12 aprile 2019

"Sono 100 anni che...

... la CGIL promuove il fascismo!!! CGIL sogna ancora... ciò che fece il DUCE allora!"

Innanzi tutto chiedo scusa agli amici Granata per aver parafrasato una canzone che i gobbi maledetti sono soliti intonare contro di loro a memoria del fatto che il Toro non ha mai vinto una competizione internazionale pur essendoci andata vicino molte volte.

L'argomento di oggi, inutile specificarlo eppure sempre piacevole ricordarlo, riguarda le lotte e le conquiste ottenute dalla sigla sindacale presente a detta loro, da almeno 100 anni.

Andiamo con ordine.
Sul sito della CGIL si può leggere, poi dopo il mio articolo scomparirà come già successo in passato tra cui con il sito dell'INPS: "La Confederazione Generale del Lavoro (CGdL) nacque al primo Congresso di Milano del 29 settembre – 1° ottobre 1906. Il primo Segretario generale fu il riformista Rinaldo Rigola, già in precedenza a capo del Segretariato Centrale della Resistenza, la struttura costituita nel 1902 con l’obiettivo di trovare la sintesi politica tra le spinte radicali dei rivoluzionari, che guidavano gran parte delle Camere del Lavoro, e le posizioni moderate dei riformisti, a capo delle principali Federazioni di mestiere e industriali." ah sì che bello... i più attenti di voi avranno notato che pur essendo una citazione ho volutamente evidenziato la sigla CGdL ed il nome di Rinaldo Rigola, il perché è presto detto, ma prima bisogna fare una precisazione. Le sigle sindacali, a me ne vengono in mente almeno 4 (CGIL, CISL, UIL, UGL ma sicuramente possono essere di più), fanno tutte capo ad un determinato partito politico "storico". Ad esempio UGL (Unione Generale del Lavoro ex CISNAL) era vicina al MSI essendo, la CISNAL, stata fondata e presieduta da Giovanni Roberti e avente come segretario Giuseppe Landi (il primo deputato del MSI il secondo tesserato, sin dal '21, al Partito Nazionale Fascista). La CISL dovrebbe essere vicina agli ambienti cristiano-cattolici (quindi alla ex DC - Democrazia Cristiana), mentre la UIL più vicina alla seconda ondata socialista (ovvero non il socialismo storico cui appartenne il Duce originariamente). La CGIL invece è comunista senza remore... cioè talmente comunista che persino a Stalin verrebbe da chiedere se non stanno esagerando un po'.
Partendo da queste premesse, secondo i responsabili della CGIL, loro sono i diretti discendenti CGdL fondata da Rinaldo Rigola... sul sito ufficiale, per ora, spiegano anche cosa è successo nel frattempo (ed eventualmente lo riporto in seguito), ma quella sigla sindacale è stata sciolta nel 1926 dalla legge n. 563 del 3 aprile di quell'anno "La crisi vissuta dal regime nei mesi successivi venne superata da Mussolini all’inizio del 1925 – pochi giorni dopo il VI Congresso della CGdL, tenuto a Milano nel dicembre 1924 –, quando il duce decise una svolta in senso “totalitario” attraverso una serie di provvedimenti liberticidi (le “leggi fascistissime”), che annullarono qualsiasi forma di opposizione al fascismo. Sul piano sindacale, con gli accordi di Palazzo Vidoni del 2 ottobre 1925, Confindustria e sindacato fascista si riconoscevano reciprocamente quali unici rappresentanti di capitale e lavoro e abolivano le Commissioni Interne. La sanzione ufficiale di tale svolta arrivò con la legge n. 563 del 3 aprile 1926, che riconosceva giuridicamente il solo sindacato fascista (l’unico a poter firmare i contratti collettivi nazionali di lavoro), istituiva una speciale Magistratura per la risoluzione delle controversie di lavoro e cancellava il diritto di sciopero.".
Quindi saremmo portati a credere, che se non fosse stato per il fascismo di Mussolini il CGdL sarebbe sopravvissuto a quegli anni "terribili" arrivando ai giorni nostri con tutte le conquiste che avrebbero sicuramente fatto loro non ci fosse stato il DUCE. ... o così dicono loro "Il 4 gennaio 1927, in seguito ai provvedimenti emessi dal fascismo, il vecchio gruppo dirigente della CGdL, tra cui Rinaldo Rigola e Ludovico D’Aragona (quest’ultimo Segretario generale dal 1918 al 1925), decise l’autoscioglimento dell’organizzazione. Contro tale decisione Bruno Buozzi, Segretario generale della CGdL dal 1925, nel febbraio 1927 ricostituì a Parigi la CGdL, la quale aderì, insieme ad alcuni partiti, alla Concentrazione d'azione antifascista. Nello stesso mese, durante la prima Conferenza clandestina di Milano, i comunisti dettero vita alla loro Confederazione Generale del Lavoro. In questo modo, dalla fine degli anni ‘20 e fino alla caduta della dittatura fascista, convissero due CGdL: una di ispirazione riformista, aderente alla Federazione Sindacale Internazionale; l’altra comunista, aderente all'Internazionale dei Sindacati Rossi." il come sia derivata la CGIL dalla CGdL, non è argomento di discussione e francamente non lo trovo nemmeno così interessante. Quello invece che più mi interessa è la sorte toccata dal socialista Rinaldo Rigola il quale, divenuto cieco per un incidente sul lavoro, aveva fondato il sindacato in questione. Che sia stato fucilato come nemico del popolo? Che sia stato messo al "confino" come gli avversari politici? Che sia stato deportato in Germania come prigioniero di guerra? Quest'ultima se è avvenuta non è certo accaduto negli anni a cui ci stiamo riferendo... ma come sempre c'è un buco temporale (chissà perché ne manca sempre un pezzo) "Fino alla metà degli anni ‘30 i rapporti tra le due Confederazioni si mantennero tesi, soprattutto a causa della decisione presa dalla Terza Internazionale di contrastare i riformisti, accusati di “socialfascismo”. Quando però il pericolo fascista divenne assai concreto, soprattutto in seguito alla presa del potere da parte di Hitler in Germania (gennaio 1933), le diverse componenti della sinistra riuscirono a trovare un terreno comune di iniziativa, evidente nella politica dei Fronti popolari in Francia e Spagna. Gli effetti si fecero sentire sia sulla politica italiana, con la firma nel 1934 del Patto di unità d'azione tra PCd'I e PSI, sia sul sindacato. Il 15 marzo 1936, infatti, Buozzi e Di Vittorio si incontrarono a Parigi per firmare la “piattaforma d’azione della CGL unica”.

I successivi avvenimenti internazionali (soprattutto la vittoria di Franco nella guerra civile spagnola e la firma del patto di non aggressione tra Germania e URSS) sembrarono annullare l’efficacia di quelle intese. Tuttavia, durante la seconda guerra mondiale, scoppiata con l’invasione della Polonia da parte dei nazisti nel settembre 1939, e parallelamente alla crescita della resistenza antifascista, furono proprio quelle intese degli anni ‘30 a rappresentare la base di partenza per l’unità sindacale.

6. La seconda guerra mondiale e la Liberazione (1940-1945)

Già prima della caduta di Mussolini, avvenuta il 25 luglio 1943 in seguito al voto del Gran Consiglio del Fascismo, settori importanti delle classi lavoratrici del nord erano tornati a scioperare contro il regime nel marzo-aprile 1943;"

Rinaldo Rigola cosa fa nel frattempo? ci risponde vaccapedia "Rinaldo Rigola (Biella, 2 febbraio 1868 – Milano, 10 gennaio 1954) è stato un sindacalista e politico italiano, primo segretario generale della Confederazione Generale del Lavoro (CGdL) dal 1906 al 1918 e presidente fondatore durante il regime fascista dell'Associazione Nazionale Studi - Problemi del Lavoro.

Rigola, figlio di un tintore tessile e di una stiratrice, dopo aver frequentato una scuola professionale nella città di nascita, Biella, iniziò a lavorare a soli 16 anni come operaio nell'industria tessile e si iscrisse, in giovane età, al Partito Socialista Italiano. Primo deputato operaio, fu eletto nel 1900 nel collegio di Biella. Il 15 agosto 1895 fondò il foglio socialista Corriere Biellese e nel 1906 la CGdL - Confederazione Generale del Lavoro, di cui fu Segretario Generale fino al 1918.

Era cieco per un infortunio sul lavoro. Con queste idee guidò la CGdL dalla sua nascita fino alla fine della prima guerra mondiale lavorando per rendere l'organizzazione indipendente dal PSI. Nel 1922 diede vita con Filippo Turati e Claudio Treves al Partito Socialista Unitario e fu inizialmente contrario al fascismo.

Dopo lo scioglimento della CGdL, nel 1926, fu il principale fondatore dell'Associazione Nazionale Studi - Problemi del Lavoro, un centro studi politico-culturale di estrazione sindacalista socialista che finirà per appoggiare parte della politica sociale del corporativismo fascista, dati i progressi in materia di giustizia sociale che la Carta del Lavoro del 1927 sembrò attuare.

Nel dopoguerra, dato il suo appoggio al regime fascista, venne emarginato, finendo per ritirarsi dalla scena politica italiana."... iniziò a lavorare a soli 16 anni Negli anni '80 del 1800 direi che ha iniziato a lavorare da vecchio dal momento che i bambini iniziavano a lavorare a 8-10 anni, quelli che vivevano in città perché i contadini iniziavano appena erano in grado di camminare.
Resta il fatto che, nonostante quanto sostenuto dalla CGIL "nel 1926, fu il principale fondatore dell'Associazione Nazionale Studi - Problemi del Lavoro, un centro studi politico-culturale di estrazione sindacalista socialista che finirà per appoggiare parte della politica sociale del corporativismo fascista, dati i progressi in materia di giustizia sociale che la Carta del Lavoro del 1927 sembrò attuare." che sembrò attuare... parliamone. Come ho scritto in passato, abbiamo visto le molte riforme sociali introdotte dal Fascismo che elenco brevemente, le pensioni per limiti d'età, le pensioni di invalidità, la mutua, le 8 ore giornaliere, la settimana corta (di 40 ore), ecc.
Gira voce che tali "conquiste" siano state ottenute dall'organizzazione sindacale con le lotte di classe negli anni '70... ciò significa che, a fronte delle dichiarazioni di un'organizzazione para-politica che fa propaganda antifascista, le riforme introdotte da Mussolini negli anni '20-'30 sono state gettate alle ortiche negli anni successivi al '45 (e meno male che erano tutti partigiani rossi).
"Dopo il 25 aprile, la CGIL unitaria dette un contributo fondamentale per la ricostruzione economica, sociale, politica e istituzionale dell’Italia, rappresentando uno degli interlocutori privilegiati dagli Alleati. Fino al 1948 l’impegno del sindacato si concentrò soprattutto su due piani. In primo luogo, CGIL e imprese firmarono una serie di accordi interconfederali che annullavano gran parte delle norme fasciste e disciplinavano istituti contrattuali molto importanti: dalle Commissioni Interne alla scala mobile, dai licenziamenti alla cassa integrazione guadagni. In secondo luogo, all’indomani del voto del 2 giugno 1946, che aveva sancito la vittoria della Repubblica sulla monarchia e aveva eletto i deputati per l’Assemblea Costituente, il sindacato giocò un ruolo politico di assoluto rilievo nella elaborazione della Costituzione, che all’articolo 1 definisce l’Italia “una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”." (fonte http://old.cgil.it/CGIL/Storia/Storia.aspx#C1)
Grazie per il prezioso contributo, visto che l'articolo 1 viene tradito proprio dai sindacati ogni volta che aprono bocca e parlano di lavoro.
Arriviamo ai fatidici anni '70 e alle lotte di classe, prima di avviarci alla conclusione, "Il 1969 fu l’anno dell’affermazione definitiva del sindacato come soggetto politico. La stagione congressuale mostrò segnali evidenti di maturità. La CGIL, nel VII Congresso di Livorno (giugno), scelse l’incompatibilità tra incarichi sindacali e di partito, rafforzando la propria autonomia politica. L’apice fu raggiunto con “l’autunno caldo” dei metalmeccanici, quando la categoria riuscì a rinnovare il contratto ottenendo grandi conquiste in tema di democrazia (assemblea), salario (aumenti uguali per tutti), orario (40 ore settimanali), diritti e potere nei luoghi di lavoro." a questo punto qualcuno potrebbe obbiettare, ma se è stato introdotto negli anni '70 allora è una stronzata che lo avesse fatto il fascismo... mi spiace, ma "qui casca l'asino" infatti un'affermazione simile può arrivare solo da chi non conosce le attività "ludiche" proposte dal fascismo. Infatti in precedenza, all'instaurazione del regime "totalitario" in Italia, non era difficile imbattersi in persone che facessero turni di 7 giorni settimanali per non si sa bene quante ore. Fu con la stipulazione dei patti lateranensi (accordi tra Stato Italiano e stato pontificio) che introdusse la domenica come "festa" religiosa. A questo punto siamo comunque di fronte ad un problema matematico, in quanto 8 ore giornaliere per 6 giorni (la domenica è appena stata santificata) lavorativi, fa 48. Esatto... se non si tiene conto del sabato "fascista" ovvero la giornata dedicata al partito, giorno in cui si scendeva in piazza per ascoltare i discorsi del DUCE, si scendeva in piazza per svolgere attività ginnica (non per combattere l'obesità che tra la fame ed il duro lavoro in fabbrica non c'era il pericolo di fallire la "prova costume") oppure si potevano fare piccole gite fuori porta o vacanze nelle colonie "Fasciste" a carico dello Stato con cui anche gli operai erano in grado di fare villeggiatura.
Un'ulteriore colpa dei sindacati è stata, come espresso in altri scritti, quella di rinunciare alla scala mobile in un momento di flessione dell'inflazione. La "scala mobile" era un sistema salariale, per come l'ho capita io, che alzava gli stipendi con l'aumento dell'inflazione (e relativo costo della vita), ma lo riduceva quando l'inflazione diminuiva (con relativa diminuzione del costo della vita). Chiaramente l'imprenditore ha giocato sull'ignoranza degli operai e degli operai che nel frattempo erano diventati sindacalisti "rionali", per cui hanno ritenuto più saggio, a fronte di una (secondo me dolosa) eccessiva contrazione dell'inflazione che ha fatto crollare gli stipendi. Invece avrebbero dovuto combattere per modificarla in maniera tale da mantenere gli stipendi alla quota massima raggiunta con il punto maggiore di inflazione ovvero, poniamo il caso, che oggi l'inflazione salisse del 3% (una legnata) gli stipendi salgono del 3% (una miseria per l'operaio, una mezza legnata per l'imprenditore), se domani l'inflazione dovesse scendere nuovamente del 3%, non avrebbe dovuto seguirne la diminuzione salariale. In questo modo si sarebbero escluse le manovre pirata da parte dei potenti per speculare sulla pelle dei poveracci e soprattutto gli stipendi dei lavoratori erano svincolati dagli yo-yo dei mercati.
Un'altra tragedia fu la distruzione della partecipazione dei lavoratori nelle imprese che Mussolini (e una piccola minoranza della nuova destra radicale) chiamava Socializzazione. Nello specifico il lavoratore era parte attiva della politica aziendale, ma non solo come organo produttivo, bensì come organo decisionale (era chiamato a dare il proprio contributo sulle decisioni dell'azienda, anche a livello di cessioni e investimenti), era partecipe anche di una parte degli utili, quindi era suo interesse lavorare bene (e magari tanto) in modo tale da aumentare il fatturato della propria azienda in modo tale da guadagnare di più (anziché timbrare il cartellino passare 8 ore alle macchinette del caffè e andare a casa). I nostri affezionatissimi sindacalisti sono andati oltre. Sempre rincorrendo le orme mussoliniane alla "vorrei, ma non posso", pensano di introdurre, nuovamente, la partecipazione del lavoratore nell'impresa... (che figata!!!) già... ma ho detto alla "Vorrei ma non posso", infatti i lavoratori parteciperanno attivamente in tutti gli aspetti delle aziende, ma non alla divisione degli utili. Di conseguenza lavoreranno gratuitamente.
Meno male che la c'è la CGIL.

10 aprile 2019

Pro USA o pro URSS?

Il mondo della politica italiana, e internazionale, è talmente allo sfascio che sembra di essere tornati agli della guerra fredda. L'Italia, sempre in mezzo come il prezzemolo, si trova "schiacciata" tra il blocco a stelle e strisce, per ragioni militari (NATO), ed il blocco sovietico, per ragioni economiche (GAS). La questione sostanzialmente è sempre la stessa una nazione che, anche quando non era Nazione, ha rappresentato il faro culturale, stilistico, politico dell'Europa e del Mondo (incluso quello orientale anche se, soprattutto la Cina che oggi fa copie d'autore, perfettamente in grado di progredire con i propri mezzi e forze), per colpa di alcuni pavidi non siamo in grado, oltre che avere un peso politico, di immaginare un ruolo che non sia di mera schiavitù nei confronti di chiunque altro... persino di quello "stuprabambini" del papa. Così, sia di comodo o per convenienza, gli stessi giornalisti non si pongono la domanda quale sarà il protagonista italiano della futura scena politica internazionale, bensì a quale politico internazionale si ispira il burattino di turno.
Sono davvero rare le eccezioni in cui un uomo politico (onestamente parlo di quelli italiani perché gli altri non li conosco e tendenzialmente non mi interessa conoscere) sia perfettamente in grado di mettere assieme due neuroni giusto per fare una "Briscola" di tanto in tanto.
Anche a me è stato chiesto, nella mia veste di opinionista (che per fortuna non richiede né intelligenza né cultura) di esprimermi su Putin e Trump. Bene la mia opinione è che non mi interessano.
Nel senso che ci sono alcune cose che potrei trovare interessanti in entrambi i presidenti, ma la totalità di nessuno dei due lo vedrei adatto per un paese come il nostro.
Da un lato c'è Putin, le sue politiche di "salute" pubblica (arrivando a decretare l'alcolismo un reato anziché una malattia) sono encomiabili, ma considerando che L'Italia vanta una storia millenaria di produzione di vino e birra, di cui il mercato interno dovrebbe essere quello più promettente, l'introduzione di un simile reato sarebbe distruttivo per la nostra economia. Andrebbe semmai distinto l'alcolismo cronico (dovuto o indotti effettivamente da problemi psicologi gravi) da quello che è "l'alcolismo" adolescenziale (ma il problema, in entrambi i casi si estende anche all'uso di droghe) dovuto alla mancanza di alternative, siano esse di modelli di comportamento, di valori o semplicemente di "cose da fare". In età preadolescenziale era più facile divertirsi con poco, anche solo la fantasia "giocava" un ruolo fondamentale. Aldilà del fatto che oggi i bambini sono già stressati all'asilo, in quanto sono chiamati alla competizione malsana del capitalismo, crescendo la frustrazione del fallimento diventa ancora più evidente e ad essa va aggiunta l'aver già sperimentato qualsiasi cosa.
Ovvero con la scusa che la curva di apprendimento dei bambini è decisamente più ripida (imparano più cose rispetto ad un adulto) si costringono i bambini a fare di tutto, come se ogni bambini debba essere il prossimo Mozart, il prossimo Leonardo o il prossimo Ronaldo. Questa senza considerare minimamente che stiamo parlando di "fenomeni" che avrebbero raggiunto la grandezza a prescindere dal fatto che avessero o meno iniziato a lavorare nei propri ambiti in età infantile. Tanto per fare dei nomi, Mozart all'età di 4 anni teneva i suoi primi concerti (insieme alla sorella) presso la corte imperiale austriaca, ma a 35 muore malissimo per cause, a tuttora, sconosciute. Era comunque nato in una famiglia nobiliare ed il padre era il suo insegnante di musica.
Ad ogni modo. I problemi societari che portano al problema dell'alcolismo adolescenziale cronico (o abuso di droghe), a mio avviso, è dovuto soprattutto al fatto che si confonde la disciplina con l'educazione... oltre al fatto che molti genitori non conoscono né l'una né, tanto meno, l'altra di conseguenza trasformano i figli in auto parcheggiate, per cui devono fare mille cose per imparare la disciplina e l'educazione... così vengono "educati" dal maestro di karate, dalle maestre dell'asilo (tipicamente comuniste per cui il bambino deve essere libero di esprimersi come meglio crede) ed impara a bestemmiare come turco dal padre ad ogni semaforo.
Per tornare al discorso di Putin. Oltre a trattare l'alcolismo come reato, allo stesso modo tratta gli omosessuali (o almeno così era un tempo), ovvero magari in casa propria uno è libero di farsi trapanare da ciò che più gli aggrada, ma di sicuro non vai in giro per mosca sventolando il "birillo" come fosse l'elica di un aereo.
Ciò detto Putin non fa altro che gli interessi di Putin e di chi lo fa eleggere tutte le volte che si presenta alle elezioni. Se gli frega qualcosa dell'Europa o dell'Italia è solo perché è suo interesse o quello sovietico. Idem vale per la Siria, l'Iran, la Cina, ecc.
Se fanno "cose" per questi paesi è perché conviene a loro.
Lo stesso discorso si adatta perfettamente a Trump. Con la differenza che Donald è un bimbo minchia di 72 anni. Sulle sue doti imprenditoriali nulla da dire, ha comunque di fatto costruito un impero economico (privato), ma esattamente come per Berlusconi, un conto è governare un'azienda tua dove se qualcuno diventa un peso te ne sbarazzi (licenziandolo) e lo sostituisci, tutt'altro conto è quando i tuoi "dipendenti" sono i cittadini che, se licenziati continuano ad essere un costo per l'azienda Stato.
Probabilmente qualcuno (leggasi il PD) vorrebbe sostituire i dipendenti dell'azienda statale (Italia) per sostituirli con chi ha un costo inferiore... il problema è che il problema si risolverà a breve termine. In quanto, detto, onestamente e ragionando da azienda, gli italiani hanno effettivamente un costo superiore rispetto ai pellet... finché rimangono pellet.
Infatti nel momento in cui li si rende cittadini a tutti gli effetti, quindi non godono più dei privilegi da nigga (vitto e alloggio gratis, diaria statale, donazioni dalle coccolose ONG, ecc.) ma dovranno pagare l'affitto o ripagare il mutuo di una casa ad una banca (non più gestita da bianchi razzisti, bensì da negri altrettanto intoccabili, vedi in Sudafrica) incominceranno a pretendere stipendi adeguati al costo della loro vita che, se si mantiene sullo "ghettoStyle", lo stipendio di €200 mensili gli dura mezza giornata.
Molti in Italia pensano che Trump o Putin siano la nostra salvezza o quanto meno lo sia il loro modo di governare, ma entrambi ci hanno portato sull'orlo di una 4° guerra mondiale. Il primo aggredendo verbalmente la Corea e mostrando i muscoli, salvo poi supplicare un accordo (e negare di averlo siglato), l'altro aggredendo l'Ucraina in Crimea (ragione per cui Sovietici e Cosacchi si sparano ancora nel silenzio più assoluto della stampa mondiale).
Trump continua ad appoggiare Israele che ogni 3x2 bombarda installazioni militari (Iraniane) in Siria... ora la Siria gioca, probabilmente, il ruolo dell'Italia nella Nato, per cui non si incazzerà se i missili israeliani cadono sulle basi iraniane, ma (esattamente come se qualcuno iniziasse a bombardare le basi militari americane in Italia), prima o poi qualcuno si incazzerà e dal momento che se dietro ad Israele ci sono gli USA, dietro a Siria ed Iran c'è l'URSS.
Lascio a voi indovinare invece chi c'è nel mezzo, visto che siamo parte della NATO, ma dipendiamo, per molti aspetti della nostra quotidianità (non ultimo il riscaldamento invernale, ma anche per cucinare, scaldare l'acqua, ecc.) dalla Russia.
Tutto questo senza considerare che gli stati del Gruppo Visegrad, ad eccezione della Polonia che è a tutti gli effetti territorio del Reich della Merkel, sono filo sovietici.
La situazione geopolitica non è certo delle migliori (parlando di quel che mi frega l'Europa), ma a peggiorare la situazione c'è il fatto che noi siamo in mezzo alle due super potenze che stanno di nuovo dando di matto. Ovviamente non mi sono dimenticato dei Cinesi che stanno lentamente conquistando (economicamente il mondo), ma se deve scegliere un alleato militare sicuramente ne sceglierà uno che gli permette di avere almeno un confine protetto anziché il nemico più potente fuori dall'uscio.
Pro USA o Pro URSS? sarebbe un errore in entrambi i casi... potendo scegliere farei la Svizzera (in questo momento) se non è possibile... creare una coalizione con i paesi scandinavi, Grecia e Spagna, Paesi Bassi e Ucraina, seppur separati sulla carta eviteremo di allearci con i francesi che continuano a farci atti di guerra già da alleati, con la Germania che ci vede come una vacca da mungere (con le tasse) e quegli altri due che si vorrebbero spartire le nostre ossa.

5 aprile 2019

AAA supereroe cercasi.

Inevitabilmente i fatti di cronaca, o comunque di attualità, prima o poi ci raggiungono come una randellata sul cranio. L'unico modo che rimane per evitare la randellata è quella di vivere completamente isolati dal mondo, il che significa non solo non accendere la televisione dove, ormai, i notiziari si susseguono con cadenza oraria, ma anche niente giornali, radio, internet, cellulari, ecc. Insomma isolamento completo vuol dire tornare al tempo precedente alla comparsa dell'uomo sul pianeta in quanto, dato e non concesso che siano esistiti per davvero, anche gli uomini preistorici raccontavano fatti di cronaca attraverso le pitture rupestri.
Quindi, seppur abbia fatto il possibile per evitare di commentare i recenti sviluppi di Torre Maura, vengo travolto dal tam tam delle informazioni e, di conseguenza, non posso più evitare di sputare (volendo anche veleno e sentenze) sul nuovo eroe della sinistra.
Da quando gli abitanti di Torre Maura, che (ripeto quanto già espresso ieri) non ha mai fatto registrare atti di violenza e razzismo (sicuramente non sul mio diario per cui l'Italia finisce a La Spezia a sud e a Porto Re ad est, anche se con nomea italiana esisterebbero Novi e Segna ancora più a est) nelle cronache Nazionali ospitando per una decina d'anni un centro d'accoglienza, ha deciso di rivoltarsi contro gli zingari, la Raggi compare nei servizi riguardanti il tema solo per insultare Casapound per il resto, compreso rispondere ai cittadini infuriati... non pervenuta. "Viene da chiedersi, comunque, come mai la sua presenza non sia stata registrata, in nessun video, sul luogo degli avvenimenti." (fonte Il Primato Nazionale) Infatti tanto per cambiare quando la "gente si incazza" chissà come mai non c'è mai il politico di turno a prendere gli schiaffi che si meritano o, quando lo fanno, si lasciano andare a gesti che non vorresti veder fare a chi si fa portavoce delle leggi che vorrebbero bandire la violenza negli stadi.
Così Simone, il quindicenne che da solo "sfida Casapound" con una dialettica e una padronanza del linguaggio degni di un premio nobel per la letteratura (infatti anche la sarda Grazie Deledda è riuscita ad intascarne uno nonostante non abbia mai "spiccicato" una parola d'italiano), infatti, come potete verificare sul video raggiungibile al link in calce all'articolo, le argomentazioni con cui il ragazzino ha fermato il feroce assalto dialettico di CPI sono state "“A me ‘sto fatto che bisogna andare sempre contro la minoranza non sta bene. Nun me sta bene che no. Siamo sessanta milioni e non ci possono creare problemi settanta zingari”" (peccato che il primato abbia italianizzato buona parte del discorso decisamente più coatto).
La sinistra ancora una volta si trova spezzata in due, tra chi vorrebbe capire qual è il disagio delle piazze italiane ed eventualmente sfruttarla politicamente e chi teme di scoprire che la gente non è fascista perché gli frega qualcosa di Mussolini e del ventennio, ma semplicemente non è più di sinistra perché si sente tradita quotidianamente. Infatti i "salottari" radical chic (che sono passati dalla guerriglia armata del '68 a costituire loro stessi la borghesia che il comunismo stalinista ha cercato di estirpare.
Infatti i sessantottini, e la loro discendenza, cresciuti nel mito di Ernesto "Che" Guevara hanno pensato non esserci nulla di male nella borghesia, medio-bassa dal momento che lo stesso "Che" era medico. La differenza però consisteva nel fatto che il rivoluzionario era sì borghese (di fatto), ma quanto meno "esercitava" sui campi di battaglia (quando non giocava a golf  e non uccideva i voltaculo).
Ma da allora la sinistra non ha solo perso progressivamente contatto con l'elettorato e con la realtà, ma ha perso soprattutto contatto con le proprie origini ideologiche. Infatti se allora aveva, quanto meno, argomenti (per quanto errati) da opporre alla dialettica della controparte fascista. Oggi non gli restano nemmeno più quelli. Infatti ogni argomento che tirano fuori, ius soli, immigrazione selvaggia, U(B)E, ecc. gli fa perdere voti, se dessero retta all'elettorato dovrebbero adottare slogan quali "prima gli italiani" di Salviniana memoria... così la maggior parte delle volte finiscono per restare immobili venendo così schiacciati oppure in uno dei loro soliti cortocircuiti cerebrali.
Ecco che in loro aiuto compaiono gli adolescenti che, in qualche modo, subiscono le influenze esterne e credono di essere nel giusto. Ma gli avvoltoi affamati sono pronti ad avventarsi sulla carcassa prima che la loro carne imputridisca.
La Raggi elogia il gesto dell'unico vero cittadino di Torre Maura (Simone appunto) mentre gli altri, quelli incazzati, "non so manco cittadini" figuriamoci se sono residenti del quartiere "“Ecco i veri cittadini di TorreMaura. Grazie Simone. I giovani sono il nostro futuro. A Roma non c’è spazio per gli estremismi di Casapound e Forza Nuova”.". 
Il consiglio che darei a costoro sarebbe di ritornare ad ascoltare le piazze, ma il discorso non vale solo per la Raggi e la sinistra che, oltre agli sbarchi in calo (dopo che è stata riaperta la rotta balcanica), vuole vedere i rimpatri, mentre sembra che i crimini siano commessi con maggior frequenza da chi è in Italia senza alcun titolo o il cui titolo è scaduto da tempo e avrebbe dovuto essere rispedito al mittente in quanto merce avariata.
In definitiva smettetela di cercare supereroi che combattano le vostre battagli, iniziate a combatterle in prima persona e ad armi pari. Se la Raggi avesse creduto davvero che l'idea di mettere settanta zingari in un quartiere dissestato, disagiato e abbandonato ci sarebbe dovuta andare di persona a parlare con gli abitanti di Torre Maura a sentire le loro ragioni, invece di demandare, ogni suo commento, a social e ai media in generale, mentre CPI e Forza Nuova (tanto per non citare solo un partito) ci si sono presentati di persona, hanno dato voce al quartiere, hanno ascoltato anche chi, evidentemente antagonista, intendeva esprimere la propria opinione da abitante del quartiere e, come vedrete nel video (dura un'ora ed è interessante guardarlo intero, ma per chi non ha tempo e vuole solo vedere integralmente la scena con Simone dal minuto 47 in poi ), nessuno lo ha spintonato, preso a schiaffi, zittito, minacciato o insultato. Gli hanno lasciato fare il suo intervento e ribattuto alle sue considerazioni quando non corrispondevano alla verità o quando erano evidentemente solo slogan.

4 aprile 2019

Questa la ricetta della felicità...

... ma se non sei felice la colpa è tua.

Tutti voi miei accaniti lettori siete a conoscenza della mia passione per i complotti, le congiure della storia, e gli intrighi di palazzo per cui già ce li vedo (Gigino, Matteo, Lauretta, Silvio, Giorgina, l'altro Matteo quello toscano, Maurizio e compagnie cantando) riuniti attorno ad un tavolo che pianificano quali sono i temi fuffa da gettarci negli occhi mentre, sotto banco, passano le peggiori porcate in grado di gettare nella disperazione il popolo italiano.
Per cui potrei parlare di come Torre Maura, quartiere (a me sconosciuto) di Roma, che dopo 10 anni di sopportazione dei pellet ripescati in mare da Renzi oggi si vede accusare di razzismo perché non vuole gli zingari... potrei tentare di rispondere alla domanda, "giustamente" posta, di uno degli abitanti del quartiere "Razzisti de che??? gli zingari qua non sono italiani? allora io non so razzista se preferisco li negri a sti 4 zozzi?!?" mi avete beccato la parte in corsivo ce l'ho aggiunta io...

Potrei appunto se non sapessi quanto può essere vile la politica e quelli che la governano. A molti di voi, ormai non risulterà nuova la piramide, posta sulle nostre teste, che vede i governi nazionali, e sovranazionali (vedi parlamento europeo), al gradino immediatamente superiore a quello in cui siamo relegati noi poveri mortali che facciamo parte, consapevolmente o meno, di questo gioco perverso. Al di sopra dei governi si trovano le banche (d'investimento), quindi i fondi monetari, le multinazionali, l'élite, gli illuminati, gli ebrei, il cazzo che ti frega, l'occhio onniveggente che cerca l'anello del potere e poi la mia vista non è così buona da sapere chi ci sia al di sopra di questo.
Resta il fatto che noi siamo schiavi di questo sistema, nonostante il sistema giuri e spergiuri che non esiste alcun "Sistema" e che sia frutto di pochi malati di mente. Eppure non ci vuole un amico compiacente che riesce a farsi assumere dal FMI, avendo così accesso al foglio del blocco note posto immediatamente sotto a quello degli appunti in cui si decideva "chi vuole panini per pranzo?"... per sapere che un sistema esiste e sa benissimo come vuole che noi ci comportiamo.
Una volta si diceva che le campagne pubblicitarie rispecchiavano la moda del periodo, attrici pettinate in un certo modo facevano sì che le ragazze si pettinassero in un certo modo, quindi la pubblicità presentasse modelle pettinate in un certo modo.
Partiamo dal presupposto... chi ha detto all'attrice di pettinarsi in un certo modo? La moda? O lei stessa facendosi esplodere dei mortaretti in testa?
Da quando il mondo ha scoperto i mezzi di comunicazione di massa inevitabilmente qualcuno o qualcosa li usa per far passare un messaggio, se il messaggio non passa, non significa che il messaggio sia sbagliato, ma semplicemente che non è stato ripetuto un numero sufficiente di volte.
Goebbels diceva (o almeno così ci dicono) che se ripeti una menzogna 1000 volte quella bugia diventa vera. I media usano ovviamente questa frase per mostrarci quanto fosse falso e bugiardo il nazionalsocialismo ed il messaggio che ci ha tramandato (anche in questo caso ci piaccia o no), eppure continuano ad usare tale insegnamento per facilitare il passaggio di determinati messaggi.
Può darsi che cambi il mezzo, ma il messaggio e sempre lo stesso. 
"Se non sei felice come diciamo noi... Allora non sei felice affatto!" quindi passi la vita a fare cose, vedere gente, ti crei il nucleo familiare giusto (che sia politicamente corretto), compri la macchina giusta che faccia i 5000km/h anche se poi quando la usi "fai prima, seconda, benzinaio e prima, seconda, coda!" in casa usi l'arredamento giusto, quello da rivista patinate e poi ti domandi perché ogni volta che entri in casa ti prende l'angoscia. Allora cerchi di passare in casa meno tempo possibile ed il tempo che non passi in ufficio (perché fare un lavoro da schiavo è impensabile con il tuo tenore di vita) lo passi al bar a "inquartarti" cosicché, tornando a casa, sarai talmente ubriaco da non sentire l'angoscia per un arredamento che ti fa cagare. Perché con quello che le hai pagate ti rode il culo di prendere quelle cazzo di statuine da biafra di merda che hai comprato in Kenya e gettarle nel camino (rigorosamente acceso anche se fuori ci sono 40° "perché è luglio brutto coglione!!!").
Continui a chiederti come mai avendo fatto tutto quello che era politicamente corretto e presentato sulle riviste patinate tu sia ancora infelice...
Ovviamente non esiste una verità assoluta magari davvero qualcuno sarà felice di avere in casa le statuine della fertilità hawaiana... ma vorrei capire che cazzo te ne fai se poi mastichi contraccettivi come caramelle o sei talmente pieno di preservativi da poterci organizzare feste di compleanno. La vera questione, e con questo ritorniamo un po' alle origini di questo blog, è che bisogna ragionare con la propria testa. La felicità è uno stato d'animo non uno stato sociale, dobbiamo essere noi a scovare dentro di noi cosa ci rende felici e fare in modo di ricreare quella situazione, ma la felicità può anche essere una droga e, in quanto tale, non bisogna mai abusarne. Essere felici va bene, chiaramente, ma la felicità dev'essere un di più rispetto alla serenità. Spesso si col confondere la felicità col divertimento, per cui si diventa edonisti andando alla ricerca del piacere effimero, chiaramente la serata alcolica in cui si cancellano i pensieri e per una volta si mollano i freni inibitori la si può anche fare, ma sempre in un ambiente controllato dove non si corra il rischio di lasciarci la vita. Come ho detto però come tutte le droghe da assuefazione quindi, se non si ha alle spalle una solida base di serenità, non si trova la felicità e si rischia di correre continuamente dietro alla sensazione effimera data dal divertimento. A lungo andare ci si abitua alla "trasgressione normale" (o abituale se preferite) e ci si lancia allora alla ricerca di quel brivido in più di quell'emozione in più che ci dia ancora una volta l'illusione di essere felici. Queste controindicazioni non te le dicono e non te le diranno mai, perché l'edonismo è l'unica forma di "felicità" che conoscono. Tu cerchi di adeguarti ed insegui quel miraggio fino a quando ti accorgi di avere 40-50-60 anni e che non puoi reggere a quella vita ancora per molto allora ti poni la domanda che cosa posso fare ed ecco la crisi di mezza età (o cosiddetta) hanno dato persino un nome al momento in cui realizzi che quel "Sistema" è fallace, ma cosa ti dicono? Trova altri modi per continuare ad essere edonista... anzi felice!
Entri nel tuo ufficio che, dopo anni in cui hai sacrificato tutto (dai tuoi figli ai tuoi 2 o 3 matrimoni), e realizzi che quella vita non fa per te, che quello non è il tuo posto, allora ritorni alla terra, ma lo fai da imprenditore perché sei pur sempre una persona di successo assumi gente che spali la merda al tuo posto perché non avevi capito quanto puzzasse la mucca che si strizza le mammelle da sola per riempirti il cartoccio di latte pastorizzato che succhi al mattino senza nemmeno sapere perché.
Chiaramente questo discorso prende d'esempio una categoria di persone facilmente etichettabile ed inquadrabile, ma purtroppo si applica a tutti noi. In quanto siamo tutti incastrati in una società che ci fornisce la ricetta della felicità senza dirci quali sono le controindicazione... ovvero che sono tutte stronzate, perché il modello che ci propongono è basato sull'individuo e non sulla comunità o sulla società, se comunità (nonostante sia un termine antico e Tradizionale) suona troppo da Hippy. Ve lo dico onestamente e senza troppe mezze misure, non ho nessuna stima verso il genere umano, ma riesco a comprenderlo piuttosto bene ed al mondo esistono davvero poche persone in grado di essere felici stando sole. Qualcuno potrebbe avanzare l'ipotesi... "sicuramente in India, i guru, sanno meditare nel modo giusto per essere felici da soli!" come ho detto può darsi che qualcuno sia in grado, ma è difficile essere soli in un paese grosso 10 volte l'Italia e abitato da una popolazione pari a 22 volte la nostra (di pellet).
Tendenzialmente tutti gli animali sono sociali (anche il lupo solitario caccia in branco), però ci vengono a raccontare (travisando completamente il detto popolare) "meglio soli che male accompagnati", il che significa effettivamente, che piuttosto di trovarsi in cattiva compagnia è meglio viaggiare da soli (altro detto ereditato dal periodo medievale), ma non vuol dire che l'essere umano debba restare da solo.
Nonostante le enormi potenzialità offerte dall'immorale società moderna, alcune persone, assolutamente incompatibili tra loro, continuano a sposarsi per raggiungere la "felicità" proposta dai media, ma il problema è che per i media (e le pubblicità da essi proposte) la famiglia è mono-genitoriale ovvero ci sono un uomo o una donna con i figli, è sempre più raro che la famiglia sia rappresentata al completo e quando succede è sempre politicamente corretta... coppia gay, coppia mista, ecc.
Non entriamo nei dettagli delle pubblicità degli assorbenti dove, pare, che il problema di una donna in pieno ciclo sia il fatto di non poter fare la ruota, deltaplano, ballare la salsa sino all'alba successiva perché schiave dell'assorbente e non perché in preda ad atroci dolori addominali e crisi mistiche religiose per cui se "l'arcagnelo Gabriello" scendesse ad annunciare una gravidanza rimedierebbe anche delle sediate sui denti.
Sostanzialmente, e concludo, ci illudono che i prodotti da loro proposti siano la risposta a qualsiasi afflizione, per cui stress, sonnolenza, stanchezza, ecc. non sono frutto di frustrazione per un lavoro di merda o orari del cazzo, ma cali di questa o quella sostanza che un buon integratore risolve.
Ai nostri figli danno talmente tanti compiti da non lasciargli più il tempo di "giocare" (che è diverso naturalmente da allenarsi a pallone, frequentare corsi di nuoto, judo, karate, chitarra, pianoforte, ecc. che sono tutte attività che richiedono disciplina, poi strano che a 16 anni questi non vedano l'ora di finire sbronzi sotto ad un tavolo... ma il giocare... giocare a pallone senza regole o schemi semplicemente rincorrere un pallone, tornare a casa con le ginocchia sbucciate per essersi arrampicati su un albero, ecc. Invece il potenziale energetico sprigionato dalla tempesta ormonale della crescita viene convogliato, represso, così le maestre possono non insegnare più un cazzo e gli studenti sono costretti ad imparare (da soli o con i genitori) tramite i compiti, ma se un bambino ha troppa energia da scaricare cosa succede? Semplice viene bollato come iperattivo spedito (a 6-7-8-10 anni) da uno psicologo infantile che lo rincoglionisce di psicofarmaci fino a friggergli il cervello.
Così hanno formato una società di drogati sin dall'infanzia, che si sfoga, in modo controllato fino a quando esplode e a 16 finisce stuprata da 10 negri in centro sociale mentre cerca una dose, a 18-19 in due valigie nelle campagne maceratesi...
Lo so che ripeto troppo spessi questi fatti di cronaca e probabilmente ne avrete le palle piene, ma non voglio che vengano dimenticati dal momento che gli ipocriti (i media, i politici, ecc.) non si chiedono nemmeno più come può essere successo, ma cercano solo una scusa per giustificare l'accaduto affinché la plebaglia (noi) non si ponga troppe domande e si continui a "vivere" felici e drogati fino alla crisi di mezza età quando saremo troppo stanchi e disillusi per fare qualcosa di concreto e affideremo alla nuova generazione cresciuta con gli oppiacei del pensiero unico che non conoscerà nemmeno il significato della parola "problema" e si distruggerà perché nessuno, vedendola (la generazione) in lacrime si è fermato a chiedere "tutto bene?".

3 aprile 2019

Se saltelli muore Balotelli, ma Kean come lo uccidi?

Innanzi tutto, con immenso piacere vi comunico che all'indirizzo:
potrete trovare il fumetto, a cui vi accennavo qualche mese fa sulle avventure della Belva (è stato sottoposto all'attenzione di un pubblico campione ed è stato apprezzato molto per cui spero che lo possiate trovare divertente quanto me. Sul blog dedicato al fumetto potete esprimere la vostra opinione per farmi sapere se vi è piaciuto oppure no... chiaramente non possiamo seguire i suggerimenti di tutti, qualora ci fossero, per migliorare la serie, ma faremo il possibile di cogliere quei suggerimenti per portare il fumetto ad un livello di qualità (e poi "lo state avendo gratis, vi pare ninti" parafrasando "Mio cugino Vincenzo".

Ma veniamo all'articolo.
Il tema sarà sicuramente calcistico... o quasi, ma partirà da lontano.
C'è una stuola di ben pensanti e di moralizzatori delle macchinette che vorrebbero trasformare gli stadi un salotto per bene in cui persone composte che gustano il tè mentre sul terreno di "giuoco" 22 giocatori si sfidano lealmente senza mai commettere fallo.
A prescindere che già da tempo il calcio è diventato (ahimè) uno sport da "fighette" che hanno paura di spezzarsi le unghie, di spettinarsi e di avere macchie di fango sui capi colorati. Ma lo stesso stormo di piccioni non manca di trasformare ogni discussione politica in una carrellata di slogan elettorali, attacchi personali, ecc. Non ultimo il caso del congresso mondiale della famiglia (tenutosi a Verona) in cui "Il primo cittadino veronese ha ricordato che il ministro dello Sviluppo economico ha definito Verona come un ritrovo per la “destra degli sfigati” per aver ospitato un congresso che vedrebbe la donna esclusivamente come madre e che negherebbe diritti agli omosessuali. Parole inaccettabili per il sindaco Sboarina che – ricordando il prossimo appuntamento per il quale Verona sarà sotto i riflettori, ossia il Vinitaly, attacca Di Maio.
“Non capisco perché chi ha definito noi veronesi fanatici e sfigati debba venire nella nostra città – ha detto Sboarina nel corso di una conferenza stampa ripresa anche dal Tg Verona – quando deve farsi le passerelle elettorali in un contesto come quello del Vinitaly”." (fonte Il Primato Nazionale) Pensando alle affermazioni di Di Maio e compagni, non dovrebbe scattare una denuncia per discriminazione territoriale? O quella vale soltanto se ad essere offesi sono i napoletani? Evidentemente sono considerati, dalle istituzioni, alla stregua dei negri ovvero una manica di scrocconi che si fanno forza quando tutelati da leggi ad hoc e/o in gruppo... avvezzi alla frusta quando al padrone viene riconosciuto il diritto di alzare la voce.
Nel frattempo il calcio italiano (4 volte campione del mondo senza pellet tra le sue file) è diventato uno strano miscuglio di merde di vari colori e miscele, dall'ingresso di "Supermario" in poi, ma sicuramente è solo una coincidenza, abbiamo fatto sempre più cagare arrivando a mancare l'ultima qualifica alla fase finale dei mondiali.
Presto, quando con i giocatori in campo l'italia sembrerà il Camerun, ci concederanno di vincere qualcosina, magari proprio quel titolo europeo che la nostra Nazionale non è mai riuscita a conquistare, così verrà definitivamente centrato l'obbiettivo di dimostrare che le società multietniche sono migliori di quelle "mono". Poco importa se dentro gli spogliatoi e fuori dal campo di calcio si tenderà a formare gruppi per somiglianza etnica e culturale in cui gli stessi stranieri (salvo rare eccezioni) sentono propria la razza d'origine piuttosto della nazionalità scritta sulla carta d'identità fotocopiata da qualche poveraccio a cui è stata rubata.
Ieri sera quindi, a Cagliari, è andato in scena il solito teatrino per cui certi episodi vengono scomposti, esaminati ed analizzati con la lente d'ingrandimento al fine di poter puntare il dito contro gli italiani (non ditelo ai sardi se no mi menano) e sorvolare invece sull'ennesima colpa di chi fa il gioco (da scolaretta dell'asilo) "Toccami Ciccio, mamma Ciccio mi tocca!".
Quindi la nuova "promessa" del calcio italiano (che suppongo verrà mantenuta come quella della Juve di regalare al padre due trattori Fiat) Kean che, dopo il gol, prima va ed esultare sotto la curva del Cagliari (che fino a quel momento non si aveva fatto alcun cenno di razzismo nei confronti di nessuno) e, quando, ricoperto da fischi ed insulti (tutti meritati), gioca la carta del razzismo... "i cagliaritani mi odiano perché sono negro!"
Fosse vero quanto sostenuto da certi ben pensanti (ovvero che il fatto di essere stato cagato in Italia fa di te un italiano) allora i sardi ti odiano perché sei piemontese (ancora non hanno digerito di essere stati inglobati, dai Savoia, nel regno di Sardegna... il Piemonte), ma più probabilmente se vai sotto ad una curva con aria di sfida se rimedi solo insulti ti è andata ancora di lusso... io ti avrei tirato in testa un seggiolino spaccandoti quella tua testa di cazzo negra (mi fossi mai trovato in una situazione simile). Ad ogni modo va anche detto che dalla sintesi della partita dopo la provocazione del pellet non si sentono gli ormai noti "ululati razzisti" quindi oltre ad essere malpensanti, sti buonisti sono anche visionari.
Anche Mario Barwuah (noto ai più con il suo nome da bianco Mario Balotelli) giocava la carta del razzismo, quando era al Brescia, da parte della tifoseria atalantina... peccato per lui che i bergamaschi lo odiassero in quanto bresciano e non per l'odore (di merda) della sua pelle. L'unico bresciano che è riuscito a non farsi odiare è stato il divin codino Roberto "Roby" Baggio, ma lui era un patrimonio mondiale del calcio... l'unico giocatore che io abbia mai stimato persino quando fu di Juve e Milan.
Il Primato Nazionale, che deve giocare un ruolo istituzionale, invita Kean a non fare il Balotelli... io gli chiedo solo... "che succede se saltelli"?

2 aprile 2019

Costituiamo la nostra Sharia

Mi piacerebbe capire se qualcuno ha restituito la cittadinanza a certi marrani dopo che, nel 1938, gli è stata revocata in tutta Europa. Oggi mi preme sottolineare quanto sia palese la malafede di quel giudeaccio zozzo di Mentana quando è il primo a starnazzare (come un oca al Campidoglio) e puntare il dito contro il nazifascismo strisciante e dilagante (a seconda dell'oca che starnazza per prima) al verificarsi dei fatti di cronaca e ad alimentare la discriminazione razziale quando non o non rettifica la falsa informazione che fa ogni qualvolta che apre bocca.
Nei casi più recenti fu il primo a gridare l'allarme contro il fascismo (più o meno dichiaratamente) fomentato dalla presenza di Salvini al governo (nonostante a governare siano i 5 stelle vista la tendenza a fare polemica su ogni iniziativa patrocinata dai ministri del carroccio), quando la scimmia in tricolore rimediò un uovo in un occhio. Barricate, manifestazioni, solidarietà e prime pagine per lanciare una caccia alle streghe con cui, i democratici difensori del "pensiero unico", erano pronti a scatenare una "nuova notte dei lunghi coltelli" e, già che passavano di lì, una "nuova notte dei cristalli"... poi se fosse avanzato tempo male non avrebbe fatto un bel rastrellamento giusto per mandare in galera un po' di trascinatori in grado di ricostruire l'area della destra radicale. Risultato delle indagini? A lanciare le uova contro l'atleta scimmiesca era il figlio del responsabile locale del PD (partito a cui la stessa era iscritta)... che servisse loro un po' di pubblicità, ma hanno fatto i conti senza i nuclei investigativi?
Mi son perso, ma non oso immaginare, a quali livelli sia arrivato se la Bonino (l'unico essere vivente ad essere sopravvissuta 100 anni con un cancro) è arrivata a difendere l'autista senegalese che, per vendicare i bambini africani morti in mare, intendeva dar fuoco a 51 ragazzini dicendo che la colpa di quanto è accaduto è diretta conseguenza della  mancata integrazione che non si potrà ottenere senza ius soli. Resta ancora da chiarire perché io (incensurato) devo presentare fior fiore di certificazioni, fedine penali, cazzi, mazzi, palazzi, cazzinbocchia e sarchiaponi per poter avvitare due bulloni, mentre questo criminale con precedenti penali per aggressione, violenza (anche su minori), ecc. sia stato messo alla guida di un autobus di linea su una tratta principalmente di scolaresche o quello che è. Questo ovviamente se lo domandano in pochi, ma le risposte istituzionali e non... le vedranno i posteri invasori marziani (che sostituiranno i pellet in quei lavori che gli italiani non hanno più voglia di fare).
Arriva la chicca sul caso Stefano Leo il giovane biellese accoltellato in quanto troppo felice. In effetti ci son giorni che la felicità altrui è un peso, ma arrivare a sgozzare un ragazzo per questa ragione mi sembra un attimo eccessivo. Come è andata a finire lo sappiamo tutti ovvero che il nuovo "italiano" di origine marocchina, a cui adesso stanno cercando di affibbiare ogni patetica scusa per non fargli passare il resto della vita al gabbio, quali depressione, malattia mentale (come per l'autista che sentiva le voci, temporanea incapacità di intendere e di volere, ecc. l'eroe col pigiama però si era già lanciato in una missione eroica per sgominare il nazifascismo (esattamente come Sala che ha negato il consenso ad una manifestazione di CPI che nessuno ha mai chiesto) 
(fonte Il Primato Nazionale)

Per fortuna che Mentana sa. Così noi poveri comuni mortali bianchi possiamo smettere di guardare il suo TG.
Ora la domanda è perché non applichiamo anche noi una nostra sharia come i pellet? Con regole del tipo che se durante un pellet viene aggredito da bianchi deve portare 4 testimoni affinché non sia accusato di occupazione del suolo pubblico senza autorizzazione (qualora rimanesse steso per terra ancora in vita), inquinamento (qualora restasse a terra morto dopo il linciaggio), aggressione fisica e verbale, ecc.
Inoltre sembra che gli inquirenti abbiano escluso troppo presto l'accusa di omicidio agli imputati per il brutale omicidio di Desirée che ora sembrerebbero venir inchiodati dall'esame del DNA.
Mentana si pentirà mai delle stronzate che dice? Non credo. sempre il primo a puntare il dito l'ultimo (ma visto che non lo fa nessuno è ininfluente)... ma "Nessuna rettifica, nessun mea culpa, nessuna ammissione di avere preso l’ennesimo granchio".

1 aprile 2019

"Bleaking Bad"

Alcuni di voi miei affezionati non saranno a conoscenza di un telefilm americano intitolato "Breaking Bad" che racconta la storia di un professore di chimica che, diagnosticatogli un cancro ai polmoni, decide di diventare uno spacciatore di metanfetamina utilizzando lo pseudonimo di Heisenberg (ispiratosi al fisico tedesco padre del programma nucleare della Germania di Hitler).
Oggi non farò la recensione del telefilm, bensì parleremo (come si evince dal titolo della sua versione cinese).
Purtroppo dalle fantasie di un programma TV passiamo il testimone ad un fatto di cronaca. In Italia si è soliti dire 2 affermazioni sulla comunità di "culogiallesi" la prima è che i cinesi non muoiono mai in quanto, praticando la cremazione dei defunti, non esistono i cimiteri (anche se a memoria nel film Dragon la vera storia di Bruce Lee ricordo che una scena raffigurava la tomba dell'attore cinese) la seconda è che si nascondono nelle cantine come i topi. Quest'ultima in effetti, almeno in Italia, è piuttosto veritiera (sicuramente anche la prima ma chissene tanto a verificare in Cina non ci vado) in quanto la comunità cinese è molto numerosa, ma pressoché sotterranea. A differenza dei pellet non rompono i coglioni, se si scannano lo fanno tra di loro, ecc. il guaio (almeno per me) è che comprano tutto e assumono solo personale cinese senza temere alcuna denuncia di razzismo.
Stando alle statistiche la criminalità cinese sta aumentando, ma nessuno può accorgersene proprio per il fatto che delinquono tra di loro ovvero si regolano i conti da soli, se nessuno gli rompe i coglioni loro non aggrediscono persone estranee alla loro comunità (a dispetto di quanto mostrato in Walker Texas Ranger, che ogni 3x2 si scontra con la triade), chiaramente è altrettanto raro che si rivolgano alla polizia di Stato tendendo, piuttosto, a risolvere il problema all'interno della comunità.
Così si cade quasi dalle nuvole quando si legge che "Sono in esponenziale aumento i reati compiuti da cittadini cinesi: lo si evince dal numero dei processi penali a loro carico e da quello della popolazione carceraria. Così si infittiscono anche le cronache che li riguardano e che evidenziano come le condotte delinquenziali siano, per la stragrande maggioranza dei casi, di tipo interno. Cinesi i “carnefici”, cinesi le “vittime”, per quanto riguarda situazioni violente ovviamente.

A Milano l’ultimo caso in termini di tempo, l’arresto di due uomini, di 27 e 29 anni per danneggiamento ed estorsione nei confronti di un connazionale. L’episodio in questione è avvenuto in una discoteca ubicata in una zona dove sorgono diversi locali della movida, durante una festa. I due ripresi dalle telecamere a circuito chiuso hanno fatto irruzione all’interno sfasciando gli arredi. Gli investigatori si sono anche avvalsi di un video caricato su Instagram da uno dei partecipanti alla serata che lo ha poi rimosso dopo poche ore per paura di ritorsioni. I due arrestati erano a capo di un gruppo di una decina di connazionali: dal dicembre 2016 estorcevano denaro a un pr cinese di 27 anni che organizzava eventi in discoteca dedicati ai ragazzi della comunità asiatica."
La denuncia da parte dell'aggredito scatta solo perché i due mafiosi (che estorcevano denaro) volevano incrementare la propria quota dal 20% all'80, lasciando quindi il 20 al "cagariso".
Le indagini della polizia non si ferma però alla sola estorsione infatti "Inizialmente la richiesta era del 20% sul guadagno del pr ma nell’ultimo periodo hanno preteso di entrare nell’organizzazione concedendo al 27enne il residuale 20%. La vittima si è rifiutata e così è scattata la punizione. I buttafuori non hanno potuto fermare i dieci cinesi armati di coltello, che una volta dentro hanno anche minacciato l’organizzatore armi in pugno. L’indomani il pr si è presentato in questura per sporgere denuncia e ha raccontato i due anni di estorsioni che avrebbero fruttato alla banda circa 20mila euro. Un caso di estorsione, condito da risoluta violenza, dunque. Ma il sospetto è che ci sia di più. E’ viva l’ipotesi, infatti, che il gruppo volesse entrare nell’organizzazione degli eventi col fine di gestire direttamente e in esclusiva lo spaccio di una particolare droga, lo “shaboo”. [...] Si tratta di metanfetamina pura che tiene svegli e iperattivi. In alcuni laboratori clandestini questa sostanza viene utilizzata per tenere svegli i lavoratori e farli resistere alla fatica. Ma lo stupefacente è diventato ormai un grande protagonista del mercato per il suo utilizzo a scopo ludico. Acquistata in Polonia per 20 euro al grammo, viene rivenduta a 100 ai cinesi in Italia." e poi ci vengono a parlare di sindacati.
Per concludere "Se si considera poi che un paio d’anni fa, da un’inchiesta della procura di Firenze sul complesso e redditizio malaffare cinese era uscito addirittura il nome della Bank of China (seconda banca del suo Paese e quinta al mondo), capiamo che il livello raggiunto è assai simile a quello delle grandi mafie globali. In quel caso si trattava di una storia legata ad attività di money transfer che muovevano, attraverso agenzie di viaggio e contatti bancari compiacenti una spaventosa quantità di denaro (4,6 miliardi di euro) dalla provenienza più varia e, ovviamente, sottratta al fisco italiano. [...] dagli ambienti legali dicono che i cittadini cinesi coinvolti in fatti criminosi e nei relativi procedimenti giudiziari siano ben poco preoccupati delle conseguenze cui vanno incontro in Italia. A chi li assiste fanno presente che nel loro Paese per molti dei reati che li vedono protagonisti c’è la pena di morte (ai familiari viene pure addebitato il costo della pallottola utilizzata per l’esecuzione…) e anche il nostro regime carcerario ai loro occhi appare grosso modo come la permanenza temporanea in un discreto hotel con pensione completa."
Sappiamo già da tempo che per i pochi pellet, di vari tipi di legno, che finiscono in carcere sembra di andare in vacanza in un (M)5 Stelle, infatti nei paesi arabi ai ladri viene mozzata la mano destra, gli stupratori vengono evirati, le adultere (mi spiace per le femministe che pensano che l'islam è una religione evoluta, ma con la poligamia non esistono adulteri) vengono prese a sassate... ecc.
Solo in Italia vengono scarcerati lo stesso giorno con un indennizzo pagato (dalla vittima) sull'unghia al momento del rilascio.