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29 marzo 2021

L'inizio della fine

Non è sempre facile riuscire ad individuare il punto di origine di un determinato momento storico, eppure, a volte, questo è possibile anche quando sembra così insignificante.
Sicuramente per spiegare gli avvenimenti di "oggi" legati al covid si dovrebbe risalire il fiume della Storia, sino al primo vagito dei giudei in Egitto quando, durante il governo del faraone Amenhotep IV-Akhenaton, inventarono Jhvh. Fior fior di storici, pur di non svelarci questo mistero, sono pronti a falsificare qualsivoglia documento sostenendo che già nell'antico Egitto esistessero tali nozioni (come s si parlasse della lavorazione del ferro). Infatti secondo gli storici, e che storici, "L’ABATE prof. A. E. Drioton afferma: « Un numero impressionante di testi prova che gli Egiziani possedevano, già all’inizio dell’Antico Impero, una nozione filosofica di Dio sostanzialmente simile alla nostra: quella di un Dio nominato senza determinazioni (e per conseguenza concepito come unico) signore degli eventi, provvidenza degli umani, giudice e retributore delle buone e delle cattive azioni ».

È quindi erroneo attribuire al Faraone scismatico Amenhotep IV-Akhenaton l’introduzione di una dottrina monoteistica in Egitto. I più antichi testi infatti menzionano spesso Nether Uat o « Dio Uno », autogeneratosi e creatore dell’universo.

Anche gli dèi sarebbero stati creati da questo Dio Uno « nominando le proprie membra » e di conseguenza il pantheon egizio non fu che una « manifestazione individualizzata del Dio Supremo ». Presso gli strati inferiori della popolazione fu facile, per ignoranza, decadere nel politeismo, considerando le singole manifestazioni divine come divinità a sé stanti, oggetto di culto singolo. Lo stesso demiurgo assunse, nei vari sistemi teologici templari, nomi diversi: Ptah in quello menfitico, Ra o Atum in quello eliopolitano, Amon in quello tebano.".
In tutto questo cosa c'entra Draghi? Lui c'entra e lo sa benissimo... Ad ogni modo una delle ultime trasferte che avevo fatto era un Lazio-Inter immediatamente successiva al famoso episodio in cui i ragazzi della Nord, gli "Irriducibili Lazio" esposero lo striscione "Onore alla tigre Arkan" era il 30 gennaio 2000 da lì il giro di vite fu tremendo, durante quella trasferta fui fermato da due agenti della digos in borghese (come sempre sono gli agenti della digos) che mi "sequestrarono" una sciarpetta su cui spiccava un ufficiale tedesco disegnato un po' alla "Sturmtruppen" (fumetto che tutto aveva in sé fuorché dell'apologia di nazifascismo), ma colpevole di avere sulla manica destra un bracciale con la celtica, è già da questo si sarebbe dovuto capire che non poteva essere apologia di fascismo, ma era appena entrata in vigore la legge che vieta (tuttora) di indossare simboli che possono ricondurre direttamente o indirettamente al nazifascismo. Ricordo che lo feci presente ad uno dei responsabili degli Irriducibili con le parole "Mi sa che stavolta avete esagerato!", mi rispose con una domanda... "Dici che abbiamo esagerato?". Questo momento indica sicuramente il momento in cui si accentua la lotta contro la tifoseria organizzata che, tra un daspo e l'altro, viene decimata spianando così la strada alle infiltrazione mafiosa e 'ndrina. Ma ancora una volta non è l'inizio. Infatti l'inizio della fine che ha, di fatto, portato all'arrivo di Draghi, senza alcuna opposizione da parte della plebe e dei vari traditori politici che sono passati dal più sfrenato sovranismo all'ammissione delle proprie colpe invocando la clemenza della "corte" pur di non finire come Berlusconi, è da ricercarsi nell'ultima decade dello scorso millennio. Se analizziamo quanto succede in quel decennio tutto è cruciale, anche se bisogna fare un ulteriore piccolo passo indietro, ovvero al 1988 alla morte di Giorgio Almirante fascista dichiarato, senza mezzi termini, che il tempo del fascismo non solo lo ha vissuto, come altri, da spettatore in panchina in attesa che il fascismo cadesse per spolparne la carcassa (alla Licio Gelli), ma l'ha vissuto e, in parte, contribuito a forgiarlo. Infatti da vaccapedia apprendiamo che "Il 28 ottobre 1932 si apre la Mostra della Rivoluzione Fascista in via Nazionale, in occasione del decennale della Marcia su Roma, e il giovane Almirante che avrà modo di montare come guardia d'onore nel 1933, ricorderà l'esperienza in un articolo pubblicato sul Tevere:

«Ritengo che entrare nella Mostra della Rivoluzione costituisca un onore che non va disprezzato; entrarvi, poi, vestendo la divisa di una organizzazione fascista, entrarvi per montare la Guardia d'Onore, è una fortuna che non deve essere gettata al vento. [...] Giungono i militi a cui gli universitari debbono cedere il posto. Il cambio si svolge con perfetta disciplina, come tra soldati veterani. Molta gente ci guarda, in via Nazionale, e con un certo stupore. Se non portassimo i caratteristici berretti multicolori, stenterebbero a crederci, davvero, studenti. Studentì sì, ma anche fascisti, ecco il segreto di tanta disciplina.»" nel 1946 fonda il partito e movimento politico Movimento Sociale Italiano divenuto poi noto con l'acronimo MSI (di cui in certe parti d'Italia si possono ancora leggere le scritte sui muri lasciati con quella vernice speciale in mani fasciste che resta tutt'ora indelebile) ed i suoi militanti con il nome di MIssini. Nonostante certe sue idee, chiaramente espresse tramite Il Manifesto della Razza* uno dei suoi scritti apparso sulla pubblicazione della rivista fascista La Difesa della Razza (di cui fu segretario del comitato di redazione da '38 al '42), e nonostante i vari tentativi dei partiti "democratici" di forzarne la chiusura, fu a tutti gli effetti la 4° forza politica del paese infatti Almirante fu eletto in parlamento sin dalla prima legislatura (e nonostante i democratici scontri con cui i comunisti erano soliti obbiettare alla legittimità del partito di chiara matrice fascista). Già nel 1987, poco prima della sua morte, Almirante cedette la guida al trentacinquenne Gianfranco Fini che passo brevemente nelle mani di Pino Rauti prima di tornare a Fini per la completa distruzione ed il completo tradimento dello spirito del MSI. Prima di giungere alla Svolta di Fiuggi vanno ricordati i fatti di cronaca avvenuti, misteriosamente, tutti nel 1992 ovvero l'inchiesta giudiziaria denominata "Mani Pulite" o "Tangentopoli" e la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Andando con ordine... perché è importante mani pulite? Non certo per l'arresto di qualche politico colluso con la mafia (per quanto potessero essere nomi di spicco quali Bettino Craxi e Cirino Pomicino). Sostanzialmente la fine della prima repubblica (seconda se si considera come prima repubblica quella Sociale di Mussolini) porto alla destituzione di una classe politica sì corrotta, ma quanto meno intelligente. Ovvero Craxi, Andreotti ed il resto della marmaglia intanto aveva capito che il popolo per pagare le tasse deve avere un lavoro, non può pagare le tasse stando a casa sul divano a guardare la TV, in secondo luogo a non farsi beccare. "«In questa vicenda, purtroppo, una delle vittime sono proprio io. Mi preoccupo di creare le condizioni perché il Paese abbia un Governo che affronti gli anni difficili che abbiamo davanti e mi trovo un mariuolo che getta un'ombra su tutta l'immagine di un partito che a Milano in cinquant'anni, nell'amministrazione del Comune di Milano, nell'amministrazione degli enti cittadini – non in cinque anni, in cinquanta – non ha mai avuto un amministratore condannato per reati gravi commessi contro la pubblica amministrazione.»" Mario Chiesa, il mariuolo isolato, non è stato altrettanto furbo... in verità è stata la denuncia dell'imprenditore costretto a pagare la tangente a far scattare l'indagine dal fascicolo che era aperto in procura sin dall'anno precedente.
Quella classe politica, corrotta quanto quella attuale, era decisamente più "cazzuta" e capace, ma soprattutto, come appena accennato, aveva compreso che i soldi si fanno dove i soldi girano. Quindi facendo arrestare o decadere quella classe politica gli speculatori bancari hanno potuto avere al proprio soldo gente che di soldi non capisce niente. Non è un caso che con Craxi, il ladro, La Giovane Italia fosse la quinta potenza economico/industriale al mondo preceduta solo da Stati Uniti, Giappone, Germania Ovest e Francia e con l'arrivo del Mortazza Prodi, a guidarci fieramente verso il baratro di €uro ed U(B)E, siamo diventati il bancomat d'Europa. Tant'è che oggi ci ritroviamo sull'orlo del MES che, prima della fine dell'era Draghi, con poteri illimitati fornitegli dalla pandemia e senza alcuno scrupolo morale, diventerà una realtà. Una triste realtà con cui dovremmo fare i conti comprese quelle sardine rosse, tanto funzionali a Renzi, che si sono accorte l'assenza di Salvini al governo dopo appena due anni dall'uscita da quell'esecutivo. Anche lo zeccume vario dei centri sociali, anch'esso "inspiegabilmente"* sparito, ci dovrà fare i conti.
La "mazzata" del 1992 è stata duplice, da un lato spazzare via una classe politica corrotta, certo, ma capace e "nazionalista" (inteso nel senso che i loro sporchi interessi passavano necessariamente attraverso i nobili interessi Nazionali) e seppellire quel che restava delle inchieste sulla mafia che stava smascherando le connessioni con la politica. Le due inchieste congiunte avrebbero portato alla destituzione, da un lato, della classe politica corrotta, ma anche all'indebolimento, quando non all'annientamento completo, della mafia che, senza più appoggi politici, sarebbe tornata alla dimensione primordiale di realtà locale e non più sovranazionale. Colpendo unilateralmente, ovvero solo la parte politica, la mafia ha avuto la possibilità di espandersi esponenzialmente, soprattutto essendo già collusa da tempo con l'imprenditoria che è subentrata alla classe politica devastata da tangentopoli. Infatti alle successive elezioni politiche i vecchi partiti (salvo rare eccezioni, che hanno dovuto comunque sopravvivere ad uno o più scismi interni) sono stati sostituiti da nuovi schieramenti dai nomi più fantasiosi e dai programmi politici sempre più esigui quando non  del tutto inesistenti. Così al garofano socialista si sostituì un fitto bosco di margherite, ulivi, ecc. La discesa in campo di Berlusconi è solo un piccolo esempio di quanto appena affermato. Infatti dopo la frettolosa fuga di Craxi in quel di Tunisi dove, sostanzialmente, ha ripreso a fare quello che stava facendo in Italia ("rubare"), ma lì lo poteva fare senza doversi preoccupare troppo di leggi e costituzione. Non è assolutamente un caso che da quelle parte sia considerato un salvatore, se tanto mi da tanto... da quelle parte non hanno mai visto un boom economico e Craxi, per quanto un ladro, non era certo un incapace.
La fuga costrinse il Berlusca a dover scendere in campo per evitare una serie di processi che solo l'essere presidente del consiglio gli avrebbe risparmiato. Così in effetti fu per il quasi ventennio in cui rimase in carica. Della caduta di Silvio abbiamo già parlato in altri articoli e questa non è la sede adatta.
In un simile scenario le capacità imprenditoriali di Berlusconi (nel 1994) non sarebbero bastate a farlo eleggere, serviva una grossa coalizione di "centrodestra". Ecco che viene servita "fredda" dalla svolta di Fiuggi. Gianfranco Fini, in veste di segretario del Movimento Sociale Italiano, tradisce ogni ideale del partito dichiarando, nel suo lungo discorso, "«Il patrimonio di Alleanza Nazionale è intessuto di quella cultura nazionale che ci fa essere comunque figli di Dante e di Machiavelli, di Rosmini e di Gioberti, di Mazzini e di Corradini, di Croce, di Gentile e anche di Gramsci.»
«È giusto chiedere alla destra italiana di affermare senza reticenza che l'antifascismo fu un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato.»
«La destra politica non è figlia del fascismo. I valori della destra preesistono al fascismo, lo hanno attraversato e ad esso sono sopravvissuti.»".
Il "tradimento di Fiuggi", come lo ricordano i militanti dell'allora "Fronte della Gioventù", non fu solo un tradimento politico, come se ne vedono tanti in un ambiente politico dove c'è più spazio per lo show business che per il bene del paese, ma spalancò le porte ad una serie di leggi liberticide che potevano passare solo con una "destra", come la definì Fini, compiacente se non complice. Se una Boldrini qualsiasi avesse detto a Pino Rauti "Fascista!!!" quest'ultimo gli avrebbe risposto "eh e quindi?!? Doveva essere un insulto?" a Fini non è stato nemmeno necessario dirglielo... il cadavere del MSI non era ancora freddo che lui era già trasvolato presso il muro del pianto con la kippah in testa a frignare chiedendo perdono per le colpe di tutta la destra del mondo.
E senza alcuna protezione politica anche il movimento Skin Head di lì a breve fu travolto. Certo non avrebbero potuto guidare una rivoluzione, così come non poterono gli squadristi della marcia su Roma, ma esattamente come loro avrebbero costituito il braccio armato, l'esercito in grado di difendere il territorio e, all'occorrenza, combattere per destituire la dittatura delle banche e dei mediocri. La messa in fuorilegge, con la cosiddetta "legge Mancino" (anno 1993) ha di fatto dato inizio a quanto sta accadendo oggi, ovvero, la promulgazione di una serie di leggi, provvedimenti, istituzione di commissioni, al solo scopo di garantire alla "democrazia" il potere senza alcun reale modello alternativo. Non parlo certo degli scontri violenti, non è certo questo il modello che oggi viene a mancare con la decadenza del movimento Skin, senza contare che per quello c'è sempre l'esempio della sinistra antagonista (a chi o cosa non è dato saperlo) funzionale al sistema. Ciò che manca è la possibilità per il popolo di venire a contatto con i valori propri del Nazi-fascismo e/o di una destra estrema che sa far politica per il bene del paese e dei suoi cittadini... o se non proprio per il bene di ogni singolo individuo, almeno per il bene dei legittimi interessi Nazionali.
Sostanzialmente la legge Mancino ha avuto un duplice effetto, uno positivo e l'altro pessimo. Quello positivo è che ha fatto scomparire dalle fila dell'estrema destra i personaggi ambigui in cerca solo di un bacino elettorale. Il negativo è aver privato gli italiani di una sorta di polizia privata che, se ben indirizzata e inquadrata, teneva a bada l'immigrazione selvaggia ed i pellet che non si sentivano assolutamente padroni delle strade. Come mi è capitato di rispondere spesso all'affermazione "se i pellet arrivano è perché qualcuno li fa arrivare!", "questo è innegabile, se i negri arrivano è perché qualcuno li fa arrivare, ma se la gente li fa anche sentire a casa loro questi telefoneranno a casa per farne venire ancora!". Quando venivano ricacciati in mare a colpi di aspirapolvere in testa non solo ce n'erano molti meno, ma non erano nemmeno così arroganti, certo qualcuno c'era e di solito faceva una brutta fine perché alzava troppo la cresta.
In conclusione la prima metà degli anni '90 del secolo scorso, hanno segnato l'inizio della fine che ha portato ad oggi, dove ci troviamo in situazioni paradossali tali per cui chiunque non condivida le "idee" del pensiero unico o si adegua o viene processato mediaticamente (per ora), in attesa della promulgazione di quelle leggi che metteranno totalmente fuori legge ogni tipo di opposizione politica, culturale e intellettuale. Esattamente come sta già capitando a chi, per coerenza ai propri principi, non ha voluto salire sul carro di Draghi.

29 giugno 2020

L'america che non si inginocchia è tutta con lei.

Ormai dovrebbero aver fatto il giro del mondo i vari video e foto di donne e, a dire il vero pochi, uomini bianchi che presi da un artrite reumatoide agli attributi, anche detti "zebedei", si gettano in ginocchio per chiedere scusa di aver tirato giù le scimmie dagli alberi africani, averle vestite e dato loro lavoro e dignità. Mi verrebbe da chiedere se oltre ai negri, che vengono uccisi dagli sbirri bianchi per essere dei delinquenti e ostentando sempre una certa resistenza all'arresto, qualcuno sentirà finalmente il bisogno di chiedere scusa alle vere vittime del colonialismo americano... ovvero i pellerossa unici veri autoctoni delle americhe traditi, sterminati e cacciati nelle riserve come animali... non prima di averli spinti all'alcolismo e spappolato il fegato con l'acqua di fuoco, che ad essere onesti era poco più che petrolio liquido.
Forse si preoccupano per i negri per una ragione ovvero intendono destabilizzare l'ordine costituito dell'occidente con una causa che accomuni tutti i pellet del pianeta con la complicità degli autorazzisti, ovvero quelli che, da bianchi privilegiati, discriminano i bianchi "sovranisti" che hanno meno privilegi di un ferrotranviere (la cui famiglia può usufruire di uno sconto per viaggiare sui treni italiani).
D'altronde l'olocausto dei pellerossa non è certo un capo d'imputazione che si può far pendere sul capo dei padri fondatori, massoni giudaici che operarono per mezzo dell'esercito unionista. Inoltre di 4 relitti gestori di casinò in mezzo alle desertiche riserve del Nevada, non frega un cazzo nessuno... nemmeno a loro stessi che ora almeno possono vivere tranquilli lontano dai bianchi ed in santa pace.
Le proteste non si placano e anzi continua la destituzione di monumenti storici, e la prossima cancellazione della relativa storia, dei grandi uomini (guarda caso bianchi) a cui si sostituisce il nulla.
Come nella storia infinita, anche questa storia non sembra avere fine, i negri in rivolta non costituiscono un qualcosa che avanza, un qualcosa di sommerso che l'occidente bianco non voluto far emergere per una presunta supremazia intellettuale, bensì rappresentano il nulla. Il nulla in campo artistico, se non negli ultimi decenni di qualche ghetto style, che ha portato in auge generi musicali nati proprio nelle piantagioni di cotone quale il blues, mentre il jazz è nato nei bordelli. Il rap dove, più che cantare e suonare, l'artista sembra berciare parolacce e ciondolare a ritmo di bassi e basi campionate di batteria. Non è un caso se qualche fenomeno vorrebbe, o meglio, ha bisogno di far cambiare colore della pelle ai compositori classici come nel caso di Ludwig van Beethoven che qualcuno vorrebbe far diventare negro dato il ritmo presente nelle sue composizioni.
La presunta cultura africana, per cui Boldrini e compagni si inginocchiato e battono il petto, e la stessa che, con la mano libera dall'ideologia ma piena di denaro, cercano di combattere. Ovvero la cultura delle donne lapidate, per strada, con processo sommario accusate di adulterio. La cultura delle spose bambine, per cui oggi si imbratta la statua i Montanelli. La cultura millenaria della guerra santa e dei pedoni schiacciati con i camion. Per non opporre una civiltà degna di tale nome all'inciviltà di questi pellet, è necessario distruggere la civiltà, così che la loro inciviltà risulti più civile.
In questo piagnisteo generale non ci si può nemmeno opporre diversamente si viene messi alla gogna (mediatica e non), emarginati, infangati, accusati, aggrediti e linciati sui social senza darci nemmeno la soddisfazione di veder bruciare una croce sul prato di casa.
Così i pochi che hanno il coraggio di restare in piedi diventano degli autentici eroi.
"in questo marasma dittatoriale da politicamente corretto il vero coraggio l’ha invece avuto la giocatrice del North Carolina Courage (dovrebbe trattarsi del portiere Sam Leshnak) che in quel momento sedeva in panchina e quindi non è stata ripresa dalle telecamere. Ci ha pensato un fotografo dalle tribune a immortalarla mentre, unica della fila di riserve, rimaneva orgogliosamente in piedi durante l’esecuzione dell’inno, pur indossando la maglietta del movimento antirazzista. L’unica, nei fatti, ad aver compreso che la giustizia sociale non si ottiene oltraggiando i simboli della propria nazione [...] “Oggi ci siamo inginocchiati per protestare contro l’ingiustizia razziale, la brutalità della polizia e il razzismo sistemico contro i neri e le persone di colore in America”, si legge in una dichiarazione congiunta di Courage and Thorns. “Adoriamo il nostro Paese e abbiamo colto questa opportunità per mantenerlo ad un livello superiore. È nostro dovere chiedere che le libertà su cui questa nazione è stata fondata siano estese a tutti”. “Vogliamo mantenere l’attenzione sul movimento Black Lives Matter per tutto il torneo“, ha dichiarato il centrocampista della Carolina del Nord Samantha Mewis, la cui squadra ospita anche un’asta online a beneficio della National Black Justice Coalition. “Siamo davvero orgogliosi di noi stessi”" sostengono le giocatrici mentre Samantha sulla sua pagina instagram si definisce "nell’ordine: cristiana, moglie, atleta professionista, patriota, sognatrice. E’ lei Samantha Leshnak, il portiere di riserva del North Carolina Courage, unica a rifiutare di inginocchiarsi – pur avendo dichiarato il suo supporto al Black lives matter e indossandone la maglietta – durante l’esecuzione dell’Inno Usa prima della partita disputata contro il Portland Thorns FC."
Ancora una volta i nostalgici nostrani, invece di alzare la testa e difendere la propria storia, i propri monumenti e la propria Nazione, rivolgono lo sguardo oltreoceano aspettando che arrivi, dalla Nazione che ci ha distrutto e tolto tutto, il nostro salvatore. Ancora una volta i pavidi si mostrano per quello che valgono difendono, o fingono di sostenere, l'eccellenza italiana... ma se è anglofona è sicuramente meglio. Si aspettano che sia la stessa nazione, che ha ridicolizzato la pizza farcendola con l'ananas, a spiegarci il perché noi siamo migliori. Il guaio è che loro non si sognano nemmeno di spiegarcelo, anzi, pretendono di insegnare a noi il termine democrazia (dal greco demos e cratos) che mentre gli egizi sacrificano gli schiavi per la costruzione delle piramidi (che taluni vorrebbero attribuire agli alieni così da non dover fare i conti con il fatto che anche le popolazioni "medio orientali" ricorrevano spesso e volentieri alla schiavitù secondo il costume dell'epoca) noi si analizzava e dichiarava la democrazia "una cagata pazzesca" (con 20 secoli di applauso da parte di tutti i filosofi postumi). Ancora una volta non si ha il coraggio esporsi in prima persona (ed in questo mi ci metto anch'io che scrivo parole anziché andare in piazza del municipio a dar fuoco allo striscione che quelle 4 zecche del #nonunadimeno hanno affisso sotto la statua del conte verde) blaterano di eroismo e stirpe guerriera, ma nei fatti non fanno la guerra nemmeno a parole.

26 giugno 2020

Ancora una volta l'Italia si prostra ai carnefici degli italiani.

Non fosse così grave, non farebbe quasi notizia. Eppure "il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, si recherà presso il monumento eretto ai 4 terroristi fucilati a Basovizza [...] per rendere omaggio congiunto con il presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor. A darne notizia è proprio quest’ultimo che dal sito istituzionale della presidenza della repubblica annuncia: “sta se predsednika Pahor in Mattarella dokončno dogovorila in potrdila program njunega srečanja v Trstu in obeležitve 100. obletnice požiga Narodnega doma” (i presidenti Pahor e Mattarella hanno finalmente concordato e confermato il programma del loro incontro a Trieste e la commemorazione del 100° anniversario dell’incendio del Narodni dom). Di detto incendio e della restituzione del palazzo oggi sede della Scuola Superiore Interpreti e Traduttori abbiamo già detto molto proprio qui, sulle pagine del Primato Nazionale" Prima di approfondire la storia dei 4 terroristi divenuti, in seguito vittime della ferocia nazifascista, è male far presente che quel PiDiota di merda di Mattarella il prossimo 13 luglio si recherà a Basovizza per rendere omaggio al monumento e, con l'occasione, far una capatina alle omonime foibe del comune sloveno. Le 4 vittime del nazismo non furono presi a caso per una rappresaglia in seguito ad un attentato contro le forze invadenti (al termine del conflitto), bensì... "Trieste, 1930. È il 10 febbraio quando alle 22.30 una bomba esplode nella sede de Il Popolo di Trieste, il principale quotidiano italiano della Venezia Giulia. Muore, all’età di soli 26 anni uno dei dipendenti dello stesso, Guido Neri. Restano invece gravemente feriti Giuseppe Missori, Dante Apollonio e Marcello Bolla. Una bomba identica, per costruzione e per particolari, a quella esplosa nel gennaio dello stesso anno al Faro della Vittoria, simbolo degli eroi caduti sul mare durante la Grande Guerra. Cominciano a circolare alcuni volantini deliranti, in cui si rivendicano molti attentati tra cui quello al faro “della falsa vittoria”. Anche quello in cui morì Carso Blasina “sotto il nostro piombo”, specificando che “s’è così salvata la nostra nazione della sua sporca presenza. […] maledetta l’Italia, il Fascismo, i Savoia, lo sposo stupido e la Principessa brutta”. Partono le indagini, i primi terroristi confessano, i testimoni parlano [...] La furia criminale continua ed il 1 marzo vengono date alle fiamme le scuole di Sgonico, a Trieste. Il 25 marzo è la volta di quelle di Cattinara ma la miccia fortunatamente si spegne. Forse era difettosa. Il primo dei due incendi deve essere un battesimo per uno degli attentatori, tale Obad. Con lui ci sono anche Spanger, Stoka e Rupel, molto più esperti del primo e che già avevano dato alle fiamme il ricreatorio della Lega Nazionale di Prosecco. Gli autori dell’attentato alla sede del Popolo di Trieste tentano di uccidere anche Giovanni Curet ed il centurione Grazioli. [...] Tutti i responsabili di questi attentati vennero comunque condannati. Nel 1930 si svolse, infatti, il processo ai membri del “Borba” Francesco Marusic, Milos Zvonimiro, Bidovec Ferdinando e Luigi Valencic. Vennero tutti condannati a morte. Per tutti gli altri 8 imputati, invece, le penne emesse andarono dai 30 anni di Luigi Spanger ai 2 anni e 6 mesi di Sofia Korze. In molti casi vi fu il rilascio anticipato dei condannati, come nel caso di Obad e Pertot. Spanger, addirittura, con una condanna a 30 anni, né scontò solo 9 per effetto degli atti di clemenza emessi dal Regime." Insomma questi i "santi" vittime della persecuzione Fascista della comunità slava della Venezia Giulia a cui Mattarella andrà a rendere omaggio. Questo lungo prologo, "saccheggiato" a Il Primato Nazionale, è per mostrare la viltà, la pochezza politica, l'opportunismo di una classe politica che ha trascinato, e trascina tuttora, l'onore dell'Italia e del popolo Italiano nel fango o peggio. Infatti continuano a dipingere, ed è la sensazione che si ha un po' tutti, che il popolo italiano sia rappresentato prima dal Tradimento dell'8 settembre del '43, quindi un'intero popolo incapace di mantenere fede agli impegni presi e alla parola data, e con la furbizia delittuosa rappresentata dalle macchiette napoletane. Sicuramente i pregiudizi verso i napoletani, per me, hanno trovato un valido  riscontro in alcuni personaggi autoctoni che incontrai nell'unico viaggio oltre confine che, a La Spezia, separa il sud Italia dal nord africa. Ciò nonostante non tutto il popolo napoletano è rappresentato dalle caricature elaborate ad arte dal Principe Antonio de Curtis noto ai più con il nome di Totò. Lo stesso discorso lo possiamo ampliare e applicare al resto del paese e del nostro popolo. Non tutti sono, ad oggi, figli di quel "ignobil 8 di settembre" e di quella classe politica che, già durante il fascismo, remava contro il DUCE per puro spirito carrieristico, arrivistico e di pusillanimità e che in vece di impegnarsi nei propri compiti per vincere la guerra restava immobile in attesa delle sconfitte che, almeno inizialmente, tardavano ad arrivare ed infine gioendo delle vittorie nemiche della rinvigorita arma bellica angloamericana che attraverso i bombardamenti sulle aree residenziali delle città italiane spinse il popolo, sin lì fedele ma stanco dei tanti sacrifici a cui era quotidianamente chiamato, a cedere le armi quando capì di essere stato abbandonato dal suo Re.
Nel libro "Giovanni d'Auria - Pilota" (il cui titolo richiama il nome del protagonista) il figlio del colonnello comandante racconta i giorni dei successi, quelli degli insuccessi e quelli del doppio gioco operato dal Re Piccolo (Emanuele III di Savoia) ed il furbo maresciallo Badoglio che, arricchitosi con il fascismo, ne abiurava l'appartenenza stringendo la mano, per ben 7 giorni, all'alleato tedesco mentre già  strizzava l'occhio al nemico inglese a cui avrebbe presto presentato una resa incondizionata. Nel libro viene presentato un popolo, quello italiano, capace di far fronte ai sacrifici per lungo tempo, lamentandosi (dato che la mancanza di libertà di parola è una menzogna della propaganda antifascista), ma facendo del suo meglio per sostenere lo sforzo bellico. Così, dato che siamo stati chiamati in guerra dal covid-19, l'italiano ha ancora una volta mostrato disciplina e senso del dovere, che molti scambieranno per codardia o per tale la faranno passare pur di non riconoscere l'orgoglio di noi italiani di essere italiani. Di essere in tutti i settori produttivi l'eccellenza del mondo intero. Uomini di genio il cui intelletto è offuscato dalla grottesca rappresentanza degli stessi discendenti di quel tradimento che, come un cancro, si è piazzato sulle poltrone d'Italia e ha poi plasmato, tramite sotterfugi, maneggi e leggi atte alla distruzione di quello spirito guerriero che ci ha contraddistinto per millenni, a propria immagina e somiglianza. Con il covid, come ho detto, l'italiano ha mostrato di non essere una caricatura da avanspettacolo, ma di essere invece un protagonista della storia recente e passata. Così è se l'intera Europa, con la complicità dei nostri governanti canaglia, ha impiegato oltre 70 anni e tutte le proprie energie pur di piegare la 5° potenza economica del paese, basata, secondo gli stolti storici nostrani e stranieri, sulla corruzione e sulla proliferazione della mafia.
Nostro è il compito di ricordare che essere italiani ed essere fascisti non è la stessa cosa si può essere uno senza essere l'altro, anche se per chi vuole svendere l'Italia sono sinonimi. Si può amare la propria nazione senza doversi per forza recare in pellegrinaggio a Predappio per comprare le ciabatte del DUCE. Si può essere italiani senza dover seppellire i propri nemici nei piloni di cemento dell'autostrada. Presidente Mattarella si può essere italiani senza dover andare a regalare un palazzo, sede di un prestigioso istituto superiore, alla minoranza slovena che lo consegnò alle fiamme senza troppi riguardi. "Carte alla mano, infatti, due giorni fa si è tenuta una conferenza presso la sala Tessitori di Trieste in cui si sono ripercorse le tappe fondamentali di quei fatti. A partire dall’omicidio di Giovanni Nini, giovane patriota di appena di 17 anni, trafitto a morte da due “slavisti” (come venivano definiti all’epoca). Il tutto accadde durante una manifestazione di solidarietà per l’omicidio di altri due patrioti, il comandante della nave “Puglia” Tommaso Gulli ed il motorista Aldo Rossi, avvenuto il giorno prima a Spalato. Successivamente all’omicidio del giovane Nini, gli “slavisti” si rifugiarono nell’allora hotel Balkan, rincorsi da una folla spontanea che aveva assistito alla morte del patriota. Qui le versioni cominciamo a dividersi ma la tesi più accreditata e supportata, secondo la Lega Nazionale e Renzo de’ Vidovich, dai documenti presenti presso l’archivio di Stato vuole che il secondo piano dell’hotel Balkan fosse stato trasformato in una vera e propria santabarbara, fornita di armi, munizioni ed esplosivi. E proprio dal secondo piano partì la granata che uccise Luigi Casciana, tenente del Regio Esercito presente sul posto per arginare l’insurrezione. Poco dopo cominciarono a divampare le fiamme, sempre dal secondo piano, che in breve tempo inghiottirono la parte superiore del palazzo. La causa? Forse uno scoppio accidentale avvenuto all’interno del Balkan, forse il tentativo di bruciare i documenti in possesso degli “slavisti”.
Il punto della questione è che secondo questa accreditata ricostruzione, l’evento non è attribuibile alla folla né, tanto meno, ai fascisti come sostenuto dall’Anpi e dalle altre sigle filo slovene."

10 giugno 2020

Ma qualcuno lo ha mai chiesto ai pellet?!?

La domanda è legittima, ma invece che arrivare da me dovrebbe arrivare dai giornalisti (scientificamente accreditati) per il governo nella brutta figura di Teresa Bellanova. Infatti il ministro all'agricoltura avrebbe dovuto fare i conti con l'oste, anziché lanciare lì cifre, sperare e frignare quando le hanno detto di non dir cazzate.
Secondo il ministro, la manovra di regolarizzazione di oltre 600.000 pellet (come avevo scritto tempo fa è norma di legge per dcpm, alla faccia del fatto che era pericoloso dare in mano il potere assoluto a Orban, quando qui la dittatura va in prima serata ad attaccare democraticamente le opposizioni) avrebbe risolto due problemi. Il primo quello del mancato accesso in Italia, causa corona virus, degli stranieri stagionali preposti a lavorare nei campi. Il secondo quello del lavoro nero che, nella mente vaneggiante della Bellanova, affligge proprio gli oltre 600.000 pellet presenti sul territorio. Forse per la PiDiota ministro all'agricoltura avrebbe risolto anche il disagio sociale, la disuguaglianza economica, la lotta di classe, la fame nel mondo, trovare una cura per tutte le malattie (ma facendo in modo che le case farmaceutiche abbiano comunque il proprio tornaconto), far revocare i 32 scudetti rubati dalla juve e i 3 vinti da dopati, far resuscitare Gandhi e madre Teresa di Calcutta (mai capito tale titolo dal momento che era un albanese di merda), cancellare dalla memoria storica il fatto di aver avuto come segretario PiDiota gente del calibro di Renzi e Zingaretti e infine avere la possibilità di fare la guerriglia al fianco del "Che", ma questa è più una cosa sua più che per l'interesse della nazione.
La realtà, inutile dirlo, è ben lontana dalla realtà, la juve allo stadium continua a sventolare scudetti tricolore con impresso il numero 37. A parte questo il resto è andato tutto come aveva previsto lei... o quasi.
In effetti andando ad analizzare alcuni dettagli specifici, la realtà non è esattamente come l'aveva immaginata il "nostro" ministro in uno dei settori più critici di qualunque nazione si tratti (l'agricoltura). Nella sua mente alla pubblicazione della legge sanatoria orde di pellet avrebbero preso d'assalto gli uffici dell'immigrazione, mentre le uniche cose ad essere prese d'assalto sono state, ancora una volta, le nostre coste e, recentemente, i nostri monumenti (ma questa storia la racconteremo più avanti se il filo del ragionamento mi ci condurrà). Delle 600.000 domande previste ne sono state presentate appena 9.500. Mmm... ma qualcuno ha chiesto ai pellet se a loro stava bene rinunciare per sempre alla propria cittadinanza di Fanculonia o zone limitrofe per diventare tutti italiani? Riguardo alla figura di merda... oops... riguardo a quello che Il Primato Nazionale, ed i giornalai allineati al regime, definisce un flop, la Bellanova dichiara che "“Questa norma costruisce condizioni per la giustizia sociale: quale che sia il risultato, non sarà mai un flop. Fosse anche una sola la persona che viene strappata all’invisibilità e a condizioni di lavoro oscene, lo considero comunque un successo. Per me è sempre stato chiaro: mai con la mafia dei caporali”: dice così il ministro Teresa Bellanova in un’intervista a Repubblica. Insomma, non importano i numeri, importa … il sentimento." la mafia dei caporali... ma quant'è che non si usa più tale espressione?!? Sarà almeno dagli anni '70?!?
Come dicevo quello che non è stato considerato, quello che non viene mai considerato è chiedere ai pellet che cosa vogliono fare. Ovvero, aldilà delle ONG che vedono una vittima nel negro che sta, cappello alla mano, tutto il giorno a elemosinare davanti al supermercato, qualcuno gli ha mai chiesto "se avessi un'alternativa preferiresti romperti "la schiena" per 12 ore in mezzo ad un campo per €500-600 (lordi) al mese o continuare a fare l'elemosina per una cifra variabile (nell'imprenditoria è così) compresa tra i 50 e i 150 euro al giorno? Sono sicuro che, dal momento che scappano dalla guerra, dal momento che il loro (verso l'Italia) è un viaggio della speranza, ecc. Saranno ben felici di fare il lavoro che gli italiani non vogliono più fare per una cifra che gli italiani non si possono più permettere il lusso di accettare. 
"“Ho registrato il fabbisogno di lavoro stagionale indicato dalle organizzazioni agricole tra i 270 e i 350 mila lavoratori. E ho affermato, sulla scorta dei dati di molti Osservatori indipendenti, l’esistenza nel nostro paese di circa 600 mila invisibili. Nel lavoro di cura e domestico, in altri settori, costretti a vivere in insediamenti informali, alla mercé del caporalato e del lavoro nero che significa spesso riduzione in schiavitù”"... ancora i caporali e siamo a 2, ma la domanda torna prepotente, ma qualcuno se l'è fatto due domande? Si è, per caso, domandato il perché l'agricoltura si rivolge agli stagionali (principalmente stranieri perché con i nostri stipendi da fame a casa loro fanno i signori da ostriche, aragoste e Champagne a Cortina, mentre se un italiano dovesse vivere con lo stipendio 600 euro al mese per 3 mesi all'anno si ritroverebbe al posto del pellet con il cappello in mano davanti al supermercato, ma in quanto tale (ovvero non appartenente ad una delle categoria protetta dalla sinistra borghese e radical chic) non "tirerebbe su" la stessa cifra. La risposta può sembrare banale, ma la natura ha dei tempi ben precisi e, con l'introduzione di macchine per la mietitura, la raccolta, ecc. non c'è bisogno di avere 250-300.000 lavoratori fissi tutto l'anno perché non saprebbero che cosa fare. Inoltre i "600 mila invisibili. Nel lavoro di cura e domestico, in altri settori..." non sono assolutamente i 600.000 pellet caduti dal barcone dal 2014 ad oggi, bensì sono zingari e indocinesi (chiamati da me affettuosamente cinghios, visto lo stato di deperimento con cui arrivano in Italia). Un pellet nigeriano (o qualsiasi altra nazione africana), con in testa le pellicce e i "catenazzi" d'oro dei rapper americani, non si "abbasserebbe" mai a lavare il culo ad un vecchio nemmeno di fronte all'opportunità di fregargli mensilmente la pensione e infliggergli quotidianamente umiliazioni e maltrattamenti. 
Ma la Bellanova non demorde e crede che chi offre lavoro in nero sia fortemente motivato a pagare uno stipendio maggiore allo schiavo (di cui ha disperatamente bisogno per restare a galla), di pagare più tasse (cosa di cui ha disperatamente bisogno di evitare) e di beccarsi una denuncia per evasione fiscale che, secondo le leggi tuttora in vigore promulgata dal M5S(tronzi), frutta più anni di galera che l'associazione a delinquere di stampo mafioso... e dichiara "“E’ interesse di tutti garantire l’emergere del lavoro irregolare, italiano e straniero. In quest’ultimo caso per ragioni legate all’emergenza e alla sicurezza sanitaria loro e nostra, e perché solo svuotando la platea del lavoro sommerso e clandestino si toglie acqua ai caporali e alla concorrenza sleale che avvelena e inquina i rapporti. È necessaria una informazione quanto più corretta e capillare possibile rivolta a questi lavoratori. Chi di dovere si muova di conseguenza. La norma non va boicottata ma sostenuta“. E chi è di dovere, se non il governo?" e caporali e 3... ma suo padre/padrone era un caporale dell'esercito borbonico che gli stanno così tanto sulle ovaie rinsecchite i caporali?!?
Ancora una volta sto governo dimostra di non capire un cazzo. O meglio, per non essere troppo volgare, non è capace di colmare il divario che c'è tra la realtà della vita della nazione e la loro moderna idealizzazione dell'unione sovietica in cui i proletari erano criminali populisti e sovranisti, mentre la borghesia di commercianti, banchieri e latifondisti erano gli eroi del comunismo stalinista.
Per fortuna ci pensano i pellet a far cadere nel vuoto le loro manovre di negrizzazione del paese diversamente saremmo già alle rivolte popolari che, come abbiamo visto, stanno arrivando anche qui da noi.
Riguardo a questo argomento in tutta Europa si stanno moltiplicando gli assalti al monumento dei regnanti e/o governanti resisi responsabili di atti di razzismo e colonialismo. Così secondo la colta sinistra dei rivoltosi Churchill era un razzista a tal punto da combattere, anziché allearsi, ad un governo che ha fatto della purezza razziale il fulcro del proprio programma politico (il resto è stata una conseguenza di mantenere le promesse elettorali). Anche in Italia non siamo nuovi a certi episodi, infatti se da un lato, come denunciato ieri, si può riconoscere una certa logica (mai un consenso) nello sfregiare la statua di Umberto I re d'Italia e Imperatore (data la conquista dell'Eritrea dichiarata ufficialmente colonia Italiana nel 1890 proprio sotto il regno "umbertino"), avvenuto a Napoli, non si capisce l'accanimento contro il "colonialismo" di Vittorio Emanuele II avvenuto a Torino. Ho il sospetto, ma è solo un sospetto, che i "colti" e sinistri rappresentati dei centri sociali (il gesto di sfregio con una bomboletta nera è stato rivendicato dalla sezione torinese del KSA - Kollettivo Studenti Autorganizzati Torino) "Quando la giunta comunale di Torino si indigna per una sbombolettata nera sulla statua di un colonialista di merda noi rispondiamo che questa statua NON È IL NOSTRO "PATRIMONIO CULTURALE"!", abbiano confuso Vittorio Emanuele II con il nipote, figlio di Umberto I, Vittorio Emanuele III che effettivamente regnò dal 1900 (alla morte del padre ucciso dall'anarchico Gaetano Bresci a Monza episodio di cui, se ben ricordo, avevo parlato in uno dei primi articoli) attraverso le due guerre mondiali e alla colonizzazione dell'Etiopia, dell'Albania e della Libia (oggi colonia di tutto il mondo, ma guai a parlare del periodo fascista). L'alternativa a questa ipotesi in cui i centri sociali fanno la figura degli ignoranti senza dio è che considerano la parte della penisola italiana, che si estende oltre a La Spezia, africa... in questo caso, allora, il loro accanimento è legittimo dal momento che, insieme a quel razzista di Garibaldi, si rese colpevole della colonizzazione dei territori africani sullo Stivale. Spero che sappiano che in questo modo danno ragione alla fu Lega Nord che sosteneva che Garibaldi non avesse unito l'Italia, bensì separato l'africa... ma io sono un fascista picchiatore da stadio ignorante... lascio volentieri a loro le battaglie culturali.

21 aprile 2020

Karl Dönitz - Il comandante degli U-Boot

Eccoci arrivati, come promesso, alla fine del libro. "Il comandante degli U-BOOT" è la riedizione dell'autobiografia del Gran Ammiraglio Karl Dönitz intitolata "10 anni e 20 giorni" opera che purtroppo non mi è stata possibile reperire (se posso preferisco sempre trovare le prime edizioni se non gli originali, per la questione "meno mani che hanno creduto di poterla migliorare dopo quanto scritto dall'autore").
Il libro non costituisce un manuale tecnico, sulla navigazione a bordo dei famigerati sommergibili tedeschi, ma nemmeno un romanzo che narra le gesta di questo o quel equipaggio, bensì, piuttosto, l'esperienza di guerra del responsabile del comando navale della marina tedesca in particolare per la guerra subaquea.
Sin dalle prime pagine, seppur egli narra della sua esperienza di marinaio alla fine della Grande Guerra e prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, emerge come parte della storia che ci è stata raccontata, dai vincitori, se non del tutto mendace è quanto meno rivisitata al fine di far emergere il valore dei vincitori e non la loro incapacità nell'affrontare un nemico numericamente inferiore.
Sulla pericolosità dell'arma subacquea, non hanno potuto mentire solo perché per quasi 5 anni ha tenuto in scacco le 2 super potenze navali dell'epoca quelle anglo-americane. Questa non poteva essere nascosta, diversamente non si sarebbe spiegata la ragione di un così notevole "ritardo" nell'invasione della Normandia, e non poteva certo essere ricondotta alla sola forza di volontà (innegabile) e allo spirito guerriero che, guidato da un capo carismatico capace di eliminare totalmente le differenze di classe ed i relativi conflitti, albeggiava nuovamente nei soldati dell'esercito tedesco. Naturalmente non stiamo parlando del "fanatismo", passatemi il termine, delle SS "indottrinati" nelle scuole di partito, ma di uomini della marina e soldati dell'esercito che semplicemente facevano il loro dovere per il bene della propria Nazione.
Per acquietare immediatamente gli animi di quanti collassano al sol sentir parlare di Nazione, mi preme riportare le parole dello stesso Gran Ammiraglio "È sbagliato, e non corrisponde neppure all'interesse delle relazioni tra i Stati, voler introdurre nel concetto di «internazionale» una atteggiamento antinazionale nei riguardi del proprio paese" sicuramente si dirà che Dönitz era un nazista per cui è normale che si pronunci in tal senso. Nient'affatto era semplicemente un soldato che ha compiuto il suo dovere ogni qual volta è stato chiamato a compierlo. Nell'istruire equipaggi e comandanti dei sommergibili, prima della guerra, nel ideare strategie capaci di colmare il divario tra le forze navali di superficie tedesche rispetto a quelle britanniche, nel riconoscere di come i sottomarini non potessero essere, data la loro stessa natura, utili quando impiegati nello scontro con le flotte navali nemiche, mentre potevano risultare efficaci (sino a portare al collasso una nazione come l'Inghilterra) se impiegati nella "guerra al tonnellaggio mercantile", ovvero affondati le navi da carico dirette all'isole britanniche colme di materie prime, generi alimentari, ecc. permettendo al cuore pulsante dell'impero britannico di continuare la guerra da loro stessi voluta. Di svolgere il suo dovere quando fu chiamato a sostituire Raeder come Ufficiale di Stato Maggiore per la marina da guerra ed infine designato da Hitler, di cui conquistò le simpatie in uno dei tanti incontri dopo aver "sistemato" il borioso Göering (che era solito mettere in cattiva luce i comandanti delle altre forze armate), quale suo successore alla presidenza del Reich tedesco.
L'ammiraglio fornisce dati piuttosto precisi sull'attività degli U-Boot, non solo nell'atlantico e non solo quelli tedeschi, ci racconta infatti del comportamento tenuto dai comandanti e dagli equipaggi dei sommergibili italiani quando questi furono messi a sua disposizione dalla Regia Marina Italiana, di come essi erano assolutamente impazienti di dar prova di sé al punto da non riuscire ad applicare la tattica del "branco di lupi", ovvero seguire la preda (il convoglio nemico) sino all'arrivo di altri sottomarini, ma scagliarsi su di esso, in netta inferiorità numerica rispetto alla scorta e ai cacciatorpediniere britannico, ottenendo con il loro coraggio e la loro bravura buoni risultati con sprezzo del pericolo. 
Ci racconta di ogni scenario di guerra, dal mare del Nord a Città del Capo e dalle coste americane (non solo USA e Canada, ma anche Caraibi e Brasile) sino all'oceano indiano, dello scenario nel Mediterraneo e di come avesse previsto lo sbarco americano in Sicilia anziché in Sardegna, non c'era mare insomma che non contenesse un branco di lupi e non c'era nave, dell'impero britannico, che si potesse sentire al sicuro... costantemente in pericolo consapevoli della sicura presenza in acqua dei Lupi di Dönitz.
Come avevo scritto in un articolo precedente, ha dimostrato di come gli "alleati" non rispettassero minimamente le convenzioni di Ginevra (seppur descritto dal punto di vista della marina) e nemmeno le tregue per prestare soccorso ai marinai nemici la cui nave avevano (in un azione militare) appena affondato.
Sostanzialmente ci descrive la storia della seconda guerra mondiale affrontata dal punto di vista tedesco che, esattamente come gli indiani d'america, non erano semplicemente dei selvaggi che aggredivano le diligenze, ma anzi nonostante l'evidenza che navi americane erano state "prestate" agli inglesi (almeno 6 mesi prima dell'ingresso ufficiale degli USA nel conflitto) l'ordine di Hitler, che Dönitz fece applicare alla lettera, fu di non attaccare per nessuna ragione tali navi. 
Non è la prima volta che mi trovo ad affrontare un argomento simile, infatti anche Mussolini diede un simile ordine riguardo alle navi nemiche anche una volta entrati ufficialmente in guerra con Francia e Inghilterra... cercando, invano, di salvaguardare la vita di militari e civili che evacuavano dalle zone occupate dal Impero d'Italia.
Ad ogni modo è un libro che deve necessariamente essere letto se si vuole avere un quadro più preciso riguardo all'andamento della seconda guerra mondiale, andamento in cui non si vedono, come nei film postumi a quel periodo, eroismi da parte di manipoli eroi, bensì timore, quando non rispetto, verso un nemico capace di agire anche in inferiorità numerica e di sacrificarsi per il bene della propria Nazione e nel pieno svolgimento del proprio dovere.
Ho sottolineato alcuni passaggi che tengo a condividere, la prima riguarda il prestigio che, grazie a Hitler, la Germania aveva ottenuto all'estero, anche e soprattutto presso gli inglesi "Se i rapporti con la marina britannica e coi rappresentanti del governo di Londra, ad esempio a Città del Capo, erano stati fino ad allora bensì cortesi ma riservati, essi si modificarono dal principio del 1935.
Se un ammiraglio inglese, in presenza dei suoi ufficiali, malcontenti di misure del governo britannico mi dichiarava «We want a Hitler!» o se gli inviti inglesi si ammucchiavano sul mio tavolo, nella mia qualità di comandante dell'«Emden», ciò era conseguenza del crescente prestigio tedesco. La proclamazione della sovranità militare tedesca, il 16 marzo 1935, di cui ebbi notizia pure all'estero, contribuì ancora a questo progresso."
A proposito degli italiani e delle loro gerarchie, facendo un balzo avanti di parecchi anni "Il 13 maggio io feci visita al capo dell'alto comando delle forze armate italiane, generale Ambrosio. Il 14 maggio ottenni un'udienza dal Re d'Italia. Anche di fronte a loro la decisiva importanza del problema dei trasporti marittimi.
Tutti questi sforzi non ottennero, tuttavia, il risultato desiderato, che cioè l'alto comando della marina italiana si applicasse con tutta la sua energia e risolutezza a tali compiti difensivi.
Allorché gli alleati sbarcarono in Sicilia, il 10 luglio 1943, si ebbe da diverse parti la prova che le forze armate italiane non avevano più voglia di combattere. Ciò fece risaltare ancor più il valoroso contegno di molti giovani ufficiali della Marina da guerra italiana, che avevano già dato prova in combattimento delle loro qualità come comandanti di navi di scorta o di sommergibili." ed a proposito del governo Badoglio "Hitler non si fidava di quel nuovo governo italiano e riteneva che esso avrebbe intrapreso al più presto trattative segrete con gli alleati".
Naturalmente la guerra tedesca non fu combattuta solo via mare, anzi soprattutto via terra (infatti mi sono già procurato il libro del generale Heinz Guderian uno degli ideatori della Blitzkrieg) ma quello che preme sottolineare è che la marina tedesca si occupò dello sfollamento di militari e civili che rischiavano di finire sotto il controllo sovietico. Divenuto presidente del Reich non accettò di porre immediatamente fine al conflitto, per mezzo di una resa incondizionata, in quanto avrebbe condannato sia le armate, ma soprattutto la popolazione civile, alle barbarie bolsceviche "Le forze armate tedesche non avevano potuto assolvere al nostro confine orientale il loro naturale compito militare, di assicurare la protezione della nostra popolazione locale e del suo paese nativo. Gli abitanti di quelle regioni rifluivano, perciò, verso Occidente per mettersi in salvo dall'invasione sovietica.
Erano in preda al terrore, ben sapendo che cosa dovessero attendersi dall'esercito russo. Allorché, nell'ottobre del 1944, la cittadina di Goldap e alcuni villaggi vicini, nei pressi del confine della Prussia orientale, erano caduti nelle mani nemiche, i russi avevano massacrato la popolazione tedesca con terribile brutalità.
Anche un appello dello scrittore sovietico Ilja Ehrenburg ai soldati russi mostrava alla popolazione tedesca che cosa dovesse aspettarsi.
Quell'appello diceva: «Uccidete, uccidete! nessuno è innocente in Germania, né i vivi né i nascituri! Seguite l'ammonimento del compagno Stalin e schiacciate per sempre la belva fascista nella sua tana. Infrangete con violenza la boria razziale delle donne tedesche. Prendetele come legittime prede. Uccidete valorosi assalitori dell'esercito rosso!»
In tali condizioni , io consideravo il salvataggio della popolazione orientale tedesca come il primo compito che il soldato tedesco dovesse ancora assolvere.
" 
Questo è significativo, io non sono mai stato dell'idea che per vincere bisogna abbassarsi ai livelli del nemico, ritenendo che c'è più onore in una sconfitta, se si è combattuto lealmente, che in una vittoria ottenuta slealmente... "Infrangete con violenza la boria razziale delle donne tedesche. Prendetele come legittime prede." non lo posso tollerare nemmeno per, presunta, vendetta.

20 aprile 2020

Gli ha detto male pure stavolta... ma hanno ottenuto ciò che volevano.

Nella giornata di oggi, vorrei dedicare questo articolo all'artefice dell'Europa dei popoli. Per fare ciò mi avvarrò, esclusivamente, dei mendaci storici della menzogna ufficiale, senza andare a scomodare Storici del calibro di Carlo Mattogno, Jurgen Graaf, David Irwing o Maurizio Blondet.
Ho già descritto molte volte, avvalendomi anche in quel caso della menzogna ufficiale, i maldestri tentativi di un certo popolo eletto di rovesciare l'ordine costituito dell'Europa. Maldestri tentativi in quanto, seppur la scintilla primordiale della "rivoluzione" è scoccata, la fiamma che ne è scaturita gli è scappata dalle mani e gli è, infine, esplosa in faccia.
Anche se vaccapedia non sarà d'accordo, l'origine dell'ebraismo (la religione monoteista che noi tutti conosciamo) nasce storicamente come viene spiegato nel libro dell'esodo. Ovvero, storicamente, intorno al 1315 a.c. (mentre gli ebrei erano schiavi in Egitto, sì in questo caso si può scrivere maiuscolo) il faraone Amenhotep IV, introdusse un culto pseudo-monoteistico, ovvero, nonostante il riconoscimento della presenza di molteplici divinità egli adorava solo il disco del Sole "Aton".
Secondo alcune ricostruzioni il "voltare" la schiena agli Déi da parte di Amenhotep provocò la furia degli stessi che, come conseguenza, scagliarono sulla terra diversi disastri quali siccità, invasione di locuste, morte prematura dei neonati, fermatemi quando vi ritrovate con l'elenco, ecc.
Il popolo di israele (mai maiuscolo in nessun caso) colse questo come un segno della benevolenza del dio (idolatro) Aton che venne adottato come dio unico o senza nome (non potevano certo appellarsi a lui con il suo nome egizio presente già nel pantheon precedente) e descrissero la scena appunto nel libro dell'esodo. Purtroppo la fonte da cui avevo tratto questa storia sulla nascita dell'ebraismo l'ho perduta (probabilmente oscurata dagli stessi affinché non si evincesse la natura meschina e vendicativa di "questo" popolo eletto).
Da allora l'intera storia dell'ebraismo è una storia di sangue a partire da Caino e Abele, sino ad arrivare agli attacchi in palestina. Tutta la loro storia è un maldestro tentativo, come accennavo all'inizio, di rovesciare l'ordine costituito ed impadronirsi, un pezzo alla volta, del mondo andando ad occupare il posto di potere reso vacante dalla loro "rivoluzione".
Provarono prima con l'uso delle armi, andando ad occupare l'Egitto (da cui erano vigliaccamente fuggiti poco tempo addietro), da cui sono stati nuovamente cacciati dai discendenti del faraone in esilio qualche decennio dopo, e con la rivolta contro l'impero di Roma conclusasi (salvo qualche strascico) con il massacro di Masada e la distruzione del tempio di gerusalemme. Scatenarono una guerra contro i greci, i babilonesi (tempo prima) ed i persiani. 
Non riuscendo avere ragione con le armi (nemmeno sotto il millantato regno di David e di Salomone), aguzzarono l'ingegno e, con l'appoggio di qualche governatore compiacente, costituirono una nuova forza distruttiva per l'ordine europeo costituito, all'epoca, dall'impero romano.
Gesù avrebbe dovuto essere il Messiah per il popolo di israele ovvero il figlio di dio che avrebbe liberato gli ebrei da ogni governo straniero e liberato il popolo eletto "“L'unto del Signore”: il salvatore promesso al popolo ebraico per dar vita alla nuova alleanza con Dio e iniziare una nuova epoca di pace e prosperità sino alla fine del mondo;" peccato che questo messia dicesse agli ebrei di non fare gli ebrei (ovvero di rispettare i comandamenti e le leggi di dio), di pagare le tasse e di essere in armonia con il proprio prossimo... ma si sa come reagiscono gli ebrei se gli si chiede di tirar fuori dei soldi... ed infatti Gesù è stato denunciato e tradito dagli stessi ebrei, ma questa è un altra storia. Questa storia narra invece di come gli ebrei abbiano distorto, quel tanto che bastava, gli insegnamenti del cristo per distruggere lo spirito guerriero romano ed europeo. Infatti i primi cristiani portavano dentro di loro quella rabbia vendicativa di un popolo sottomesso e la sostituzione religiosa, dal paganesimo al cristianesimo, fu tutt'altro che pacifica nel libro "Nel nome della Croce" (che presto riceverò, leggerò e recensirò) viene descritto abbondantemente di come orde furibonde di cristiani distruggevano templi ed edifici pagani, che avevano retto per secoli, ridotti in un cumulo di macerie in una giornata. Non solo anche statue, effigi, monumenti, ecc.
Una volta instaurato il potere, ai cristiani si presentano gli ebrei a richiedere di consegnargli l'impero romano, ma si sa che il potere logora chi non ce l'ha e lusinga chi lo detiene, i cristiani si ricordano che a tradire ed uccidere loro signore gesù furono proprio loro.
Per sopravvivere e continuare la loro opera di dominio mondiale sono costretti a riunirsi segretamente, nasce così la massoneria. Un ordine di "illuminati" che si oppone, quando può apertamente, al fanatico oscurantismo religioso della chiesa cattolica.
Sono costretto a segnalare, per dovere di cronaca, che alcuni storici indicano anche i cavalieri del Graal, o templari, come appartenenti all'ordine della massoneria e, di conseguenza, essere questa la causa della loro fine (più che per la loro fama e ricchezza capace di offuscare il potere papale).
Con la scoperta dell'america (soprattutto quella settentrionale) i massoni, quindi gli ebrei, intravvedono l'opportunità di costruire e dominare una società basata sulle proprie speculazioni. Non è un caso infatti che, dopo l'indipendenza ottenuta dall'impero britannico, i primi presidenti, gli artefici della costituzione, gli scienziati, ecc. appartenevano alla massoneria e non è un caso se, negli USA, gli ebrei poterono vivere, crescere, dominare e prosperare indisturbati. Ma non riuscivano proprio a digerire il fatto di non essere riusciti nei loro propositi di vendetta. In Europa occidentale gli ebrei vivevano praticamente nei ghetti o comunque in comunità separate, spesso per propria scelta, per evitare "fraintendimenti" con le popolazioni autoctone. In Russia erano sistematicamente perseguitati ed usati come capri espiatori per ogni malumore della popolazione slava e, vedendone la fragilità nella guerra contro il Giappone, colsero l'occasione per creare il comunismo (infatti Carl Marx era di origine ebraica). La svolta gli venne offerta con la prima guerra mondiale che permise la rivoluzione d'ottobre, la destituzione dello Zar di tutte le Russie l'instaurazione del governo bolscevico. Ancora una volta fecero male i conti, infatti il comunismo si scatenò non solo contro i nobili (ormai decaduti a causa della rivoluzione), ma anche contro la medio-alta borghesia (quindi contro gli ebrei stessi) accusati di essere speculatori capitalistici. Infatti il libro "I protocolli dei Savi anziani di Sion" non è un libro scritto da Hitler nel 1941 (per giustificare lo sterminio degli ebrei), bensì l'unione di compendi ed estratti di riunioni segrete, in cui si descriveva per sommi capi il piano di dominio mondiale attraverso l'economia, gli strumenti di comunicazione di massa (giornali, tv, social... si direbbe oggi), fermatemi quando vi ritrovate con l'elenco, ecc., pubblicato in Russia nel 1903. Naturalmente è stato dichiarato un falso, quando è stato ripreso nella propaganda nazista degli anni '30, mentre per oltre 20 anni nessuno ci si è mai scomodato.
Ancora una volta, quindi, il petardo della rivoluzione dell'ordine costituito gli è esploso in faccia.
Arriviamo agli anni '30.
Secondo la menzogna ufficiale i nazisti erano degli incapaci e degli inefficienti. I soldati non erano capaci a fare la guerra, i marinai non sapevano navigare (ad eccezione dei sommergibilisti la cui bravura è impossibile nascondere sotto il tappeto, ma su cui ci soffermeremo nella recensione del libro dell'ammiraglio Dönitz), i politici erano quanto di più abbietto il genere umano potesse creare... talmente inetti che lo stesso Hitler non avrebbe mai preso il potere se non fosse stato per la finanza ebraica internazionale. Ricordate che all'inizio ho espresso chiaramente che non mi sarei avvalso di fonti storicamente attendibili, ma limitato alla menzogna ufficiale? Ebbene siamo ancora in questo regime.
Infatti secondo alcuni "storici" il Nazionalsocialismo sarebbe (ancora una volta) un'invenzione ebraica.
Ora a parte il fatto che bisogna essere degli imbecilli a sostenere, anche economicamente, un movimento politico che fonda buona parte della propria politica interna contro la razza a cui appartieni (ma vedendo quanti continuano a votare PD e 5 stelle non mi fa proprio stupore la cosa), fosse vero significherebbe ancora una volta che si tratta dell'ennesimo petardo che gli è esploso in faccia. 
Allora cosa è andato storto stavolta? Banalmente che 400 anni fa gli ebrei hanno preso possesso degli Stati Uniti, l'Inghilterra (come avevamo visto uno degli scorsi articoli) ha potuto, tramite i contatti di una elite di speculatori senza scrupoli, far cadere nella trappola di una improbabile alleanza di popoli che temevano gli ideali sovietici i Russi e alle menzogne perpetrare da finti testimoni oculari (dico finti ancora senza scomodare gli storici di cui sopra) perché mi risulta che chi è entrato nelle camere a gas ne è uscito dal camino, a conquistare una terra ed una credibilità che non avevano e non hanno mai avuto.
Ora ad ogni sospiro sospetto salta fuori, da un tombino fognario, un ebreo che urla al nazismo e zittisce ogni politico che parla di buon senso e la nostra vita, economico sociale, ne esce, di volta in volta, ridimensionata e stravolta dagli stessi speculatori che hanno fatto le vittime negli ultimi 4.000 anni.
Tutto questo sproloquio di articolo solo per augurarti... Buon Compleanno Zio Adi.

15 aprile 2020

L'Italia si muove di tradimento in tradimento

Sarebbe sconvolgente, non si trattasse dell'Italia, quanto fatto da Conte per rispondere all'opposizione. L'accusa di tradimento è sì la più infamante che ci possa essere, reato per cui in tempo di guerra era (se non lo è ancora) prevista la pena di morte anche nell'Italia post fascista.
Del traditore conte se l'è beccato dall'opposizione dopo che aveva dichiarato, a più riprese, che l'Italia non avrebbe sottoscritto alcun documento che non prevedesse gli Eurobond (come unica soluzione per lui accettabile contro l'attuale crisi che l'Europa ci sta lasciando combattere da soli), quindi non avrebbe sottoscritto alcun documento che contenesse la parola MES.
Cosa è successo è ormai fatto di cronaca, Gualtieri ha sottoscritto un documento per l'istituzione di un MES, senza condizioni solo per i paesi europei in linea con i parametri economici dell'U(B)E in tema economico (e noi non ci avviciniamo minimamente a tali parametri), con la conferma verbale che prima o poi si parlerà anche di Eurobond, magari a epidemia conclusa per cui saranno perfettamente inutili anche in tal senso.
Si può parlare di tradimento in questo caso? Direi proprio a buon diritto di sì, se non altro per aver tradito la sua stessa parola. Non siamo stati noi ad andare in giro a ululare alla Luna che non ci sarebbe stato il MES per nessuna ragione. Inoltre il suo intervento a reti unificate in cui accusava la Meloni di aver firmato per la Nascita del MES è un'altra prova che Conte non solo è un idiota, ma è anche un bugiardo. Se effettivamente è stato firmato nel 2012 come dice Beppi, allora avevamo il governo Monti (manovra effettivamente degna di lui). Il "Movimento 5 Stronzi" mente sapendo di mentire e continua a mentire pure quando cerca di fare chiarezza. Infatti, stando alle parole di Gigino Di Maio, "Sapete chi dovrà firmare il Mes? Il ministro degli Esteri. O delegare qualcuno, come ministro degli Esteri.
Il ministro degli Esteri sono io e vi posso assicurare che ieri non è stata votata nessuna autorizzazione, né a firmare il Mes, né a chiudere l’accordo sul Mes, perché altrimenti io mi sarei rifiutato, con tutto il MoVimento 5 Stelle, di votare quella risoluzione e quell’atto.", a prescindere dal fatto che, essendo un presidente voluto da voi 5 stronzi, nulla vieti che tu Gigino abbia delegato Beppi o Gualtieri per firmare anche l'attivazione del MES nel caso in cui la calata di brache in consiglio europeo non andasse come previsto. Inoltre, "Vorrei provare a fare un po’ di chiarezza, cercherò di farlo nella maniera più semplice possibile perché non voglio entrare in tecnicismi e tra l’altro forse non ne sarei neanche in grado. Iniziamo da una cosa. I temi sono due: c’è il Mes, che è il Meccanismo Europeo di Stabilità e c’è la riforma del Mes. Queste due cose sono separate, lo sapete quando è iniziato il negoziato che ha istituito il meccanismo europeo di stabilità che poi ha massacrato la Grecia? Alla fine del 2010. Chi c’era al governo? Berlusconi, la Lega e la Meloni.

Lo sapete quand’è che è entrato nel nostro ordinamento il Mes? Nel luglio del 2012 e chi c’era in Parlamento che ha votato questa roba? Berlusconi insieme alla Meloni. Questi signori qui, che hanno prima iniziato il negoziato del Mes e poi l’hanno ratificato, sono tutti e due (Berlusconi e Meloni) non solo gli alleati della Lega, ma sono anche, nel caso della Meloni, una di quelle forze politiche che in questo momento sta accusando il MoVimento 5 Stelle di alto tradimento perché ha tradito il programma elettorale sul Mes." (fonte ilblogdellestelle.it ovvero una piattaforma vicina al movimento 5 stelle che trasmette le dirette di Di Maio).
Ammettendo che effettivamente la firma per l'istituzione del MES sia stata apposta nel 2010, anche se vaccapedia riporta il marzo 2011 poco cambia, effettivamente c'era un governo Berlusconi, che effettivamente tuttora preme per l'attivazione del MES "Si sappia che il primo MES fu firmato nel 2011 dall’allora ministro delle Finanze Tremonti, e dal Direttore generale del Tesoro Grilli a giugno 2011. Grilli portò avanti le trattative per cambiare, in segreto, le regole dell’eurozona a Brochette, edificio noto delle istituzioni europee." (fonte scenarieconomici.it), mentre "“Dire no al Mes sarebbe un errore clamoroso” [...] “Per il futuro ci vorrà un governo davvero rappresentativo degli italiani”, ha detto Berlusconi in una intervista a DiMartedì, “ma ora ci interessa di più far sì che Conte non commetta gli errori che sta facendo. Per esempio quello di dire all’Europa “sul Mes faremo da soli” e rinunciare così ad utilizzare 36 miliardi che potremmo ottenere senza condizioni, ovviamente dal Mes, per il nostro sistema sanitario”".  (fonte Il Primato Nazionale), ci sta quindi che il Berlusca difenda una creatura sua e di Tremonti... ma la Meloni?!? In tutto questo la Meloni era Ministro alla Gioventù, direi che poco ha a che fare con la firma di un trattato economico che, per altro, è stato presentato in un modo in parlamento e cambiato, sottobanco, dal direttore generale del tesoro Grilli. In ogni caso nel 2012, quando questo accordo, modificato, è stato introdotto nel nostro ordinamento sullo scranno di presidente del Consiglio non c'erano né la Meloni né il Salvini, bensì Mario Monti votando, tra gli altri, da Letta, Berlusconi e Renzi (che adesso fa la vergine al governo). 
Ma Di Maio ci dice ancora "Quindi chi in questo momento sta dicendo che ieri il Parlamento ha approvato il Mes mente sapendo di mentire, oppure cercano una scusa per vendersi in Parlamento al miglior offerente… Ma su questo ci torniamo dopo.", ma che davero?!? Mente sapendo di mentire?
Allora cosa ci spiega Gigino... "Lo sapete quand’è che è entrato nel nostro ordinamento il Mes? Nel luglio del 2012 e chi c’era in Parlamento che ha votato questa roba? Berlusconi insieme alla Meloni. Questi signori qui, che hanno prima iniziato il negoziato del Mes e poi l’hanno ratificato, sono tutti e due (Berlusconi e Meloni) non solo gli alleati della Lega, ma sono anche, nel caso della Meloni, una di quelle forze politiche che in questo momento sta accusando il MoVimento 5 Stelle di alto tradimento perché ha tradito il programma elettorale sul Mes." (fonte ilblogdellestelle.it) Oh mio dio. Ma allora hanno ragione loro ci stanno mentendo... ma controlliamo un attimo sul sito ufficiale del governo, che 'ste date non mi quadrano... 
secondo il sito governo.it (chissà se per Conte è una fonte scientificamente attenibile) 
"XVI Legislatura (dal 29 aprile 2008 al 23 dicembre 2012)
elezioni politiche 13 e 14 aprile 2008
Governo Monti (dal 16 novembre 2011 al 27 aprile 2013)"
tradotto per i profani che masticano poco il burocratese e ancor meno la "fantapolitica" di Conte (ovvero quella condotta come nel fantacalcio, dove spendi sodi finti e vinci le elezioni se menti a reti unificate agli italiani... ma di questo ne parleremo a breve), significa che dal 29 aprile 2008 al 23 dicembre 2012 saremmo stati nella sedicesima legislatura (XVI Legislatura), peccato per Bepi (come si addice ad un "terone") che dal 16 novembre 2011 al 27 aprile 2013, dopo la caduta del IV governo Berlusconi, fosse stato istituito il governo tecnico di Monti in cui il nome della Meloni, non compare né come ministro né come usciere di palazzo Chigi. Forse era ancora un parlamentare, ma sicuramente allora non aveva il peso politico che ha oggi, e, altrettanto sicuramente, Matteo Salvini all'epoca era forse un rampollo nella Lega Nord, ma non era la figura mediatica che è oggi.
Oltre a questi "errori" alla von der Leyen di Conte qual è la ragione per cui io personalmente lo accuso di tradimento? Non certo le ragioni economiche, ormai sono abituato, anche se non mi ci rassegno, che chiunque arrivi lì (e governa) è schiavo delle banche, dell'europa e dei poteri forti dell'economia. Lo accuso di aver mentito agli italiani condannando a morte molti di noi.
Infatti mentre faceva il cinematografo in tv dicendo niente allarmismi, non c'è ragione di fare scorte "andrà tutto bene" il signorino... "Secondo quanto rivelato dal quotidiano romano Il Tempo, Conte avrebbe iniziato a ordinare “mascherine, gel, camici e persino bombole dell’ossigeno” per sé e il suo entourage sin dal 26 febbraio. Si parla anche di “500 mascherine APVR FFP3”, 10 mila mascherine chirurgiche, 900 «camici visitatore non chirurgico», 270 taniche da cinque litri l’una di gel disinfettante, 310 confezioni da 100 pezzi l’ una di “guanti monouso in nitrile”, 330 “camici in TNT idrorepellente con rinforzo”. Per l’ufficio medico di Conte sono state ordinate anche “4 bombole da litri 14, più n.7 bombole da litri 2 per fornitura di ossigeno terapia” e 9mila euro di farmaci extra, un “frigorifero per la conservazione di farmaci e vaccini” e due “defibrillatori semiautomatici Dae”. Praticamente un ospedale da campo dentro palazzo Chigi." (fonte Il Primato Nazionale) tutto questo "Mentre negli ultimi giorni di febbraio l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute diffondevano un decalogo, congiuntamente firmato, in cui veniva minimizzata la necessità di procurarsi e indossare mascherine" allora lasciatemi dire al "caro" Conte infame per te ci son le lame!!!


https://www.youtube.com/watch?time_continue=1297&v=lTwnVVGolKc&feature=emb_logo

14 aprile 2020

Dove sventola una bandiera rossa dovrebbe esserci un toro pronto ad incornare.

Siamo alle solite. Il governo, rosso/rosso scuro, ricopre di petali le strade, quando dovrebbe lavorare per rilanciare l'economia del paese. Conte e Gualtieri, i novelli Gatto e Volpe della favola del MES "ammorbidito" (o meglio ben lubrificato) sognano ancora gli "Eurobond" o i "Coronabond" per evitare di accedere al MES (dicono), ma nel frattempo esultano per un risultato non previsto e non desiderato (dicono). Come se l'INTER esultasse per il rinvio della partita-scudetto contro una juve decimata da infortuni e squalifiche.
Che il "nuovo" governo Conte sia a trazione renziana è cosa nota ed è ampiamente dimostrato dal fatto che mentre l'Italia è ancora reclusa in casa (tranne a Palermo dove si può allegramente grigliare sui tetti dei palazzi, in barba ai decreti di non assembramento, qual è il settore fondamentale che deve rilanciare il paese? Le librerie e le cartolerie.
Ora, chiaramente, leggere un po' non fa certo male agli italiani, ma direi che, invece, il digiuno per essere messi in cassa integrazione a €500 mensili a cui, tra l'altro, ad oggi non è chiaro alle aziende come accedervi... già non pensiate che gli basti telefonare al proprio commercialista e dire ho 40 dipendenti in cassa integrazione perché il governo si attivi per versare sul loro conto corrente la cifra corrispondente necessaria.
Una necessità, come potrebbe essere quella dei negozi per bambini che, in certe fasi della loro neo-vita, crescono a vista d'occhio tant'è che i "vestitini" non sono più adatti una settimana per l'altra, per il resto potrebbe essere meno urgente, in quanto se l'operaio torna al lavoro non ha più il tempo necessario per la lettura.
Sicuramente sarebbe stato più utile sin da subito la riapertura degli impianti produttivi italiani, ma evidentemente la strategia di Conte, ammesso che ne abbia una è quella di legarci mani e piedi e consegnarci nelle avide mani della finanza internazionale. 
Come detto spesso in precedenza, e "stranamente" sottolineato dalle sardine PiDiote, quello a cui l'Europa mira da tempo sono i nostri risparmi, finché non troveranno il sistema di accedervi direttamente, l'Italia non potrà affondare proprio perché i nostri sudatissimi soldi non sono proprietà dello Stato e quindi, seppur parte della "capacità" monetaria della Nazione, non direttamente accessibile all'Europa che non ne può pretendere la consegna come pagamento del debito pubblico.
Anche in questo caso, questo, è solo un promemoria che richiama ad articoli precedente, ma una tassa patrimoniale è ciò che il MES potrebbe chiedere all'Italia al fine di farla definitivamente fallire.


Non sorprende minimamente, almeno non me, che a fare una simile proposta (con la solita patetica scusa della solidarietà) siano le sardine renziane che da tempo si oppongono all'opposizione... ovvero una forza non politica che lotta in maniera "apolitica" contro il diritto di opposizione garantita dalla costituzione italiana.
A coronamento di questo abbiamo il presidente del consiglio che, a reti unificate, usa la nuova delibera, contro le fake news, per attaccare le forze di opposizione. Ancora una volta tocca ricordare al governo che le parole con cui si riempiono la bocca, e ci insozzano le orecchie, democrazia e libertà non basta pronunciarle se poi queste vengono spesso, e volentieri, calpestate da chi se ne fa portavoce o da chi si erge a loro paladino. "Giovine aveva avuto la malaugurata idea di lodare i volontari delle tartarughe frecciate vicentine – iniziativa rilanciata con un video anche dall’assessore regionale Elena Donazzan. e questo all’Anpi vicentina non era andato bene, tanto che i rivoluzionari da tastiera si erano pure impegnati a inviare una lettera al Prefetto di Vicenza Pietro Signoriello ed al Sindaco della città Francesco Rucco per segnalare questo “terrificante” post su Facebook." inoltre "“Il mio legale ha prontamente ricordato a questa piattaforma che non decide lei cosa io possa dire o pensare, chiedendo l’immediata ripubblicazione del post”. E poi dedica un pensiero a questo anonimo esercito di segnalatori petalosi: “A chi invece si ammanta di democrazia e va cianciando di libertà, per invocare poi la censura: nonostante il momento pare abbiate molto tempo e allora sfruttatelo per ripassare i permanenti principi costituzionali di pluralismo politico e libera manifestazione”". Infatti mi piacere poter ricordare a quelle merde dell'ANpI che Casapound Italia è un partito legalmente riconosciuto in Italia e che ha abbondantemente superato i controlli del Viminale, ai tempi di Boldrini e Renzi non certo a quelli di Salvini e Meloni, sulla rifondazione del partito fascista e, in pieno spirito democratico, si è presentato alle elelzioni politiche ed europee.
Tutti indicano il modello Italia, nell'affrontare il problema corona virus, ma la realtà dei fatti è che nelle altre nazioni si sta già tornando alla normalità sia per quanto riguarda la produzione che le libertà personali (tornando non tornati).
La quarantena in Spagna è durata 2 settimane, ma di chiusura totale... tempo necessario per la messa in sicurezza degli impianti di produzione, la Germania è già ripartita e, addirittura "La Confindustria tedesca (Vdma) e le tre principali associazioni dell’industria meccanica hanno scritto una lettera al presidente della Confindustria italiana, Vincenzo Boccia, e alla dg Marcella Panucci, nella quale richiedono che le aziende italiane possano riprendere le loro attività. Eccone un passaggio: “Le economie dei due Paesi principali realtà manifatturiere d’Europa, pur specializzate in fasi di produzione diverse, sono complementari nelle filiere internazionali. Proprio per questo, il mancato rapido riavvio del maggior numero di settori produttivi in entrambi i Paesi potrebbe generare danni economici incalcolabili a livello globale”. È tutto sin troppo chiaro: l’industria meccanica tedesca, soprattutto quella automobilistica, attinge dalla componentistica italiana, senza la quale il loro prodotto finito non verrà mai partorito. [...] In Spagna è terminato il lockdown totale. Dopo due settimane di chiusura forzata, ieri sono ripartite attività non essenziali come uffici, edilizia e industria. Rimarranno ancora chiuse le scuole, i cinema, i teatri, ristoranti e bar [...] In Austria, dopo un mese di lockdown deciso dal cancelliere Sebastian Kurz, possono riaprire i negozi e le aziende artigiane. La Danimarca si sta adoperando per far riprendere ai bambini la frequentazione di scuole e asili." siamo stati i primi ad essere colpiti per cui ci sta che da noi la situazione sia un po' più difficile, ma non dimentichiamoci che il governo Conte, che adesso fa "i nomi", nonostante le notizie devastanti che provenivano dalla Cina continuava a dirci di non fare allarmismo, di non preoccuparci, di continuare la nostra vita che era solo un'influenza... mentre adesso fa la campagna mediatica e politica contro le fake news. Conte è figlio della politica "grillina" che, ricordiamo, era la stessa forza politica che propagandava l'uso menzioniero che veniva fatto dei mass media, enfatizzando invece la libera informazione della e sulla rete. Al contrario, ancora una volta, erano Renzi e la Boldrini che marcavano come "fake news" qualunque cazzata combinata da loro stessi e prontamente scoperta dalla rete, che non dimentica finché Conte non ne farà tabula rasa con il suo nuovo strumento per l'oscuramento di internet in Italia. D'altra parte, oltre alla sua rassicurazione che ha ritardato gli interventi necessari di un mese abbondante, va anche sottolineato il fatto che questi non sanno cosa fanno, non sanno cosa fare e, se qualora lo sapessero, non saprebbero come farlo.
Questo virus ha mostrato molte cose, intanto il vero valore di questo popolo che, pochi cialtroni a parte, ha saputo rinunciare, in parte o del tutto, alla propria libertà per il proprio bene ed il bene comune. Ha mostrato anche il valore delle "preziose risorse" boldriniane che in piena emergenza andavano in giro cantando a squarciagola che il virus ci avrebbe ucciso tutti, mentre avrebbe risparmiato loro. Ha tolto la maschera a quanti si dichiaravano fatalisti, salvo poi tremare e implorare pietà innanzi alla minaccia (seria) della morte... compresi, mi duole dirlo, stuole di metallari che sono passati dalla venerazione per la morte (con il Death Metal) a riscoprirsi quasi "cristiani" pur di non perire tra le fiamme dell'inferno. Ha mostrato ancor di più, e (mi spiace dirlo) chi non se ne è accorto è un coglione, che quest'europa non è l'Europa dei popoli, come ci hanno mendacemente detto, ma è l'europa delle banche e della finanza internazionale da cui dovremmo, il prima possibile, allontanarci.
L'europa è un sequestratore. Chiunque ci racconti che da questa europa non si può uscire, pena il fallimento dello Stato (come se ora rattoppassero le strade con lamine d'oro e pietre preziose), sono i complici che, ottenendo la nostra fiducia o facendoci precipitare nel terrore, vogliono impedirci di scoprire la verità; e la verità è che senza di noi l'intera sistema bancario europeo crollerebbe. Affinché Germania e Francia possano farla da padroni, hanno bisogno di un sistema economico di Stati schiavi, da poter utilizzare e come mercati e come salvadanaio. 
In buona sostanza. Questa europa ha bisogno di noi, ma noi non abbiamo bisogno di questa europa.
Ho quasi finito di leggere il libro dell'ammiraglio Dönitz e potrò farne un'adeguata recensione completa, ma il punto saliente è che né Hitler né il popolo tedesco della Germania Nazionalsocialista odiavano gli italiani, che tutta Europa (comprese le nazioni occupate) si è adoperata affinché l'Europa potesse essere libera dalla servitù delle banche e dei "banchieri" senza scrupoli della finanza internazionale.
Lascio le parole conclusive a Von Ribbentrop che pronunciò in un discorso il 21 novembre 1941.

"Per la libertà dell'Europa" Von Ribbentrop

7 aprile 2020

Quando la dicotomia diventa lobotomia - Parte Terza.

Naturalmente le religioni semitiche intendono, dopo aver distrutto tutta la biblioteca ed i vari archivi dei vasti imperi pre-cristiani (ellenico-romani), farci intendere che questa pratica era già in uso nei tempi antichi. Così la loro meschinità poteva essere, tranquillamente, assorbita dalla plebe in buona parte ignorante. Come si sia arrivati, o meglio, passati dalla tradizione romana all'usanza "donna schiava zitta e lava" (anche se taluni preferiscono la versione più volgare)? 
Nella Tradizione (sì proprio quella che alcuni scrivono con l'iniziale maiuscola salvo poi tradirla alla prima occasione utile) i compiti, i ruoli, ma anche il valore tra uomo e donna erano ben definiti e accettati, che non significa tacitamente tollerati sotto la costante minaccia di percosse (per quanto mi è dato di conoscere almeno, ma più avanti avremo forse il tempo di approfondire). Infatti proprio per il ruolo della donna nella natura, questa era un bene prezioso da proteggere non certo da mandare, in qualsiasi epoca, a spasso in mezzo ai mille pericoli. Nella preistoria i grandi predatori e le tribù rivali, nell'era antica le guerre per il territorio e via discorrendo. Questo non aveva nulla a che fare con una certa cultura per cui le donne non sono in grado di fare nulla se non le faccende domestiche che, in alcuni casi, andrebbero per altro anche rimossi dall'elenco in questi tempi di veline, influencer e altre mignotte che campano postando foto in abiti succinti, quando sono indossati. Questa è l'altra faccia del femminismo moderno che non tiene minimamente conto del fatto che i tempi moderni non ci ha solo privato delle grandi ideologie (anche se dell'ultima rimasta farebbero volentieri a meno), ma soprattutto dell'interesse verso di esse. Ragazzi e ragazze, oggi, concorrono per trovare un posticino comodo nel mondo dello spettacolo indipendentemente dallo strumento di diffusione.
Il lasciare a casa i figli e le donne, ripeto, non era un considerarle inferiori bensì proteggere il bene più prezioso che una società potesse avere, le genitrici di vita e la generazione successiva. Per trovare conferma in queste parole basti immaginare, ad esempio le spedizioni marittime dei vichinghi che, seppur marinai esperti, impiegavano alcuni giorni solo per lasciare la sicurezza dei fiordi scandinavi e solo successivamente affrontare il mare aperto (l'oceano) per raggiungere le coste dell'Inghilterra, della Francia, del mediterraneo, del mar nero ecc. queste spedizioni spesso duravano mesi o settimane e venivano intraprese in primavera (il momento più delicato per l'agricoltura salvo casi eccezionali). In questo lungo periodo i campi non venivano abbandonati a loro stessi, ma erano accuditi dalle donne rimaste a casa con i figli. Questo significa che le donne portavano avanti la vita dell'intera comunità mentre gli uomini erano in giro ad ammazzare e a  farsi ammazzare, in cerca di fortuna e gloria, in qualche parte del mondo. Questo è l'esempio più classico, ma ci sono altri lavori, come la sartoria, la tessitura, ecc. che nelle società antiche (in particolare quelle mediterranee) erano di competenza delle donne. Questo loro essere centro della società si sposava con il ruolo di genitore in quanto erano, spesso, attività che venivano svolte in casa o nei pressi della propria abitazione. 
I figli venivano cresciuti dalle madri, ma educati comunque ad essere uomini, in quanto l'educazione era in funzione di tutti gli Déi e non solo del dio senza nome a cui i cristiani (o meglio gli ebrei che si sono inventati il cristianesimo) hanno negato l'aspetto guerriero. 
La distruzione di quel tipo di società ha portato all'imposizione di una società in cui la donna serviva a due cose servire il marito o morire sul rogo come strega. E fa quasi raccapriccio, ma sappiamo che il femminismo (non le donne), nemmeno quello originario, fosse dotato di grande intelletto, se si ripensa ad alcuni degli slogan femministi dell'epoca quali ad esempio "l'utero e mio e lo gestisco io!!!" per combattere la legge anti-aborto. Può starmi bene che si voglia protestare contro una legge che dice alla donna cosa fare o no della propria gravidanza, ma di fatto questo tipo di messaggio ha portato, soprattutto in quegli anni, al concetto per cui una donna per essere libera debba essere libertina e a sacrificare la propria maternità con la carriera. Un altro slogan era "maschi tremate le streghe son tornate!!!" a totale sfregio delle donne innocenti che sono morte sul rogo accusate ingiustamente di stregoneria. Questo tipo di atteggiamento è sopravvissuto nel tempo ci sono infatti molte donne, o comunque ragazze, che si identificano in questo tipo figura creazione proprio del periodo in cui il patriarcato ha raggiunto i punti più elevati della propria bassezza. 
Ancora una volta nei tempi antichi alle donne era concessa la "metà" del cielo in cui "l'astro", a loro dedicato, aveva il maggior splendore. Infatti mentre il culto maschile era solare, quello femminile era lunare, proprio in virtù del fatto che la loro "natura" è basata sul "ciclo" lunare. Ovvero non è un caso se, in condizioni normali, il ciclo mestruale delle donne è di 28gg e non di 30/31 in funzione delle manie di grandezza di Gregorio che ha rivoluzionato il calendario Giuliano che, come in altre culture europee si basava su mensilità lunari e non solari. Anche se può sembrare fuori tema, la suddivisione dell'anno in mesi lunari, anziché solari, è la dimostrazione, o almeno una prova a suo favore, di quanto fossero importanti le donne nella vita sociale dell'epoca, prima di diventare delle specie di prostitute, tutti o quasi i tramiti tra gli Déi ed il popolo erano donne. Se si pensa alle Vestali che "Nella Roma antica, sacerdotessa addetta al culto di Vesta, custode del fuoco sacro e legata allo stato di verginità come stato sacrale.", dove il fuoco sacro (che tuttora arde nell'Urbe seppur con un significato completamente distorto) era il fulcro della religiosità e della potenza militare, economica e sociale di Roma... ed era affidato ad un gruppo di donne (per anticipare i maligni hanno servito bene per millenni e la caduta di Roma è dovuta alla nefasta influenza giudaico-cristiana che ne ha distrutto lo spirito). Le Valchirie è "Nome delle divinità femminili guerriere della mitologia germanica, al servizio del dio Odino; loro compito era quello di accompagnare nel Walhalla gli eroi caduti in battaglia." l'importanza di queste donne non è fine a sé stesso in quanto, lo scopo di portare gli eroi nel Valhalla, è strettamente legata al Ragnarok in cui i guerrieri combatteranno al fianco di Odino nella "fine del mondo" (anche se sulla "fine del mondo" ci sarebbe da dire altro in separata sede). La città di Atene deve il suo nome ad "Atena, figlia prediletta di Zeus, è la dea greca della sapienza, delle arti e della guerra. Dea guerriera e vergine, ha varie funzioni: difende e consiglia gli eroi, istruisce le donne industriose, orienta i giudici dei tribunali, ispira gli artigiani, protegge i fanciulli." Questi sono solo alcuni esempi, come lo erano nello scorso articolo per la posizione della donna (in particolare nel medioevo, ma non solo) nella cultura semitica e derivante, della figura della donna nella cultura europea prima del cristianesimo. Infatti anche se il cristianesimo ha conosciuto la Scandinavia solo intorno al 1300 (con le prime conversioni dei re Vichinghi) la loro cultura era sicuramente precedente tant'è che la loro ferocia era già nota ai preti cristiani nella Gran Bretagna a cavallo della caduta dell'impero.
Quello che è passato, sulla figura della donna, in quel periodo è che le donne fossero sostanzialmente delle schiave sessuali di cui era lecito abusare, rapire o uccidere. Non mi sento di affermare che si possa trattare di propaganda dei vincitori per giustificare l'aggressione a certe popolazioni definite barbare (nonostante fossero state parte dell'impero romano), ma diciamo che stride molto con l'importanza che la donna ricopriva in quella società o, nel caso fosse tutto vero, fosse arrecare danno alla popolazione sconfitta distruggendone, simbolicamente, il "fuoco sacro".
Nell'età moderna, anzi contemporanea, l'ultimo esempio di questa super-civiltà nei confronti della donna (mi scuserà la Boldrini), pur con i limiti di un epoca già decaduta, è stata la Germania Nazionalsocialista in cui, come avevo spiegato più dettagliatamente in un articolo precedente... (https://insanityhellraiser.blogspot.com/2019/03/donne-e-armi.html), la donna poteva essere ciò che la sua capacità e le sue ambizioni le permettevano di essere dalla madre casalinga, con tanto di medaglia (disegnata da Hitler in persona) per le madri del Reich, alla collaudatrice di aerei purché le loro capacità e ambizioni, come detto, le sostenessero. In una società come quella non era facile, a differenza dell'era antica, portare i propri figli al lavoro oppure operare la scelta di avere sia una carriera che una famiglia. Lo stesso Führer, rimanendo fedele alla causa, prese moglie (sposandosi con quella che fu considerata la sua amante per lungo tempo) solo quando dismise la sua carica politica affidando la guida del Reich, ormai morente, all'ammiraglio Dönitz.
Oggi purtroppo tempo e denaro non consentono di non operare una scelta tra vita privata e lavoro, se si vuole seguire personalmente la crescita dei propri figli... se invece li si mette al mondo per farli cresce poi ai nonni (nel migliore dei casi) a delle radical chic nel caso peggiore è un altro discorso. Perché la scelta di scegliere tra carriera e famiglia deve allora ricadere sempre sulla donna? 
Le ragioni principali sono tre. In primo luogo perché la donna ha gli "strumenti" la nutrizione e la protezione dei figli, infatti il bambino tramite il latte materno assimila, oltre ai nutrimenti, anche gli anticorpi della madre. La seconda è giuridica, infatti le leggi italiane non danno la stessa quantità di maternità al padre o alla madre, se la madre può assentarsi dal lavoro fino al compimento del primo anno di età, al padre sono concessi soli 3 mesi (proprio perché viene a mancare la componente di svezzamento della prole). La terza è, perdonatemi ma è una considerazione brutale quanto necessaria, una questione di profitto aziendale. Un'azienda, posta di fronte a due candidati di sesso biologicamente opposto con le stesse capacità e stessa richiesta economica, sarà portata, anzi praticamente costretta, a scegliere il candidato uomo, ma non per sessismo, ma per una questione di costi. In quanto se una donna restasse di avere un figlio l'azienda sarebbe costretta a mantenerne il posto per tutto il periodo della gravidanza. In ottica moderna questa è una scelta obbligata, per chi pone al primo posto la vita privata è un'immane stronzata, ma così è.
Piuttosto se proprio le femministe moderne volessero portare avanti una battaglia sensata, potrebbero optare per far guadagnare, a quei mariti che lo desiderano, la parità di trattamento in termini di maternità (se le mie informazioni al riguardo sono aggiornate all'ultima minuta), non certo mettere "*" al posto di "o" sui moduli di autocertificazione.
In definitiva quella che in passato era una dicotomia, ovvero una perfetta suddivisione dei ruoli tra l'uomo e la donna dettata dalla natura di entrambi, ora è diventata la lobotomia di una civiltà morta che non ha più nulla a cui aggrapparsi e rischia, in buona sostanza come fa la Boldrini, di attaccarsi al cazzo. Ovvero di attaccare le briciole di una mascolinità ormai castrata nell'era degli omuncoli che passano in bagno più tempo delle donne (che sono donne). Questa castrazione si ripercuote, ancora una volta, sulle stesse che sono convinte che la parità tra i sessi passi attraverso l'inversione dei ruoli, salvo poi rimpiangere l'incapacità o la non volontà degli uomini di corteggiare, l'incapacità dei gesti romantici da film rosa, ecc. ma questo tema non è solo legato al femminismo che ha distrutto tali capacità dicendo, man mano, alle donne di conquistarsi gli spazi, anche quelli che non desiderano affatto avere, ma è una altro tema che andrebbe approfondito.

Fine.