3 maggio 2019

Quando l'amor di patria ce lo deve insegnare una donna di 94 anni...

Io non guardo le trasmissioni pseudo populiste tipo "stasera Italia", "quarto grado", "quarta colonna... (porc... e la rima sarebbe sin troppo facile)", ecc. ed infatti nemmeno ieri sera ho, col senno di poi a malincuore, assistito alla puntata di "Diritto e Rovescio" condotta da Del Debbio. Se lo avessi saputo prima avrei assistito ad una delle scene più brutte della televisione italiana credo di sempre.
Alba Parietti (la donna di plastica) che si scaglia contro una donna di 94 anni in quanto Ausiliaria della RSI.
Di passi indietro da fare, a questo punto, ce ne sarebbero fin troppi e ci porterebbero quasi inevitabilmente alla Marcia su Roma nel lontano ottobre del 1922 (la data ufficiale del calendario Fascista sancisce come giorno 0 il 28 ottobre, ma la marcia durò diversi giorni). Bisognerebbe partire di qui o forse ancora da più indietro per spiegare le basse insinuazioni della Parietti, ma certo tipo di bestiame o lo si ignora o lo si abbatte... di sicuro non ci si ragiona.
Il tema della puntata era, manco a dirlo, il presunto ritorno del fascismo partendo dalla violenza in strada. Il problema di lor signori è che sono talmente incatenati agli ingranaggi del sistema da non rendersi conto nemmeno di quello che succede intorno.
Nel promo al programma, che andava in onda quest'inverno, Del Debbio sosteneva di non voler più ascoltare politici, esperti e opinionisti parlare dei problemi della gente, ma dar voce alla gente che "quei" problemi li affronta quotidianamente... Sarà per questo che, accanto alla già citata Parietti e ad Alessandra Mussolini (rispettivamente opinionista strapagata e politica Italiana nipote del Duce Benito Mussolini), hanno convocato anche Fiamma Morini, ausiliaria della Decima MAS (X MAS).
Nel video il conduttore da la parola ad una "Arrabbiatissima" reduce (immagino per tutte le nefandezze sentito sino a quel momento) che afferma "“Ho 94 anni, ho vissuto il fascismo, posso dire che sono figlia di due persone che hanno fatto la marcia su Roma – spiega Fiamma – quello che ho imparato a casa e a scuola sono stati l’amor di Patria, il rispetto, l’onestà, il rispetto delle leggi, delle persone, della natura — andavamo a piantare gli alberi il 21 aprile! Certo, il Fascismo ha fatto degli errori”" a questo punto interviene, a sproposito, la Parietti (che dovrebbe solo tacere ed imparare da chi la storia la vissuta e non se l'è fatta raccontare da un criminale partigiano) "“milioni di ebrei sono degli ‘errori’?”" Fiamma ribatte "“Tutti fanno errori, vorrei sapere Stalin che cosa ha fatto?”. Alché l’ex-soubrette alza la voce: “Perché volete giustificare gli orrori del nazifascismo tirando fuori ogni volta gli orrori di qualcun altro? Ognuno pensi ai suoi di orrori, voi non avete idea di cosa sia stato l’Olocausto”" (fonte sin qui Il primato Nazionale) sono Cara Alba (cara dal momento che il tuo stipendio lo paghiamo noi) se è solo per questo nemmeno tu sai che cosa sia stato l'olocausto... tu classe '61, non hai vissuto nulla di quel periodo e poi dal momento che sei tanto solerte nel far sì che ognuno si guardi le "colpe" sue... tecnicamente Mussolini ebbe un ruolo piuttosto marginale nell'olocausto dal momento che (con tempi da record che nemmeno un cambio gomme della Ferrari con i meccanici napoletani) i "nazisti" in 4 anni hanno gasato e abbrustolito quasi 6.000.000 di ebrei (sì gli ebrei tendono ad arrotondare per eccesso soprattutto quando andate a restituire un prestito).
Stalin da canto suo fece tutto da solo compreso mandare i "culachi" nei Gulag. Ma torniamo a dar la parola a Fiamma che è meglio e, dopo aver zittito la Parietti (che zitta non ci sta manco quando dorme regalandoci ogni volta un opinione la cui locazione ideale sarebbe il Gange (che come tutti saprete è il water più lungo del Mondo), riprende dicendo "“Io non voglio dire che ho ragione, io voglio dire che ho vissuto un certo periodo nel quale veramente c’era più ordine, anche se non c’era una libertà completa”. E prosegue: “C’è stato un periodo di tranquillità e poi la guerra. Giusta, sbagliata, non sta a me giudicare, sarebbe un discorso troppo lungo. Cè stata la guerra, dichiarata da Mussolini ma anche dal Re. Quando c’è la guerra i militari devono difendere la Patria, ma lo devono fare anche i privati”. E conclude con la parte più bella: “Noi che abbiamo partecipato alla Repubblica Sociale lo abbiamo fatto perché l’8 settembre ci ha fatto capire che l’Italia era ridotta ai minimi termini, era ridotta all’obbrobrio, e allora l’amor di Patria ci ha fatto pensare che era meglio sacrificare il proprio tempo, la propria vita le proprie capacità nel difendere la patria”." (il video https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/ausiliaria-rsi-parietti-patria-116284/ )
L'opinionista, durante lo scontro con la Mussolini, ricorda all'europarlamentare (il Duce femmina) di non aver mai conosciuto il nonno, mentre lei (la siliconata Alba) è sempre stata contro... che relazione ci sia tra le due affermazioni lo sa solo il suo neurone che di tanto in tanto fa corto circuito con le particelle di silicone di cui è zeppo il cranio dell'attrice piemontese (anche il Piemonte a volte sbaglia, anzi in tal senso ha sbagliato più degli altri visto che risulta essere tra le roccaforti rosse d'Italia insieme a Bologna). 
Ad ogni modo, in quanto tale, non ho bisogno di invocare i Gulag e culachi per giustificare l'olocausto... non ho bisogno di giustificare nulla, semmai (i nazisti) dovrebbero chiedere scusa per non aver portato a termine il lavoro affidatogli, ma va anche detto che a impedirgli di lavorare serenamente ci si è messo d'impegno tutto il Mondo... ma questa è un'altra storia che verrà raccontata in altra sede.
Riprendendo invece il discorso della violenza "nera" a parte quella narrata ieri dei due "bimbiminchia", non risultano "violenze nere" come quelle dello squadrismo che precedette la marcia su Roma, infatti sia negli anni '70 che oggi, quando i cosiddetti neo-fascisti vengono coinvolti in atti di violenza è quasi sempre in risposta ad aggressioni esterne (l'ultimo caso in cui furono impegnati in prima persona fu in occasione delle manifestazioni contro lo Ius Soli, occasione in cui subirono cariche da parte delle forze dell'ordine.
Chiaramente non sto assolutamente sostenendo che siano degli agnellini indifesi che con le giuste motivazioni (o che "loro" ritengono tali) non sarebbero in grado di aggredire, ma faccio esplicito riferimento al fatto che gli episodi di cronaca più gravi per l'ordine pubblico arrivano da una certa sinistra antagonista sempre più fuori controllo da parte di quelle istituzioni (schiave del sistema) che volenti o nolenti continuano a tutelarle. Di fatto quell'area "politica" è assolutamente paragonabile a quelle razze di cani assolutamente docili se ben nutrite e non stuzzicate, ma in grado di sbranare persino il padrone se questi asseconda (o istiga) la loro natura violenta.
Avviandomi alla conclusione l'ausiliaria Fiamma Morini è stata sin troppo gentile nel non fare riferimento al fatto che anche oggi (come al tempo del fascismo) non c'è molta libertà, c'è invece un'illusione di libertà. Nel momento in cui vengono tollerate limitazioni alle libertà d'espressione (soprattutto se lo si fa per far tacere una voce fuori dal coro) si è esattamente nel clima che le Parietti radical chic di tutta italia continuano a indicare come male assoluto. Lo ricorda Blondet, nell'intervista per ByoBlu "Il totalitarismo che verrà" (che vi invito a guardare qui https://www.byoblu.com/2018/02/11/totalitarismo-verra-maurizio-blondet/ perché spiega un po' di retroscena interessanti e risponde in modo adeguato anche a chi muove accuse di complottismo), il totalitarismo dei Gulag (ah scusate forse non tutti sanno che i Gulag erano, di fatto, l'equivalente sovietico dei Lager, ma se ne parla sempre troppo poco), nacque proprio così... ovvero inizialmente si limitò la libertà a chi la pensava in modo diverso e poi finirono per essere deportati gli affini che non accettavano l'omologazione verso il basso.
Grazie Fiamma, non per aver tentato inutilmente di zittire la Parietti, ma per aver risposto PRESENTE "quando la Patria chiamò"!!!

2 maggio 2019

Pronti? Partenza... via! Ed è subito corto circuito!!!

Chi mi conosce lo sa...
Io condanno senza appello gli stupri!!!
...e gli stupratori. Per cui apprendere della notizia dei fatti di Viterbo, non mi provoca un senso di impotenza, ma un senso di disgusto profondo nei confronti di due individui che, in quanto appartenenti ad una certa area politica, dovrebbero sapere meglio di chiunque altro il senso delle loro azioni.
Il processo andrà avanti ancora per molto tempo, ma nel frattempo (con una leggerezza degna dei tempi in cui viviamo) vengono divulgate informazioni riservate sulle indagini.
Per rispetto nei confronti della vittima, non viene riportato nemmeno il nome, ma d'altro canto, viene detto che i video, registrati dai due presunti aggressori, in questione siano stati condivisi su alcuni gruppi di WhatsApp.
Come detto, al momento non posso ancora condannare i due ragazzi in quanto non sono state accertate in sede processuale le loro responsabilità ed effettivamente, tra le varie perversioni che questa nuova "splendida" era ci ha portato potrebbe esserci anche quella del sesso un po' più "violento". Quindi non sto né condannando la vittima (o presunta tale) che è legittimata a cambiare idea (certo in tempi accettabili ovvero se si cambia idea il giorno dopo è un po' tardi per pentirsi), né assolvendo gli stupratori (o presunti tali) finché non siano state accertate le responsabilità e ricostruite con precisione la dinamica degli avvenimenti.
Il corto circuito a cui faccio riferimento nel titolo ovviamente non è di sistema o della solita sinistra che non sa bene chi difendere e chi condannare... in questo caso, per loro, è palese! Da una parte ci "so du' fasci de merda!" quindi colpevoli a prescindere... poi c'è il loro (presunto) atto criminale, ma al corto circuito ci arriverò in conclusione di questo articolo.
Per arrivare al corto circuito è necessario fare un passo indietro... ovvero siamo in campagna elettorale!!!
Chiaramente non io in quanto tale, per quanto abbia le idee piuttosto chiare su come disperdere i miei voti, ma noi in quanto popolo. Direi quindi che la campagna elettorale di CPI (CasaPound Italia) inizia nel migliore dei modi, infatti i due (presunti) aggressori erano entrambi iscritti alle "tartarughine" ed il più giovane dei due (appena diciannovenne) era consigliere comunale in un paesino di provincia. Uso il verbo al passato perché entrambi sono stati cacciati (in via cautelativa) da CPI ed il consigliere ha già presentato le dimissioni dalla carica.
Come ho già scritto in passato, e confermo tuttora, per me resta un errore per una forza politica (definita) "euroscettica" presentarsi alle elezioni europee allo scopo di far uscire l'Italia dall'Unione (di Banche) Europee (o U(B)E che dir si voglia).
Il discorso è sempre il solito a mio avviso non si può cambiare qualcosa dall'interno a meno di diventare parte integrante (e autorevole) di quel qualcosa, ma per diventare una parte tanto autorevole significa che ti deve essere permesso e se ti viene permesso vuol dire che è voluto. Di conseguenza sei tu che stai cambiando il sistema o è il sistema che ha cambiato a tal punto te da farti adottare un punto di vista del tutto (o quasi) affine a quello del sistema stesso?
Quindi cambiare le cose dall'interno non è impossibile, ma rischia di essere inutile.
Quanto sta accadendo a CPI (compresa l'accusa presunzione di stupro da cui CPI ha provveduto immediatamente a difendersi e dissociarsi ideologicamente), potrebbe rientrare nelle logiche di potere di un sistema che sta fallendo nella vittoria.
Il concetto appena espresso sembra un controsenso, ma non lo è. Vado quindi ad esprimerlo nel dettaglio.
Come avete potuto leggere in più occasioni il sistema attuale, se non è stato previsto, è basato sugli scritti di George Orwell, in particolare di 1984 (scritto nel 1948). Nello scritto, che invito tutti a leggere, viene espresso molto chiaramente il concetto che un sistema "dittatoriale", anche quando mascherato da democrazia, non può "ammollarsi" nel momento in cui la sua vittoria è schiacciante, ma, per mantenere il controllo sulle masse, deve essere in uno stato di "agitazione" perenne. Nel libro questo aspetto era rappresentato da uno stato di guerra perenne tra le 3 superpotenze, ma in effetti veniva sollevato anche il dubbio che ci fosse effettivamente una guerra, ma che si trattasse, piuttosto, di una finzione organizzata dallo stesso Stato che di tanto in tanto faceva piovere qualche bomba in testa alla popolazione civile.
Perché tutto questo? Perché alle persone "normali" non interessa essere in guerra, ma interessa che nessuno gli "rompa i coglioni", di conseguenza che ci siano i voltaculo, le leccapassere, i pellet (di qualsiasi forma e colore), i pervertiti e i depravati non gliene frega un cazzo. Interessa che questi facciano quello che fanno a casa loro e che nessuno vada a rompere loro i coglioni. Di conseguenza in un simile stato di apatia si genera quella che è l'inerzia, ovvero una serie di automi che non si preoccupa minimamente di quello che gli succede attorno e nemmeno di chi detiene il potere.
A prima vista sembrerebbe una situazione perfetta, l'élite detiene il potere, la massa non si ribella... perfetto.
Quello che manca alla perfezione di tale affermazione è il fatto che chi detiene il potere ha bisogno di esercitare il potere e per poter esercitare il potere c'è bisogno che la "massa" obbedisca agli ordini o si ribelli ad essi in modo tale da poter dimostrare alla massa (restante) che chi ha il potere ha anche l'autorità per esercitarlo. Ovvero se il sistema (o l'élite se preferite) detiene il potere, ma nessuno glielo riconosce, detiene davvero il potere?
Quei 4 politicanti affini al sistema che continuano a fare campagne elettorali diverse, ma politiche identiche, hanno il compito di illudere la massa di essere importanti per il funzionamento del meccanismo (e di fatto lo siamo), in quanto l'esercizio del potere passa attraverso la manipolazione della vita degli individui.
Un esempio su tutti.
C'è stato un momento storico, circa un decennio fa, in cui prendere casa in affitto era una vera e propria immane cazzata, in quanto il costo degli affitti era esorbitante rispetto al costo (tasso incluso) dell'accensione di un mutuo per l'acquisto di una casa. Qual era il problema allora? Che la gente si comprava casa e i "bamboccioni" che non potevano permettersi l'acquisto di una casa, né un affitto, di fatto non spendeva più soldi di quanti ne guadagnasse. Un individuo così non entra nel sistema, perché non si sovraespone col sistema. Infatti non è un caso che l'ultima crisi economica, dalla quale tuttora non si capisce se ne siamo o meno usciti, è scaturita proprio dai mutui sulle case. Con quella crisi il "Sistema" non si è solo appropriata di immobili e banche, ma di vite umane. Infatti chi da un giorno all'altro si ritrova senza lavoro, senza casa e con una famiglia da sfamare. Non ha molte scelte se non quelle di dare il consenso a chi gli promette di risolvere la sua "personale" situazione. Ma chi gli fa tali promesse, a sua volta, è nelle mani degli stessi individui che in quella situazione ce l'hanno messo.
Questo immenso preambolo serve per far capire che, seppur non abbia un nome o un volto (oppure se ha troppi nomi e troppi volti) non significa che non sia reale e quanto sta accadendo a CPI può perfettamente rientrare nelle logiche meccaniche del Sistema. Infatti, per quanto io non mi ritrovi alla perfezione con alcuni atteggiamenti delle "Tartarughe Frecciate" è assolutamente degna di nota la crescita, in termini di consensi, che sta registrando. Questo è ciò che spaventa di più l'élite. La crescita esponenziale di un "aggregatore di popolo" non posto sotto il controllo del Sistema.
"La pensi così perché si parla dei fasci... ma se fosse er papa te ne fotterebbe assai!!!", non è del tutto vero infatti, anche se all'epoca non avevo ancora un blog in cui sparlare dei pontefici, chi mi conosce sin da allora sa che tra tutti ho sempre indicato come il meno peggio il "Camerata" Joseph Ratzinger in quanto, per quanto io non sia affine a tale religione, cercava di riportare la chiesa nella sua sfera tradizionale che a mio avviso (ma punto di vista evidentemente condiviso da Benedetto XVI) era la via per riportare i fedeli all'ovile.
Ma evidentemente al Sistema questa cosa non stava bene ed iniziarono ad uscire prima scandali finanziari legati allo IOR (l'istituto bancario vaticano), in seguito iniziarono a circolare gli scandali sessuali (i casi di pedofilia) che portarono il camerata a rassegnare le dimissioni.
Se ci basassimo su questo presupposto papa Francesco andrebbe fucilato. 
Non a caso in appena 6 anni l'intransigente chiesa cattolica ha aperto le porte alla pedofilia (visto che interviene solo nei casi più gravi), all'omosessualità (che in determinati casi comporta la sodomia, la ragione per cui dio decise di distruggere Sodoma, da cui la perversione prende il nome), ai pellet, ecc.
La tecnica della diffamazione (e dei casi montati alla bisogna) è stata già usata e viene tuttora applicata. Anche Berlusconi (per quanto mi stia sul cazzo ammetterlo) ne è stato vittima quando si era rifiutato, come presidente del consiglio, di firmare un accordo che avrebbe di fatto consegnato l'intera economia italiana nelle mani della Banca Centrale Europea (i dettagli ora mi sfuggono, ma spero di poter ritrovare il libro in cui lo avevo letto in modo da poter colmare questa lacuna e citare correttamente la fonte) la ripercussione di questo rifiuto fu lo scandalo dei festini (con minorenni o presunte tali) che portarono alla caduta del governo "Berlusconi" in favore di quello "Monti" (a cui lo stesso Berlusconi fu costretto a dare l'appoggio per evitare la galera).
Nel caso specifico non so quanto sia vera la storia di Viterbo o quanto sia costruita ad arte, solo l'esito (sicuramente tardivo rispetto alla gogna mediatica e al tracollo elettorale) processuale potrà dircelo.
Proprio qui sta il corto circuito che mi coglie, perché da un lato mi viene da difendere la vittima a prescindere, ma dall'altro (da complottista) mi viene il sospetto che la "vittima", di cui non vengono divulgate le generalità, sia una gigantesca trappola in cui sono caduti i due "pollastri" del Lazio. Infatti il "bimbominchia" consigliere comunale ha appena 19 anni che, facilmente, non è sufficientemente smaliziato da sapere che al mondo non ci sono solo donne genuinamente "depravate" da accettare il sesso violento, ma anche persone che lavorano per il nemico ed organizzano ad hoc situazioni in cui il confine tra vittima (del trappolone) e carnefice (di uno stupro) è troppo sottile.

Quindi, in attesa dell'esito della vicenda giudiziaria, intanto arriva la mia condanna di un comportamento che, in un mondo (mio) ideale, non deve trovare spazio se non all'interno di una "coppia" collaudata in cui, entrando in una sfera assolutamente privata, ognuno è libero di comportarsi come ritiene più opportuno nel pieno rispetto di chi si ha accanto.

30 aprile 2019

Negli anni in cui uccidere un fascista non era reato.

La plebaglia dopo il 29 aprile 1975 scandiva, durante i loro cortei, "il 29 Aprile lo ha dimostrato. Uccidere un fascista non è reato!".
Per quei pochi che non conoscono o ricordano la storia di Sergio Ramelli, di cui ieri si sarebbe dovuto celebrare il ricordo con una marcia commemorativa silenziosa e ordinata com'è sempre stata negli anni passati, il 13 Marzo 1975 Sergio viene aggredito a colpi di chiavi inglesi (del peso di 2 chili ciascuna) sul cranio da alcuni militanti di Avanguardia Operaia, dopo 47 giorni di agonia Ramelli muore, ma per rintracciare e arrestare i colpevoli ci vorranno ben 10 anni.
Questa è l'italietta di chi predica pace e amore spaccando la testa di chi la pensa in maniera diversa e non solo non si vergogna della propria ipocrisia, ma continua a vantarsi e continua, seppur con parole diverse, ad intonare lo stesso slogan. 
Come ho detto più volte, compreso nella commemorazione dello scorso anno, quella che un tempo era una sinistra (per non dire comunismo) popolare stalinista e leninista talmente vicina ai bisogni del popolo da trovare punti di contatto con le tematiche più socialiste di "fascismo" e "nazismo", oggi (come 44 anni fa) non ha più nulla da spartire con la propria ideologia essendo, di fatto, diventata parte integrante e attiva di quella borghesia che tanto odiava e che oggi è nota con il termine, un tempo dispregiativo, radical chic. Com'è noto nel commando che compì l'azione contro Sergio vi erano diverse figure di spicco di quella che sarebbe diventata la Milano "bene". Gli aggressori materiali erano due studenti di medicina (divenuti due stimati medici all'epoca del processo), nel commando dispiegato nell'agguato erano impiegati il fratello di un magistrato ed una biologa-ricercatrice, ecc.
Oggi come allora la stampa di questo paese privo di senso e ragione continua a sputare su un passato che continua a temere in quanto è rimasto, nei decenni, fedele a sé stesso. Se la sinistra è stata tradita da sé stessa e dai suoi stessi militanti (diventando di fatto appetibile e funzionale al sistema), dall'altra c'è una destra, quella estrema e radicale (dove radicale ha ancora il suo valore originale) che nel cuore ha ancora uno slogan scolpito a fuoco "Contro il sistema boia chi molla!".
Per questo i codardi non mollano la presa, per questo non permettono che nemmeno il "centrodestrismo" all'acqua di rose di Salvini, Berlusconi e Meloni possa trovare spazio scevro dalla nomea infamante (nei nostri confronti) di "fascista".
Così ogni scusa è buona per provocare, o denigrare, l'unica parte politica che non abbassa mai la testa, in grado di affrontare ogni contestazione con la dialettica e con la forza (quando questa è richiesta) la cui reazione è sempre spietata e senza mezzi termini... una reazione che non fa prigionieri... non più.
Questa è l'italia di chi non solo non condanna, ma persino difende chi fa questo "Basta leggere e farsi raccontare da chi c’era in quale contesto maturò l’assassinio di Ramelli, che per il fatto di essere un militante del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi, era considerato semplicemente uno “sporco fascista”. Subì continue aggressioni, intimidazioni, minacce estese ai suoi familiari. Una terrificante sequela di violenze che lo costrinse a cambiare scuola, scelta che non gli salvò la vita, perché un suo ex compagno consegnò una sua fotografia agli universitari mazzieri di Avanguardia Operaia. Si pensi che persino una volta morto i suoi genitori, straziati com’erano dal dolore, furono oggetto di telefonate minatorie e altri messaggi raggelanti." (fonte Il Primato Nazionale) quei giornalai, politici e "pezzenti" danarosi che non sanno fare i conti con l'ombra di quel passato che, in quanto borghesi, ora li perseguita. Allora continuano la "lotta" a colpi di scritte indegne, soprusi ideologici e leggi che violano le libertà fondamentali di un individuo da quella di espressione a quella di pensiero. Così Fiano e Boldrini riescono a impedire alle persone di poter parlare di un determinato periodo storico (se non riportando le solite menzogne trite e ritrite), così Sala si nasconde dietro alla prefettura e vieta il corteo di commemorazione per Sergio Ramelli, così Gad Lerner sputa (in primo luogo su ruolo e sull'etica che dovrebbe avere un giornalista) sulla memoria di Ramelli scrivendo su twitter "Imbrattare la lapide di Sergio #Ramelli è stato un gesto spregevole. La memoria della sua morte ingiusta merita rispetto. Non forniamo alibi ai fascisti che, protetti dalla @LegaSalvini , infestano di nuovo l’Italia con azioni violente, razzismo e culto dell'uomo forte pic.twitter.com/9RbvT6a49I" (stessa fonte) a chi legge solo superficialmente può sembrare che condanni il gesto in sé "Imbrattare la lapide di Sergio #Ramelli è stato un gesto spregevole. La memoria della sua morte ingiusta merita rispetto.", ma la seconda parte indica chiaramente che la condanna non è tanto per la memoria di Sergio quanto "Non forniamo alibi ai fascisti che, protetti dalla @LegaSalvini , infestano di nuovo l’Italia con azioni violente, razzismo e culto dell'uomo forte".
Concludendo per quanti si sono presentati alla commemorazione non violenta, silenziosa e commovente di Sergio Ramelli sono stati accolti dalle manganellate delle forze dell'ordine in barba alla diceria che l'accusa di aggregazione sovversiva era roba da fascisti.

SERGIO RAMELLI... PRESENTE!!!

29 aprile 2019

Le religioni semitiche ed il morboso attaccamento alla morte.

Ben ritrovati, purtroppo non ho fatto in tempo a scrivere che sarei andato in ferie, in occasione dell'impalamento di Gesù, per cui vi ho lasciati orfani di articoli e spiegazioni per cui poteva sembrare che semplicemente non riuscivo a scrivere (una sorta di blocco dello scrittore). In verità in settimana avrei avuto tanti argomenti di cui parlare, anche degni di nota, ma in effetti poco "cicciosi" per cui sarebbero stati poco più che commenti sarcastici e citazioni di articoli presi in prestito (violando di fatto la nuova legge sul copyright che, in quanto artista, è l'unico "reato" che mi infastidirebbe commettere).
Probabilmente anche nell'articolo di oggi violerò tale legge*, ma d'altronde risulta difficile scrivere qualcosa senza riportare stralci di conversazione (nonostante scriva sempre la fonte citata per omaggiare il "genio" che ha scritto l'articolo o dato l'informazione).
L'articolo di oggi va ad inserirsi nella lunga serie ripresa più volte in passato che cerca di fare un maldestro parallelismo tra le religioni semitiche (cristiana in primis dato che come a tutti gli italiani di una certa età è stata inculcata a schiaffoni) e le religioni cosiddette "pagane" o precristiane, ecc.
Va detto che con tutte le volte che ho affrontato l'argomento in questi anni di "diario", avrei potuto scrivere direttamente un libro intitolato "100 ragioni per non essere cristiano!!!" anche se probabilmente avrei venduto più nel Maghreb che in Italia, ovviamente e assolutamente non compreso da questi ultimi fino alla lettura della prefazione in cui si faceva riferimento al paganesimo.
L'argomento di oggi a molti non giungerà nuovo, soprattutto per quelli che hanno letto "Eros e Thanatos" anche se ovviamente spero sempre di aggiungere qualcosa all'argomento, pur mantenendo lo stesso punto di vista, anziché ripetermi come i vecchi che vivono di ricordi (raccontando sempre la stessa storia di quella volta che...).
Ho scritto in precedenza riguardo all'attaccamento morboso che le religioni semitiche hanno nei confronti della morte, analizzandolo dal punto di vista dell'attaccamento alla materia. Ovvero i semiti  (mi riferisco ai fedeli di religioni semitiche e non alle spregevoli razze semitiche a cui appartengono ebrei e arabi su tutti) sono soliti seppellire i propri morti (in cimiteri, caverne o grotte sono dettagli insignificanti). Questa pratica punta alla separazione netta tra materia e spirito, infatti (fermo restando che per quanto venga masticato dai vermi un corpo decomposto non scompare totalmente lasciandosi alle spalle lo scheletro) lo spirito abbandona immediatamente il corpo e si presenta al cospetto di dio per essere giudicato, mentre il corpo viene "preservato" nella terra a cui appartiene.
Secondo la "genesi" della razza umana, comune a diverse religioni, dio e gli Déi crearono gli uomini in maniera molto simile, ma, secondo me, quanto riportato nell'Edda di Snorri, non è altro che la trasposizione del semitismo (religioso) sulle religioni pagane. Prendendo come esempio proprio la religione norrena e germanica (di fatto uguali sino alle gesta eroiche in cui compaiono le prime disuguaglianze) i 3 figli di Bor (Odino, Vili e Ve) crearono la stirpe degli uomini, ma mentre nelle religioni semitiche questi sono creati dal fango o dalla sabbia, nelle religioni "Indo-arie" hanno origine vegetale, infatti il primo uomo ha nome "Askr" (Frassino) ed "Embla" (Olmo dal norreno Elmla).
Citare la creazione può sembrare fuori "tema" se si parla della rispettiva concezione della morte, ma di fatto serve per spiegare come tali religioni (quelle desertiche) siano già alla loro origine estranee ad una terra (quella europea) che non può comprendere parole come "deserto".
Di fatto, sempre citando il libro della Genesi il "Paradiso Terrestre", luogo sacro da far invidia ai re, è descritto come un qualsiasi orticello europeo, ma ha un'attrattiva decisamente più simbolica nell'immaginario di un popolo che vive nel deserto tra le dune di sabbia dove non cresce niente di diverso dalle pestilenze. Infatti trasponessimo il giardino dell'Eden ai giorni d'oggi... se qualcuno venisse a raccontarci che nel paradiso terrestre crescono alberi, piante, ecc. "Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato.
Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male." (Gen 2, 8-14) dal momento che l'albero della conoscenza, si scoprirà di lì a breve, essere un melo ci verrebbe facile pensare alla Val di Non con il pirla della pubblicità che tira mele in testa alla gente, altrettanto vale per gli altri alberi da frutto che crescono in Italia e nella parte centro-meridionale dell'Europa.
Ma torniamo a bomba sull'argomento.
Se pensiamo all'umanizzazione del figlio di dio (Gesù), e al suo ritorno in cielo, non è difficile immaginare quale sia la concezione che tali religioni hanno dell'aldilà, infatti lo stesso figlio di dio, risorto si presenta in forma incorporea ai discepoli e solo per Tommaso assume nuovamente consistenza prima di ascendere in cielo. Ma Gesù viene comunque sepolto in una grotta chiusa (male) da una pietra.
Resta ancora un mistero inspiegabile come mai i cristiani abbiano adottato la croce (sui cui il loro dio è morto) come simbolo della loro religione, tale scelta potrebbe effettivamente trovare spiegazione nel loro morboso attaccamento alla morte.
Per certi versi si potrebbe pensare che, recentemente, i "neopaganwicca" (l'equivalente religioso dei neo melodici napoletani) usano adornarsi il collo con una collana raffigurante "Yggdrasil" il frassino cosmico su cui Odino (Wotan) si immolò a sé stesso per 9 giorni e 9 notti al fine di poter bere dalla fonte della saggezza (ed imparare il significato delle rune) "Odino, è anche considerato il protettore degli uomini, dio della Sapienza e della Saggezza, sacrificatosi per rivelare all’umanità molti dei segreti della natura nascosti nelle Rune.
Egli si recò ai confini del mondo, fino all’albero Yggdrasil, il Frassino Cosmico, l’Albero dal quale, secondo la cosmogonia nordica è nata tutta la vita sulla terra. [...] Situata in vicinanza della terza radice del Frassino Cosmico, quella che si protende fino a Jötunheim, la terra dei Giganti, la fonte dona la Saggezza a chi si abbeveri, tanto che il suo custode Mìmir è l’essere più saggio del mondo poiché beve alla fonte tutti i giorni attraverso il proprio corno.
Per ottenere il permesso di bere, Odino dona un suo occhio al gigante, quindi si trafigge con una lancia perché il suo sangue sgorghi ed egli germogli e si appende per i piedi a Yggradasil affinché il sacrificio di sé stesso lo conduca alla Conoscenza. [...] “Nove notti, ricordo, restai appeso, scosso dal vento all’albero e di lancia trafitto ed a me stesso dedicato, Odino a Odino fu immolato”."
Quindi, per la fortuna di questi "neocialtroni", Odino, pur essendosi immolato a sé stesso, non è morto sul frassino cosmico, per cui ha potuto donare la conoscenza agli uomini, ma no ha saputo infondergli la saggezza. Infatti i vichinghi non erano soliti ornarsi il collo con "Yggdrasil", ma i guerrieri indossavano il "Mjǫllnir" e le fanciulle preferivano il "Triskele" (erroneamente associata in età moderna alla triplice dea wicca, anziché alla triplice "madre" le Norne).
Tutto questo peregrinare tra le sacre scritture conduce, oltre che alla conclusione di questo articolo, ad una constatazione poco amichevole del rapporto tra le religioni semitiche e la morte. Infatti, in mancanza di risposte, alla domanda "perché è morto?" i cristiani rispondono che è la volontà di dio... i pagani che è il fato (o destino) a cui tutti, Déi inclusi, sono assoggettati.
Teoricamente anche Gesù era destinato a morire sulla croce per salvare l'umanità, ma i cristiani hanno pensato bene di trasformare questo "destino", nell'accusa di deicidio agli ebrei... non fraintendetemi dar la colpa agli ebrei non è mai sbagliato e loro sicuramente hanno giocato un ruolo fondamentale nella morte del "salvatore", ma il destino di Cristo si è trasformata in volontà di dio per far sì che il cristianesimo (centrato sull'onnipotenza di dio) potesse attecchire tra popoli che credevano nella fatalità almeno (se non di più) quanto credevano agli Déi.
Si evince quindi una sorta di sadismo da parte di dio che, per sua volontà, uomini donne e bambini muoiono tra atroci sofferenze indipendentemente dalla loro fede.
Beh se dio mi odia così tanto da farmi soffrire così tanto... magari è un'altra ragione da aggiungere al libro "100 ragioni per non essere cristiano!!!".

19 aprile 2019

"Brutto periodo per i gobbi, ma l'italia fa sempre schifo uguale!!!"

Parto dalla battuta circolata sui social in cui al gobbo di Notre Dame, in fuga dalla cattedrale in fiamme, scappava dalle mani la Coppa Campioni (chiaro riferimento alla fortuna coincidenza tra i due lieti eventi)... "Brutto periodo per i gobbi"!
La Francia ci odia, ci deride, (facendo comunella con l'U(B)E) si fa beffe di noi, piegando a proprio piacimento gli accordi economici e facendoci la guerra sui nostri interessi nazionali o facendo la guerra ai paesi in cui noi, Italiani, abbiamo interessi economici e accordi commerciali incastrandoci con la storia dell'alleanza strategica.
E noi, Stato, coglioni tutte le volte corriamo in soccorso di chi ci tratta come pezze da piedi pur di non macchiarci più di tradimento, come invece abbiamo fatto, come governo, nei secoli addietro.
Di per sé nulla di nuovo sotto il sole, siamo abituati a fare gli zerbini del mondo (vista la "democrazia" che ci ritroviamo), per cui potrei risparmiarmi la fatica di scrivere e risparmiare a voi la fatica di leggere, ma il bello di avere un diario di dominio pubblico è il fatto che io posso scrivere quello che mi pare indipendentemente dal fatto che qualcuno lo legga oppure no.
Ciò detto a memoria non mi sembra che in occasione dei terremoti verificatisi nei selvaggi territori sotto al Po, dalla Francia, siano arrivate stracciature di vesti e manifestazioni pubbliche di solidarietà. O quando prese fuoco il Duomo di Torino, con "lo straccio per i piedi di Gesù" (la sindone) dentro , che tutti i campionati transalpini abbiano iniziato le loro partite intonando "l'inno di Mameli". Anzi probabilmente l'allora presidente Chirac si mise a giocare col "birillo" durante le lunghe ore in cui i "pompieri" lottavano contro le fiamme.
Mi risulta invece che la solidarietà per le vittime del terremoto arrivò tramite le pagine del "satirico" Charlie Hebdo che usò le vittime sotto le macerie di Amatrice come ragù per le lasagne.
Allora perché i campionati italiani dovrebbero intonare la "marsigliese"?
Dal mondo politico nessuna reazione all'iniziativa delle federazioni, ma a ricordare a lor signori di mostrare di possedere un po' di spina dorsale, ci pensano gli ultrà di basket. 
Infatti "“Non ce ne frega un c…o, pensate all’Italia“. Così le tifoserie organizzate del basket hanno reagito alla decisione (un po’ provinciale, a dire il vero) di suonare la Marsigliese al posto dell’inno di Mameli prima delle gare del fine settimana della Serie A1 e A2. La trovata della Lega Basket per commemorare il rogo di Notre Dame, avallata dalla Federazione, ha scatenato le ire dei tifosi. Gli Eagles Cantù 1990 hanno bollato l’iniziativa come “una buffonata” e hanno deciso di entrare nel palazzetto solo a inno ultimato. Tante altre sigle della tifoseria hanno comunicato che entreranno dopo l’inno e comunque hanno bocciato l’iniziativa. [...] Sulla stessa linea la tifoseria Vecchio Stile Virtus Bologna, che commenta così: “INNO FRANCESE, NO GRAZIE, TUTTI DI SPALLE!!”. La critica, al di là della trovata un po’ ipocrita e retorica, è proprio all’organizzazione: “Invece che salire sul carro della demagogia spiccia, sarebbe ora che controllaste la regolarità dei campionati e delle società che vi partecipano, come controllate allo stesso modo le multe insulse che emettete come federazione ogni maledetta domenica, il più delle volte per nulla, se non per la vostra mera cassa. È per tutto questo che ci gireremo di spalle sulle note della Marsigliese, non per manifestare contro l’inno, ma contro di voi insulsa e inetta Lega pallacanestro” [...] Duro comunicato anche degli Ultras Milano: “Gli Ultras Milano hanno deciso di andare contro la decisione della Legabasket di far suonare la Marsigliese prima di tutte le partite con un comunicato molto duro e senza mezzi termini. A NOI DI NOTRE DAME NON CE NE FREGA UN CAZZO, PENSATE ALL’ITALIA!!! Con tutti i problemi del territorio nazionale in cui viviamo e soprattutto coi bisogni ancora insoddisfatti delle vittime e delle località italiane colpite da sismi e calamità – affermano gli Ultras – , tutta questa patetica solidarietà per l’incidente che ha colpito la cattedrale francese ci pare solo l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia politica delle nostre istituzioni nazionali e sportive. Per questa ragione invitiamo tutti i tifosi milanesi in trasferta a Brescia a girarsi durante l’inno francese o quantomeno a replicare con quello italiano non appena terminerà quello transalpino”"
Per fortuna non tutta la politica italiana è così asservita e qualcuno che usa un po' la propria coscienza lo possiamo ancora trovare, ma ne parleremo in occasione dell'articolo commemorazione per Sergio Ramelli.


17 aprile 2019

Quando il nemico ne imbrocca una...

Ammetto la mia ignoranza e la mia totale incapacità (in questo caso) di potervi raccontare, per filo e per segno, la storia dei fratelli Stefano e Virgilio Mattei. Proverò facendo appello a tutta la memoria di cui dispongo a riassumere, quanto meno per sommi capi, la vicenda.
Siamo nel 1973, sono gli in cui la lotta politica non è solo accesa... è rovente. Non sono i giorni d'oggi in cui per una lite si finisce in tribunale... sono gli anni per cui per un paio di occhiali da soli ci si becca una pallottola.
Mario Mattei era segretario locale del Movimento Sociale Italiano, quindi, per una certa sinistra, macchiato della colpa peggiore. La notte del 16 aprile (1973) alcuni membri del movimento extraparlamentare di Autonomia Operaia processano in contumacia (come loro abitudine) e condannano Mario alla pena capitale. 
Mario Mattei deve morire. 
A differenza di altri casi, in cui veniva colpito solo l'interessato, questa volta la punizione deve essere esemplare e invece di "gambizzare" o spaccare il cranio con una chiave inglese (vedi il caso Ramelli), si decide per il fuoco.
Coloro che, in seguito, saranno indicati ed indagati, decidono di appiccare un incendio all'appartamento posto al 3° piano dello stabile (se non ricordo male). La Famiglia Mattei è composta, oltre che da Mario, dalla moglie Anna Maria e da sei figli tra cui Stefano (8 anni) e Virgilio (22). Buona parte della famiglia riesce fortunosamente a salvarsi (chi passando dal balcone, scendendo su quello di sotto, chi riuscendo a passare sulle scale, ecc.), per i due fratelli invece non c'è nulla da fare restano intrappolati ed inghiottiti dalle fiamme. Chiaramente io non la reputo una colpa essere fascista e, a dispetto di quello che sostengono certe sinistre, almeno i nazisti prima di brasare i giudei li asfissiavano con il gas (o così dice la menzogna ufficiale). Per cui se Virgilio fosse incluso nell'elenco dei condannati è possibile, ma Stefano di sicuro non lo era o non doveva esserlo... perché a 8 anni anche se "giochi" a fare il fascista... non sei grande abbastanza da conoscere la differenza, fai le cose e dici le cose per emulazione.
Riporto di seguito la citazione de Il Primato Nazionale riguardo al muro di scudi levato dalla sinistra in difesa degli assassini... perché potrebbe farvi cambiare idea su un bel po' di nomi noti dello spettacolo.
"Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo, i i componenti della cosiddetta Brigata Tanas, vennero accusati di strage. A sinistra si parlò invece di montatura, di “faida interna all’estrema destra”, un episodio “nato e sviluppatosi nel vermiciaio della sezione fascista del quartiere”. In favore di questa tesi si schierarono tutte le anime belle dell’élite rossa dell’epoca: Il Messaggero di proprietà dei fratelli Ferdinando e Alessandro Perrone (padre e zio di Diana Perrone, militante di Potere Operaio coinvolta nelle indagini) fu uno dei primi “veicoli” di questo depistaggio. Franca Rame, la moglie del bravo e buono Dario Fo, militante dell’Organizzazione Soccorso Rosso Militante, scrive in una lettera datata 28 aprile 1973 a Lollo: “Ti ho inserito nel Soccorso rosso militante. Riceverai denaro dai compagni, e lettere, così ti sentirai meno solo”. Parte degli innocentisti, ovviamente, lo stesso Dario Fo  e lo scrittore Alberto Moravia. Una levata di scudi, insomma, dell’intellighenzia rossa contro i figli di un popolo da loro disconosciuto. Ad oggi, la pena per i colpevoli è stata dichiarata estinta dalla Corte d’assise d’appello: intervenuta prescrizione alla data dal 12 ottobre 2003 e ancora inchiodata a quella data, nonostante i tentativi di riapertura del caso." Sì avete letto bene, la "povera" Franca Rame ed il "simpatico" Dario Fo... tra gli altri.
Ora che cosa ha fatto di buono il nemico sull'argomento di cui sopra?
Quasi sicuramente ereditato dall'amministrazione precedente "Arrivata oggi la notizia che la giunta di Virginia Raggi ne ha imbroccato una giusta: finalmente c’è stata la deliberazione ufficiale sull’intitolazione del parco del quartiere dove i due giovani Mattei hanno vissuto e purtroppo perso  la vita. Il parco sarà intitolato a: “Stefano e Virgilio Mattei: vittime della violenza politica”."
Perché dico, e non ipotizzo, che la decisione sia stata ereditata dall'amministrazione precedente?
Per due ottime ragioni, la prima nel momento in cui tutta Italia si scagliava contro gli abusivi del centro sociale in cui è morta Desirée la Raggi starnazzava (dal campidoglio) la chiusura della sede di CPI (CasaPound Italia). La seconda ragione è che con tutti i problemi che ha Roma (non ultimi i problemi di corruzione, di smaltimento rifiuti, di criminalità, ecc.) cosa pensa bene di fare? Semplicemente, da inizio mandato ad oggi, ospita in municipio riunioni settimanali dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia).
Secondo voi una persona così politicamente "scorretta"... può di proprio pugno decidere di dedicare un parco alla memoria di 2 "Fascisti" morti?

STEFANO MATTEI... PRESENTE!!!
VIRGINIO MATTEI... PRESENTE!!!

16 aprile 2019

Essere o apparire (parte II)

Il discorso sull'essere e apparire potrebbe risultare banale, come fin qui espresso, oppure decisamente complesso. Questa differenza dipende esclusivamente dalla nostra capacità di banalizzare l'argomento, dalla nostra capacità di astrazione dell'argomento ma, soprattutto, dalla nostra capacità di dissociazione dall'argomento.
Filosofeggiando sulla differenza sin qui affrontata anch'io, come gli altri, ho puntato il dito accusatore contro la cosmesi, ma non è il solo metro di giudizio. Il problema non è assolutamente (anche se non è normale) che un uomo passi in bagno più tempo della propria dolce metà, non lo è semplicemente per il fatto che la cura estetica è semplicemente la punta dell'iceberg del vuoto cosmico che si cela al di sotto del guscio vuoto. Prendendo un esempio a caso i nazisti negli anni precedenti alla guerra tenevano in grande considerazione l'estetica e la cura di ogni dettaglio, le coreografie dei raduni di Norimberga, colori e taglio delle alte uniformi di soldati ed SS, i dettagli delle decorazioni per cui persino la "Mutterkreuz" (disegnata dallo stesso Hitler) era curatissima. 
Se non è l'estetica allora qual è il vero problema?
Intanto chiarisco che non sto negando quanto affermato ieri nella prima parte di questo scritto, infatti ho esplicitamente iniziato affermando che è la punta di un iceberg, ma la punta fa pur sempre parte della "montagna" di ghiaccio. L'eccessiva cura dell'estetica (fine a sé stessa) è sintomo di una eccessiva vanità, questo è apprezzabile in una donna in quanto è parte integrante del suo bagaglio, delle armi a sua disposizione per richiamare a sé l'attenzione del piccolo o grande mondo che la circonda, ma anche in questo caso nel momento in cui l'interlocutore si ferma al guscio (o la fanciulla stessa non ha altro da aggiungere) della vanità ci si stanca in fretta. O almeno così dovrebbe essere se non vivessimo in tempi in cui Essere sé stessi è considerato alla stregua di crimini contro l'umanità. Mentre Apparire è l'unico mezzo di sopravvivenza.
Infatti un tempo la specie umana veniva era perpetrata non dagli esseri più belli, ma dagli esseri migliori. Ed è la ragione per cui dall'eccellenza che abbiamo mostrato (in quanto Italiani) sino al 1945 si è andata via via (soprattutto dal '68 in poi) sostituendo una radicata mediocrità dell'umanità. Per cui non erano più gli esseri migliori a tenere le redini della nazione, ma quelli più "spregiudicati" (e spregevoli). Si andrebbe purtroppo ad aprire un discorso troppo complesso che porterebbe al domandare all'attuale classe politica (socialista) come sia possibile che tuttora difendano un attentatore condannato per avere commesso 4 omicidi più, dopo la cattura, ha confessato altri crimini simili e più spregevoli.
Tutto questo è possibile solo in un mondo in cui l'importante è apparire, tant'è vero che non ci si preoccupa nemmeno più di nascondere le proprie nefandezze, è sufficiente abbandonare il proscenio di prima linea il tempo necessario di mettere davanti agli occhi di noi plebaglia le malefatte di questo o quell'avversario politico ed ecco che la propria verginità è stata ricostruita.
In un mondo ideale (quello in cui io sono nato alla fine degli anni '80 dell'800) una persona viene giudicata dalle sue azioni e non dalle sue parole. Piaccia o no (e sicuramente non piacerà) alla gente. Hitler è stato l'ultimo uomo politico ad aver mantenuto le proprie promesse elettorali. Non gli è stato possibile costruire un Reich millenario per la premeditata scarsa collaborazione dei popoli europei (sovietici inclusi) che lo hanno portato alla rovina.
Alla base di qualunque azione umana vi dovrebbe essere la coerenza, che è ciò che distingue chi è da chi appare, una persona che riesce a contraddirsi 3 volte all'interno della stessa frase oltre ad essere confuso è anche vittima della propria apparenza... sostanzialmente esagera, con le parole, la propria Essenza per farsi più bello agli occhi degli altri, ovvero per assecondare la propria vanità.
Più o meno a tutti può essere capitato di raccontare fatti a cui si è assistito, come se li avesse vissuti in prima persona, da una lato è anche un mezzo (letterario) per accrescere l'interesse verso la storia stessa. Quanto saremmo interessati a stare ad ascoltare uno che inizia un racconto dicendo "L'amico di un amico di un mio amico, mi ha detto..." alla bocca del secondo amico da cui è uscito il racconto già non crediamo più. Mentre quanto saremmo affascinati da "Ero lì in curva per Inter-Atalanta quando dal nulla sbuca un motorino..." quelle immagini hanno fatto il giro del mondo, ma solo uno si è preso la briga di andare a chiamare i pompieri (venendo pure deriso dagli stessi) quando i tifosi hanno cercando di incendiare lo scooter del bergamasco...
La differenza sostanzialmente è tutta qui essere consapevoli della propria indole e conviverci oppure cercare in noi stessi la forza di cambiare per allinearci a quanto noi stessi abbiamo deciso di imporci. Mi spiego meglio. Chiaramente in un mondo come quello odierno non è possibile appartenere ad una religione come quella Norrena e andare in giro con un ascia bipenne in mano pronti a squartare chiunque ci si pari innanzi. Per due ragioni fondamentali, intanto verremmo arrestati prima ancora di aver ucciso il primo nemico, secondo sarebbe altamente improbabile ottenere la morte in battaglia che ci dovrebbe condurre nel Valhalla. Non mi illudo certo che scrivendo qualche migliaio di articoli io mi possa meritare il privilegio di combattere accanto a Odino e Thor nel Ragnarok, ma al momento non mi resta molta altra scelta, questo potrebbe farmi apparire agli occhi della gente come una persona incoerente (e per certi versi potrebbero aver ragione), ma gli stessi sarebbero propensi a darmi del folle e anziché del "Guerriero" se mi vedessero menar fendenti sulla testa dei pellet. 
Naturalmente il loro giudizio, che combattono solo contro le panche della palestra (e magari con l'aiutino di qualche siringata strategica), non mi tange né in un senso né nell'altro. Penso di avere molto da dare e da dire e se dovessi finire in prigione per difendere le mie idee, non me ne vergognerei.
Come già detto la differenza non è come si appare, bensì se all'apparenza che diamo di noi stessi corrisponde l'essenza senza la quale non valiamo nulla. Un esempio che faccio spesso (ma che recentemente mi è stato contestato da una mia neo lettrice, per cui merita un approfondimento e un'adeguata risposta in ogni caso) ho incontrato molti cialtroni nella mia vita che vedendomi vestito in una certa maniera (che certo non nascondo) si presentavano da me dicendo "io e te la pensiamo allo stesso modo..." porgendomi la mano libera dalla sigaretta di hashish... io che non sono stupido, e non ho le narici brasate dal fumo (mi spiace ma anche la nicotina di fatto rende inutilizzabili l'olfatto ed il gusto), rispondevo "Non credo!" lui non aveva nemmeno bisogno di farsi spiegare il perché di quella risposta, sapeva perfettamente a cosa mi riferivo aggravando la sua posizione con il disgustoso reato della patetica scusa... "dici questa?!? questa non è niente. Smetto quando voglio... se tu diventi il Duce io smetto!" e altre banalità simili.
Essere coerenti non è facile, come già detto, ma riconoscere i propri limiti e tendere alla perfezione che ci siamo imposti è un primo passo nell'arduo tentativo di allineare l'Essere con l'Apparire. I peggiori di tutti sono i pacifisti-guerrieri (i moralizzatori delle macchinette) e i guerrieri-pacifisti (quelli che si dichiarano guerrieri su FB).
I primi rispondono perfettamente all'assurda asserzione "bisogna fare la guerra pur di avere la pace".
I secondi sono quelli che pensano di essere guerrieri perché fanno simulazioni di softair, senza aver fatto un giorno di militare... certo per come si faceva la "naja" in Italia forse è meglio fare un po' di guerra simulata, ma il concetto è che per fare la guerra innanzi tutto bisogna stabilire una via gerarchica, non tanto per dar prestigio al proprio ego, ma più banalmente per differenziare una battaglia da una scazzottata in un bar.
Dettagli a parte... avviandomi alla conclusione di questo secondo capitolo... la vanità maschile è solo una parte anche minima del vuoto che ci stanno impiantando dentro e non ci dovremmo stupire più di tanto se le relazioni umane durano il tempo di "consumare" un rapporto sessuale. In quanto l'indomani mattina ci si è stancati del guscio che ci si è messi nel letto.
Chiaramente ora come ora la novità che giunge sui barconi risulta in vantaggio in quanto ha, nella memoria (marcia) della propria genetica, ancora dei valori che neanche troppo lentamente vengono sostituiti dal vuoto generato dal sottoprodotto del RAP da "ghetto" americano, presto quando prenderà piede quell'aspirazione dello stare al mondo senza alcun ideale anche loro cesseranno di essere "divertenti".
L'obbiettivo in definitiva non è, per quel che mi riguarda, far diventare loro (i pellet) peggiori di noi, ma far ritornare la nostra stirpe migliori di tutte le altre come è sempre stato fino poco più di 70 anni fa. Per farlo c'è una sola via ed è la via dell'Essere. Essere esempio, Essere farò, Essere coerenti con ciò in cui si crede. ESSERE.