenti. Nessuna aggressione, né verbale né fisica, una semplice esposizione del proprio pensiero espressa con pacatezza, sobrietà e serietà costringendo le testate giornalistiche (vicine alla sinistra) ad inventarsi "titoloni" di feroce aggressione, vile attacco, ecc. prontamente smentite dal video da loro stessi girato per documentare l'intervento.
Su cosa stia facendo la sinistra è sotto gli occhi di tutti, interventi totalmente inutili ai fini di affrontare l'attuale emergenza, ma lo sfruttamento della stessa per creare instabilità sociale per poter alimentare e sostenere uno stato di emergenza perenne (e non mi riferisco esclusivamente all'attuale sanitaria anche se ha dato il colpo di grazia). Negli USA hanno sfruttato gli attacchi dell'11 settembre per operare una serie di interventi per il controllo della popolazione, varare misure eccezionali per il fermo e la detenzione dei cittadini senza che essi siano incriminati di qualche reato, senza altro motivo se non quello della sicurezza nazionale. In Europa stiamo assistendo all'introduzione di strumenti di controllo, quali il GPS obbligatorio sulle vetture, ufficialmente per avere uno sconto sulla polizza auto di responsabilità civile (RCA), come se avere un localizzatore GPS installato possa ridurre il rischio di incidenti, come se avere la "prova" di essermi fermato alla "piola" per fare il "pieno" mi investisse di stirare le zampe ad una famiglia in scampagnata. Vediamo arrivare il consiglio, ora, imposizione, presto, del braccialetto elettronico per il distanziamento sociale (obbiettivo previsto, ma strumento non ipotizzato da Orwell) e la app che informa, non si sa bene chi, le persone con cui siamo entrati in contatto così che, se mai uno di questi fosse coinvolto in un errore giudiziario gli inquirenti saprebbero immediatamente quali sono le persone che frequentano abitualmente e se noi stessi possiamo o meno essere coinvolti nell'errore.
Allora perché attacco la sinistra? Cosa c'entra in tutto questo? Il mio attacco è rivolto contro di loro in quanto dovrebbero essere loro i garantisti delle libertà individuali, basandoci appunto sulla menzogna storiografica per cui dove c'è stato il comunismo non c'è mai stata una dittatura (nemmeno quando questa da addirittura il nome ad una intera corrente comunista, come il comunismo stalinista). Perché sono funzionali al Sistema, quando non ne sono complici, artefici e giudici ingiudicabili. Perché si fanno portavoce di questa decadenza e depravazione morale alla luce del giorno. Verrebbe da dire, da giustificare che errare è umano e che le ideologie si muovono su gambe umane a totale o parziale assoluzione, appunto, di chi diabolicamente muove i fili consapevolmente e non ci si trova in mezzo per una sfortunata serie di circostanze. Quando l'avversario politico deve essere perseguito, anche a termini di legge, per impedirgli di portare avanti un'opposizione al potere. O quando calpestano leggi e costituzione in nome del progresso e nemmeno più in nome della libertà. Per questo e altro li attacco. "Quando Matteo Salvini era ministro dell’Interno e aveva chiuso i porti per impedire l’arrivo di immigrati clandestini, parte della magistratura stava lavorando per mettergli i bastoni tra le ruote. Anche se, da un punto di vista giuridico, il leader della Lega era, di fatto, inattaccabile. È quello che emerge da una chat di WhatsApp che ora è al vaglio degli inquirenti di Perugia e che inchioda le «toghe rosse» alle loro responsabilità. [...] «Illegittimamente si cerca di entrare in Italia e il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga. E non capisco cosa c’entri la Procura di Agrigento. Questo dal punto di vista tecnico al di là del lato politico. Tienilo per te ma sbaglio?», aveva spiegato Auriemma. Al che Palamara ha risposto: «No hai ragione… Ma ora bisogna attaccarlo». «Comunque è una cazzata atroce attaccarlo adesso perché tutti la pensano come lui. E tutti pensano che ha fatto benissimo a bloccare i migranti che avrebbero dovuto portare di nuovo da dove erano partiti», aveva proseguito Auriemma. «Indagato per non aver permesso l’ingresso a soggetti invasori. Siamo indifendibili. Indifendibili». Non si sarebbe potuto dirlo meglio". (fonte Il Primato Nazionale)

Riesco a vedere, dietro a tutto questo il piano, il codice, che programma l'esistenza umana, ma che non riesce ad attecchire in individui anacronistici che, per costruire il futuro, guardano al passato, alla tradizione che ha portato la nazione prima, l'Europa ed il Mondo poi, alla grandezza che tuttora ispira coloro che lavorano per distruggerla o sostituirvisi.
Per tale ragione essi mentono, anzi barano con e, sulla storia, perché 
"Chi controlla il passato controlla il futuro.
Chi controlla il presente controlla il passato." (1984 George Orwell)
e loro, chiunque essi siano, non possono lasciare a esseri senzienti il controllo sul presente.