22 gennaio 2020

Quando la sardina diventa così succulenta...

Se mi è possibile cerco di evitare di parlare di attualità, anche perché il più delle volte vuol dire fare pubblicità a gente che meriterebbe invece le botte. Raramente ho l'occasione di mettere gli occhi su una notizia che vale la pena di trattare anche se questo vuol dire abbassarsi al livello di Repubblica e delle altre riviste di partito e/o di regime.
Inizialmente erano in molti, da ogni parte politica, a domandarsi e a credere nella effettiva apartiticità del movimento delle sardine e nella spontaneità del movimento. "Il castello di menzogne..." è finalmente crollato e ora sono in diversi a cercare nelle piazze un senso alla loro esistenza.
Per quanto mi riguarda continuo a credere che si tratti di una puerile manovra della frangia oltranzista del PD che vuole riconquistare le piazze dalle quali nessuna l'ha cacciata, ma, semplicemente, da cui ha preso consapevolmente e volontariamente le distanze.
Queste le ragioni per cui il programma, dei pesciolini rossi (che si spacciano per sardine), verte alla distruzione dell'opposizione anziché sostenere apertamente la maggioranza. L'ulteriore ragione di questo opporsi all'opposizione senza schierarsi è sì, invece, l'attirare quella fauna ittica che dai "rosso-rosso scuro", nei cui ideali si identifica o identificava, si è sentita tradita e abbandonata trovando quindi risposte alle proprie necessità in una destra (moderata) che ha colmato il vuoto lasciato dai popolari, che definiscono "populisti" chi comprende che in una democrazia alle urne vi si recano anche gli ignoranti (come me e molti altri) che ragionano ancora con la pancia e non danno credito alle parole farcite di finta cultura che nascondono un'ignoranza ancor più fonda.
Così ogni elezione (regionale, provinciale o comunale) diventa l'occasione per scontrarsi e per valutare quanto le armi siano affilate. In Umbria, sardine e allevatori, hanno portato a casa gli schiaffi da un centro destra che non ha fatto altro che buttare lì un "lei Signora fa compagnia alla signora Maria che nell'altra piazza voleva farmi un maglione... la assumo come mio avvocato e la porto in tribunale con me." ed in piazza scatta l'applauso... e parliamo di un milanese in Umbria. A parti inverse un Di Maio che fa una battuta in Polesine alla folla resta un solo interrogativo "Ma che lingua parla 'sto qui?"... come si domandano, d'altronde, i politici esteri che incontrano Gigino lontano dalle periferie di Napoli.
Le sardine tentano di occupare e strumentalizzare (un mio amico relativamente alle sue ex relazioni diceva "pisciare sui luoghi in cui siamo stati felici" ovvero cancellare i ricordi possibilmente sostituendoli con ricordi freschi del nuovo amore) i luoghi in cui Matteo S. ha raggiunto l'apice della sua notorietà. Ancora oggi infatti si parla della sua prestazione al "papeete" e che dire della campagna di tutto il centro destra (dell'odio) sui fatti di Bibbiano, mentre la sinistra (dell'oblio) minimizzava fatti di una gravità per cui, me lo avessero chiesto, gli avrei negato la pena di morte facendo loro subire la stessa devastazione psicologica offerta a quei poveri bambini (che so magari chiuderli in celle singole e 24 ore al giorno tutti i giorni) tramettere in maniera casuale i discorsi del nostro Duce o del "beneamato" Führer. Forse dopo il primo mese qualcuno potrebbe incominciare a capire quello che hanno fatto ai bambini di Bibbiano, Roma e in tutti gli altri centri affidamento (pro-gender) che ancora non sono stati coperti. In quanto sicuramente c'è una prassi consolidata che non è riconducibile ad "un paio" di mele marce su cui gravano, a indagini concluse, 108 capi d'imputazione, esattamente com'è accaduto nei casi di preti pedofili, dove il "paio" di preti, scovati ai tempi del papa tedesco sufficienti a farlo abdicare, sono diventate intere diocesi nascoste sotto il tappeto rosso da cui pontifica l'eretico.
Ancora una volta le sardine, ed i loro genitori PiDioti, glissano portano a casa gli schiaffi, come nello "scontro" tra Edoardo Caroli, portavoce delle sardine a omnibus (su La7) e Francesco Maria Del Vigo, vice direttore del Giornale, in cui il giornalista afferma "“Volevo chiedere a Edoardo se mi organizza il compleanno. Perché mi pare di aver capito che le sardine non sono un movimento, non sono un partito, ma sono un organizzatore di eventi. Avete finalmente trovato la vostra ragione. Visto che sulla Libia non sapete rispondere, odiate Salvini, non c’è un programma, non c’è un progetto, gli eventi vi vengono bene, io vi assumo… Per il mio prossimo compleanno, e me lo organizzate voi”" la sardina tace non sapendo cosa ribattere, non certo manifestando una improbabile superiorità, mentre la conduttrice accenna ad un pallido intervento in difesa degli organizzatori di eventi "le sardine hanno portato 40 mila persone in piazza ieri a Bologna", servendo un assist al vice direttore "“Ma infatti voglio organizzare una grande festa. Probabilmente li ingaggeranno anche per il Primo maggio” [...] “Non ho mai sentito una cosa propositiva. Il vostro programma è l’eliminazione del sovranismo. Già non si capisce cos’è il sovranismo. Figuriamoci l’antitesi al sovranismo”, fa presente Del Vigo sempre sarcastico. “Cioè il nulla del nulla al quadrato” [...] “Si scende in piazza non per tappare la bocca alla gente. Nel vostro programma c’è scritto: ‘I sovranisti non devono avere orecchie che li ascoltino. Il daspo per i social…’ Quello che leggo nel programma delle sardine mi fa rabbrividire. Cioè, uno scende in piazza per aggiungere una voce al coro, non per far star zitto qualcuno”" (fonte Il Primato Nazionale) Infatti le sardine "ufficialmente" sono nate per combattere, tanto per cambiare, l'odio, il razzismo, l'ignoranza (becera alla Salvini), ecc. nel loro proclama si può leggere "Proponiamo un Daspo social per chi odia. Lottiamo contro le discriminazioni. Vogliamo una politica responsabile e dai toni pacati. Pretendiamo che la violenza venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica in ogni sua forma. Vogliamo equiparare la violenza verbale a quella fisica."... ma alla prima occasione... "Francesco Nadalini, 34 anni, originario del Brasile ma arrivato in Italia a 5 giorni di vita, distribuiva volantini per le Regionali a un banchetto di Fratelli d’Italia. Secondo il racconto di Nadalini, all’improvviso si avvicina «un uomo intorno ai 45 anni» con «una sardina attaccata al petto», scatta un paio di foto al gazebo e «inizia a insultare tutti». Qui il racconto si fa interessante: «Ha iniziato a dire: Fdi paga gli extracomunitari per fare campagna elettorale», ha raccontato al Giornale. «Poi mi ha chiamato negro» [...] Poco dopo un altro signore si avvicina al banchetto: «Non pensavo che anche quelli come voi dessero volantini di Fratelli d’Italia». «Quelli come voi», capito?  «Questa cosa mi ha fatto imbestialire – conclude Francesco –. Io non mi sognerei mai di denigrare chi non la pensa come me. Invece se non condividi il pensiero unico, diventi un appestato e ti becchi gli insulti»" la vicenda si svolge a Bologna in Piazza Nettuno a due passi da lì, in piazza VIII Agosto, si svolgeva il concerto delle sardine per combattere il razzismo.
Sicuramente non mi sognerei mai condannare il razzismo, anche se il razzismo arriva da sinistra nei confronti di un ascaro che milita per un partito di destra... allora resta da distribuire la colpa tra la destra che, come sostengono le zecche, assoldano pellet per fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare, quali difendere la propria "nazione da chi l'ha tradita e dal vile senza onore" (Gladiatore dei Porco 69), ributtare i pellet in mare, ecc. e gli ascari (come Iwobi e Nadalini)... che... beh la loro colpa è chiara.

20 gennaio 2020

Craxi... quando il più pulito ha la rogna.

In occasione del 20° anniversario della sua morte è uscito, ed è tuttora nelle sale italiane, il film "Hammamet", di Gianni Amelio, che ci dovrebbe raccontare dei giorni in esilio di Bettino Craxi, interpretato nella pellicola da Pierfrancesco Favino.
Non conosco molto la storia personale di Craxi dopo essere andato in esilio in Tunisia per sottrarsi alla giustizia italiana (perché questo era... un ladro) quindi il film meriterebbe la mia attenzione... se fosse un film storico anziché la solita mistificazione "rosso-rosso scuro" affinché, dopo tutto quello che ci ha mangiato, noi gli si perdoni ogni colpa e lo si riporti a casa (almeno la sua salma), magari con tanto di picchetto d'onore e lauto risarcimento alla famiglia che non ha potuto essergli "Ufficialmente" vicina negli ultimi giorni di malattia e nell'ora della morte... amen!
Giusto sabato sera, in un locale che non frequento quanto vorrei trovandosi a fanculonia (seppur ufficialmente ancora in provincia di Torino), ho potuto affrontare una discussione con un quasi coetaneo che mi dipingeva Craxi come il miglior statista degli ultimi anni e, con una nota di rimpianto nella voce, della sua capacità di portare l'Italia a livelli economici mai visti dai tempi del boom economico degli anni '50. Dello stesso avviso è anche Il Primato Nazionale il quale, in questa occasione, non mi trova d'accordo scrivendo "in Hammamet non c’è sguardo penetrante, non esiste alcuna volontà di andare a indagare sul golpe che portò alla fine della Prima repubblica. Craxi non è il nemico di finanzieri e governi stranieri che vogliono fare strage della quinta potenza economica del pianeta (ché questo era l’Italia negli anni del craxismo), ma è solo il capro espiatorio di una repubblica di «magnoni». Fine."  certo Craxi è diventato il simbolo di mani pulite, ma non il capro espiatorio. Insieme a lui sono caduti la maggior parte dei ministri e dei partiti all'ora conosciuti. Sicuramente il portare alla luce quello che era, non solo sotto gli occhi, ma prassi di tutti, dal bidello delle elementari al presidente della repubblica è cosa nota. Il nostro "giovane e piccolo" paese era la quinta potenza mondiale, dato storico innegabile, ma se la nostra intera economia si basava sulla corruzione su più livelli, forse è stato un bene che sia stata distrutta. Certo queste mie parole oggi possono incontrare lo sdegno di molti. Così come molti scagliano la prima pietra contro Craxi credendo che il loro passaggio di mazzette sia più spregevole del nostro accettare un piccolo sconto dell'idraulico (rinunciando all'inutile scartoffia che è la fattura). Eppure a livello morale non c'è nessuna differenza e, seppur in quegli anni fosse una prassi appunto, avendo accettato questo tipo di compromesso abbiamo, consapevolmente o inconsapevolmente non c'è differenza, contribuito al proliferare, al dilagare e all'affermazione  di un sistema corrotto in cui hanno trovato terreno fertile le mafie nazionali e internazionali.
Non è tutta merda ciò che è marrone.
Craxi non ebbe solo colpe, oltre ad aver avuto il merito di trascinare l'Italia in un'epoca d'oro (opaco), con tutto quanto accennato fin qui, ebbe il merito di essere Italiano e di non permettere a nessuno di calpestare la sua patria. Merita di essere ricordato il caso Sigonella, la base dell'aeronautica siciliana, teatro di un incidente diplomatico che solo grazie alla determinazione di Bettino non fu più grave.
La nave da crociera Achille Lauro salpa dall'Egitto in direzione di israele, a bordo si infiltra un commando di palestinesi affiliati all'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) dirottano la nave chiedendo la liberazione di prigionieri palestinesi detenuti nello Stato ebraico.
"Il clima si faceva sempre più incandescente, e portò ad una situazione di forte contrasto tra l’amministrazione Reagan ed il governo italiano, presieduto dal socialista Bettino Craxi. La nave si trovava in acque siriane. Da parte americana, si insisteva per l’uso della forza; da parte italiana, la volontà prevalente era diretta ad instaurare una trattativa con i sequestratori. A seguito di pressioni della stessa Autorità Palestinese, la Achille Lauro tornò in Egitto. Da lì, il governo del Cairo ordinò che miliziani e rappresentanti palestinesi fossero immediatamente trasportati a Tunisi, dove l’Autorità medesima aveva allora sede, a bordo di un Boeing 747. Tuttavia, gli americani si frapposero, e diramarono a tutti gli aeroporti sorvolati dal velivolo (in Tunisia, Grecia e Libano), di rifiutarne l’atterraggio. Entrarono allora in azione, dando avvio alla procedura di intercettazione per il tramite dei propri caccia, che dirottarono il Boeing presso Sigonella."
Craxi acconsentì all'atterraggio del velivolo su suolo italiano a condizione che fosse il proprio governo (di cui era presidente del consiglio) a gestire la crisi. Gli americani, probabilmente pensando di trovarsi di fronte uno stato fantoccio anziché una potenza sovrana, vollero forzare la mano e puntarono le proprie armi sui militari italiani (il gruppo V.A.M., Vigilanza Aeronautica Militare, addetto alla sicurezza dell'aeroporto). La delta force fu a sua volta circondata dai carabinieri giunti sul posto e arrestarono gli specialisti americani.
Nei giorni successivi il governo si rifiutò di consegnare tanto i comando palestinesi, quanto quelli americani. Questo, sostiene qualcuno, fu la causa per cui gli americani imbeccarono Di Pietro affinché affondasse l'allora classe politica aprendo le porte alla finanza internazionale che ha spolpato la nostra economia e aperto le porte a quei traditori di Prodi, D'Alema, Amato e a tutta la feccia priva di spina dorsale e di qualsiasi identità nazionale che non ha solo tollerato, ma più volte favorito la distruzione del nostro apparato produttivo e con esso l'eccellenza italiana nel mondo.
Craxi non era un santo e, per me, non lo è tuttora. Però sicuramente ha il merito di essere stato uno degli ultimi politici italiani.

14 gennaio 2020

La "cultura" di sinistra ed il virgineo qualunquismo della chiesa cattolica

Onestamente è un po' che non sento la sinistra vantarsi e sventolare, come pugni chiusi al vento, l'irreale convinzione che siano ancora gli unici detentori della cultura italiana. Sarà perché gli intellettuali, i pochi dotati di vero intelletto, o hanno raggiunto da tempo Stalin, Lenin, Marx e gli altri ideologhi della reazione bolscevica oppure si sono via via discostati dalle posizioni di questa sinistra sempre più serva del sistema che un tempo loro stessi combattevano.
D'altronde non è difficile immaginare che Pasolini, De Andrè e gli altri che si sono sempre considerati di sinistra per anticonformismo nei confronti della morale borghese, oggi, trovandosi di fronte ad una borghesia radical chic che poco ha da spartire con il comunismo operaio, scriverebbero o canterebbero per questi pseudo-partigiani che non difendono più la libertà, bensì combattono proprio chi cerca di far rispettare quelli che dovrebbero essere i "valori" democratici (se si potesse parlare di valori, come abbiamo visto in più occasioni).
Non sarà certo facile parlare dell'egemonia culturale di sinistra quando i massimi esponenti della medesima sono degli ignoranti con tanto di patente europea. Luigi Di Maio incapace di mettere insieme due pensieri in italiano (spero che se la cavi meglio con l'inglese e non sia ai livelli renziani, dato che è ministro degli esteri), la Fedeli (ex ministro all'istruzione) che ha a malapena sostenuto l'esame di 5° elementare alle scuole serali (l'equivalente dell'andare al CEPU con  Del Piero), vizietto che, a quanto pare, è ereditario nella carica istituzionale (quando la poltrona è rossa). Infatti il neo ministro all'istruzione Azzolina sembra abbia copiato abbondanti stralci da altri autori, e/o testi di psichiatria, per completare la propria tesi di laurea. 
Che sia a causa della signora Morte o per la memoria storica di Google, che non perdona, resta il fatto che a sinistra continuano a collezionare figuracce e gli egemoni sinistri vengono mietuti senza alcun rimorso.
Giusto ieri celebravamo Pansa, ma, contemporaneamente, "Contropiano" (giornale comunista) pubblicava un editoriale in cui si accusava il giornalista di fascismo e gli augurava "“Che il sangue dei vinti possa segnare per sempre il tuo nome. Che tu possa annaspare, in eterno, nel Flegetonte dell’Inferno dantesco!”".
Diciamo che se dovessimo basarci solo su queste parole, avremmo un'idea ben precisa del livello intellettivo della sinistra... già perché intelletto (intelligenza) ed intellettualità (cultura) non coincidono, non sono sinonimi e raramente si muovono di pari passo. Questa sinistra non è nuova a queste imprese (quale l'accanimento sui vinti e sui morti), ma se prima gli si poteva riconoscere un certo livello culturale, anche se come detto quasi mai accompagnato da un'intelligenza in grado di trasformare le nozioni in pensieri e i pensieri in azioni, oggi non si vede nemmeno più quella dal momento che la fuga di "cervelli" a sinistra è iniziata da molto tempo.
Basterebbe questo ad una persona intelligente per capire di essersi allontanati troppo da quelli che erano i valori che, tuttora, sono convinti di difendere.
Non sono in grado di riconoscere la vittoria perché non hanno mai vinto nulla. La liberazione è stata opera degli Alleati sbarcati prima in Sicilia, successivamente ad Anzio e Nettuno la loro azione è stata di puro sabotaggio e rallentamento della ritirata tedesca che, in questo modo, restava attestata sulle posizioni difensive dalle quali potevano ancora colpire duramente il nemico prima di essere sopraffatti. Nel dopo guerra le redini del potere furono prese dai democristiani, mentre loro fecero la voce grossa rimediando medaglie al posto di condanne (per crimini di guerra) negli anni '70 la lotta dura fu per ripristinare le "conquiste" sociali che vennero istituite dal Fascismo nel ventennio. Insomma sono talmente disabituati alla vittoria che non sono in grado di riconoscerla nemmeno quando l'hanno in pugno e non sanno che farsene perché, come la sindrome di cui è affetta la "mentecatta", la loro ripetizione martellante non è il conseguimento della Vittoria, ma la perpetrazione di uno stato di guerra continuo, l'appagamento deriva dalla "lotta", non dal compimento della rivoluzione. Nonostante ci si riempiano la bocca, è per tale ragione che odiano così tanto il Fascismo, non riescono a perdonargli di aver fatto la rivoluzione costringendoli alla reazione, ma una volta sconfitto il nemico la sinistra non ha più uno scopo e allora sono costretti cercare nuove battaglie, assurde, e a riesumare l'unico nemico che, a differenza della borghesia, non ha schiavizzato la loro ideologia. Così "fascista" diventa chiunque si opponga alla lotta senza battaglie, chiunque non si allinei alla loro ipocrisia. Basterebbe meno di tutto questo a persone di intelletto per capire di essere funzionali al sistema che son tuttora convinti di combattere, ma se nemmeno questo è sufficiente bisognerebbe almeno accorgersi che le stesse battaglie sono condivise da quel clero che hanno sempre dichiarato fascista, quella chiesa collaboratrice, quando non detentrice, del potere. Quella chiesa che strinse accordi con il Fascismo (quello vero). Se non bastano le blasfemie di Bergoglio, la violenza su donne e bambini (impunemente compiuti dalle più alte cariche del vaticano... papa incluso) a far comprendere che la violenza (di cui questa sinistra non è priva) non va a braccetto con le camice nere, bensì con il paonazzo abito corale.
Sebbene Stalin teorizzasse l'internazionale comunista, dubito fortemente (pur riconoscendone la necessità funzionale) una struttura sovranazionale in mano alle banche. L'Europa, così come oggi è concepita ed interpretata, sarebbe stata considerata un abominio e leggere che questa sinistra abbraccia i punti di vista ecclesiastici e che gli ecclesiastici abbracciano gli aberranti punti di vista della sinistra radical chic è sintomatico di questo tempo, di questo sistema "Marcio e borghese". Il più basso populismo (per usare i loro stessi epiteti) che mirano a cavalcare il vento anziché domare la tigre. 
Così i vescovi, in vista delle prossime amministrative in Emilia-Romagna, scendono in campo e chiamano a raccolta i  "Compagni, dai campi e dalle officine" (Contessa 1966 di Paolo Pietrangeli) "“è solamente il principio di fraternità che riesce a far stare assieme libertà e uguaglianza. In una società bensì giusta, ma non fraterna, la democrazia prima o poi cede il passo alle tante forme, oggi ritornate di moda, di sovranismi e populismi. Non possiamo tollerare che ciò abbia a realizzarsi nella nostra Emilia-Romagna”. L’impegno in vista delle regionali del 26 gennaio “deve essere accompagnato nella campagna elettorale da un linguaggio, libero da offese e falsità, concreto nelle proposte, rispettoso delle persone e delle diverse idee politiche”." Una vera e propria chiamata alle armi eppure a definirsi apertamente "Cristiani" non sono Conte, Di Maio e compagni, bensì proprio quei brutti sovranisti cattivi di Salvini e Meloni.
Bah se non fosse tutta una pagliacciata... non ci avrei capito nulla.

13 gennaio 2020

Addio Giampaolo Pansa... nel giorno in cui Salvini bacia i piedi alla Segre.

Probabilmente è stata la notizia di un Salvini prostrato ai piedi di quella giudeaccia zozza della Segre a dare il colpo fatale a Pansa. Se non lo ha dato a lui lo ha dato certo a coloro che pensavano di trovare in Salvini la prossima cura per tutti i mali del mondo.
Qualcuno già pensa che con la genuflessione e relativo "baciamento di pile" l'ex ministro si sia aggiudicato la prossima presidenza del consiglio, in verità, costoro, dovrebbero fare meglio i loro conti in quanto gli zozzi, ci vogliono multietnici e, nonostante sia ipocrita, la politica immigratoria di Matteo va contro il progetto destabilizzante dei poteri forti.
Oggi, però, siamo qui per parlare di Giampaolo Pansa, giornalista scrittore, comunista insomma se volete trovargli un difetto probabilmente lo aveva. Pansa ha, durante la sua lunga vita (classe 1935... mica tanto lunga alla fine) con le massime testate giornalistiche italiane quali "La Stampa, Il Messaggero, Il Corriere della Sera, Repubblica, Libero, La Verità, nonché L’Espresso, Epoca e Panorama." finché non decise di dedicarsi alla stesura di libri sulle pagine buie della resistenza ovvero i crimini compiuti dai partigiani verso i "repubblichini" soprattutto a guerra finita.
Con quest'ultima "svolta" nella sua carriera, che lo aveva portato a lavorare nel suo ambito di studi (laureato in Storia), divenne il personaggio più odiato e incompreso dell'ultimo ventennio. Da 17 anni infatti non poteva più presentare i suoi libri in incontri pubblici senza subire una feroce contestazione da parte dei soliti servi dei centri sociali. Considerato un traditore dai salotti radical chic del giornalismo, e non solo, nostrano. Accusato da una certa destra, che ancora finge di voler sdoganare una certa parte della storia del '900, di voler fare i soldi su crimini già noti o di dover pagare la propria notorietà a Pisanò.
"Ostracizzato e diffamato da sinistra, Pansa con la sua operazione aveva generato qualche mal di pancia anche in una certa destra militante, secondo uno schema già visto all’opera con Cuori neri di Luca Telese: qualcuno gli ha contestato di aver “fatto i soldi” raccontando tragedie già note a chi avesse volute conoscerle, ad esempio attraverso i libri di Giorgio Pisanò." (fonte Il Primato Nazionale).
Di sicuro ciò per cui Pansa merita di finire tra i miei scritti è di aver fatto "revisionismo" storico da sinistra e sotto gli occhi di tutti. Così che nessuno poté trattarlo come Maurizio Blondet diventato, suo malgrado, un nazista per aver fatto presente al mondo che Israele non è il paese democratico che il mondo crede e loro cercano di convincere essere. "riconoscere il valore oggettivo di un’operazione, che ha avuto certe conseguenze proprio perché animata da “fuoco amico” sulla Resistenza. Pansa ha mostrato plasticamente e in maniera definitiva la divisione tra popolo ed élite in Italia, anche sull’antifascismo: ci ha fatto vedere come il revisionismo potesse diventare un fenomeno di massa, mentre i tromboni della storiografia ufficiale se ne stavano soli e isolati nelle loro stanze di potere a borbottare."
In un altro articolo si può leggere "La scelta di parlare dei crimini dei partigiani a guerra finita, del Triangolo rosso etc, non solo gli era costata l’espulsione dal salotto buono del giornalismo, ma lo aveva esposto anche alla violenza fisica degli antifascisti, dei “bravi ragazzi” dei centri sociali e dei collettivi." nell'ottobre del 2006 una dozzina di esponenti di "militant" irruppero nella sala in cui, a Reggio nell'Emilia, si teneva la conferenza. Lo stesso autore (Pansa) definì l'episodio una cappellata compiuta dai "nipotini di Stalin", oggi molti frignano per la scomparsa del collega, dell'amico, del "compagno", ma pochi alzarono la testa dopo l'episodio, appena citato, che costrinse Pansa a rinunciare per sempre a presentare i propri libri in eventi pubblici.
Un aggressione che non si limito alla mera lettura di un comunicato (come nel caso del VFS a Como), ma come al solito i centri sociali che quasi picchiano Pansa (scomodo alla sinistra e lo costringono ad auto censurarsi) va bene, alcuni ragazzi leggono un volantino è allarme fascismo.
Concludo utilizzando le parole di Adriano Scianca (direttore de Il Primato Nazionale) "“il giornalismo oggi lo piange ma lo aveva giù ucciso 17 anni fa”".

10 gennaio 2020

NAR - Nucleo Armato Rivoluzionario

Dell'argomento NAR mi sono già occupato diverse volte, parlando ad esempio del casi di piazza Fontana, della strage di Bologna, quando parlando del mio incontro con Cesare Ferri (un ex NAR che ha scritto un libro quasi auto biografico "Una Sera d'inverno" edito da Settimo Sigillo, di cui consiglio caldamente la lettura).
In diverse occasioni ho fatto presente che i conti, sulle stragi appena menzionate, non tornano soprattutto con il modus operandi descritto dai componenti riconosciuti e giudicati per l'appartenenza al gruppo "terroristico" nero. Lo scontro col nemico "rosso" è sempre stato fisico ed i danni materiali, ovvero ci si scontrava in piazza, ci si prendeva a sprangate o revolverate, (nel caso dei neri) si facevano saltare in aria delle sedi vuote, (nel caso dei rossi) si dava fuoco ad un appartamento in cui vive la famiglia del responsabile locale dell'MSI dove vivono donne e bambini o (sempre nel caso dei rossi) si organizzavano attentati dinamitardi nel tentativo di cercare i morti.
Insomma se non gli attentati non fossero in funzione anticomunista, sarebbe stato più plausibile pensare che per entrambe le stragi era da seguire la pista rossa, ma, sin da subito è stato chiaro a tutti che era nero il mandante. Oltre alle indagini inconcludenti, che hanno portato all'arresto di personaggi vicini all'organizzazione di estrema destra, non risultano altri collegamenti tra i NAR e gli avvenimenti citati all'inizio dell'articolo. Non sono stati identificati i mandanti (in verità non son stati nemmeno cercati) né sono stati identificati coloro che fisicamente piazzarono gli ordigni.
Nella puntata di Antlantide, andata in onda in occasione dell'anniversario della strage di piazza Fontana, fu realizzato un servizio che poneva l'attenzione sul fatto che i servizi segreti italiani e americani reclutavano persone vicini all'estrema destra e delle forze armate per creare un esercito clandestino in grado di opporsi, tramite atti di sabotaggio, azioni di guerriglia, ecc., ad un'eventuale invasione sovietica del territorio. Ovviamente non trattandosi di un esercito regolare armato non sarebbe stato in grado di arrestarne l'avanzata, ma doveva servire a rallentarne l'avanzata quanto bastava per permettere la controffensiva della NATO. Fu in questo bacino che appunto videro gli albori i gruppi eversivi di estrema destra e dei NAR in particolare. Infatti una volta addestrati ed armati dai servizi segreti, potevano essere utilizzati, in un momento storico di forte tensione tra gli schieramenti più estremi del panorama politico, per colpire od oscurare personaggi di rilievo della scena comunista europea. Nel nostro paese, chiaramente, ci si concentra soprattutto sui fatti di cronaca che ci toccano, ma non eravamo un caso isolato. 
La guerra fredda che viene spesso citata nei film di spionaggio americani, non era combattuta soltanto a colpi di informazioni e progetti rubati, ma anche con eliminazione fisica di esponenti di rilievo che potevano portare ad uno svantaggio strategico per una delle due parti. L'omicidio Moro è uno di questi esempi, portare l'Italia ad un accordo storico DC/PCI era più sfavorevoli per i democristiani vicini alla CIA che non agli esponenti delle Brigate Rosse che, avrebbero probabilmente puntato più a colpire il "compagno" che aveva tradito gli ideali marxisti, piuttosto che un democristiano che gli avrebbe aperto le porte del potere nostrano.
In questo quadro però non rientrano i piani dei NAR ovvero, sì. Il Nucleo Rivoluzionario Armato fu usato per destabilizzare il potere. Sì, pensavano di poter vincere la "guerra" con i mezzi e gli agganci della CIA. Sì il conduttore di atlantide era palesemente di parte e fazioso dal momento che intervistando Vincenzo Vinciguerra (ex Ordine Nuovo un movimento di estrema destra) non si accontentò del fatto che l'ex militante indicasse nei vertici della NATO i mandanti della strage di piazza Fontana al conduttore interessava solamente che l'esecutore materiale fosse fascista. Vinciguerra non confessa il nome e Andrea Purgatori (mi puzza di barba) insiste chi ha materialmente messo la bomba. Eppure tutti, persino il giornalista stesso, sanno che quella di Piazza Fontana a Milano è stata una strage di Stato e se si vuole cercare un colpevole lo si deve cercare nei più alti vertici del nostro governo, dei nostri servizi segreti e nei vertici della NATO.
Piazza fontana era solo un esempio un altro ne è la strage di Bologna che, con finalità simili, stessi mandanti, ma esecutori materiali diversi, a tutt'oggi non vede altre piste se non quella Nera.
Ma mentre quegli straccioni di "salottari" rossi si stracciano le vesti per Cesare Battisti (il terrorista rosso) che, dopo aver fatto la bella vita in giro per il mondo, è stato finalmente estradato in Italia e condotto in carcere per iniziare a scontare la condanna all'ergastolo alla "tenera" età di 65 anni. Nessuno emette un fiato per Gilberto Cavallini, 67 anni, ha subito la stessa condanna per aver fornito supporto logistico agli attentatori della strage di Bologna. Poco importa che Cavallini si sia sempre proclamato innocente anche a distanza di 40 anni "Nelle dichiarazioni al termine del processo, Cavallini si è nuovamente proclamato innocente: “Io sono pentito di quello che ho fatto, di quello che non ho fatto non mi posso pentire. Dico anche a nome dei miei compagni di gruppo che non abbiamo da chiedere perdono a nessuno per quanto successo il 2 agosto 1980 [...] Ribadisco il concetto espresso da Francesca Mambro davanti a una Corte di assise, molti anni fa. Non siamo noi che dobbiamo abbassare gli occhi a Bologna″ [...] “Non accetto la falsificazione della nostra storia. Abbiamo lasciato in mezza alla strada molte vite umane, anche di nostri camerati e amici. Se voi pensate che dei ragazzini di poco più di 20 anni siano gli esecutori di ordini di gruppi di potere come la P2 o la mafia, fate un grosso errore”". Come dargli torto, infatti tra i possibili responsabili della strage fu fatto anche il nome della P2, la loggia massonica di cui fece parte (tra gli altri) anche Silvio Berlusconi, fondata dal Licio Gelli che effettivamente, in tempo di guerra, era vicino al regime fascista, ma in tempo di pace lasciò non pochi dubbi sul suo operato.
Tutto questo però è poco importante dal momento che in 20 anni di indagini e atti processuali, l'unica pista su cui si concentrarono gli investigatori della procura è ancora una volta di tinte fosche e a pagare a 67 anni è Gilberto Cavallini.

8 gennaio 2020

Da sardine a pesci rossi è un attimo.

L'inutilità "sinistra" di questi anacronistici partigiani PiDioti non accenna a scemare e continua, anzi, ad attirare l'attenzione dei media ed io, mio malgrado, in assenza di "piatti" succulenti mi trovo costretto a passare dal bollito in salsa verde, alla pasta con le sarde (che purtroppo non fa riferimento alle meravigliose bellezze isolane dell'ex Regno di Sardegna).
A favore dei vomitevoli pescetti azzurri... violacei... diciamo pure dichiaratamente rossi sono scesi in campo diversi personaggi dello spettacolo, anche di un certo calibro e notorietà internazionale (quale ad esempio Patti Smith nota cantante punk). Aldilà delle elucubrazioni se tale visibilità internazionale, di ste 4 zeccacce zozze, sia frutto della cattiva pubblicità fatta da giornalai stranieri, da quella propagandata dall'ufficio stampa del PD o da qualche manipolatore (alla Soros per intenderci) non è dato, al momento, saperlo. Quello che invece risulta chiaro, oltre al colore sempre più rosso di sto pesce azzurro, è che il loro essere anticonformiste e apolitiche incomincia a scricchiolare anche in quei salotti in cui la sinistra radical chic si è ormai adagiata da tempo. I primi a storcere il naso sono proprio quei "reazionari" sessantottini che credono di aver fatto la rivoluzione ottenendo un 18 politico agli esami universitari, ma questo è un altro tema, ad esempio Red Ronnie che da tesserato del PCI ora si dichiara sovranista in quanto è la realtà più vicina al popolo, rispetto alla canea rose di invertebrati che abbaia "Bella ciao!" alla argentea luna colpevole di incorniciare un meraviglioso spettacolo invadendo il "nero" manto stellato, oppure Giovanni Masotti storico corrispondente estero per il TG1.
Il primo fa notare alle sardine "piazzaiole" alcune incongruenze "“È ridicolo cantare Bella Ciao nell’Italia dei nuovi invasori” [...] “Il testo recita ‘una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor'”, ha fatto notare il critico musicale. Sarebbe dunque Salvini l’invasore? “Ma no. Anzi. Semmai Salvini combatte le nuove invasioni. Intanto assistiamo ad un’invasione culturale ai nostri danni. Per dire, io non sono propriamente cattolico: ma non riesco a comprendere quelli che considerano il crocifisso nelle scuole come un’offesa alla sensibilità altrui”" fin qui mi sento di riuscire a condividere il pensiero del critico musicale che in altro articolo aveva già espresso questo pensiero difendendo, in quell'occasione anche Salvini definendolo un istintivo che raramente ha bisogno di leggere appunti. Dello stesso avviso è Masotti che si scaglia contro le "antagoniste"  dell'opposizione (che di per sé è un controsenso, ma di questo ne ho già parlato in precedenza) che fanno le partigiane in democrazia scagliandosi contro chi non ha il potere (tradotto "abbaiano alla luna") il quale apostrofa senza mezzi termini "Andate a cantare Bella ciao! in Corea del Nord!!! [...] “Cara sardina, tu vuoi l’avventura e allora vai in piazza per sentirti un eroe a tempo perso. Ti vedi partigiano e sogni un nemico in camicia nera”. Inizia così una lettera di Giovanni Masotti [...] Il giornalista avverte: “Il fenomeno sardine c’è e non va deriso, ma nemmeno consacrato. Va ‘smascherato’ nella sua contraddizione di base” [...] “Tu canti ‘Bella Ciao’. Ma non ci sono montagne, non c’è regime, nessuno ti impicca, nessuno ti fucila, non c’è il dittatore con i baffetti, non c’è l’8 settembre e non ci sono poveri sbandati che tornano dal fronte. Tu vuoi la resistenza, ma sei in democrazia” [...] “tu vuoi l’avventura, ma come nemico hai scelto Salvini, un uomo con la felpa che sta in mezzo alla gente e twitta di Nutella, e che per sfiga non sta neppure al governo ma all’opposizione” [...] “Allora, cara sardina, se vuoi fare l’eroe nuota almeno fino a Hong Kong e urla ‘Bella Ciao’ ai militari cinesise vuoi davvero rischiare, c’è un dittatore pazzo in Corea del Nord con il ditino pronto, appoggiato sul pulsante di un’atomica. Rifletti, sardina. Rifletti… Non inventarti dittatori solo per divertirti a giocare al martire”" il problema è tutto lì, sta gentaglia è talmente senza scopo nella vita da cercare nemici dove non ci sono e inventarseli se proprio non se ne trovano, ma si scagliano contro bersagli di cartone anziché scagliarsi contro i mali moderni quali l'immigrazione incontrollata, l'U(B)E, il buonismo boldriniano veicolato da una chiesa cattolica che abbraccia la causa migratoria al solo scopo di cercare consensi e una nuova verginità che non verrà, invece, mai più restituita alle vittime innocenti dei preti pedofili. Abbiamo sempre più un sistema di affidamento (Bibbiano non è più un caso isolato) che strappa i figli alle famiglie biologiche dopo aver perpetrato violenza psicologica sui bambini. In tutto questo marciume qual è il vero male identificato dalle sardine rosse? Salvini al Papeete e 4 nostalgici che due volte l'anno vanno a fare un saluto romano sulla tomba del Duce a Predappio... "All'armi, all'armi, all'armi siam fascisti! Terror dei comunisti!" anche quando non esistono più.

7 gennaio 2020

Sophie Scholl, Salvo D'Acquisto e la giustizia Nazista... terza parte la giustizia nazista

Mi rendo perfettamente conto che può far inorridire giustificare, quando non difendere apertamente, i brutali eccidi compiuti dall'alleato germanico nei confronti della nostra popolazione "civile" durante la seconda guerra mondiale (non che durante la prima ci fossero andati più leggeri, ma almeno erano nemici) sia quanto meno deprecabile. Eppure è un atto doveroso che va compiuto non solo per riabilitare il nome di un popolo che, più di tutti, sta pagando sotto i martellanti colpi dei sensi di colpa imposto dalla canaglia giudaica, ma soprattutto a difesa di un ideologia che, prima dell'odio verso gli altri popoli, pone al centro l'amore per la propria razza a cui, vogliano o meno le canee rosse, tutti appartengono. Le razze umane esistono e a prescindere dalla filosofia spicciola del "volemose bene" sono diverse tra loro biologicamente compatibili (dicono) come lo sono per le altre razze del mondo animale. Tanto si amano e ammirano le purezze e gli "imbastardimenti" delle razze animali quanto si denigrano le purezze di quelle umane... anzi di quella bianco-caucasica... tanto si esaltano l'imbastardimento della razza "Ariana" con le più spregevoli razze inferiori.
Chiaramente questo non è un trattato sulle razze e nemmeno il "Mein Kampf - 70 anni dopo", ma è solo l'esordio di un articolo che vuole portare alla luce fatti poco noti, dimenticati o sconosciuti.
Abbiamo visto nello scorso articolo di come il sacrificio del carabiniere Salvo D'Acquisto abbia salvato la vita di 22 persone rastrellate tra la popolazione civile in seguito al, chiamiamolo, incidente della caserma abbandonata della guardia di finanza di Torre Perla di Palidoro. Certo potrebbe sembrare esagerato reagire in modo così violento a quello che è stato venduto come incidente, ma considerando quanto affermato nell'articolo in questione, bisognerebbe valutare se fu davvero un incidente piuttosto che un attentato in piena regola.
Di rastrellamenti e fucilazioni da parte nazista sono costellate intere pagine di libri di "storia" e della resistenza partigiana, quello che viene omesso sono quasi sempre le cause. Come ad esempio tutto il piagnisteo che viene fatto attorno all'eccidio delle Fosse Ardeatine, ma non si considera mai che i partigiani, in quell'occasione, rubarono il carretto di un netturbino, vi nascosero una bomba e, al momento della detonazione, uccisero 33 soldati ed un civile il dodicenne Piero Zuccheretti ed oltre 50 feriti, la reazione tedesca fu immediata, rastrellarono nemici politici, criminali e giudei nelle carceri romane il totale dei fucilati fu di 335 prigionieri (Hitler chiese in prima istanza la fucilazione e la distruzione dell'intero quartiere che ospitava Via Rasella, ordine ignorato attribuendolo ad eccesso di rabbia per l'accaduto), i 5 in più rispetto al rapporto di 10 a 1 (10 italiani per ogni tedesco ucciso) fu un banale errore di conteggio dei prigionieri.
Tranne il caso dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema (a cui ad oggi non riesco a trovare una causa scatenante se non la frustrazione di un esercito che è stato tradito dal nostro paese, che si è trovato prima ad essere nemico nel '15-'18, poi alleato, poi di nuovo nemico ed infine di nuovo alleato del nostro esercito) tutte le altre stragi hanno una causa e questa causa è sempre un attacco partigiano che, se visto in ottica di liberazione della Nazione occupata, non sarebbe di per sé un male se non fosse che i "nostri" partigiani avevano allora e hanno tuttora (come ampiamente dimostrato) l'intento di sostituire la dittatura nazifascista con quella, meno amorevole, di tipo stalinista. Chiaramente alle rappresaglie è preceduto sempre l'affissione di un proclama in cui si chiedeva ai responsabili dell'attentato di farsi avanti ben specificando che in mancanza di colpevoli si sarebbe proceduto alla fucilazione della popolazione civile nella misura di 10 a 1 appunto. Per quanto facilmente dimostrabile la sua estraneità ai fatti dell'attentato a Torre Perla, l'eroe D'Acquisto ha dimostrato che, attribuendosi la colpa, i tedeschi non hanno svolto ulteriori indagini né azioni repressive. Ma mentre il carabiniere si sacrificava per salvare 22 innocenti, Rosario Bentivegna (il vile attentatore di via Rasella) andava a reclamare una medaglia d'oro con la "bellezza" di 369 morti sulla coscienza di cui, sino al giorno della sua morte, mai si pentì "La bomba che condusse alla rappresaglia delle Fosse Ardeatine nel 1944 è una ferita aperta nella memoria storica della nazione e nella sua (cattiva) coscienza. Così tanto che fino agli ultimi giorni di vita Bentivegna ha rifiutato di riconoscere che il suo gesto ha avuto un pesante rovescio della medaglia. Un rifiuto portato avanti soprattutto attaccando ostinatamente una foto che ritrae i resti di una delle vittime della sua bomba: il dodicenne Pietro Zuccheretti.", ma quel vile di Mentana chiese a Pripke di pentirsi e chiedere scusa per aver eseguito un ordine ricevuto in tempo di guerra.
Questi sono solo due esempi che mostrano da un lato la fredda determinazione con cui i tedeschi eseguivano un ordine fosse esso di fucilazione di un colpevole senza colpa, ma che portava a risparmiare la vita a innocenti, o di una moltitudine come rappresaglia di un attacco ricevuto da parte di truppe irregolari. Infatti non è che i tedeschi fucilarono la popolazione civile per i caduti ad Anzio o Monte Cassino*.
Un altro esempio di quanto fossero leali gli alleati (in particolare gli americani, ma non solo) arriva dalle memorie dell'ammiraglio Dönitz, di cui ho accennato in scritti precedenti, nello specifico mi viene in mente il caso del piroscafo Laconia.
Il caso "Laconia", il 12 settembre del '42 l'U-156 affondò suddetta nave passeggeri impiegata, dall'ammiragliato inglese, come nave da trasporto truppe (sempre per il concetto, espresso in in scritti precedenti per cui gli inglesi non si facevano molti scrupoli ad usare navi civili per impieghi militari, salvo poi cambiare le carte in tavola quando le loro azioni gli si ritorcevano contro). Dopo l'avvenuto affondamento il comandante del U-156 (tenente di vascello Hartenstein) udì delle grida di aiuto, in italiano, provenire dai naufraghi. Procedendo al salvataggio, e da successive dichiarazioni dei comandi britannici, si apprese che a bordo del piroscafo si trovavano: "436 uomini dell'equipaggio britannico, 268 militari inglesi in licenza con 80 donne e bambini, 1800 prigionieri di guerra italiani e 160 prigionieri di guerra polacchi provenienti dalla Russia".
Il comandante del sommergibile comunicò la situazione al comando dei sottomarini (di fatto all'ammiraglio Dönitz) il quale ordinò di procedere al salvataggio dei naufraghi, nonostante tale azione fosse contrario ai principi della guerra navale sin lì combattuta a cui gli alleati si attennero sin dall'inizio della guerra non impegnando mai le proprie navi in azioni di salvataggio dei naufraghi nemici.
Dönitz ottenne autorizzazione dai suoi superiori, e persino dall'ufficio di Hitler, di procedere al salvataggio (Hitler si raccomandò solo che la missione degli altri sommergibili diretti a Città del Capo non venisse compromessa). All'azione dell'equipaggio di Hartenstein si unirono gli U-boot U-506 e U-507 oltre al sommergibile italiano "Cappellini" richiesto espressamente da Dönitz. Il comandante del sottomarino trasmise un radio-messaggio in chiaro ed in lingua inglese offrendo una tregua alle navi che avessero voluto soccorrere i naufraghi: "Se qualche nave vuole aiutare a raccogliere i naufraghi dell'equipaggio del 'Laconia', non la attaccherò, a condizione che io stesso non sia attaccato da navi o aeroplani. Ho salvato 193 uomini, 4°52' sud, 11°26' ovest, sommergibile tedesco". Ripetuto più volte anche sulle frequenze internazionali... insomma non c'era possibilità che gli inglesi non ne fossero al corrente, infatti la risposta alleata non si fece attendere  e alle ore 11.25 del giorno 16 settembre un quadrimotore americano compare all'orizzonte l'equipaggio stende sul ponte una bandiera della croce rossa di 4 metri quadrati, mentre il comandante invia un messaggio morse in direzione del velivolo senza ottenere risposta o meglio la ottiene un'ora più tardi quando il quadrimotore prima tenta di bombardare il sottomarino e poi getta una bomba in mezzo alle imbarcazioni, scialuppe di salvataggio e zattere con a bordo i naufraghi, che il sottomarino aveva a traino, rovesciandone una. Con la quarta bomba danneggia lo scavo del sommergibile che è costretto a sbarcare i naufraghi (inglesi e italiani) per cui non ci sono più scialuppe. Una sorte simile toccò all'U-506 bombardato da un idrovolante. Dopo l'operazione di salvataggio per i naufraghi del "Laconia" l'ammiraglio diede ordine perentorio di attenersi alle regole di guerra che vedremo a breve. Per quest'ordine fu accusato, sostenuta tuttora da parte dell'opinione pubblica, di aver emanato un ordine di assassinio, nonostante il tribunale di Norimberga lo assolse da tutti i capi di imputazione.

Un esempio delle regole di guerra si può evincere dalle affermazione dell'ammiraglio di flotta Nimitz, marina degli Stati Unuti, che al processo di Norimberga dichiarò "In linea di principio, i sommergibili degli Stati Uniti non salvavano naufraghi nemici se ne fosse risultato un pericolo non necessario e supplementare per il sommergibile, oppure se ciò avesse impedito a quest'ultimo di eseguire un ulteriore missione." ebbene l'U-156 quando si fermò a soccorrere i naufraghi del Laconia era impegnato, insieme ad altri 3 sommergibili, in una missione che li avrebbe portati a colpire il traffico mercantile britannico al largo di Città del Capo. Come detto la propaganda inglese (e non) diffuse a gran voce l'accusa nei confronti di Dönitz, accuse che non vennero appoggiate né imputate a lui, al comando dei sottomarini o alla guerra subacquea stessa condotta dalle navi tedesche, ma di questo non si fa menzione.


*Se le opere d'arte di Monte Casino furono salvate al feroce bombardamento alleato non lo si deve certo al gruppo di "curatori d'arte" alleato che si premurò di andare di città in città a salvare quadri e statue, ma lo si deve piuttosto agli ordini del generale Albert Kesserling che, a costo di appiedare i propri soldati, costringendoli ad una stregua resistenza anziché ad una agevole ritirata, li privò di camion per trasferire le opere d'arte dal monastero alla città del Vaticano.