14 giugno 2017

Alla germania non piacciono i Tedeschi.

Non è una novità che, nell'arco di tempo dal secondo dopoguerra ad oggi, le 3 Nazioni impegnate nella guerra contro gli Stati Uniti siano state condannate, perseguitate, ridicolizzate e colpevolizzate di averli disturbati in una guerra che non volevano (ma da loro programmata nei minimi dettagli).
In particolare la Germania per quello che "ha fatto" è stata oggetto sistematico di persecuzioni tali da portare la corte costituzionale italiana a pronunciare una condanna allo Stato tedesco di risarcire i famigliari delle vittime di crimini nazisti.
Fin qui, purtroppo, nulla di nuovo.
Esattamente come sta avvenendo in italia anche nel resto dell'europa (ormai lo sapete che se scrivo minuscolo uno Stato o un agglomerato di Stati la cosa è voluta, fa eccezione l'america non perché sia meritevole, ma perché hanno un nome di merda e scriverlo minuscolo creerebbe confusione) si sta verificando una sostituzione di popolo.
I moralizzatori delle macchinette dicono che non ci si può fare nulla perché è l'europa a volere i pellet... sicuramente è (specificando meglio la sua affermazione pressoché inutile) l'U(B)E a volere l'invasione, ma il primo compito di uno Stato dovrebbe essere quello di fare gli interessi ed il "bene" del proprio popolo. Ciò premesso, "oh inutili parassiti moralizzatori delle macchinette", se i cittadini non volessero le risorse lo stato dovrebbe non assecondare le imposizioni giunte dall'europa. Sostanzialmente l'U(B)E fa il cazzo che gli pare perché gli Stati restano, premeditatamente, sotto lo scacco europeo. Siamo al punto in cui il padrone ci frusta e invece di rivoltarci alla frusta gliela strappiamo di mano e cominciamo a frustarci da soli. In ambito sessuale questo si chiama sadomasochismo, ma a quanto pare l'europa non ci frusta a dovere visto che dove non ci arrivano loro provvediamo da soli. 
Ciò significa che certa gente, che fino a ieri inneggiava alla multietnicità dell'italia e dell'europa forse, si sta rendendo conto che si è passato il segno e non potendo più trovare giustificazioni per difendere la propria ignoranza dà la colpa all'europa. Non ci possiamo più nascondere dietro all'arte ,che ci ha contraddistinto negli ultimi 70 anni, dello scarica barili perché a me hanno insegnato che se una cosa non va bene ci si rimbocca le maniche e la si cambia.
Tornando al discorso relativo alla germania, "i musulmani in Germania sono per noi un arricchimento della nostra pluralità. Guardi un po’ i turchi della terza generazione, soprattutto le donne! Questo è proprio un enorme potenziale di innovazione!" (fonte Primato Nazionale). Aldilà dell'idiota confusione tra religione e razza, comprensibile dal momento che sti pendagli da forca il "Mein Kampf", se ne possiedono una copia, lo usano per tener fermi i tavolini al bar, quale sarebbe la ragione per cui i pellet sarebbero una risorsa?
La risposta arriva dallo stesso losco e ignorante individuo che afferma: "Dice ancora Schäuble: “L’isolamento è qualcosa che ci distruggerebbe, che ci farebbe degenerare nella consanguineità”. Il termine usato è Inzucht, che significa “endogamia”, “rapporti tra consanguinei”. Il che, rapportato a una nazione di 81 milioni di abitanti, sembra essere un timore a dir poco grottesco" (fonte Primato Nazionale). Per quelli di voi poco pratici con la terminologia pseudo scientifica, la consanguineità è quel fenomeno che si verifica, nelle piccole comunità chiuse, per cui ci sono casi di matrimoni e procreazione tra parenti stretti. Parlare di rischio di consanguineità all'interno di uno Stato di 81mln di persone è una stronzata soprattutto perché intanto bisognerebbe cacciare tutti i turchi, i negri, i polacchi, ecc. che dal dopo a oggi sono giunti in germania, secondo bisognerebbe eliminare tutti i figli nati dai matrimoni misti, infine chiudere le frontiere terrestri, marittime e aeree della Nazione.
Ma vogliamo suggerire, a fronte della formulazione di una nostra ipotesi, ministro Schäuble se vuoi evitare che gli ebrei vengano nuovamente a battere cassa perché siete stati nazisti, la mossa migliore non è quella di mettersi in casa dei musulmani.

12 giugno 2017

Per fortuna c'è Renzi 2... la vendetta.

Non so se è meglio l'inattività o l'inettitudine.
E' vero che solo chi non fa mai un cazzo non sbaglia mai, ma quando sei al governo, e un tuo errore costa vita e lavoro a milioni di persone, forse è meglio tirare i dati e sperare che la fortuna, il fato, gli Déi, dio (o chi per lui) ti mandino la scelta corretta. Che il jobs act fosse una stronzata era chiaro già dalla stesura, già solo per il fatto che includeva l'eliminazione del mitologico art. 18 dello statuto dei lavoratori con la promessa da "politicante" degli ammortizzatori sociali, mai realizzati o talmente vacui da superare persino l'impalpabilità di un miraggio diventando leggenda.
Le cifre della disoccupazione le ho già fornite in più di un occasione e, siccome restano al palo senza cambiare di una virgola, non provvederò a fornirli nuovamente.
Resta impressionante il fatto che il governo Renzi2 (quello Gentiloni) continui a prendere idee altrui, che se valide ben venga il cogliere suggerimenti di forze politiche "d'opposizione", cambiargli il nome (giusto per spacciarla come idea propria) e poi distruggerne il contenuto al fine di fare qualcosa di assolutamente inutile.
"A seguito della delega al governo di marzo, il consiglio dei ministri ha varato ieri (10/06 NDA) i primi decreti che introducono una misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. L’intervento prende appunto il nome di reddito di inclusione (Rei) e integrerà al suo interno, sostituendoli, gli attuali strumenti del Sia, il sostegno all’inclusione attiva, e dell’Asdi, l’assegno di disoccupazione. Chi avrà un Isee al di sotto dei 6mila euro (dei quali 3000 per la parte reddituale) o un patrimonio immobiliare diverso dalla casa principale inferiore ai 20mila euro potrà beneficiare dei contributi pubblici da un minimo di 190 euro ad un massimo di 490, che secondo stime del governo verranno erogati a oltre mezzo milione di famiglie, per la maggior parte nuclei con figli." fonte Primato Nazionale.
Insomma il "reddito di inclusione" diventa la brutta copia del reddito di cittadinanza del M5S... ma perché sono sospettoso nei confronti di questa nuova manovrina?
Beh intanto le cifre sono semplicemente ridicole. Perché ammettendo (ma temo non sia così) che si parli di reddito netto, un reddito di €3000 annui vuol dire €250/mese uno stipendio che con il costo della vita attuale è semplicemente inutile. Certo meglio quelle 4 lire che un calcio nel culo (o parti più dolorose), ma se a questi venisse fornito un sussidio di quasi €500 (il massimo fornito dal governo), allora sì che gli dai una mano, diversamente se (come per i famigerati 80€) dai di più a chi ha già... meglio che ti risparmi la fatica, tu (governo) risparmi 2mld, noi (popolo) ci risparmiamo l'ennesima presa per il culo.
Un altro motivo per cui l'eredità di Renzi stanno scomode derivano, come accennato all'inizio relativamente al Jobs Act,  perché hanno fatto la mossa di applicare per un anno alcuni sgravi fiscali al fine di incentivare le assunzioni, chi ha avuto culo di capitare in quel periodo ha visto il suo contratto "fuffa" diventare "fuffa-", gli altri... tant'è che molte aziende hanno semplicemente sostituito i finti contratti cocopro, con i "tempo determinato", "a chiamata", "prestazioni occasionali", ecc. Risultato cambia poco l'unica cosa positiva e che il nuovo miraggio del tempo determinato da accesso a mutua e ferie... peccato che le ferie le maturi dopo almeno un anno di lavoro e con contratti inferiore a sei mesi di lavoro, non te ne accorgi nemmeno in fase di liquidazione.
Ma perché tutto questo preambolo nel ricordarvi quello che i giornali hanno spiegato "meglio" di me?
Perché figlia di tutte queste azioni derivate dalla "riforma del lavoro" di Renzi, aziende come "H&M" posso aprire nuovi punti vendita, assumendo nuovi lavoratori con contratti fuffa (a chiamata piuttosto che a tempo determinato) e licenziare quei dipendenti che hanno il tempo indeterminato. Può benissimo essere che l'azienda abbia trovato il modo per far passare la chiusura dei punti vendita come "crisi economica" (ragione per cui i tempo indeterminato posso essere lasciati a casa senza appello, non che negli altri casi appellarsi serva a qualcosa), ma come giustificano invece l'apertura dei nuovi centri?
Giratela come vi pare, ma con queste "manovrine" hanno introdotto nuovamente la schiavitù e legalizzato il "mobbing".

9 giugno 2017

Sangue e Suolo.

Chiaramente non è facile ridurre un concetto così vasto in poche semplici parole, ma tenterò lo stesso.
Alcuni concetti li ho già espressi in passato quindi, per l'ennesima volta, passerò per il vecchietto che racconta le stesse medesime storie ad un pubblico stanco di sentirle o inesistente, ma a lui non importa perché nel raccontarle le rivive quelle storie, non le ricorda semplicemente.
Mi capita spesso di sentire persone che, banalmente, si lamentano del clima tetro, grigio e, a volte, malinconico di questa mia città. Ovviamente il concetto si amplia e si passa a lamentarsi dell'amministrazione (manco che nel resto d'Italia fosse differente), sostenendo che al sud tutto è diverso, più bello, migliore. Mi viene semplicemente da pensare e, a volte, dire: "ma perché ci resti? sei mica stato condannato a scontare una pena, qui, per cui devi restare a forza!". In altre occasioni ad essere migliore è il medio oriente o il regno unito, ma il mio pensiero resta il medesimo. Posso comprendere chi mantiene l'amore per la terra che ha lasciato per ragioni lavorative, ma non tollero chi sputa nel piatto in cui sta mangiando approfittando nella mia ospitalità. Soprattutto quando nel suo luogo di origine moriva di fame, ma aveva il mare, aveva il sole. Ti piace il mare fai il pescatore. Ti piace il sole stai nei campi a raccoglierne i frutti. Ma secondo me ti piacciono di più i soldi e allora vieni qua a pigiare sui tasti di un computer, a lamentarti perché, nella tua terra d'origine, non manca il lavoro, mancano i soldi sufficienti a placare la tua fame di comodità e vizi.
Potrei riconoscervi il merito di riuscire a mantenere un legame affettivo con la vostra terra, ma non posso perdonarvi di averla abbandonata alla sua miseria, anziché combattere per cambiare le cose.
Sicuramente possono esserci momenti difficili in cui la tentazione di scappare è forte, ma le radici di un albero fondano nella terra e anche se l'albero, come l'uomo, può essere sradicato e trapiantato non darà mai gli stessi buoni frutti.

Chi non si sente parte di una terra è giusto che l'abbandoni? Mi verrebbe da dire di no. Perché è frutto di una propaganda menzognera, in quanto c'è una certa differenza tra il turismo, le vane promesse della televisione e la realtà di vivere in una terra con una cultura radicalmente differente da quella a cui il sangue ed il suolo ci hanno legato. Quelli che, secondo un concetto tutto loro, vorrebbero abbattere le frontiere, non sentendosi minimamente appartenenti ad una nazione, e permettere il libero passaggio di, determinate, persone e merci, sono anche le stesse che da quella nazione non se ne vanno. Nell'epoca in cui viviamo, a differenza del passato, nella quale il mondo è a dimensione del piccolo uomo borghese, non è un impresa eroica lasciare una terra (qualsiasi essa sia) per trasferirsi altrove. Costoro, però, non lo fanno semplicemente perché nel loro paese appartengono a qualcosa di definito, di etichettato... sono qualcosa. Ma nelle terre in cui vorrebbero si trasformasse il mondo loro sarebbero uguali a tutti gli altri, non più "speciali" (se non per il colore della pelle) e probabilmente sarebbero spazzati via.
Concettualmente il sangue è innegabilmente legato al suolo. Il legame tra i due è più forte delle parole inutili e vacue con cui certi "ideologi" si riempono la bocca. Le bestie lo sanno, ma proprio perché lo sanno vanno fuori di testa alla domanda: "perché odi la tua terra e la tua razza?" sanno che quel legame non può essere spezzato e allora fanno di tutto per negarlo.
E combattono quelli che invece, questo legame, lo difendono strenuamente, perché gli ricordano costantemente quale pericolo corrono se il fumo nel loro cervello gli facesse abbassare la guardia che devono costantemente mantenere alta.
Essere legati al suolo non è una questione climatica, non è una questione "politica", ma è solo una questione d'identità, perché nelle nostre vene scorre il sangue degli eroi del passato, il sangue di chi (a destra come a sinistra) ha creduto e combattuto per creare una comunità, uno Stato, una Nazione in cui potersi identificare. Gli stessi banditi "partigiani" combattevano (erroneamente) per la libertà dell'Italia, anche se, taluni, avrebbero voluto poi condurla in schiavitù al bolscevismo.
Il sangue è indissolubilmente legato al suolo per tutte queste ragioni, ma soprattutto perché non può essere comprato con l'oro. Certi loschi figuri possono comprare la terra, barare con la storia, corrompere l'identità di un individuo, ma il suo sangue resterà tale finché non sarà distrutto. 

8 giugno 2017

Che mondo sarebbe senza nutella?

Un Uomo, una Donna, una Tenda da campeggio... un barattolo di Nutella che sta svolgendo magnificamente il suo scopo... essere svuotato a cucchiaiate. Il marito di lei entra e li sorprende con le mani nel barattolo. Evidentemente ingelosito dal fatto, afferma: "ma lo sapete che è fatta con grasso di topo?" Lei si limita a un scrollata di spalle... lui risponde "se è il grasso di topo a renderla così buona dovrebbero venderlo separatamente!!!" Il marito scuote la testa e si allontana...
La notizia del 2 giugno è che la Ferrero ha accusato la Delheize di aver messo in piedi "Una campagna “denigratoria, falsa e ingannevole”" contro la nota, e "nostra", crema spalmabile che la nestlé e le altre multinazionali vorrebbero spodestare dal trono delle creme alla nocciola o al cioccolato.
Questa volta puntavano il dito contro la, tutta da dimostrare, nocività dell'odiato olio di palma che, Ferrero, non nega di continuare ad usare nel prodotto.
Esattamente come successo in passato, e di cui io ho parlato ad esempio con la denigrazione dello zucchero "biango" a favore di quello color "caramerda", vi invito sempre a verificare le fonti delle notizie, degli studi e soprattutto a diffidare di "Faccialibro" e "waccapedia" in quanto totalmente inutili, inaffidabili e inattendibili.
Grazie alla psicosi di cui è vittima l'olio di palma, le aziende, lo hanno rimosso, senza neanche pensarci, da tutti i prodotti. Mentre quelle che anche prima di tale psicosi usavano olio motore usato nelle loro ricette continuano ad utilizzare l'olio esausto, ma specificano "senza olio di palma", così il "medioman" è tranquillo.
In alcuni prodotti, di qualità, non si sente una vera e propria differenza di sapore tra il prima e il dopo (olio di palma), non so se è perché hanno solo scritto di non usarlo più o se effettivamente non fa la differenza nel sapore, ma in altri casi il dopo olio di palma ha reso certi prodotti una vera merda.
Ora sto per fare l'egoista, ma non perché ho qualcosa contro chi patisce le "peggio pene" alimentari... Ma perché cazzo io devo mangiare qualcosa che sa di suola di scarpe solo perché va di moda coccolare le minoranze?
Cazzo! Hai un mercato emergente che ti fornisce l'occasione di creare una nuova linea di prodotti (per celiaci ed esempio), perché cazzo dovete togliere il glutine dai miei grissini alzando il costo del prodotto? Non c'è un cazzo dentro e mi costa più di quando aveva tutto.
Avevo letto lo slogan di un certo prodotto biologico (forse anche vegano), di cui sfortunatamente non ricordo il nome, che recitava... senza glutine, senza olio di palma, senza grassi, senza latte, senza sale, senza uova... cazzo ma la farina ce l'hai messa? O sto per comprare un tubo di plastica con dentro polistirolo inzuppato nell'acqua?
Comunque non temete! Anche se la guerra è ancora lunga, abbiamo vinto un'altra battaglia.
Il mondo continua ad essere una merda... ma grazie alla Nutella possiamo ancora distinguerne il sapore.

7 giugno 2017

Perché l'Isis attacca uno stato islamico, molto, radicato?

Prima o poi la mia sete di complotto verrà sedata dalla realtà dei fatti. "Il mondo è cambiato. Lo sento nell'acqua, lo sento nella terra, lo avverto nell'aria. Molto di ciò che era si è perduto..." Viene spiegato abbastanza chiaramente nel film "la guerra di Charlie Wilson", con tra gli altri Tom Hanks e Julia Roberts, quale sia, seppur romanzato nel film, il comportamento degli americani in questioni di politica estera. Nel film si tratta della storia della guerra tra Russia e Afghanistan (più o meno a metà degli anni '80, anche se poi si fa cenno alla caduta dell'URSS),  ma può essere tranquillamente applicata in senso generale infatti hanno speso miliardi di dollari per armare gli afghani al fine di bastonare i sovietici, hanno speso miliardi per armare Saddam contro Khomeini, allora presidente Iraniano (ancora loro sì) che stava riorganizzando il medio oriente contro Israele. Questa politica ha fatto sì che una volta svolto il loro compito la popolazione si ritrovasse ad essere bene armata, ma senza indicazioni sul cosa fare. A questo punto ecco spuntare i fondamentalisti che, di fatto, prendono le redini del popolo.
In tempi più recenti gli Stati Uniti, come ho scritto in precedenza, hanno armato e finanziato la rivolta nella cosiddetta "primavera araba" che ha portato al rovesciamento di vecchi regimi (tutt'altro che dittatoriali) e la nascita di escrementi quali l'Isis. Sulla carta (stampata naturalmente) l'Isis dovrebbe essere un "movimento" islamico fondamentalista al punto da praticare senza mezzi termini la jihad (guerra santa), ma se questo è vero, sempre sulla carta, dovrebbero trovare rifugio in paesi quali Siria e Iran e non combatterli. La realtà e altra e ben diversa... ma dobbiamo addentrarci nel mondo sotterraneo.
Partiamo da una piccola analisi di geopolitica, gli americani vogliono giocare coi grandi, ma sostanzialmente sono degli infanti. Dalla loro hanno il fatto di avere i genitori ricchi e pensano che questo basti a fargli guadagnare il rispetto globale e quando capiscono che non è così o che basta che arrivi qualcuno con più soldi di loro ed ecco che fanno i capricci. Questa è l'analisi seria di geopolitica, gli States sono andati nel maghreb con le valigette piene di "pagherò" (convinti che il fatto di essere l'America bastasse ad acquistare il petrolio o qualunque altro bene sia di loro interesse in zona), i Cinesi nelle valige ci hanno messo i dollari. Gli "arabi" hanno fatto ciò che ogni mercante farebbe in quella situazione... hanno intascato i soldi e venduto la merce. Gli americani ci son rimasti male è hanno fatto l'unica altra cosa che sono capaci a fare (male), hanno armato delle bande per fomentare il mal contento. Fino a quando gli obbiettivi, seppur sensati solo nella mente di quei 4 pellet, erano in linea con la situazione politica internazionale non ci si poteva accorgere dell'inganno (leggasi il rovesciare il governo egiziano storicamente vicino all'America, ma con in tasca i soldi cinesi NDA), ma quando gli obbiettivi si sono spostati su territori invece affini alle posizioni "ideologiche" dell'Isis non ci si può più nascondere dietro al proverbiale dito. Ci sarebbe un'altra spiegazione (ma vuol dire che nel mondo sotterraneo si spegne la luce), ovvero che ad attaccare davvero Siria e Iran non sia il gruppo terroristico, bensì delle divisioni Israeliane camuffate da terroristi. Lo so come ipotesi è forzata persino per me, ma pensateci bene... Israele dichiara che bisogna far fuori Tizio di una certa Nazione e pochi giorni dopo (in quella Nazione muore Caio) L'Isis si elegge a paladina dell'islam, colpendo e rivendicando ogni azione contro gli infedeli europei, e poi attacca i soli Stati davvero islamici di tutto il medio oriente. Suona strano che non abbiano ancora attaccato l'Arabia Saudita, dove il corano lo sfogliano a tempo perso giusto per vedere se dall'ultima volta è cambiato qualcosa... forse perché hanno ancora rapporti commerciali con States e Israele? Ma soprattutto perché colpire potenziali "amici" anziché certi nemici?
Insomma i casi sono due o sono finanziati dall'occidente USA come principale sospetto, ma dietro potrebbero esserci anche altre nazioni europee o la Turchia che viene tenuta a debita distanza dall'Europa. Oppure, come detto pocanzi, potrebbe essere un coinvolgimento diretto dell'esercito Isrealiano... almeno negli attacchi non kamikaze.

6 giugno 2017

Latte macchiato. Molto macchiato? Molto macchiato!

Con questa citazione del film "Arrapaho" degli Squallor (sappiate che se non vi ha fatto ridere, non riderete più in tutto l'articolo), si apre uno dei temi più caldi e agghiaccianti mai discussi.
Alcuni, soprattutto nella cosiddetta "Area" dell'estrema destra italiana, sono convinti che, senza l'alleanza con la Germania, il Duce avrebbe resistito più a lungo e, soprattutto, non avrebbe mai promulgato le leggi razziali. "Con i se e con i ma la storia non si fa" e "del senno di poi son piene le fosse", ma costoro semplicemente dimenticano, o fingono di non ricordare, che il ripudio della canzone d'epoca "Faccetta Nera", che gli "antifa" indicano come fulgido esempio del razzismo fascista (evidentemente non si sono mai presi la briga di ascoltare il brano o men che mai leggerne il testo), è stata una scelta doverosa per la tendenza di quegli Italiani di farsi la moglie abissina. Quindi, probabilmente per poter sdoganare in qualche modo il fascismo, costoro si distaccano dall'odio razziale di stampo germanico e, con una scrollata di spalle, si limitano a dire che ciò che viene detto sul Duce sono tutte menzogne della propaganda comunista.
A questo punto verrebbe da chiedere come mai, allora, a livello giuridico le due ideologie siano trattate allo stesso modo? Perché prendersi la briga di mentire sul fascismo e riportare una "verità" storica priva di prove concrete e fatta esclusivamente di testimonianze oculari (di parte)?
Ma questa è un'altra storia. La storia di oggi è che non esiste alcuna distinzione teorica tra le due ideologie, ma semplicemente una delle due ha avuto la forza, il coraggio, la libertà (non dovendo ospitare papi più o meno affini) di poter applicare fino al fondo le azioni necessarie per la salvezza del proprio popolo. Di fatto si tende a dimenticare che il Duce era un socialista e che la politica della Repubblica Sociale (non vi dice niente questo nome?) di stampo Nazionalista si può semplicemente riassumere in Nazional-Socialismo.
Ciò premesso, gli pseudo filosofi d'area, fanno spesso riferimento alla nocività del meticciato culturale. Ovvero il problema sarebbe la mancata integrazione degli immigrati (clandestini e non) extraeuropei che hanno usanze troppo diverse dalle nostre e provocano, in definitiva, la decadenza dei valori e dell'ideologie europee. Ovviamente è un problema riconosciuto a metà e affrontato all'italiana, sostanzialmente alla "figa di gatto" (o cazzo di cane, a seconda dei gusti pre o post 2000). Il meticciato culturale è un problema, naturalmente, ma è un problema nella misura in cui l'Europa ha dei valori da opporre all'invasione allogena (culturale e non). Ma dal momento che sono 70 anni suonati che la cultura occidentale è figlia della non-cultura americana fatta di fast food e ipermercati, di multisala e hamburger, di Halloween e black friday la maggior parte delle quali sono esportazioni che i migranti europei hanno portato in america e semplicemente sono tornati annacquati o ingigantiti (leggasi la festa di Ognissanti, il primo novembre è festa nazionale... gli hamburger che, tradotto in italiano sarebbero gli Amburghesi... ecc.). L'america che oggi fa tanto la grandiosa è una nazione di canaglie scappate dal vecchio mondo, per evitare pene severe (tipo quelle capitali) e noi prendiamo esempio, e rimproveri, da questi delinquenti. E vorremmo opporre la loro cultura annacquata di 300 anni ad una sanguigna quale quella millenaria del medio-oriente?
So che state pensando che mi sono convertito al "pellettesimo", ma prima di arrivare al fondo di questo scritto cambierete nuovamente idea.
Chiaramente una "non-cultura" non ha la minima speranza di "vincere", ma nemmeno di poter combattere, una cultura che, per quanto assurda e lontana dal nostro pensare, è comunque radicata profondamente nel popolo. Chiaramente chi non ha più ideali o valori, tipo le zecche in quanto figli del giudaismo marxista (come il cristianesimo) che li ha sedotti e abbandonati, preferiscono convertirsi piuttosto che soccombere nell'anonima apatia della "democrazia", da loro stessi promulgata a spron battuto. Va anche fatto presente che "quelli" il sangue nelle vene non lo hanno mai avuto e si odiano a tal punto da preferir difendere degli attentatori piuttosto che la razza alla quale appartengono (gli piaccia o no! ... e lo so che non gli piace per un cazzo).
Ma come ho detto la lotta al meticciato culturale è solo un pezzo della soluzione del problema, quando non è seguito dalla lotta al meticciato biologico. Come avevo scritto in passato gli stranieri che nascono in italia (volutamente minuscolo) se si sentono italiani è perché tanto a loro non cambia la vita continuando a vivere secondo le tradizioni del loro paese di origine trasmesse dai genitori (siano essi zingari o scimmie). Quelli che non si sentono italiani è perché non si identificano razzialmente nella popolazione. Poi ci sono i meticci a cui va posta un'attenzione particolare. Può darsi che quelli che sto per descrivere non siano la maggioranza, ma gli altri li devo ancora incontrare.
Quelli che non sono né carne né pesce, e sono al massimo verdura bollita, sanno perfettamente di non appartenere né a una stirpe né all'altra. Forse potrebbero anche sentirsi italiani dal momento di essere nati in questo paese, se essere italiani avesse un significato più alto che il nascere entro certi confini, ma dove essere pellet è molto più "figo" che essere bianchi, chiaramente questi "disintegrati" scelgono di stare dalla parte delle "coccole". Così chi nasce da un matrimonio misto anche se dichiara di essere italiano, in cuor suo sa di non esserlo e quando "sentirà" improperi razzisti proferire ai danni delle risorse arrivati illegalmente nel nostro paese si sentiranno di essere stati offesi perché ad essere imputato è il colore della loro pelle... anche nei casi in cui la percentuale di sangue bianco nelle sue vene li rende più chiari di certi Italiani.
Ma dicevamo che certi filosofi si riempiono la bocca del pensiero di Evola, Blondet e altri scrittori con la ferrea convinzione di essere immuni dal becero razzismo "dei peggio skin", sicuramente lo fanno a sproposito; probabilmente non li hanno letti come si deve; eventualmente citano quello che fa comodo alla loro finta verginità. Vero! Evola parlava di razzismo spirituale (ma strettamente legato al sangue e al suolo) e certo Blondet non le manda a dire ad Israele quando il suo comportamento è identico a quello dei nazisti che li hanno "sterminati".
Quindi cari "camerati" non c'è nessuna differenza tra voi e quelli che combattete se il risultato della vostra "lotta" è il medesimo di quella perpetrata dai "compagni". Forse ora molti di quelli che un tempo credevano bastasse essere cristiani per essere europei si stanno ravvedendo nel trovarsi in chiesa seduti , anziché accanto alla signora "Maria", vicini alla signora "bingo bongo", ma se la situazione è questa è perché ci avete messo del vostro prendendo le distanze da chi della Nostra Italia difendeva non solo i valori e la cultura, ma soprattutto il sangue e la stirpe. Recentemente mi è stato fatto notare che quello italiano è, storicamente, un popolo di froci. Non gli ho dato torto. Se si pensa alla storia italiana dal 1861 in poi, metà del tempo l'abbiamo passato a farci deridere e sfruttare peggio di quegli negri nelle miniere di diamanti, ma l'altra metà del tempo l'abbiamo passata a farci prendere a cannonate pur di mostrare quale fosse il nostro valore e da soli abbiamo affrontato e vinto battaglie che sembravano invincibili, la Nostra piccola Italia si è fatta valere in luoghi dove altri hanno solo riportato a casa i morti. Il nostro valore veniva riconosciuto in sale dove Principi, Re e imperatori discutevano quale sarebbe stato un valido alleato in guerra. L'Armir è stata annientata certo, ma perché non adeguatamente preparata. Mentre il corpo di spedizione alpino è rimasto imbattuto sul suolo di Russia.
Come detto la Storia d'Italia non inizia nel 1861, in quell'anno è stato solo aggiunto un capitolo.

5 giugno 2017

Altre linee guida

Come ho già detto in altre occasioni, che vi invito ogni tanto ad andare a rileggere, io non intendo con i miei scritti formare, fondare, raccogliere voti per un partito o movimento politico. Il mio obbiettivo non è quello di convincervi a votare per me (non essendo candidato a nulla e per nessuno), tanto meno dirvi "questa è la via!". Il mio intento è quello di URLARE il mio sdegno per una situazione che è già insostenibile ora, ma non potrà fare altro che peggiorare se "noi" popolo non ci decidiamo a cambiare direzione.
Avevo già dato la definizione di democrazia (quella ufficiale non certo quella che si percepisce vivendo nel quotidiano), ma per l'argomento che vado ad affrontare è meglio ricordare che è una
"Forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, tramite rappresentanti liberamente eletti", dal punto di vista teorico il potere lo abbiamo noi, ma sappiamo bene (vedendolo ad ogni elezione, dicendocelo al bar tra una partita di coppa e una di campionato) che noi eleggiamo determinate persone che fanno determinate promesse elettorali, ma una volta raggiunta la poltrona si fanno bellamente i cazzi loro. Il problema non è "solo" che il sistema è sbagliato, ma, dal punto di vista meramente demagogico, il sistema in sé non sarebbe sbagliato se la politica facesse, oltre agli interessi del popolo, in modo di interessare il popolo stesso alla vita politica del paese. Il problema più grosso è che la maggior parte delle persone percepisce la politica come un qualcosa di inevitabile (leggasi morte, tasse ed votazione una volta l'anno) e come un fastidio che di tanto intanto gli rovina un fine settimana.
Chiaramente non può essere diverso se ogni tema politico (futile) viene sviscerato in televisione fino alla nausea e porta la gente a pensare: "magari gli darò retta quando questi smetteranno di fare gli ultrà in TV" e temi, invece, fondamentali per la vita del cittadino vengono imposti (per lo più nel silenzio generale) come nelle migliori dittature che costoro tanto condannano.
Il problema e la fortuna di sta accozzaglia di cialtroni (classe politica in generale) siamo proprio noi. Siamo un problema perché, essendo italiani, ci ricordiamo ancora l'età d'oro del secondo dopo guerra i cui effetti si sono goduti fino ai primi anni '90. La fortuna è che, avendo assorbito bene il lavaggio del cervello da allora ad oggi, non corrono il rischio di vederci arrivare coi forconi sotto le loro finestre.
Allora quali sono le linee guida?
Sicuramente non possiamo più nasconderci dietro alla frase "piove! Governo ladro!", come dire qualsiasi cosa succede è colpa del governo quando siamo noi che continuiamo a commettere l'errore di eleggere i soliti 4 pagliacci, vero è che i pagliacci son sempre gli stessi, ma ad un certo punto non possiamo gongolare nel nostro piccolo angolo felice quando il nostro vicino di casa muore di fame.
Non possiamo più non far nascere figli italiani perché questo mondo è una merda, e non fare nulla per cambiare questo mondo.
Dobbiamo incominciare (tutti quanti) a riprendere coscienza del nostro valore. Continuano a dirci che essere orgogliosi di essere italiani è da coglioni (nel migliore dei casi) o roba da fascisti (quando vogliono denigrare il nostro popolo). Vero per anni abbiamo subito le angherie di burocrati, capi d'industria e sindacati che da un lato fanno finta di incazzarsi e dall'altro fanno accordi sotto banco.
Ci hanno fatto credere che nei loro 100 anni di storia, i sindacati, hanno fatto gli interessi dei lavoratori italiani, ma si dimenticano di dire che nei primi 25 erano al confino come i cani ed il bene per i lavoratori lo ha fatto il Duce introducendo le 8 ore giornaliere, la pensione, la mutua, la settimana corta, ecc., tutte cose che nel dopoguerra i borghesi hanno pensato bene di cancellare e bisogna aspettare fino agli scioperi degli anni '70 (ovvero almeno 30 anni) per vedere l'intenzione di ripristinare la situazione precedente, forse prima avevano necessità che la gente si dimenticasse che quei diritti, rivendicati dai sindacati... l'Italia li aveva già col fascismo.
Quindi parlando di linee guida per il mondo del lavoro... Posso aggiungere, una maggior partecipazione dello Stato (ovviamente uno Stato Sociale) nella politica del lavoro. Possiamo scrivere quanto vogliamo nella costituzione "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro." art. 1 della costituzione, se poi lo Stato si disinteressa completamente dei contratti di lavoro lasciando che siano delle associazioni "private" (confindustria, o chi per loro, e sindacati) a gestire il mondo del lavoro e limitandosi a tracciare delle linee guida senza avere il minimo contatto con la realtà.
Il ministro del lavoro non dovrebbe limitarsi a suggerire, di tanto in tanto, quali tagli operare o le riforme della pensione con l'innalzamento esponenziale dell'asticella. Lo so l'ho già detto, ma non possiamo avere gli anziani in trincea ed i giovani a casa costretti allo studio (anche quando è evidente che non gli interessa) o, peggio, ad aiutare l'economia, domestica, dedicandosi alla microcriminalità. Probabilmente è una cosa che allo "Statomafia" fa comodo in modo da giustificare la criminalità extra comunitaria o il forzare l'assorbimento dei pellet. Ma le cose devono andare diversamente altrimenti a breve vedremo scenari apocalittici (sempre ammesso che i giovani italiani se non più capaci di attaccare siano almeno capaci di non porgere l'altra guancia).
Tornando alla politica del lavoro puntare nuovamente sulla formazione.
Qui difendo le aziende in quanto se un giovane senza esperienza gli costa quanto uno specialista ovviamente l'azienda sceglierà quest'ultimo, il problema è che gli "specialisti" incominciano a diventare vecchi e i giovani continuano a non avere l'esperienza necessaria per introdursi nel circolo elitario del lavoro. E torniamo al punto 1, ovvero vecchi al lavoro giovani a spasso.
Sulla questione degli stipendi ne avevamo già parlato in precedenza, aggiungo solo che più o meno la situazione è ancora "un costo della vita che aumenta a dismisura (merito senza dubbio dell'eccessiva tassazione) e stipendi più o meno fermi al tempo  dell'ingresso nell'euro". Chi può contestare quest'affermazione sono quelli che hanno avuto la fortuna (o la costanza) di restare nello stesso luogo di lavoro o di fare un tipo di lavoro che, nonostante i frequenti cambi, permette una crescita di conoscenze che le aziende riconoscono in fase contrattuale. Ma un giovane che entra nel mondo di lavoro per la prima volta, vede il proprio stipendio non adeguato alle spese mensili fisse.
Come già detto rapportare lo stipendio al costo della vita, o viceversa, è fondamentale per far ripartire il mercato interno. Uno Stato, una Nazione, che non ha mercato interno ha già perso il 70% della propria forza economica. Se a questo aggiungiamo che le nostre aziende producono e pagano le tasse all'estero, l'estinzione è inevitabile le aziende chiudono i vecchi sono troppo giovani per la pensione (salvo accontentarsi della minima che gli permetterà, al massimo, di rovistare nei cassonetti) e troppo vecchi per essere appetibili per le aziende.
Quindi bisogna avere il coraggio di cambiare la rotta altrimenti la caduta in un baratro sarà inevitabile... e la risposta non è certo nei pellet.