16 giugno 2020

A non guardare i canali vaticani...

A non guardare i canali vaticani sicuramente si guadagna in salute mentale, vista la brutta piega che la chiesa cattolica ha preso negli ultimi anni (soprattutto con il pontificato di Bergoglio... ridateci il tedesco), ma a volte si possono perdere delle vere e proprie chicche televisive.
Infatti nella serata di ieri, sul canale vescovile "TV2000", mentre andava in onda il solito film su Gesù, è apparsa la scritta "MUSSOLINI HA SEMPRE RAGIONE". Puntualmente e immediata è giunta la risposta dell'emittente che parrebbe poter essere stata hackerata "“Stiamo effettuando delle verifiche. Il contenuto di queste didascalie non corrisponde ovviamente al pensiero dell’emittente. Da esse ci dissociamo con fermezza e ci scusiamo con i nostri telespettatori”".


L'emittente assicura che indagherà sull'accaduto e darà la caccia ai responsabili, ma nel frattempo, noi non possiamo fare altro che apprezzare l'iniziativa dell'emittente. D'altronde i poteri della Chiesa in Italia furono proprio ristabiliti dal Duce con i patti lateranensi dell'11 febbraio 1929 e dal momento che la prossima foto arriva direttamente da Vatican news non sarà facile smentire un tale accadimento storico.

Infatti la persona che, con pochi capelli (che diventerà noto come "il pelato" per usare uno dei nomignoli meno sgradevoli che gli vengono quotidianamente rivolti) seduto accanto al Cardinal Gasparri è proprio lui il DUCE d'Italia Benito Mussolini, "Gli Accordi del Laterano del 1929, d’altra parte, e più tardi la loro recezione nell’articolo 7 della Costituzione della Repubblica italiana, nel contesto di un inquadramento teorico dei rapporti tra Chiesa e Stato che richiama alla mente proprio un passaggio del par. 76 della Gaudium et spes, completarono e perfezionarono un assetto nuovo. Alla Santa Sede vennero date le più ampie garanzie per lo svolgimento della sua missione nel mondo;" (fonte Vatican News https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2020-02/editoriale-osservatore-romano-11-febbraio.html).
Infatti non è un caso se i fascisti italiani (sia i più nostalgici che i fascisti di nuova formazione) si rifanno al motto "Dio, Patria, Famiglia!!!" che mi aspetto di veder comparire prossimamente sull'emittente vaticana al prossimo incontro tra il pontefice e la cinese che cerco, come un emissario di "tana delle tigri" di lanciare il pontefice contro le corde del ring il quale rispondeva con una serie di schiaffi alla mano per liberarsi dalla dolorosa morsa dell'avversario. Il pontefice, giurano i fedeli presenti in piazza, quando non visto dall'attento sguardo dell'arbitro popolare (i fedeli in mondo visione) ha infilato i piedi in due grossi secchi di metallo e si è scagliato contro "Maschera d'oro" (muso giallo) colpendolo al volto. Interrogato sull'accaduto nel dopo incontro ha affermato "la rinascita dell’umanità è cominciata dalla donna. Le donne sono fonti di vita. Eppure sono continuamente offese, picchiate, violentate, indotte a prostituirsi e a sopprimere la vita che portano in grembo. Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio, nato da donna. Dal corpo di una donna è arrivata la salvezza per l’umanità". D'altronde si sa che Jorge "Naoto" Bergoglio è pur sempre un lottatore addestrato alla tana delle tigri.

15 giugno 2020

Devasta tu che devasto anch'io

Le proteste non sembrano placarsi né negli USA né, a quanto pare, in Europa che con la violenza della polizia di Minneapolis non c'entriamo nulla, abbiamo, mio malgrado, accolto ogni sottospecie umana e subumana nei nostri territori. L'abbiamo nutrita, vestita e mantenuta. Non gli abbiamo dato fuoco, picchiato o fatto alcun altro tipo di aggressione fisica o verbale. Non li abbiamo rapiti come schiavi dalle loro case di merda e fieno. Eppure protestano per aver subito un trattamento iniquo, distruggono le statue che costituiscono la nostra storia, cultura e religione (che continuo a non abbracciare) coadiuvati e coordinati da vili traditori che non si guardano allo specchio, diversamente saprebbero che le loro proteste contro la "supremazia" bianca in Europa, la loro classe privilegiata da figlio del questore, del sindaco, del dottore, ecc. (anche loro radical chic), andrebbe rivolta contro sé stessi e non contro la statua di Indro Montanelli.
Facciamo un po' d'ordine.
Le proteste sono sbarcate nel vecchio continente nelle isole britanniche, per essere precisi nella multietnica e multirazziale città di Londra e altre realtà (quali Bristol), dove della feccia a caso sta abbattendo e/o imbrattando pezzi di storia del Regno Unito. Se da un lato potremmo (a livello di logica) comprendere l'abbattimento della statua di Colton (lo schiavista che fece la fortuna di una città inutile come Bristol) altrettanto, come già detto, non capiamo le ragioni per l'accanimento contro quella di Churchill.
Secondo diverse fonti il sindaco pellet della città di Londra (a dimostrazione del fatto che il Regno Unito e xenofobo e razzista) ha stabilito che una commissione deciderà quale parte della storia cittadina, ma presto la vedremo allargare a tutto il paese e giungere sino a qui facendo così felice la Boldrini che potrà finalmente rimuovere l'intero secolo del '900 italiano o quanto meno i suoi primi 43 anni*, dovrà e potrà essere salvata e tramandata.
Sono abbastanza sicuro che Churchill non se la caverà, quindi avremo che il nazifascismo, che presto non esisterà più, non sarà stato in alcun modo combattuto dall'impero britannico. Sempre che non salti fuori che anche Roosvelt era un razzista, in tal caso avremo, fino a quanto gli ebrei smetteranno di fingere di non sapere il trattamento riservato a loro in Russia, che la seconda guerra mondiale fu combattuta tra Russia e Germania (dal momento che il nazifascismo non esisterà più).
Sempre dal regno unito giunge la notizia strappa lacrime del negro (superpalestrato, esperto di arti marziali e muscolosamente enorme) che salva dal linciaggio un feroce estremista di destra. Secondo la stampa nostrana questo gesto è quello che ci vuole per distendere gli animi... "Il manifestante anti-razzismo che aiuta l'estremista di destra: l'immagine simbolo delle proteste di Londra [...] È un'immagine che infonde speranza e fiducia nonostante le lacerazioni razziali e le ferite sociali di questi ultimi giorni, riapertesi oltremanica dopo le manifestazioni antirazziste di Black Lives Matter due weekend fa, gli scontri che ne sono scaturiti, lo sfregio alla statua di Churchill, vergata da un giovane manifestante nero con "era un razzista" fino alla contromanifestazione di hooligan ed estrema destra di ieri: scontri con la polizia, giornalisti picchiati (tra cui l'italiano Corrado Amitrano) e l'oltraggio della targa a Keith Palmer, il poliziotto inglese ucciso dall'Isis nel 2017 a Westminster, che un dimostrante (poi arrestato) ha scambiato per orinatoio. [...] Dell'uomo bianco soccorso ancora non si conosce il nome. Di chi lo ha aiutato sì: si chiama Patrick Hutchinson, londinese, padre di due figli ed esperto di arti marziali. Questa sua passione e il fisico roccioso lo hanno facilitato nell'impresa. "Ma non sono un eroe, mi hanno aiutato anche altre persone", ha raccontato alla tv britannica Channel 4. "Stavano pestando quell'uomo. Era in pericolo di vita. Così ho deciso di agire".

"È stato un attimo, non ti rendi davvero conto di quanto sia pericoloso", continua Hutchinson. "Ho visto una persona in grossa difficoltà allora mi sono buttato a terra anch'io e, sotto calci e pugni, ho provato a tirarla fuori da lì, proteggendola con il mio corpo. Ho ricevuto moltissimi colpi anch'io ma per fortuna altri mi hanno fatto scudo. Non sono un eroe. È stato un lavoro di squadra"." (fonte republica.it) Già forse il nome dell'estremista di destra non è noto perché non è un estremista di destra, né un hooligan, ma semplicemente lo hanno visto bianco e rasato e lo hanno aggredito? Chiedo eh... Come si scoprì che i razzisti ad aver lanciato le uova nell'occhio della scimmia discobola a Torino non erano di Casapound, ma del PD? Chiedo eh...
Ad ogni modo le proteste stanno arrivando anche da noi, alla lista di vittime della barbarie negroide e "negrofila" (Re Umberto I e Vittorio Emanuele II) si è unita anche la statua di Indro Montanelli accusato di essere un razzista e uno stupratore in quanto, prese in moglie una giovane abissina. Aldilà della possibile accusa di pedofilia, dato che si trattava di una sposa bambina di 12 anni (pratica tuttora in uso in quei paesi di merda, ma come recita un meme di questi giorni finché lo fanno loro va tutto bene, ma s'incazzano quando a farlo è un bianco),  ma Montanelli in abissinia non ci andò da vecchio era un soldato italiano di poco più di circa 25 anni (allego un articolo dal titolo fuorviante https://www.bufale.net/precisazioni-indro-montanelli-e-lacquisto-di-una-moglie-12enne-in-abissinia-era-un-bel-animalino/), non si capisce appunto come faccia uno che si sposa una negra ad essere accusato di razzismo. Bah!
Ad ogni modo la vicenda delle rivolte in cui, accanto alle illegittime proteste per maltrattamenti subiti solo nella loro mente o dai loro progenitori centinaia di anni fa, vengono devastati i nostri monumenti e stralci della nostra storia, mi ricorda fin troppo l'avvicendamento tra i sostenitori del dio semita padre del cristo con la vecchia religione pagana europea, infatti costoro non si limitavano a distruggere statue e tempi pagani, ma si accanivano (come successe ad Alessandria) anche e soprattutto sulla cultura e sulla storia passata. Questo viene ben descritto dal film "Agorà" del regista spagnolo Alejandro Amenábar, in cui buona parte dei testi contenuti nella biblioteca furono distrutti da "parabolani" il braccio armato e violento del cristianesimo. Sostanzialmente non venitemi a raccontare che questa non è una sostituzione di popolo in piena regola e che ai pellet, qui sbarcati, non è stato dato l'ordine o, quanto meno, passata l'idea che questa è terra di conquiste dopo che i nazionalismi sono stati opportunamente ammanettati e imbavagliati, dai partiti democratici.

Non è un caso che i soldi donati al movimento dei bl(D)m (black lives Don't matter: la vita dei negri non conta un cazzo), finiscano direttamente nelle tasche del partito democratico americano. "Segui il denaro, follow the money, e scoprirai qualcosa anche del movimento Black Lives Matters, che sta incendiando le piazze d’America e non solo. [...] Le piazze si sono incendiate in tutti gli States e si sono innescati due fenomeni paralleli. Il primo sono i veri e propri saccheggi e guerriglie urbane. Il secondo è la critica al presidente Donald Trump che ha subito chiesto, e non ottenuto, l’intervento dell’esercito [...] Ma, dicevamo, occorre seguire i soldi. Quelli che il movimento si è subito affrettato a chiedere al pubblico degli inginocchiati. [...] Per seguirli occorre andare sul sito Blacklivesmatter.com. Dalla prima pagina, e ovviamente in bella evidenza, c’è un bottone, giallo, con su scritto «Donate». Dopo averlo cliccato si viene indirizzati in una pagina sicura organizzata da una piattaforma di raccolta fondi che si chiama ActBlue. E qui che nell’apposita casellina potete inserire la cifra della donazione. [...] Opensecrets.org che tiene traccia di come le diverse organizzazioni spendono i quattrini raccolti dal vasto pubblico, spesso in risposta ad ondate di indignazione di massa. Digitando nell’apposita casella di ricerca Actblue (ripetiamo l’organizzazione scelta dal Blm) vediamo subito dove sono andate a finire le loro donazioni nel 2020. Compare una classifica dei primi dieci. Il primo della lista è il candidato presidenziale, avversario di Trump, che si è beccato circa 190 milioni di dollari. Secondo in classifica sempre Joe Biden, con 119 milioni, ma in questo caso si dovrebbe trattare della sua organizzazione elettorale. Al terzo posto un’altra democratica, la senatrice Elizabeth Warren, senatrice democratica che ora appoggia Biden. Seguono Pete for America, cioè Pete Buttigieg il giovane trentasettenne che infiammò sempre le primarie democratiche, e così via." (fonte https://www.nicolaporro.it/i-soldi-di-black-lives-matter-finiscono-ai-dem-usa/).
Quindi già sappiamo chi c'è dietro e quale sia lo scopo delle proteste, indebolire Trump. Se poi ci unisci queste notizie "A Seattle gli anarco-black lives matter-radical chic-antifa-gender fluid-fighetti in rivolta hanno istituito una specie di comune anarchica e radical chic in centro città denominata CHAZ (Capitol Hill Autonomos Zone). Il sindaco del partito democratico d'accordo con il governatore del partito democratico ha deciso di lasciarli fare ritirando la polizia dalla zona. In pratica hanno autorizzato un colpo di stato. Ma come tutte le belle storie dei radical chic la cosa non pare andare come speravano.

Prima di tutto sono venuti i senza tetto che hanno rubato tutto il cibo dei fighetti rivoltosi. Questi ultimi hanno tentato inizialmente, buttando terra su dei cartoni in piazza e piantando vasetti di verdure, di creare un'agricoltura. Fallito miseramente il tentativo (che strano!), si sono dati agli appelli via Twitter perchè i "progressisti solidali" del paese inviassero loro cibo rigorosamente vegano.

Ma non è finita qui: ieri il rapper afroamericano Raz Simone si è autoproclamato capo della zona e con una banda di armati ha comiciato a smazzolare di botte i radical chic e chiedere il pizzo alle attività e alle persone. Ora i fighetti radical chic antiarmi hanno fatto un appello, sempre su Twitter, affinchè i progressisti armati del resto del paese venissero a liberarli.

Trump intanto pare si stia stufando: ha intimato al sindaco di riprendere il controllo della città sennò interverrà lui con l'esercito.

Tre considerazioni:
1) tanti in Italia ridevano degli americani che all'inizio della pandemia facevano la fila per comprare armi. Gli americani evidentemente conoscono meglio l'America di noi. I fessi alla fine sono risultati quelli che non si sono armati;

2) complimenti al rapper Raz Simone che si è messo a insegnare l'anarchia vera agli anarchici fighetti da salotto;

3) alle prossime elezioni americane da un lato c'è Trump e la civiltà, dall'altra una schifezza inenarrabile. Ma non prevalebunt, il bene vincerà."

*Infatti si potrà parlare del fascismo solo negli ultimi due anni di vita dove la RSI (Repubblica Sociale Italiana) passerà dall'essere la strenua difesa della nazione ad un "ridicolo" tentativo di colpo di Stato, "facilmente" soppresso nel sangue dai partigiani dell'ANpI.

10 giugno 2020

Ma qualcuno lo ha mai chiesto ai pellet?!?

La domanda è legittima, ma invece che arrivare da me dovrebbe arrivare dai giornalisti (scientificamente accreditati) per il governo nella brutta figura di Teresa Bellanova. Infatti il ministro all'agricoltura avrebbe dovuto fare i conti con l'oste, anziché lanciare lì cifre, sperare e frignare quando le hanno detto di non dir cazzate.
Secondo il ministro, la manovra di regolarizzazione di oltre 600.000 pellet (come avevo scritto tempo fa è norma di legge per dcpm, alla faccia del fatto che era pericoloso dare in mano il potere assoluto a Orban, quando qui la dittatura va in prima serata ad attaccare democraticamente le opposizioni) avrebbe risolto due problemi. Il primo quello del mancato accesso in Italia, causa corona virus, degli stranieri stagionali preposti a lavorare nei campi. Il secondo quello del lavoro nero che, nella mente vaneggiante della Bellanova, affligge proprio gli oltre 600.000 pellet presenti sul territorio. Forse per la PiDiota ministro all'agricoltura avrebbe risolto anche il disagio sociale, la disuguaglianza economica, la lotta di classe, la fame nel mondo, trovare una cura per tutte le malattie (ma facendo in modo che le case farmaceutiche abbiano comunque il proprio tornaconto), far revocare i 32 scudetti rubati dalla juve e i 3 vinti da dopati, far resuscitare Gandhi e madre Teresa di Calcutta (mai capito tale titolo dal momento che era un albanese di merda), cancellare dalla memoria storica il fatto di aver avuto come segretario PiDiota gente del calibro di Renzi e Zingaretti e infine avere la possibilità di fare la guerriglia al fianco del "Che", ma questa è più una cosa sua più che per l'interesse della nazione.
La realtà, inutile dirlo, è ben lontana dalla realtà, la juve allo stadium continua a sventolare scudetti tricolore con impresso il numero 37. A parte questo il resto è andato tutto come aveva previsto lei... o quasi.
In effetti andando ad analizzare alcuni dettagli specifici, la realtà non è esattamente come l'aveva immaginata il "nostro" ministro in uno dei settori più critici di qualunque nazione si tratti (l'agricoltura). Nella sua mente alla pubblicazione della legge sanatoria orde di pellet avrebbero preso d'assalto gli uffici dell'immigrazione, mentre le uniche cose ad essere prese d'assalto sono state, ancora una volta, le nostre coste e, recentemente, i nostri monumenti (ma questa storia la racconteremo più avanti se il filo del ragionamento mi ci condurrà). Delle 600.000 domande previste ne sono state presentate appena 9.500. Mmm... ma qualcuno ha chiesto ai pellet se a loro stava bene rinunciare per sempre alla propria cittadinanza di Fanculonia o zone limitrofe per diventare tutti italiani? Riguardo alla figura di merda... oops... riguardo a quello che Il Primato Nazionale, ed i giornalai allineati al regime, definisce un flop, la Bellanova dichiara che "“Questa norma costruisce condizioni per la giustizia sociale: quale che sia il risultato, non sarà mai un flop. Fosse anche una sola la persona che viene strappata all’invisibilità e a condizioni di lavoro oscene, lo considero comunque un successo. Per me è sempre stato chiaro: mai con la mafia dei caporali”: dice così il ministro Teresa Bellanova in un’intervista a Repubblica. Insomma, non importano i numeri, importa … il sentimento." la mafia dei caporali... ma quant'è che non si usa più tale espressione?!? Sarà almeno dagli anni '70?!?
Come dicevo quello che non è stato considerato, quello che non viene mai considerato è chiedere ai pellet che cosa vogliono fare. Ovvero, aldilà delle ONG che vedono una vittima nel negro che sta, cappello alla mano, tutto il giorno a elemosinare davanti al supermercato, qualcuno gli ha mai chiesto "se avessi un'alternativa preferiresti romperti "la schiena" per 12 ore in mezzo ad un campo per €500-600 (lordi) al mese o continuare a fare l'elemosina per una cifra variabile (nell'imprenditoria è così) compresa tra i 50 e i 150 euro al giorno? Sono sicuro che, dal momento che scappano dalla guerra, dal momento che il loro (verso l'Italia) è un viaggio della speranza, ecc. Saranno ben felici di fare il lavoro che gli italiani non vogliono più fare per una cifra che gli italiani non si possono più permettere il lusso di accettare. 
"“Ho registrato il fabbisogno di lavoro stagionale indicato dalle organizzazioni agricole tra i 270 e i 350 mila lavoratori. E ho affermato, sulla scorta dei dati di molti Osservatori indipendenti, l’esistenza nel nostro paese di circa 600 mila invisibili. Nel lavoro di cura e domestico, in altri settori, costretti a vivere in insediamenti informali, alla mercé del caporalato e del lavoro nero che significa spesso riduzione in schiavitù”"... ancora i caporali e siamo a 2, ma la domanda torna prepotente, ma qualcuno se l'è fatto due domande? Si è, per caso, domandato il perché l'agricoltura si rivolge agli stagionali (principalmente stranieri perché con i nostri stipendi da fame a casa loro fanno i signori da ostriche, aragoste e Champagne a Cortina, mentre se un italiano dovesse vivere con lo stipendio 600 euro al mese per 3 mesi all'anno si ritroverebbe al posto del pellet con il cappello in mano davanti al supermercato, ma in quanto tale (ovvero non appartenente ad una delle categoria protetta dalla sinistra borghese e radical chic) non "tirerebbe su" la stessa cifra. La risposta può sembrare banale, ma la natura ha dei tempi ben precisi e, con l'introduzione di macchine per la mietitura, la raccolta, ecc. non c'è bisogno di avere 250-300.000 lavoratori fissi tutto l'anno perché non saprebbero che cosa fare. Inoltre i "600 mila invisibili. Nel lavoro di cura e domestico, in altri settori..." non sono assolutamente i 600.000 pellet caduti dal barcone dal 2014 ad oggi, bensì sono zingari e indocinesi (chiamati da me affettuosamente cinghios, visto lo stato di deperimento con cui arrivano in Italia). Un pellet nigeriano (o qualsiasi altra nazione africana), con in testa le pellicce e i "catenazzi" d'oro dei rapper americani, non si "abbasserebbe" mai a lavare il culo ad un vecchio nemmeno di fronte all'opportunità di fregargli mensilmente la pensione e infliggergli quotidianamente umiliazioni e maltrattamenti. 
Ma la Bellanova non demorde e crede che chi offre lavoro in nero sia fortemente motivato a pagare uno stipendio maggiore allo schiavo (di cui ha disperatamente bisogno per restare a galla), di pagare più tasse (cosa di cui ha disperatamente bisogno di evitare) e di beccarsi una denuncia per evasione fiscale che, secondo le leggi tuttora in vigore promulgata dal M5S(tronzi), frutta più anni di galera che l'associazione a delinquere di stampo mafioso... e dichiara "“E’ interesse di tutti garantire l’emergere del lavoro irregolare, italiano e straniero. In quest’ultimo caso per ragioni legate all’emergenza e alla sicurezza sanitaria loro e nostra, e perché solo svuotando la platea del lavoro sommerso e clandestino si toglie acqua ai caporali e alla concorrenza sleale che avvelena e inquina i rapporti. È necessaria una informazione quanto più corretta e capillare possibile rivolta a questi lavoratori. Chi di dovere si muova di conseguenza. La norma non va boicottata ma sostenuta“. E chi è di dovere, se non il governo?" e caporali e 3... ma suo padre/padrone era un caporale dell'esercito borbonico che gli stanno così tanto sulle ovaie rinsecchite i caporali?!?
Ancora una volta sto governo dimostra di non capire un cazzo. O meglio, per non essere troppo volgare, non è capace di colmare il divario che c'è tra la realtà della vita della nazione e la loro moderna idealizzazione dell'unione sovietica in cui i proletari erano criminali populisti e sovranisti, mentre la borghesia di commercianti, banchieri e latifondisti erano gli eroi del comunismo stalinista.
Per fortuna ci pensano i pellet a far cadere nel vuoto le loro manovre di negrizzazione del paese diversamente saremmo già alle rivolte popolari che, come abbiamo visto, stanno arrivando anche qui da noi.
Riguardo a questo argomento in tutta Europa si stanno moltiplicando gli assalti al monumento dei regnanti e/o governanti resisi responsabili di atti di razzismo e colonialismo. Così secondo la colta sinistra dei rivoltosi Churchill era un razzista a tal punto da combattere, anziché allearsi, ad un governo che ha fatto della purezza razziale il fulcro del proprio programma politico (il resto è stata una conseguenza di mantenere le promesse elettorali). Anche in Italia non siamo nuovi a certi episodi, infatti se da un lato, come denunciato ieri, si può riconoscere una certa logica (mai un consenso) nello sfregiare la statua di Umberto I re d'Italia e Imperatore (data la conquista dell'Eritrea dichiarata ufficialmente colonia Italiana nel 1890 proprio sotto il regno "umbertino"), avvenuto a Napoli, non si capisce l'accanimento contro il "colonialismo" di Vittorio Emanuele II avvenuto a Torino. Ho il sospetto, ma è solo un sospetto, che i "colti" e sinistri rappresentati dei centri sociali (il gesto di sfregio con una bomboletta nera è stato rivendicato dalla sezione torinese del KSA - Kollettivo Studenti Autorganizzati Torino) "Quando la giunta comunale di Torino si indigna per una sbombolettata nera sulla statua di un colonialista di merda noi rispondiamo che questa statua NON È IL NOSTRO "PATRIMONIO CULTURALE"!", abbiano confuso Vittorio Emanuele II con il nipote, figlio di Umberto I, Vittorio Emanuele III che effettivamente regnò dal 1900 (alla morte del padre ucciso dall'anarchico Gaetano Bresci a Monza episodio di cui, se ben ricordo, avevo parlato in uno dei primi articoli) attraverso le due guerre mondiali e alla colonizzazione dell'Etiopia, dell'Albania e della Libia (oggi colonia di tutto il mondo, ma guai a parlare del periodo fascista). L'alternativa a questa ipotesi in cui i centri sociali fanno la figura degli ignoranti senza dio è che considerano la parte della penisola italiana, che si estende oltre a La Spezia, africa... in questo caso, allora, il loro accanimento è legittimo dal momento che, insieme a quel razzista di Garibaldi, si rese colpevole della colonizzazione dei territori africani sullo Stivale. Spero che sappiano che in questo modo danno ragione alla fu Lega Nord che sosteneva che Garibaldi non avesse unito l'Italia, bensì separato l'africa... ma io sono un fascista picchiatore da stadio ignorante... lascio volentieri a loro le battaglie culturali.

9 giugno 2020

"Signore e Signori ecco a voi Laura Boldrini!!!"

In uno spettacolo televisivo o teatrale si presenterebbe così un personaggio che sta per fare un numero sia esso comico, canoro, drammatico, recitativo o musicale.
Di tutto questo il numero della Boldrini e compagni, che oggi si sono inginocchiati alla camera in segno di remissiva colpevolezza, già è colpa del parlamento italiano se uno o più sbirri di Minneapolis ha ammazzato [...]  (continuo a rifiutarmi di farne il nome). Come scritto in una chat... la Boldrini inginocchiata in camera non è strano... lo strano è che ci siano le foto. 
Oltre alla genuflessione rituale, seppur poco liturgica, di parte della nostra politica, "l'intervento" della ex presidente della camera (ma quando si parla della Boldrini c'entra sempre un riferimento ad una camera?!?), costituito da "8 minuti e 46 secondi" si conclude col grido "«I can’t breathe» (non riesco a respirare)".
Lungi da me contestare la solidarietà espressa attraverso un gesto, seppur così, platealmente, ben diretto da un ottima regia (seppur non accreditata in quanto occulta) anche indegnamente interpretata dagli attori in scena. Lungi da me il non condannare il maltrattamento sugli animali, di cui si son resi responsabili gli sbirri di Minneapolis, ma ciò che contesto è l'ammissione di colpa per una colpa che in Italia non abbiamo. Alcuni vorrebbero farci credere che noi si dovrebbe chiedere scusa per il colonialismo bianco, ma, come ho già detto, se i pellet sono ancora così tanto incazzati per il colonialismo bianco, perché sentono l'esigenza di venir a vivere al nostro fianco? Hanno forse nostalgia della frusta del padrone?
E, dato e non concesso che la popolazione europea possa avere una colpa di qualche tipo nel colonialismo, anche se le scelte furono politico-economiche quindi lontane anni luce dalla vita della plebaglia, non stiamo pagando già abbastanza con il colonialismo inverso? Con la sola differenza che i bianchi a negrolandia hanno portato la civiltà con servizi, infrastrutture e cultura, mentre i pellet portano malattie, da noi debellate da decenni quando non da secoli. Lo so sono ripetitivo, ma giusto per mantenere la monotonia... perché non ho visto nessuno genuflettersi in aula per le vittime dei pellet? Perché la Boldrini sempre presente in TV (nonostante gli allora impegni istituzionali), sinistramente, scompariva ogni qual volta che una donna bianca (anche quando non necessariamente italiana) veniva seviziata?
Così come per gli italiani uccisi dalle "preziose risorse" della Boldrini, lascio alle parole di Cristina Gauri (giornalista de Il Primato Nazionale) l'elenco delle vittime per cui la Boldrini e compagni non si sono mai inginocchiati nonostante la loro responsabilità diretta tramite scellerate politiche migratorie e disastrose politiche economico-sociali. 
"Non l’abbiamo vista inginocchiarsi per Desirée Mariottini, 16 anni, drogata, stuprata da vergine in un tugurio pieno di siringhe ed escrementi e infine uccisa da spacciatori africani nel quartiere romano di San Lorenzo; non lo ha fatto nemmeno per Pamela Mastropietro 18 anni, drogata, stuprata, presa a coltellate, sezionata mentre era ancora viva e poi abbandonata fatta a pezzi in due valigie sul ciglio della strada dal nigeriano Innocent Oseghale. Nessun pugno alzato per Ermanno Masini, Daniele Carella, Alessandro Carole’, massacrati dalle picconate frutto della furia del ghanese Adam «sentivo le voci» Kabobo, né per Stefano Leo, sgozzato a Torino dall’egiziano Said perché italiano, per «togliergli tutte le sue idee, il suo futuro, le promesse e l’amore dei genitori». Nessuno alla Camera è rimasto in silenzio per 8 minuti e 46 secondi per poi gridare «I can’t breathe» (non riesco a respirare) per David Raggi, a cui Amine Assoul detto Aziz ha pure tagliato per sempre il fiato, sgozzandolo con un coccio di bottiglia. Non si è prostrata per i morti dell’Aquila, per quelli del Ponte Morandi, per i quasi 35mila deceduti (dati ufficiali, ma sono probabilmente di più) a causa del coronavirus, loro sì veri martiri di politiche criminali che hanno ridotto al lumicino la sanità italiana."
Concludendo lo ribadisco ancora una volta, io non mi inginocchio innanzi ai pellet e non fuggo... morire per morire tanto vale lottare.

8 giugno 2020

Resa incondizionata. Due parole che sono stufo di sentir pronunciare.

Siamo al capolinea della civiltà come noi la conosciamo. La città di Minneapolis, teatro della morte di un delinquente negro e dei conseguenti scontri più violenti inscenato dal movimento "La vita dei negracci conta (un cazzo)!", ha firmato la resa incondizionata nei confronti di rivoltosi e delinquenti che hanno colto la scusa delle proteste per arricchire il proprio guardaroba di vestiti firmati (Nike su tutti), televisori e altri elettrodomestici o dispositivi elettronici. Nelle proteste veniva chiesto lo smantellamento del dipartimento di polizia ed il consiglio municipale, oggi, ha preso l'insana decisione di capitolare e di provvedere a tale smaltimento. "«Ci siamo impegnati a smantellare la polizia così come la conosciamo nella città di Minneapolis e a ricostruire con la nostra comunità un nuovo modello di sicurezza pubblica che mantenga davvero la nostra comunità al sicuro», ha così dichiarato la portavoce del Consiglio comunale, Lisa Bender." (partito democratico) "In concreto che cosa cambierà? Gli agenti subiranno un ricollocamento in una non ben specificata nuova forza di ordine pubblico, le cui regole e gerarchie saranno riscritte dalle fondamenta. L’obiettivo è quello di creare un sistema procedurale «in cui gli agenti debbano rispondere del loro operato ai cittadini». Si tratta di una decisione senza precedenti, motivata dalla irriformabilità del corpo di polizia cittadino", (Fonte Il Primato Nazionale)
Quindi gli agenti continueranno ad essere gli stessi (se non direttamente responsabili quanto meno della stessa estrazione sociale), ma invece di rispondere ai capricci al municipio, eletto dai cittadini, risponderà ai cittadini... mmm... "sarà ma a me, me pare 'na strunzata!!!"
Si avviano insomma verso il modello distopico di "Robocop" e la sua OCP (Oh Che Palle, come dicevano gli stessi agenti) e altri film novecenteschi in cui la polizia di fatto è privata e, conseguentemente, in vendita ai più facoltosi, se il municipio può pagare bene, se non può pagare resta senza.
"La percezione di insicurezza determinata dallo smantellamento di una forza di polizia porterebbe inevitabilmente un maggior numero di cittadini ad armarsi e a praticare l’auto-difesa. D’altro canto, uno scenario di forze dell’ordine soppresse o pesantemente limitate appare come il sogno bagnato non solo di qualche anarco-teppista facinoroso, ma anche dell’iper-capitalismo libertarian che potrà così privatizzare agevolmente le funzioni di polizia, appaltare la sicurezza dei distretti urbani più ricchi ad agenzie di protezione, (sul modello delle gated-communities), mentre i poveracci rintanati nei loro sobborghi industriali e nei palazzoni di periferia sopravviveranno senza più nemmeno una parvenza di ordine costituito; ma non vi sarà «nulla» da temere – si fa per dire – perché con tutta probabilità il territorio verrà gestito e «protetto» da gang e bande assortite." (fonte Il Primato Nazionale).
Nell'articolo si fa riferimento al telefilm "the Purge" nato, sul successo di "La notte del giudizio" diretto da James DeMonaco, ma onestamente questo genere di iniziativa da più l'impressione di portarci verso la "finzione" descritta da Luc Besson produttore dei 3 film con la stessa trama, ovvero "Banlieue 13" diretto da Pierre Morel, "Banlieue 13 ultimatum" diretto da Patrick Alessandrin  e "Brick Mansion" diretto da Camille Delamarre quest'ultimo è il rifacimento del primo e vede l'ultima apparizione (in vita) di Paul Walker. Tutti e 3 i film, le cui sceneggiature sono opera dello stesso Besson (per cui almeno due ce li potevamo risparmiare,  mostrano delle megalopoli (nei primi due Parigi nell'ultimo Detroit) vedono la città divisa, da muri di cinta, in quartieri (ghetti per dirla in altri termini) in cui solo le aree urbane più ricche sono sotto il controllo della polizia (privatizzata), mentre le aree più povere hanno un "chioschetto" per gli hot dog con un numero inadeguato di agenti persino per raccogliere una denuncia. La, a quanto pare, profetica visione di Besson sta diventando realtà, anche se, nella Minneapolis di oggi, per ora si punterà probabilmente ad una privatizzazione graduale mantenendo la copertura attuale, ma dopo un primo contratto, la polizia privata alzerà i prezzi e le casse pubbliche non saranno più in grado di mantenere un simile dispiegamento andando, progressivamente, a ripiegare in quelle aree già sotto il controllo delle bande di predoni.
Finché succede in America... "in god you trust... god bless you!" (credete in dio... che dio vi benedica!), ma le avvisaglie della protesta più violenta, aldilà delle genuflessioni generali per cui noi italiani dovremmo chiedere scusa ai pellet perché un paio di sbirri di Minneapolis erano presenti alla morte di un negro affetto da covid-19, si incominciano già a vedere sia in Europa che da noi. La statua di Churchill (di cui francamente) è stata imbratta in Inghilterra, in Belgio hanno devastato la statua del re responsabile della colonizzazione dell'africa, da noi hanno imbrattato una chiesa fiorentina ed il monumento di Umberto I a Napoli, insomma le avvisaglie ci sono già... per cui se non intendete combattere state a casa.

5 giugno 2020

Incitamento alla genuflessione generale

Lo dico subito, così da fugare ogni dubbio a Boldrini e compagni, semmai qualcuno venisse a chiedermi di genuflettermi per chiedere perdono ai pellet per i miei privilegi da bianco... prima gli meno e poi gli do fuoco.
Da quanto sta emergendo dai video, che i media continuano a non mostrare se non censurati per nascondere il vero volto della protesta USA (saccheggiare e picchiare selvaggiamente a prescindere), c'è una tendenza sempre più diffusa alla totale sottomissione di quella parte compiacente di popolazione bianca ad una non ben definita popolazione nera. Non ben definita in quanto da un #tag su twitter ne è seguito un movimento che oggi sta trasformando (visto che non risultano dissociazioni di sorta) essere attiva più nei saccheggi e nelle violenze, che nelle proteste per una parità di trattamento.
Sul tema dell'equità di trattamento mi sono già espresso nell'articolo "Black lives don't matter" di mercoledì scorso, ma resta da capire le ragioni che spingono dei bianchi, che non centrano nulla con le aggressioni e le violenze perpetrate dalla polizia (o alcuni privati cittadini) contro i negri americani, a inginocchiarsi e a chiedere perdono per i propri privilegi da bianchi.
Sento spesso parlare di discriminazione e odio razziale, ma sempre in maniera unilaterale. Continuo a non capire il perché non costituisca discriminazione privilegiare i negri. Ovviamente non mi riferisco solo all'america, ma restando confinati al nuovo mondo... siamo qui a dire che i negri dovrebbero essere trattati in modo equo, in modo rispettoso, ecc. eppure continuano a comportarsi da negri ben sapendo che la polizia non prende bene la resistenza all'arresto. In un video si vede una coppia (un uomo e una donna) di ragazzi bianchi baciare gli stivali ad un gruppo di negri che ha improvvisato uno spettacolo in mezzo alla strada, la ragazza arriva, persino, a inginocchiarsi per terra pur di baciare lo stivale di uno di questi, mentre gli altri, quanto meno, avevano alzato il piede su una transenna per rendere più agevole la sottomissione.
Venendo "A Noi!" anche in Europa, dove di sicuro non sono i bianchi a godere di privilegi, si sta assistendo ad uno "sciaquettio" di gente dello spettacolo che posta foto nere (come ordinato dalla nuova convenzione sociale), che si inginocchia a chiedere scusa per i propri privilegi e/o, probabilmente, per essere bianchi. Ma se penso alla situazione a parti inverse, se ad esempio (prima di venir preso a schiaffi dal vescovo durante la cresima) mi fossi recato in Marocco, giusto per non andare a cercare i paesi più fondamentalisti dell'area islamica, credete che lo stato magrebino avrebbe promulgato una legge per far affiggere un crocifisso, al quale ero abituato, in classe? Che avrebbero cercato un prete cattolico per farmi praticare la materia "religione" obbligatoria ai miei tempi? Credete che, se ci fossi andato da adulto, il governo marocchino mi avrebbe mantenuto a vita fin tanto che persistesse lo stato di rifugiato (stato a cui non avevo alcun diritto)? La risposta è banale quanto scontata... col cazzo!!! E venitemi a dire che queste argomentazioni sono qualunquiste, ma di cosa dovrei chiedere, qui, scusa ai pellet? Di averli accolti? Di averli vestiti? Di averli nutriti? Di averli mantenuti? Di averli lasciate delinquere impunemente?
Sul discorso qualunquismo immigrati delinquenti apro una lunga parentesi.
Ho effettuato una breve ricerca, purtroppo per me non è sempre facile trovare le fonti aggiornate o "scientificamente" accreditate, ma dei siti che ho guardato, cercando il numero di omicidi commessi dagli stranieri (anche se cercavo specificatamente quelli commessi dai negri), è risultato che nella maggior parte dei casi le statistiche sono ferme al 2017 (governo Gentiloni), come se si volesse sorvolare sui numeri prodotti da una legge che prevede l'arresto per i criminali (anche se "discriminati" come i pellet). Emerge però un altro dato interessante, ovvero che su circa 60.000 delinquenti che attualmente compongono la popolazione carceraria circa 20.000 (cioè un terzo) sono stranieri. La stessa percentuale si riscontra tra i soli denunciati (quindi non condannati perché giudicati da una toga rossa che ha applicato la legge non scritta "so risorse, non sanno quello che fanno".
"La popolazione straniera residente nel 2017  in Italia era di 5.144.440 persone, che rappresentavano l’8,5% del totale della popolazione. Le forze di polizia, nello stesso anno, hanno riscontrato 262.235 segnalazioni, riferite a persone denunciate ed arrestate, a carico degli stranieri resisi responsabili di attività illecite, pari al 29,8% dello specifico totale generale  di tutte le persone denunciate ed arrestate in Italia; il dato risulta in aumento rispetto a quello del 2016 allorquando le segnalazioni erano state 261.244, pari al 29,2% del totale. Nel 2015 però sono state 307.781 pari al 32,9% del totale.

La stessa percentuale delle denunce/segnalazioni di stranieri si registra anche fra le persone condannate. Infatti, gli stranieri condannati costituiscono il  30% del totale (2015)." (fonte welforum.it)
La cifre e percentuali possono confondere, perché un terzo non sembra poi così alto rispetto ai due terzi della popolazione carceraria e dei denunciati totali. Bisognerebbe però considerare il fatto che 5.144.440 è meno del 10% della popolazione italiana (8,5% come dice welforum). Ciò significa che su 60.360.000 italiani (in cui immagino ci siano anche quelli considerati italiani da Stato e zecche) a compiere reati sono circa 400.000 delinquenti
La proporzione è facilmente calcolabile se 262.235 equivale al 29,8% vuol dire che il totale dei reati denunciati in Italia è di 879.983, di cui 617.748 imputabili a italiani (e di nuovo bisognerebbe indagare meglio sulle origini di questi italiani, ma non voglio fare l'ipocrita sostenendo che gli italiani sono tutti santi, mentre i pellet sono tutti delinquenti, anche se bisognerebbe almeno escludere tutti i camerati, condannati per reati di opinione). Quindi la percentuale di italiani che delinquono è 1,02% della popolazione (sarà sicuramente per colpa del razzismo della polizia bianca). Giusto per scrupolo calcoliamo la stessa percentuale dei reati commessi dai pellet rispetto alla presenza straniera in Italia? Tale percentuale è 5,1% ovvero 5 volte tanto. Ma dal momento che la sanatoria della Bellanova riguarda circa 600.000 clandestini... il sospetto che tale percentuale si aggiri attorno al 40% dei caduti dai gommoni resta.

In conclusione io non mi sento di dover chiedere scusa di niente, anzi costoro dovrebbero ringraziarmi ogni volta che gli ignoro davanti al PAM anziché rispedirli in africa a calci nel culo fino in Sicilia e poi a nuoto (e frustate) sino a Fanculonia. Per cui siete avvisati, che nessuno venga a chiedermi di genuflettermi innanzi ai pellet dal momento che ho messo in discussione 2000 anni di cultura religiosa della mia terra perché trovavo disgusto il dovermi inginocchiare, tutte le domeniche, innanzi a un ebreo in croce.

3 giugno 2020

black lives don't matter

Il titolo, tradotto secondo il dizionario "inglese-Brambi", significa "le vite dei negri non contano un cazzo!" avrei potuto aggiungere "...esattamente come quella di chiunque altro", ma sarebbe stato una sottolineatura inutile dato che a molti sarà sufficiente fermarsi al titolo per schierarmi, anche senza una mia esplicita presa di posizione, quale appartenente all'altro schieramento. Faccio evidentemente il verso al "nuovo" (o pseudo tale) movimento "petaloso" che, in seguito all'uccisione di un pellet in america (di cui mi rifiuto di fare il nome per non dargli più importanza di quella che gli riserva la cronaca) dagli sbirri bianchi, ha praticamente innescato una protesta che è la solita occasione per i negri di fare i negri e per il resto del mondo (o per quel poco che è rimasto "bianco") di abbassare le brache nei confronti di gente che ha la delinquenza nel DNA.
Va innanzitutto specificato che, come accennato all'inizio, il non prendere posizione non è tollerato, se non prendi posizione a favore sei automaticamente contro. Vieni automaticamente inserito nella schiera opposta. Ci deve essere per forza uno schierarsi, per far sì che, a chi non frega un cazzo delle iniziative "petalose", vengano identificati e di conseguenza isolati quelli non allineati al "bipensiero" orwelliano (o corto circuito mentale come piace dire a me).
"Proseguono in molte città degli Stati Uniti le proteste – unite a saccheggi, violenze e devastazioni – per la morte di [...], avvenuta durante un fermo di polizia a Minneapolis. Sale a undici il bilancio delle vittime. Scontri tra polizia e manifestanti a New York, in particolare nell’area di Manhattan, correlati da episodi di saccheggio di svariati negozi di beni di lusso del centro. Lo riporta la Cnn." Dato e non concesso che la protesta sia giusta, o ritenuta tale, gli episodi da corredo, da cui i manifestanti "pacifisti" non si sognano mai di prendere le distanze (anzi spesso danno protezione e asilo ai delinquenti), fanno sì che ogni protesta diventi un pretesto.
Ma di sicuro non vi tedio solo  riportare le prime pagine dei giornali, che siete assolutamente in grado di leggere da soli, ma il problema del razzismo istituzionale (così lo definiscono i soliti speculatori alle spalle del movimento "black lives matter" la vita dei negri conta) è un problema della democratica repubblica degli Stati Uniti d'America... a noi che cazzo ce ne frega? Da noi semmai si verifica il problema opposto, ovvero, i negri ammazzano i bianchi e, se chiami gli sbirri, ti prendi pure le bastonate perché a loro non possono darle. Giudici, politici e "scassa cassi vari" (come direbbero quelle zecche dei "Pitura Fresca") non solo non puniscono i casi più gravi, ma tendono persino a fornirgli alibi e giustificazioni ignobili tirando in ballo la questione dell'integrazione. Ad esempio "la mancata integrazione ha fatto si che non sapesse che lo stupro in Italia è reato", quando al loro paese però gli stupratori vengono legati mani e piedi ad un asse, gli viene legato un masso alle parti "intime", diciamo, fatto penzolare nel vuoto (il che spiegherebbe l'origine di una certa "virtù" di cui pare siano dotati i negri) e con il "boia" che un po' bastona il pellet e un po' prende a scarpate il masso. Venitemi ora a raccontare che non sapessero che lo stupro è una cosa ignobile ed è sbagliato, anche se commesso nei confronti di una donna bianca o dei ragazzini (ambosessi).
Anche il mondo dello spettacolo dagli artisti, di diversi generi musicali, alle case discografiche, le case editrici, ecc. si sono accodate alla protesta de "la vita dei negri conta", di conseguenza anch'io, in quanto artista, non potevo esimermi dallo schierarmi dal momento che, date le premesse, non schierarsi equivale a schierarsi contro... e preferisco spendere il mio tempo a  fugare il dubbio piuttosto che cercare di convincere i devoti seguaci del "bipensiero" del mio totale disinteresse nei confronti di un pellet che è riuscito a farsi ammazzare dai pochi poliziotti bianchi rimasti negli stati uniti... forse non saranno pochi (statisticamente parlando) i poliziotti bianchi rispetto a quelli neri, ma di sicuro i bianchi sono sempre meno anche lì.
Nel mondo dello spettacolo, dicevo, è un susseguirsi di patetici piagnistei per un accusato di aver "spacciato" banconote false in un mercato locale. "In questi giorni moltissime celebrità stanno facendo a gara per omaggiare la memoria di [...], l’afroamericano ucciso dalla polizia di Minneapolis lo scorso 25 maggio, scatenando le proteste che stanno mettendo a ferro e fuoco l’intero Paese. [...] David Guetta, uno dei più famosi dj del mondo. Dalla cima di un grattacielo di New York, infatti, il disc jockey francese ha campionato nientemeno che I have a dream, il famoso discorso di Martin Luther King, dedicando il brano a Floyd." Sicuramente il Dj si pregustava il plauso facile della folla "festante" qualche centinaio di metri più sotto... "Mal gliene incolse. Perché molti utenti di Twitter non hanno affatto gradito la ruffianata di David Guetta, e glielo hanno fatto notare senza girarci troppo intorno. Le proteste nascono da un fatto evidente: ha senso remixare Martin Luther King, cioè una personalità sacra per la comunità afroamericana, per darla in pasto a una folla di discotecari che si stanno sballando? Ovviamente no, tanto che le critiche sono piovute numerose e impietose. «In questo fine settimana ci sono stati molti crimini contro la mia gente in America, ma quello di David Guetta li supera tutti», ha commentato ad esempio un utente afroamericano con grande indignazione. [...] Ma Guetta può comunque consolarsi dopo la clamorosa gaffe: con la sua esibizione di sabato ha incassato la bellezza di 670mila dollari."
Poraccio... fa 'na pena!!!
Ad ogni modo fin qui sono stato sin troppo politicamente corretto, infatti va fatto presente che, se i telefilm che ci arrivano dagli states sulle storie poliziesche sono veri anche solo per metà, ogni pellet in america hanno una lista di precedenti penali lunga un chilometro (la prima delle cento pagine del fascicolo), e sicuramente non saranno tutti errori giudiziari. Di conseguenza se i negri sono stufi di farsi ammazzare dagli sbirri per strada... la smettano di fare i negri e incomincino ad essere gli uomini che scimmiottano di essere da decine di migliaia di anni. Ci sarà una cazzo di ragione se i discendenti degli schiavi, portati in america con la forza, si comportano allo stesso modo dell'immondizia che ogni giorno ONG e polizia francese scaricano tanto sulle nostre coste quanto nei nostri boschi.
Se non hanno ancora capito che l'unico modo per non farsi ammazzare da uno sbirro è quello di non opporre resistenza, fate anche il remix dell'intervista a Cassius Clay (sì continuo a chiamarlo con il suo nome da schiavo), quella in cui diceva che "i passerotti blu devono accoppiarsi con i passerotti blu", con evidente riferimento alla mescolanza biologica che alcuni "afroamericani" continuano a perpetrare perché schiavi della società bianca, che impone loro una certa sub-cultura, nascosta dietro all'idea di rubare la donna ai bianchi che non sanno più "farlo".
Quindi "black lives don't matter", la vita dei negri non conta un cazzo.