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14 maggio 2019

Ecco perché adoro gli anni '80 (Terminator)

Cresciuto con i "miti" Hollywoodiani del momento Rocky, Rambo, Cobra, ecc. (Sylvester Stallone) Commando, Conan il Barbaro, Predator e Terminator...
Mi concentrerei proprio su quest'ultima saga da cui sono stati tratti 4 seguiti (di cui 3 interpretati dallo stesso Schwarzenegger).
Negli anni '80 nemmeno Hollywood era affetta da questa nuova mania di mettere pellet un po' ovunque persino laddove non esistevano (vedi il generale "scandinavo" di Odino diventare un negro nel film "Thor") o "l'arianissima" (bionda con occhi azzurri e credetemi sulla parola perché da bambino ne avevo le lenzuola) donna invisibile dei fantastici 4 che diventa la latinas Jessica Alba (nulla da dire sulla sua bellezza, ma torno a ripetere la "Belva" è il cane più bello del mondo, ma non le farei mai interpretare la donna invisibile nei "Fantastici 4"... e potrei andare avanti all'infinito.
Negli anni '80 non succedeva nulla di tutto ciò, in Terminator, ad esempio, ho contatto la bellezza di due pellet su 107 minuti di pellicola, dove il primo è un netturbino che, stando al doppiaggio, più che sorpreso sembra ubriaco. L'altro è il capitano di polizia che da tradizione anni '80 muore male a metà del film (a differenza dello psicologo giudeo che sopravvive per i primi 3 film, forse anche nel 5, ma mi sono rifiutato di vederlo).
Qualcuno potrebbe obbiettare che la colpa non è dei pellet se gli danno dei ruoli importanti che non gli appartengono, bensì la colpa è dei produttori, degli sceneggiatori, ecc. verissimo, ma tratto la cosa come la pubblicità del gratta e vinci quella in cui ti piace vincere facile...
Ovvero se io del cast non do a te pellet la parte per cui non sei minimamente tagliato (un generale negro in Scandinavia, nell'era vichinga non si può proprio vedere, soprattutto tra gli Asi) mi becco una denuncia per discriminazione razziale, non si da la possibilità agli attori, pellet e non, di giocare ad armi pari. Bensì, in un mondo spietato come quello dello spettacolo, si usano corsie preferenziali che di fatto tolgono lavoro ad attori, magari più capaci.
Questa è ovviamente un'altra storia, ma è la ragione per cui adoro gli anni '80 e adoro Terminator. A più livelli è un bel film un'idea originale (alla stesura del copione partecipò lo stesso Cameron), la fotografia e la regia sono di livello, gli effetti speciali... certo visti con gli occhi di oggi abituati agli effetti speciali computerizzati risultano troppo evidenti le scene realizzate con il robot che funge da controfigura ad Arnold nelle scene in cui il Terminator è danneggiato, ma negli anni '80 risultava essere all'avanguardia e, per i meno schizzinosi, resiste ancora all'avanzare del tempo e quei "difetti" diventano parte del fascino stesso del film.
Nel primo film Linda Hamilton interpreta la parte della fanciulla in pericolo che si salva per istinto di sopravvivenza, diversamente dal secondo in cui il farla diventare una "cazzutissima guerriera super addestrata" la trasforma in una mezza lesbica che odia gli uomini genitori di guerre e morte, come se il padre di John (suo figlio) non era un soldato addestrato alla guerra.
Il terzo possiamo dire che si salva solo per la meravigliosa presenza di Kristanna Loken e di Schwarzenegger... sostanzialmente per i due Terminator, ma la trama è necessaria per chiudere il ciclo ricordandoci che non si può sfuggire al fato, alla peggio lo si rimanda con effetti catastrofici.
Accenno al 4° che ho visto per curiosità, in cui non si sa bene perché John Connor (dipinto nei capitoli precedenti come il capo indiscusso della resistenza) finisca per fare lo sguattero dell'esercito, ma evidentemente gli sceneggiatori non si sono nemmeno preoccupati di guardare i capitoli precedenti cercando, invano, di creare una serie parallela.
In conclusione film assolutamente da gustare. Dove potete dare a macchine e ribelli il ruolo storico che preferite in quanto e pressoché privo di messaggi subliminali se non si esclude l'odio sistematico per la tecnologia di James Cameron (reso ancora più evidente con "Avatar" che però è un capitolo a parte).

19 luglio 2018

L'era Glaciale

Parlo ovviamente della prima trilogia.
Vi voglio rasserenare del fatto che i 3 film sono carini, una buona animazione, disegni (digitali) validi, un bel ritmo, le idee sono fresche (nonostante la naturale tendenza a perdere un brillantezza quando si cerca di replicare il successo del primo capitolo) anche nel terzo.

Insomma 3 film per tutta la famiglia... oppure no?

In effetti no!
Hanno talmente tanti messaggi "subliminali" che nemmeno marchiandoli come prodotti di fantasia può salvarli dall'inferno riservato ai corruttori delle giovani avide menti.

Partiamo col dire che, detesto le animazioni che (con la scusa del "prodotto di fantasia") sovvertono le leggi naturali per rendere totalmente umani (quindi moralmente discutibili) gli animali.. anche se si tratta di animali preistorici più o meno estinti.
Iniziamo a descrivere il "branco", composto da un mammut (Manfred o Manny), un Bradipo (Sid), una tigre dai denti a sciabola (Diego) e già iniziamo male potremmo anche tradurlo con "ci sono un tedesco, un inglese e un italiano...", a pensare male (ed è davvero da complottista allo stato puro) direi che alla tigre è stato dato un nome italiano visto la propria (in)naturale inclinazione a tradire il proprio popolo (il branco di tigri un po' "sfigatelle" con un capo forte, un vice astuto e una sequela di cialtroni, ciccioni e isterici) per schierarsi a favore delle prede. Il tedesco è quello forte e intelligente, che guida saggiamente il branco. L'inglese è il collante un po' impacciato che tiene tutti uniti.
Questo a pensar male...
A pensare peggio... come fa un felino a nutrirsi se non mangia le prede? In effetti in questo tipo di cartoni animati gli animali non mangiano mai... Almeno non i protagonisti, poi si fanno vedere (soprattutto nel terzo) che la maggior parte dei dinosauri mangiano foglie, ma non fanno mai vedere i cuccioli di T-Rex che divorano il cosciotto di non si sa quale bestia visto che non mostrano da dove "mammasaura" l'abbia staccata... Forse preferiscono lasciar intendere che i supermercati esistessero già nella preistoria. Non fraintendetemi eh? Sono a favore della tutela dei minori sulle scene cruente (quindi un plauso alla produzione), ma sono contrario al "veganesimo"! Quindi che i bambini sappiano che i vegani sono le prede dei carnivori.
Nel primo film gli animali parlano... gli umani grugniscono! Mi fornite una spiegazione? Certo il film è visto dalla parte degli animali, ma dovevate proprio sottolineare "Manny ricordati... gli umani non sanno parlare!" se proprio la mettete in questo modo, anche i bradipi non parlano la lingua dei mammut o delle tigri, eppure nel vostro branco si capiscono perfettamente. Volevate forse sottolineare che gli animali della preistoria ebbero una forma di comunicazione più sviluppata rispetto ai coevi umani? Mi spiace essere io a darvi sta notizia, ma... intanto cazzo ne sapete che i neanderthalensi  grugnissero? Magari parlavano già il sanscrito (la lingua comune agli indoeuropei) che successivamente si è evoluta in forma scritta prima e dialetti (greco, latino, magiaro) poi. Magari la scrittura cuneiforme degli assiro-babilonesi si è sviluppata dalla forma verbale e pittografica degli uomini delle caverne. Ovvero è quasi impossibile che, di punto in bianco gli uomini delle caverne (di tutte le caverne) incominciano a costruire le piramidi, poi smettono di disegnare l'oggetto a cui intendono fare riferimento e gli danno un nome.
Ovviamente sto estremamente sintetizzando l'evoluzione della scrittura e della fonetica, ma non è questo il luogo... stavamo parlando di un film... anzi 3.
Sempre nel cartone animato l'uomo è crudele e uccide (quasi) per sport, mentre "persino" la tigre uccide per fame.
Si dimenticano forse che, allora, anche l'uomo uccideva per fame e non per sport. Soprattutto dal momento che l'essere umano era il predatore più fragile dell'epoca, quindi la caccia rappresentava la salvezza del gruppo, ma spesso la morte diretta (provocata direttamente dall'aggressione di un altro predatore o della preda stessa) o indiretta (a causa di una frattura, di un incidente, ecc rimediato durante la caccia) di diversi suoi componenti. Ma nel film diciamo che la questione prende una piega diversa, buttandola anche sul sentimentalismo delle prede. Manny è l'ultimo mammut (anche se non risulterà essere vero) perché la sua famiglia è stata uccisa dagli umani.
Facendo un paragone con altre animazioni... Tom e Jerry erano due cialtroni che impugnavano padelle, martelli e altri utensili, ma Tom voleva mangiarselo quel ratto schifoso di Jerry, idem valeva per gatto Silvestro (sei tutti noi) e quel pennuto petulante di Titti. Certo non finivano mai a "tavola" perché se no finiva la serie e quindi si inventavano una presunta amicizia tra i due per evitare di mostrare le budella di un topo in prima serata.
Quindi anche se sono film per tutta la famiglia... fatelo vedere ai vostri figli con voi seduti affianco ed insegnategli che a mangiare l'insalata è la preda di un carnivoro!

20 giugno 2018

Mr. Crocodile Dundee... 1-2-3 Mick viene da te...

In attesa che le ruspe di Salvini finiscano di spianare i rom e gli abusi edilizi in provincia di Torino... Oh scusate nell'area della città metropolitana di Torino (perché le provincie non esistono più)... Stempero un po' gli animi alleggerisco gli argomenti e raffreddo un po' la tastiera visto che stamattina, da 'ste parti, c'erano 24.5° già alle 7.45
Ecco allora che riesumo questa trilogia vecchiotta, ma sempre piacevole, impegno intellettivo pari a 0... praticamente un filmato promozionale dell'ente turismo australiano e nuovaiorchese.

Mr. "coccodrillo" Dundee... 1
Dettagli tecnici: il film è uscito nel 1986 diretto da Peter Faiman, che vede l'interpretazione di Paul Hogan (che oltre a questa trilogia spicca in poche altre pellicole degne di note che sono "un angelo da 4 soldi", "Jack colpo di fulmine" e "Flipper"), la sua (allora) futura moglie (attuale ex moglie) Linda Kozlowski (che vaccapedia dice aver interpretato "morte di un commesso viaggiatore", ma nel primo film della saga indica apparire per la prima volta sullo schermo... beh uno dei due dice cazzate) e altri volti semi noti e semisconosciuti. 
Le notizie riguardanti il film non sono ricchissime, anche perché non essendoci meticciato, non difendendo a spada tratta gli aborigeni, ecc. sarà stato pubblicizzato con il passaparola degli attori ad amici e parenti (nonostante la distribuzione risulta affidata alla 20th century fox, dice vaccapedia, mentre a me sembra di ricordare fosse della Columbia Pictures... boh forse fra acquisti, cessioni, accorpamenti e separazioni può essere che sia diventata fox o che lo sia stata).

La trama è davvero minimale. C'è la giornalista gnocca dalla "grande mela" che vuole realizzare un servizio sul rude cacciatore australiano del quale si innamora, il divertente sono le peripezie dei protagonisti che tra Australia e New York mostreranno le differenze culturali tra le due realtà la bella Linda (omaggio a chi so io e altri 2) posta di fronte a 3 rapinatori del Bronxs, armati di coltello, chiede a Paul di dar loro il portafoglio lui risponde: "perché?"... lei: "non lo vedi il coltello?!?"... lui: "un coltello?!? Quello?!? Questo è un coltello!" afferma estraendo una lama delle dimensioni di una daga romana affilato al punto da ricamare la giacca del capo banda... ricorrono agli sbirri per la denuncia? li rincorre per affettarli?!? macché lui è un duro dal cuore tenero "ah ragazzi che si divertono!!!"
Mentre sono ancora in Australia la giornalista cerca di delineare la personalità di "Mick" Dundee ponendogli domande di attualità e, se possibile, di politica... ad esempio cosa ne pensa lui del nucleare o cosa ne pensa del diritto degli aborigeni a possedere la terra... alla prima glissa dicendo che non gli frega (praticamente) alla seconda risponde "la terra non è mica degli aborigeni... sono gli aborigeni della terra. Per cui mettersi a discutere a chi appartiene la terra è come due pulci che si mettono a litigare per chi appartiene il cane sui cui si trovano..." Ciò non toglie che per quel che mi riguarda... questa terra che ora si chiama Italia appartiene agli italiani da che esiste la civiltà... quindi non la si cede per capriccio dell'UE... siamo due pulci che litigano?!? che vengano tutti insieme o uno alla volta.
Ne abbiamo altri 2 per cui...
Il film è piacevole per cui lo si può gustare a cervello spento, qualche battuta simpatica in un clima piacevole... se non lo conoscete o non lo ricordate una guardata dategliela pure.

Il 2... non dico che iniziano i problemi, anzi tutto sommato per essere un sequel è ben studiato il tono è vicino a quello del primo e le situazioni, seppur diverse, mantengono lo stesso tenore e piacevolezza senza essere cloni insipidi. Marcato 1988 (SH) quindi di un paio d'anni successivo al primo capitolo. I due protagonisti sono gli stessi mentre cambiano i volti meno noti di contorno.
La trama si riempie un po' e riprende un filone appena accennato nel primo ovvero dell'ex marito di Sue Charlton (Linda) che finisce a lavorare per la CIA come investigatore, con il risultato che viene fatto a pezzi dai narcotrafficanti colombiani, ma non prima che abbia spedito le prove alla ex-moglie a New York.
I narcos si mettono sulle tracce del pacco intercettando e rapendo la bella Sue. Mick si occuperà di liberarla e proteggerla, quindi dall'america si torna in Australia. Le situazioni comiche si accentuano sono decisamente più spiazzanti e fanno una perfetta caricatura dei personaggi che nel primo, per esigenze di copione, erano appena accennati.
Un film piacevole da gustare in compagnia.

Il 3°... vi segnalo che esiste, ma onestamente potete risparmiarvi la fatica. compare un secondo cacciatore di coccodrilli, la trama, seppur piacevole, è piuttosto piatta... poche situazioni comiche e per giunta banali... si solito lo guardo per chiudere la trilogia... ma onestamente, come nella finale di Coppa Campioni tra Inter e Manchester, mani congiunte pregando che l'arbitro fischi la fine (e ponga fine a quel supplizio).

3 agosto 2017

Harry "Squatter"... tra sostanze psicotrope e occupazione di edifici magici.

Ben ritrovati miei fedelissimi lettori. Lo so per alcuni di voi la mia assenza risulterà ingiustificata, ma ero a combattere sul Brennero... ma come sempre questa è un'altra storia.
Dopo questo lungo periodo di vacanza in cui mi sono auto inflitto la condanna dell'orribile visione degli 8 film di Harry Potter (d'ora innanzi "Squatter"). Sì tanti ne hanno fatti.
L'articolo sarà incluso nella serie trilogie, nonostante sia chiaramente un'octalogia, perché non ritengo necessario e opportuno dedicare un'intera sezione alla serie di film basati sui romanzi fantasiosi (fantasy) di J. K. Rowling.
Come sempre, nella massima trasparenza, ammetto candidamente, a differenza del "Signore degli Anelli" e de "lo Hobbit", di non aver mai letto i libri. Per cui, tale articolo, si baserà esclusivamente sulle "pellicole cinematografiche.
Partiamo subito nel dire che i film si fanno più "orrorifici" man mano che i tre protagonisti ("Harry Squatter", "Er Mignottone Granger" e "Ronf Whiskey") crescono. Infatti il primo film è abbastanza all'acqua di rose (probabilmente era già nell'idea originale della Rowling quella di far crescere i lettori insieme ai protagonisti e quindi di adeguare la violenza degli scontri tra bene e male all'età del protagonista), mentre gli ultimi sono decisamente più cruenti.
Nei film si passa anche da un'atmosfera ottocentesca ad un periodo "sessantottino" per una rapida, quanto immancabile, sterzata verso gli anni '30 tedeschi (sempre loro anche se le storie sono ufficialmente ambientate a Londra e dintorni). Infatti non a caso quando i "mangiamorte" (i seguaci di Lord Voldemort) occupano il ministero della magia, la Gringott, ecc. le loro uniformi sono cosi sinistramente naziste (anche in questo caso non conosco quali siano le descrizioni fatte dall'autrice riguardo alle divise dei miliziani, ma dubito che li abbia descritti come nazisti incalliti) d'altronde al cinturone che capeggia sulle giacche grige mancano soltanto l'aquila e la svastica. 
Ma non è lunica stranezza nei film ad esempio il mondo si divide in maghi e "babbani", ma i "mezzosangue" non sono figli nati dall'unione tra maghi e babbani bensì i figli di babbani che possiedono poteri magici. Strana scelta, ma ad ogni modo ovviamente i seguaci di Voldemort fanno, della questione razziale, una priorità, quasi più che la distruzione di Harry Squatter e della conquista del potere. Non si spiega allora come mai molti, nel momento di essere portati via dalle guardie gridano a squarcia gola di essere dei mezzosangue (forse perché la priorità è l'uccisione dei babbani?). Infatti uno dei seguaci più fedeli, che si rivelerà poi un traditore (quando mai), è "il principe mezzosangue".
Mettendoci un po' della mia solita malignità verrebbe da pensare che sono le tante contraddizioni con cui macchiano il nazionalsocialismo da un lato sterminio totale dall'altra, i più autorevoli e utili) vengono risparmiati. Forse le contraddizioni sono solo nella testa di certi menzogneri.
Ad ogni modo è anche preoccupante la scelta artistica tra il regista Mike Newell e lo sceneggiatore Steve Kloves che nel capitolo "il calice di fuoco" fanno crescere, alla maggior parte dei personaggi, i capelli in modo abbastanza imbarazzante che richiamano alla mente le acconciature a cavallo tra gli anni '60 e '70 del secolo scorso il tutto unito ad un ambiente, quello magico "rowlinghiano", in cui pozioni e incantesimi portano lo spettatore in un mondo fantastico, quasi psichedelico. La comparsa di due loschi figuri quali "Luna LoveGood" (ovvero "Luna Buonamore"), ma soprattutto del padre "XenoPhilius LoveGood" (Xeno-filo, vicino al diversi o amante del diverso, Buonamore) non aiutano certo a rendere l'ambiente meno "lisergico" (acido organico derivato dalla segale cornuta "un suo derivato di sintesi è l'allucinogeno conosciuto come LSD" fonte dal dizionario del Corriere della Sera).
Dal punto di vista della produzione (marcata "WB") i film non sono male gli effetti speciali, le trame, i ritmi, le musiche, ecc. sono decisamente buoni. peccato che lo "scotto" da pagare per gustare dei buoni film diventi sempre più onnipresente, quindi fastidioso. Resta ancora da criticare (non so chi, ma so per cosa) la sequenza tipicamente Tolkieniana in cui i protagonisti, a turno, portano al collo un medaglione "maledetto" e a turno ne vengono avvelenati... non vi ricorda qualcosa?
Una persona che conosco commentò la "quantità" di Tolkien presente nella saga di Dragonlance (della coppia di autori Margaret Weis e Tracy Hickman) che francamente non ho mai riscontrato, ma non fece mai cenno a tale quantità nella saga di Harry "Squatter"... probabilmente frutto della famosa massima biblica sulla trave e la pagliuzza. A fronte di quanto "distorte" si son dimostrate le pellicole ammetto di avere la tentazione di entrare in libreria e ordinare (se non disponibile) l'intera saga di libri, ma tra l'imbarazzo di richiedere, alla mia veneranda età, libri per bambini e lo spazio ormai colmo delle mie librerie... credo che vi rinuncerò... ma la tentazione è frutto di quanto spesso si sente dire "bello il film! Ma il libro è un'altra cosa!"... ed in effetti, prendendo un esempio che non c'entra un cazzo, tra il libro A.C.A.B. (di Carlo Bonini, peraltro regalo di un amico milanese) e l'omonimo film non c'è un abisso, ma un universo infinito in continua espansione, ma in altri casi tutta sta differenza (a parte quelle ovvie) non ne ho riscontrate.
Sicuramente è una saga di film a cui applicherei il personalissimo bollino nero (dopo quello verde "film per tutti", quello giallo "film da guardare accompagnato da un adulto", bollino rosso "film vietato ai minori di...") "film da guardare accompagnato da uno storico nazifascista".

28 marzo 2017

Guerre stellari capitoli 4-5-6... una caccia alle streghe!

Come si evince piuttosto evidentemente dal titolo oggi parleremo o meglio sparleremo della trilogia "originale" di guerre stellari. Sicuramente i più staranno già storcendo il naso considerandola un cult ed in effetti per l'epoca furono, presi singolarmente, dei colossal.
Chi mi segue già da un po' sa, o quanto meno ha imparato, che di un film non giudico solo trama, assegnazione delle parti (casting), effetti speciali, ecc. ma sopra a tutto i messaggi subliminali.
Per ora sorvolerò sul fatto che Harrison Ford e di origine ebraica, che dal capitolo 6 in poi compare la copia carbone di Apollo Creed e sulle origini non proprio chiarissime di George Lucas la cui madre faceva Bomberger di cognome.
Mi concentrerei piuttosto sui messaggi neanche troppo subliminali di Star Wars in cui i Ribelli (che tanto valeva chiamassero direttamente "resistenza") combattevano l'Impero (che tanto valeva chiamassero direttamente Reich). Quando uscì il primo film (episodio IV "una nuova speranza"), nel 1977, erano passati poco più di 30 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, poco più di 20 dalla non proprio convincente vittoria nella guerra di Corea, ma appena 2 dalla bruciante sconfitta in Vietnam. Sicuramente gli States avevano bisogno di dimostrare nuovamente la propria superiorità bellica, ma l'unica vittoria riportata in quel secolo, fino ad allora, era la seconda guerra mondiale. Ed ecco allora che le divise imperiali (almeno quelle degli ufficiali di marina) assomigliano in modo così "sorprendente" alle uniformi del terzo Reich, o quanto meno le richiamano molto. Quindi, dal momento che tutta la trilogia originale si fonda sulla lotta tra ribelli e Impero, potremmo chiudere qui l'analisi del film... ma i devoti al film sicuramente non me lo perdonerebbero. Quindi distruggiamolo completamente.
Per dovere di cronaca va detto che i primi due film hanno un bel ritmo sostenuto e, nonostante durino entrambi più di 2 ore, sembrano decisamente più rapidi (anche se per i canoni odierni meno di 3 ore è un trailer). La trama è, nonostante tutto, avvincente certo dispiace un po' per la distruzione dell'arma segreta del Reich, ma ahimè così è la vita, tutto sommato però i cattivi non sono così cattivi... beh salvo quando fanno "zompare" in aria un pianeta per una mera dimostrazione di forza. Ma arriviamo alla nota dolente... l'episodio VI... è di una noiosità letale!!! Nonostante duri solo una manciata di minuti in più degli altri sembra decisamente più lento. Senza considerare che Lucas cerca, maldestramente, di buttarla sul sentimentale. Ovvero quando i ribelli sbarcano sulla luna boscosa di Endor, per disattivare lo scudo spaziale che protegge la nuova versione dell'arma segreta, si imbattono nel pacifico (quanto primitivo) popolo degli Ewok che vivevano in perfetta armonia con gli "invasori" imperiali, ma con l'arrivo dei ribelli si sentono in dovere di prendere parte alla guerra... da cui scaturisce la scena strappalacrime di 'ste specie di orsetti vittime della guerra, ma cazzo nessuno vi ha chiesto di combattere e nessuno e venuto a rompervi il cazzo! Inoltre in questo particolare capitolo le truppe imperiali vengono ridicolizzate, oltre che da "scherzoni" delle elementari, anche dall'inferiorità tecnologica e numerica di ribelli e Ewok. Insomma non proprio quello che è successo in Europa, più probabilmente Lucas voleva far riferimento alla guerra del Vietnam, peccato che abbia sbagliato le uniformi.

27 febbraio 2017

Le cronache (delle porcherie) di Riddick

Nell'arco di 13 anni (dal 2000 con "Pitch Black" al 2013 con "Riddick", passando per "The Chronicles of Riddick" del 2004) si sono svolte le avventure di questo super delinquente (Vin Diesel) che tra omicidi efferati, evasioni con omicidi ancora più efferati ed altre efferatezze... si ricorda di salvare qua e là persone e mondi per potersi salvare la pelle.
Ora sono di fronte ad una scelta. Parlarvi del film dal punto di vista fantascientifico o dal punto di vista dei messaggi (quasi)subliminali... Ovviamente vi parlerò di entrambi gli aspetti.

Dal punto di vista fantascientifico: sicuramente non ho abbastanza elementi per capire se dal punto di vista tecnico e tecnologico stiano dicendo una marea di cazz... ehm... minc... ehm... di stronzate oppure no. Ma la scoperta di 7 pianeti simili alla terra apre sicuramente delle possibilità alla fantascienza aliena. Ma secondo un mio conoscente, spiritualmente fermo al 400 d.c. (per cui la terra è piatta ed il sole gli ruota intorno) tutte queste sono altre cazzate che minano l'integrità del rapporto uomo-divino.
Per cui la trama dei tre film è comunque interessante anche se ricalca scenari già visti in precedenza (tipo in Alien, in Predator, ecc.) dove non si sa perché gli alieni sono sempre incazzati con gli umani anche se non li abbiamo mai visti prima.
potrebbe essere un messaggio, davvero, subliminale del tipo "se vuoi essere superiore all'alieno che ti attacca a vista, non attaccare a vista il pellet che entra in casa tua, ti deruba, stupra tua moglie, tua figlia e il cane e ti caga sul divano". certo è che con queste premesse non viene proprio facile non attaccare il pellet alieno a vista.
Ad ogni modo da profano del genere fantascientifico i 3 film sono scorrevoli, anche se il primo ed il terzo si assomigliano in modo disarmante.
Il motivo conduttore della trilogia è Riddik che cerca un po' di pace, dopo che ne ha data di eterna un po' ovunque, e che per raggiungerla affronterà (spesso in modo violento e brutale) diverse avventure.

Dal punto di vista dei messaggi (quasi)subliminali oltre a quanto detto in precedenza, sull'ospitalità aliena, va segnalata nei primi due film la presenza di un "imam" della religione islamica che cerca (insieme ai tre figli maschi) di andare a "nuova Mecca" capitale del pianeta Helion Prime. Ve lo segnalo per il semplice fatto che, seppur la religione è trattata in maniera molto marginale, nella trilogia vengono menzionate solo due religioni, la prima è appunto l'islam (a cui a quanto parte appartengono tutti gli uomini di chiesa, per cui o agli altri non frega un cazzo della religione oppure è l'unica religione sopravvissuta nell'universo), l'altra "religione" trattata e quella a cui appartengono i Necromonger. In realtà quest'ultima è una via di mezzo tra un regime dittatoriale, con tanto di conversione forzata per quelli che non vengono uccisi, ed una sorta di fede in cui si inneggia alla vita oltre la soglia (la morte) fino al sopraggiungere "dell'oltreverso" cioè del regno dei morti (un chiaro riferimento all'esaltazione della morte dei regimi nazi-fascisti e della "gerarchia" nella legge del più forte, ovvero il più forte comanda gli altri si sottomettono). Per cui se siete comunisti vi conviene scegliere di stare coi pellet... vabbè tanto li scegliereste comunque a prescindere.
Ovviamente in tutta la trilogia si spreca, un po' a vanvera, il meticciato biologico, non esistono alieni con sembianze antropomorfe, per cui gli unici umanoidi si distinguono tra bianchi, scimmie e australopitechi (tradotto: "bianchi, negri e meticci"). Seppur corrotti dal "politicamente scorretto" mi fa piacere sapere che fra, onestamente non so quando è ambientato, x anni esisteranno ancora bianchi. Almeno so che sopravviveremo a quest'invasione.
Per il resto tra un ammazza tutti e l'altro il film lascia davvero poco tempo allo sviluppo della trama e all'approfondimento degli aspetti sociali del universo.

10 febbraio 2017

Ritorna al futuro per 3 volte... anche se sembrano di più.

Parlando del padrino abbiamo citato il seguito di ritorno al futuro allora ho pensato che vi sarebbe piaciuta la mia personalissima opinione su questa trilogia.

Beh inizierei col fare i complimenti a Robert Zemeckis per la regia e a Kevin Pike per gli effetti speciali (piuttosto avveniristici per essere l'85).

Ovviamente o parliamo solo del primo film oppure nell'equazione dobbiamo mettere tutti e 3 i capitoli della saga. Va detto (a onor del vero) che c'era già, da parte del regista, l'intenzione di fare la trilogia, ma credo che molti di noi salterebbero volentieri la seconda parte, alcuni anche la terza per arrivare direttamente alla scritte fine.

Come si intuisce, da quanto detto finora, la parte 1 (la trilogia è divisa in parti anziché in capitoli quindi per parte 1 si intende tutto il primo film, parte 2 il secondo, ecc.) è davvero spettacolare, divertente, vivace, piena di momenti comici (davvero comici), inoltre, nonostante fossero gli anni '80, non ci sono scene di nudo, doppi sensi, nessuno si ritrova il puntale di un aeroplano nel culo o altre cose del genere (tanto per strappare una risata a della gente che non è più nemmeno in grado di capire il termine "doppio senso").
Immagino che voi vorreste la trama... mmm... cosa posso dire per accontentarvi e incuriosirvi?!?
Se si ha vissuto (vissuto davvero) gli anni '80 non si può non immedesimarsi nel protagonista (Michael J. Fox) studente del liceo, skater e chitarrista in un gruppo Heavy Metal di chiara inflenza Van Hallen, dalla cui discografia, tra l'altro, attingono a piene mani per la colonna sonora (ad eccezione di "the power of love" che invece è stata scritta per il film da "Huey Lewis and the News" e basta).

Come spesso accade in questo genere di film ci dev'essere il momento scatenante, una causa per cui il protagonista finisce in una marea di... guai... e per tutto il film cercherà di rimediare e tornare a casa. Nel nostro caso all'amico ed eminente scienziato Emmett "Doc" Brown (il cui vero cognome, si scoprirà nel terzo capitolo, essere Von Braun la cui famiglia è giunta in America dopo la guerra... che sia un parente del famoso e stimato scienziato Nazional-Socialista Wernher von Braun? Questo non è dato saperlo...) viene ingaggiato da un gruppo di libici per costruire una bomba atomica, ma Emmett, fingendo di rispettare l'accordo, ruberà il plutonio necessario per la bomba rifilando ai libici una cassa di ferraglia arrugginita.
Grazie al plutonio ora è possibile realizzare i viaggi nel tempo, ma nel momento cruciale (quello dei saluti fra doc e il protagonista, che per per la cronaca si chiama Marty McFly) arrivano i libici uccidono doc Brown e costringono Marty alla fuga sulla DeLorean (la macchina trasformata in "macchina del tempo") che alla velocità di esattamente 88MPH (a questo punto viene naturale far scattare un Sieg Heil) lo porta nel 1955.

Va bene è una trilogia... esistono anche una parte 2 e una parte 3... posso andare ora?

Uffa.

Nella parte 2 si inizia già malissimo... intanto cambia la fidanzata di Marty (per carità quella nuova non è un cesso, però permettete che mi affezioni ad un personaggio? E manco il tempo di dire "carina 'sta ragazza"... ecco che svanisce nel nulla. L'attrice è Claudia Wells che dopo ritorno al futuro scompare per ricomparire in "still waters burn" del 2008 (stando a vaccapedia).
Come ho scritto, nel primo c'era una ragione, del tutto casuale, per cui Marty si ritrova nel passato, ma nel 2 ci si infila volontariamente per impedire un evento che capiterà nel futuro a suo figlio. La cosa ha una sua logica, ma francamente tutta la storia è abbastanza forzata, incluso il ritorno al passato per correggere un errore e risistemare il futuro. Insomma una faticaccia per arrivare alla parte 3.
Va segnalato un piccolo cameo di Elijah Wood (qualcuno di voi lo ricorderà col nome "Padron Frodo").

La parte 3... sicuramente dei due seguiti la più interessante, in quanto per un malfunzionamento della DeLorean doc Von Braun (SH) si ritrova nel far west. Per una serie di incastri tra passato e futuro scoprono (nel cimitero locale dei "pistoleri") una tomba con il nome Emmett "Doc" Brown, ragione per cui si scopre che il vero cognome di famiglia era Von Braun. Il compito di Marty è andare nel far west per salvare Von Braun e, una volta arrivato, il nuovo compito dei due coprotagonisti è ritornare a casa... l'unico problema è che nel 1885 non è proprio così facile trovare un benzinaio per fare il pieno alla macchina del tempo, che usa sì il pattume, opportunamente riciclato e convertito da un mini reattore nucleare (già dal secondo), per generare 1,21GW di potenza necessari per il viaggio nel tempo... per il viaggio nel tempo ci vuole la combinazione tra gli 1,21GW e le 88MPH (Sieg Heil).

Quindi tirando le somme è una trilogia che merita di essere guardata anche perché (a parte il fatto che mi è stata tolta la gnocca, degnamente sostituita dalla fidanzata di karate kid), in tutti e 3 i film compare un solo negro (tra l'altro sempre lo stesso) l'unica pecca è che nel 1985 è il sindaco della città.
Ma come abbiamo già visto in ogni film un certo scotto lo si deve pagare... probabilmente se fosse stato girato oggi sarebbe stato pieno di froci.

8 febbraio 2017

Un offerta che non si può rifiutare.

Finalmente oggi è il giorno giusto per parlare della trilogia de "Il Padrino".
(mi raccomando parlane bene se no si incazzano, parlane bene se no si incazzano...)

Il padrino è decisamente un bel film!
("bravò! bravò! bravò!)

... se ci si scorda, nel guardarlo, di essere italiani!
A prescindere dal fatto che è farcito di tutti gli stereotipi sugli italo-americani,  la storia narrata nel primo capitolo è avvincente, intrigante, ecc. citato nei film più disparati dalle commedie ai drammatici, omaggiato da registri e sceneggiatori, che spesso ne hanno tratto liberamente ispirazione. Se non ricordo male, è stato oggetto di una puntata dei Simpson, oltre che citato negli stessi con la presenza pressoché costante di "Tony Ciccione"... Insomma un cult movie a tutti gli effetti... se ci si dimentica di essere italiani.

Che la nostra storia contenga diversi capitoli legati alla mafia è un dato di fatto. Che siano tutti legati alla mafia un po' meno. Forse la storia scritta da Mario Puzo (da cui il titolo originale "Mario Puzo's Godfather") si rifà alla storia americana dove, tra un massacro di innocenti e l'altro, ci stava bene pure una regolazione di conti interna alla comunità italo-americana. Forse Puzo voleva fare una trasposizione "moderna", essendo ambientata negli anni '50 del secolo scorso, delle guerre degli anni '30, infatti a legger bene la trama del primo film, sembra di ripercorrere la vita di Salvatore Lucania (alias Charles Luciano in arte Lucky Luciano) compresa la notizia mai confermata storicamente dell'uccisione di 90 mafiosi siciliani in seguito alla morte di Maranzano (nella cosiddetta "notte dei vespri siciliani").

Come detto, nel primo capitolo c'è tutto. Cast, trama, recitazione (prima degli effetti speciali), stereotipi, ricette culinarie, istruzioni per preparare bene la valigia e consigli per l'arredamento d'interni.
Cosa metti in valigia? Il mitra, un cambio pulito e i cannoli.
Come arredi casa? Basta che ci sia un materasso, ma che sia senza pulci!
Ma tanto i ragazzi dormono vestiti! Perché quando sei vestito le pulci non ti mordono?
Come si prepara un buon sugo? Scaldi nu poco d'olio di papà tuo, ci butti no spicchio d'aglio, poi ci aggiungi pomodori e salsa, a questo punto ci metti dentro purpett' e sarsicce, nu pizzic'e sale e nu poco di zucchero.

Sostanzialmente il primo capitolo va assolutamente guardato.

Perché non si fermano mai? perché non si accontentano? Perché fanno i seguiti?

Il padrino parte II è considerato il miglior sequel di tutti i tempi... e grazie al cazzo! Per tradizione i seguiti fanno cagare... (rocky II è la fotocopia del primo cambia solo il risultato dell'incontro, Rambo 2 no comment dopo il primo non ne hanno più fatti... oppure cambiamo il nome al primo e allora ne hanno fatti 3, ritorno al futuro parte 2... uno scempio senza precedenti) cosa ci vuole a battere 'sti campioni d'incassi? Ma a parte tutto la trama in realtà sono due storie separate in una si racconta il seguito degli eventi successivi al finale del primo (notare la maestria. In questo modo non vi svelo il finale del primo e posso parlare della trama del secondo) con altri intrighi, intrallazzi e nuovi campi (illegali) in cui la famiglia Corleone può continuare a diventare ricca e potente. L'altra trama racconta di come Don Vito Corleone lascia la Trinacria e inizia la sua scalata al dominio di "Nuova Yorky". Se nel primo Vito Corleone era interpretato da Marlon Brando, nel secondo il compito spetta a Robert De Niro, ma anche la storia sulle origini di Don Vito ricalca la storia di Lucky Luciano (entrambi posti in quarantena all'arrivo a Ellis Island per vaiolo). Mentre la storia "principale" fa un balzo in avanti di circa 10 anni ambientandosi a cavallo della caduta di Fulgencio Batista del primo gennaio del 1959... e consecutiva ascesa di Fidel Castro coadiuvato da quell'ammazzafroci di Ernesto 'Che' Guevara. Già 'Che' era il soprannome perché nome e cognome erano Ernesto Guevara (ma andatelo a spiegare a "vaccapedia") radical chic, medico, fumatore di sigari e giocatore di golf... l'archetipo del rivoluzionario proletario (ma andatelo a dire ai comunisti che si battono contro il capitalismo con tanto di maglietta del 'Che' e il papi avvocato, medico, imprenditore, questore, ecc).
Vabbè non divaghiamo... abbiamo visto che è il sequel migliore di tutti i tempi, ma come può essere possibile se le due storie che compongono la trama, non coincidono negli elementi basilari?
Nella storia "principale" (diciamo quella cronologicamente sequenziale dal primo al terzo) l'ordine di nascita dei figli di Vito Corleone è: Santino 'Sonny' Corleone, Costanza 'Conny' Corleone, Fredo Corleone, Michael Corleone. Allora com'è possibile che nella storia sulle origini di Don Vito Michael nasca per terzo? Nelle versioni che ho visto manca forse una scena in cui Fredo viene mandato in collegio? Gli cambiano nome in corsa, resisi conto che era un coglione e da Michael diventa Fredo e al quartogenito gli ridanno nome Michael? In America avevano finito i figli bianchi quindi il quartogenito è Michael, ma uno dei primi 3 (per qualche ragione) è scomparso? Magari Fredo è uno di quelli presenti e a mancare è Sonny che è già finito in riformatorio.

Per il terzo capitolo... leggetevi la storia di Calvi e dei "banchieri di dio".
Il padrino parte III è praticamente la storia del caso Calvi e dello Scandalo del banco Ambrosiano. Infatti il film è ambientato tra il '79 e i primi anni degli '80, ma è uscito nel 1990 Dandoci il tempo di digerire il caso Ambrosiano.
I personaggi sono gli stessi del caso Calvi cambiano solo i nomi, ma non le trame personali così come le improvvise e premature scomparse dei papi per cause più o meno naturali. Ma trattandosi di una rivisitazione romanzata il banchiere Calv... ehm Frederick Keinszig, trovato impiccato sotto un ponte di Londra, aveva ancora una scarpa penzolante da un piede (mentre a Calvi furono tolte entrambe).
Per il resto davvero è talmente simile alla storia di Calvi, Marcinkus, ecc. che parlarne non avrebbe senso. Per cui mi limiterò a dire... ancora meno fantasia dei primi, dove i riferimenti a Luciano c'erano, ma erano meno evidenti.

13 gennaio 2017

Lo hobbit... il brodo allungato.

Se ho invocato un plauso per esser riuscito, in modo piuttosto convincente, a condensare 1500 in 9/12 ore di film per "Il Signore degli Anelli" lo stesso non posso certo fare per "Lo Hobbit" dove poche centinaia di pagine (circa 300) sono diventate nuovamente una trilogia da oltre 9 ore di film. Per compiere questa operazione commerciale Peter Jackson è andato a raschiare il barile de, se non ricordo male, "I Racconti Incompiuti".
Essendo praticamente la fotocopia (a livello di location, attori, effetti più o meno speciali) de "Il Signore degli Anelli" i tre film de "Lo Hobbit" sono piacevoli da guardare, ma resta in bocca quel retrogusto amaro di operazione commerciale appunto.
Come al solito Gandalf non fa magie manco per sbaglio e quando si sbaglia a lanciare qualche incantesimo fa la solita figura di palta. Davvero! Dai film di Jackson risulta il mago più scabroso della storia... a confronto è più credibile Nicholas Cage ne "L'Apprendista Stregone", anzi persino Radagast (che nel film è rappresentato come uno svitato, non conoscendo e, tantomeno, sforzandosi minimamente di capire il concetto di druido), quando opera una magia gli riesce a tal punto da scacciare i ragnacci che gli assediano casa salvando, così, la vita ad un riccio (che subito dopo è stato sbranato dalla Belva che, alla grigliata di vegano, non era riuscita ad assaltare la gabbia del coniglio e quindi le era rimasto un po' di appetito).
Nella trilogia de "Lo Hobbit" viene appunto data enfasi a tutti questi personaggi, vengono introdotte, o seguite, storie parallele che nel racconto non vengono nemmeno menzionate. Mentre sono state completamente ignorati e ignorate ne "Il Signore degli Anelli". Come ad esempio il fatto che fu proprio Radagast ad attirare Gandalf a Isengard facendogli così smascherare il tradimento di Saruman.
Quindi nonostante il film risulti naturalmente bello per il fatto di aver utilizzato le stesse tecniche della prima trilogia, dove si poteva condire un po' di più aggiungendo o approfondendo quelle storie secondarie ritenute marginali (ma comunque presenti nel manoscritto), risulta una brodaglia allungata con particolari che nel libro, molto lineare e fruibile (dal momento che Tolkien aveva pensato allo Hobbit come libro per bambini), non sono nemmeno accennati.
Quindi in buona sostanza... Mi spiace Peter... ma non riesco proprio a digerire sta brodaglia tratta da un libro che ho amato e che mi ha fatto innamorare delle ambientazioni "Fantasy" prima ancora de "Il Signore degli Anelli" che ho letto da "grandicello".

10 gennaio 2017

Il signore degli Anelli... la pasta asciutta.

Ammetto che è passato molto tempo da quando ho letto "Il Signore degli Anelli", quindi il confronto tra il libro ed il film potrebbe risultare (a tratti) non perfettamente coerente, ma sicuramente lo è molto di più di quelli che non hanno neanche letto il libro e si limitano a riportare stralci di qualcuno che riporta stralci presi presi da qualcun altro che fa la sintesi di chi ha letto il libro.

Intanto se non si trattasse di una trilogia andrebbe quasi sicuramente nei film consigliati, a differenza di altre cagate partorite da Peter Jackson (vedi King Kong). Leggendo in giro i sopraccitati bloggers che dicono "minchia, ma quanto è stato tagliato il signore degli anelli?" In effetti, dai miei ricordi, direi davvero molto poco. Nel senso che ovviamente trattandosi di un libro di oltre 1500 pagine, difficilmente si riesce a concentrare il tutto in 9 ore (della prima versione) o nelle quasi 12 (nelle varie extended version), però è anche vero che il libro è molto descrittivo. Ovvero la scena in cui la compagnia arriva agli Argonath, discendendo l'Aundin, Tolkien è costretto a descriverla in numerose pagine per rendere al lettore l'idea che Jackson può semplicemente mostrare. Dal punto di vista della storia ovviamente qualcosa deve essere lasciato indietro perché Tolkien fa muovere i suoi personaggi non in un mondo deserto o circoscritto, ma in un mondo assolutamente popolato dove ognuno fa la propria vita, segue il proprio destino che in alcuni casi si incrocia con quello della compagnia, in altri è parallelo, in altri ancora li porta in direzioni completamente diverse. Per cui per il regista sarebbe difficile seguire il destino di tutti come ad esempio i modi con cui Sauron porta avanti i suoi piani, non ricordo che stesse lì "man in sacocia" ad aspettare che i suoi piani vengano rovinati, ma Jackson si deve, necessariamente, concentrare sull'Anello, sui buoni. Cose che non sono obbligatorie per Tolkien. Ecco se proprio volessimo imputare qualcosa a Peter Jackson è il fatto di aver seguito troppo il cliché che l'unica storia che vale la pena di seguire è quella dei buoni, mentre Tolkien gli dava una possibilità in più.
Sicuramente mancano un po' le magie di Gandalf, probabilmente aveva finito tutti i soldi per creare i pupazzoni giganti di orchi e troll, però qualche magia in più non avrebbe guastato... anche perché fa più magie 'Ermignottone Granger' tutte le volte ripara gli occhiali a 'Harry Squatter'.

Per il resto, come ho già detto, reputo l'intera trilogia meritevole di essere guardata, sia per i lettori del libro che magari vogliono dare un volto, un suono e dei colori ai personaggi che hanno imparato a conoscere, ai luoghi che hanno visitato nella propria mente. Sia per quei pigri che quando hanno visto il mattone del volume unico de "Il Signore degli Anelli" hanno pensato: "col cazzo che mi leggo sto robo... c'ha manco le figure!".

2 gennaio 2017

Muori duro 3... e il 4 vien da sé!

A differenza dei capitoli precedenti, il film inizia con l'esplosione di una bomba e, finalmente, non ci sono più le feste di natale a rompere le palle (sarà per questo che di tutti i film è quello che mi piace di più).
Siamo a New York, anche se sole e caldo potrebbero far pensare ad un ritorno a Los Angeles, siamo finalmente a casa di John McClane (sì sempre lui il nostro eroe che ancora non è rimasto intrappolato sul tetto col burino ricchione). Subito dopo l'esplosione, al dipartimento di polizia in cui lavora, arriva la rivendicazione dell'attentato e l'attentatore richiede, per evitare altre rappresaglie, che John, sospeso dal servizio, venga reintegrato e si rechi ad Harlem con al collo un cartello recante la scritta "io odio i negracci!"
Zeus, non il dio greco padre di tutti gli Déi (interpretato da Samuel L. Jackson), lo vede e decide di intervenire per salvarlo mentre una mandria di zotici locali stanno già procedendo al linciaggio. Da qui iniziano una serie di sfide e rompicapo tra l'attentatore e i due (l'eroe ed il sammaritano) che, oltre ad eseguire gli ordini per evitare rappresaglie, indagano sul primo attentato e su un secondo che coinvolge la metropolitana di New York presso la stazione di Wall Street e della Federal Reserve (all'epoca miracolosamente ancora piena d'oro). Può trattarsi quindi di atti terroristici fini a sé stessi?!? Ovviamente no. Ed infatti si scoprirà che anche stavolta è una rapina e che, guarda caso  (probabilmente per mantenere un filo logico col primo film), l'att... ehm il rapinatore è in realtà il fratello del rapinatore che McClane ha fatto volare giù da una finestra del Nakatomi Plaza. Questa volta il gruppo non è composto solo da tedeschi, ma anche da russi che parlano solo in russo... Aho e mo basta!!! Nel primo parlano solo in tedesco, ma non lo capiscono (dal momento che l'armadio a 4 ante, quello rimasto impiccato per 40', non comprendeva la frase "Schißt die Fenster" e Hans Gruber ha dovuto tradurla in "inglese"), nel terzo parlano solo russo... ma cazzo con tutti i delinquenti che ci sono in giro prenderne due che parlino inglese... troppa fatica? A sto punto chiamate anche due napoletani che con il bollettino di guerra che si sente tutti i capidanno qualcosa di esplosivo la sapranno maneggiare anche loro...
Ad ogni modo per tutto il film Zeus (il sammaritano) protesterà ad ogni richiesta del nostro eroe buttandola sul razzismo con affermazioni del tipo: "mi stai chiedendo se so aprire le manette? Per il semplice fatto che io sia nero non significa che sia un ladro!" (da notare che il sammaritano gestiva una ferramenta quindi si poteva ipotizzare che fosse anche un fabbro, che tra le varie conoscenze c'è anche quella di forzare le serrature). Inoltre lo stesso non ha gli stessi riguardi quando il nostro eroe (che all'inizio del film mal interpreta il saluto di uno degli zotici di Harlem "Hi Zeus") lo chiama Jesus ed il negro gli chiede: "ti sembro forse portoricano? Perché continui a chiamarmi Jesus?", ma perché solo i portoricani si possono chiamare Jesus? allora anche il figlio di madonna (la cantante) è portoricano? seguendo lo stesso ragionamento solo i greci hanno dirito di chiamarsi Zeus (e tu l'aspetto del greco non ce l'hai neanche per il cazzo, quindi il cerchio si stringe).

Comunque come ho detto tra tutti i film della prima trilogia e quello che mi è piaciuto di più, quindi sicuramente lo consiglio. Qui si chiude la trilogia di Muori Duro!

PS: purtroppo la moglie gnocca non c'è più compare come concetto nel film e si setntirà solo la voce in una telefonata alla fine del film.

30 dicembre 2016

Muori duro 2... la tortura continua!

Probabilmente, per il fatto che nel primo capitolo i rapinatori si definivano "combattenti della libertà" (nome un po' troppo evocativo di sinistra), nel secondo capitolo troviamo i "cattivi" alle prese con la liberazione di un dittatore fascista di un improbabile staterello del centro america (magistralmente interpretato da Franco Nero il più grande attore che il cinema italiano abbia mai avuto, uno straordinario interprete di tanti capolavori, dalla carriera sfolgorante e tanti piccoli cameo in diverse produzionali nazionali e internazionali... 'na zecca!)!

La storia questa volta è ambientata a Washington D.C. (Dopo Cristo) perché si incontrano a metà strada (1h 5' d'aereo da New York - 4h 35' da Los Angeles), appena finiti i titoli di coda incontriamo uno dei diversi momenti comici del film uno sbirro che gli fa rimuovere la macchina in divieto di sosta. Quindi essendo in aereoporto per recuperare la moglie si fa sequestrare l'auto della suocera che lo odia... un genio!
In attesa dell'arrivo della gnocca, se ne va al baretto a farsi un cappuccino dove nota il comportamento sospetto di due clienti del locale alché, per segnalare il fatto, si rivolge a due ciambellari anch'essi poggiati al bancone del bar e... sorpresona!!! Uno dei due è lo sbirro che gli ha sequestrato il veicolo...
Ammazza tu che ammazzo anch'io si trova sul groppone due cadaveri e azzeccato alle caviglie il tenente di polizia (comandante della sicurezza aereoportuale) che, in un momento comico successivo scopriremo essere fratello dello sbirro che gli ha portato via la macchina della suocera. Nel frattempo, visto il disinteresse della polizia aereoportuale per l'accaduto (d'altronde cosa sono due morti in confronto alla folla di passeggeri inferociti che devono andare a masticare il tacchino di natale?), inizia ad indagare per conto suo ed ecco ricomparire il negro del primo film (altro momento comico), sì proprio il negro ammazzaragazzini, mentre il nostro eroe rifiuta le avance di una giovane gnocca pronta a gettarsi tra le sue braccia... "a Bruce... mo che ti ritrovi sul tetto col burino che te vuole ingroppà... di la verità... te manca Whashington eh?" si capisce che l'11 settembre è ancora lontano per il fatto che nella torre di controllo dell'aereoporto ci si infila chiunque. Ci troviamo il nostro eroe "onnipresente", una giornalista (che ha visto passare i cadaveri e cerca il colpaccio giornalistico) ed il suo cameramen... manca nessun altro? Che so due turisti cinesi che scattano foto a vanvera, un mr. Croccodile Dundee che fa un giringiro...
Tra morti ammazzati e barboni rubabagagli ecco comparire finalmente la spalla comica dell'eroe un ex marine della 2° guerra mondiale che ad ogni esplosione pensa di essere tornato a "Pirl Harbor" e dopo ogni sparatoria crede di star sbarcando a Iwo Jima. Ma anche la moglie dell'eroe (l'eroina) non è da meno e chi ti trova sull'aereo in arrivo da Los Angeles? Sì proprio lui il giornalista che aveva preso a pugni nel primo film, che stavolta scatena il panico in tutto l'aereoporto prima di essere folgorato da un taser dalla nostra eroina. Si diceva che l'11 settembre è lontano tant'è che il taser era nella borsetta di una vecchina (oggi nel baccaglio a mano non puoi far passare neanche più l'acqua).
Ma ci stiamo dimenticando dei terroristi? Sì perchè nel frattempo questi hanno preso il controllo delle comunicazioni della torre con relativi "schianteggi" di aerei mentre quelli che non schianteggiano stanno lì a svolazzarsi intorno l'uno con l'altro.
Ma in soccorso arriva l'esercito capitanato da un gorilla, che ovviamente è in combutta con i terroristi.
Ma non temete alla fine il nostro eroe troverà un modo assurdo per uccidere i cattivi prima che questi se la svignino e a riabbracciare la sua bella che è rimasta a svolazzare sopra "Washington Dopo Cristo" per tutto il film.

La messa è finita andate in pace... perché ho scritto ciò?!? Semplicemente perché i cattivi avevano preso base in una chiesa simil abbandonata e ucciso il sacrestano per avere maggiore privacy.

29 dicembre 2016

Muori Duro 1

Con il primo capitolo di Die Hard si inaugura sul blog la categoria delle trigolie... Già! Non vi siete accorti che gli articoli sono suddivisi in categorie? Ebbene sì! Al fondo dei post si trova la dicitura etichette che identifica la categoria a cui il post appartiene.

Quindi trattandosi di una trilogia vuol dire che oltre al primo capitolo parleremo anche degli altri due. Se siete giunti fin qui vi verrà sicuramente in mente che la saga conta ad oggi (stando almeno all'ultimo aggiornamento su "vaccapedia") 5 capitoli, non contando i video giochi, ma dovendo trattare la trilogia e, non avendo ancora visto il 5 ed avendo visto il 4 non in DVD (perché non l'ho trovato a costo prossimo allo zero) ma solo in qualità scabrosa... non sono in grado di stabilire se il 4 mi ha fatto cagare per la qualità del suono, per la qualità del video, per la qualità degli attori o per la trama scandalosa.

Quindi "Trappola di Cristallo".
Lo so una volta tanto vorreste che io dimostrassi di aver visto il film e vi svelassi un po' di trama, in questa occasione potreste essere accontentati in quanto è piuttosto difficile estrappolare "l'ideozia" di sfondo al film senza fare minimamente cenno alla trama.

La storia è quella del super sbirro di New York, sì proprio di quelli modello "Winchester" con la "budra" piena di ciambelle, hambuerger e coca, che durante il volo tra New York e Los Angeles dimagrisce, impara a sparare e gli torna anche la voglia di lavorare, che si reca in visita natalizia presso moglie e figli da cui è separato da 6 mesi. Manco il tempo di dirle "ciao" che parte subito il concetto centrale del film, ovvero una rapina architettata in modo talmente cervellotico che se l'FBI rimane bloccato nel traffico i rapinatori se lo prendono in culo. Tra l'altro non si sa bene perché tutti i rapinatori sono tedeschi tranne il tecnico informatico/scassinatore, che è un cazzo di gorilla (un negro insomma) ed uno dei killer che è un cinese. Tra le prime vittime (se non addirittura la prima) c'è un armadio teutonico a due ante (che si sente ancora in palestra dal momento che va in giro in pigiama). Vabbé sono gli anni '80... già ma negli '80 in Italia c'erano i "paninari", il cui nome deriva dal frequentare assiduamente i fast food ovvero le "paninoteche" (i "MerDonald" non hanno ancora preso potere e al massimo si affacciavano i primissimi "MurderKing" di cui ne trovavi uno a Milano e un altro a Roma e poi basta o quasi), per cui da noi si girava con i Levis, i Coveri, gli Armani (parlando di jeans) e questo va in giro in pigiama?!? Comunque... esattamente come i comodini, anche l'armadio ha un fratello quasi gemello che quando scopre la bruttissima fine subita dal parente scatena le proprie ire funeste... conclude qualcosa?
Macché si fa ammazzare come un cane anche lui!

Il momento comico è costituito da uno sbirro colorato negro che normalmente svolge lavoro d'ufficio, ma per tornare a casa si mette in uniforme e ruba un'auto di pattuglia (cazzo! il furto ce l'hanno proprio nel sangue!) che fa una visitina (anche lui alla Winchester dato che non ha preso il volo New York - Los Angeles) al Nakatomi Plaza per verificare se succede qualcosa di strano... solita scenetta invero simile per richiamare l'attenzione ed ecco che anche il negro viene coinvolto nel film (racconta la sua storiella triste, in cui ha sparato a un ragazzino perché ha scambiato la sua pistola giocattolo per una vera freddandolo... ma che cazzo dici? Siamo sempre negli anni '80 le pistole giocattolo sono simili alle pistole ad acqua!!! Dì piutosto che l'hai freddato perché essendo tu scimmia hai la vista in bianco e nero! Comunque da allora non è più riuscito ad impugnare la pistola e lavora in ufficio.

Ad ogni modo il nostro eroe salva tutti, tranne un cocainomane ed il direttore giapponese (internato in un campo di concentramento americano, 😱 c'erano i campi di concentramento in america?!?, durante la seconda guerra mondiale), tutti felici e contenti escono in strada, la moglie prende a cazzotti un giornalista che aveva messo in pericolo i figli (minacciando la domestica messicana di fare una sbirrata all'immigrazione) facendo un collegamento in diretta dal loro salotto e... dai con sti titoli di coda... colpo di scena!!! Il gemello incazzato del tizio in pigiama, che è rimasto impiccato per 40 minuti di film ad una catena appesa ad una trave, si risveglia giusto in tempo per farsi sparare dal Winchester negro. Ah cazzo con un tedesco... scrupoli nessuno!

Tutto sommato un bel film veloce, dinamico in cui l'eroe esce sempre più malconcio ad ogni scontro (a differenza di un Steven Segal che per vedergli un graffio in fronte bisogna tirargli in testa una bomba atomica).