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28 maggio 2020

30 secondi d'amore

Anticipo e stronco subito le pessime battute dei tempi correnti, non si tratta di uno scritto sui problemi funzionali dell'apparato genitale maschile, ma della recensione di un breve quanto interessante film italiano del 1936. Coglierò peraltro l'occasione della recensione di questa pellicola (ed essendo del '36 di pellicola sicuramente si tratta) per fare una piccola analisi di quanto sia cambiato il romanticismo nel cinema e nella concezione moderna della vita umana. Trattandosi di un argomento così nobile, cercherò di evitare, se non per dovere di cronaca ogni riferimento, scabroso, a certi fenomeni moderni.

"30 secondi d'amore" è un film del 1936 (per far capire che eravamo in pieno regime fascista, capirete a breve perché questa sottolineatura) diretto da Mario Bonnard interpretato, tra gli altri, da  Elsa Merlini, Nino Besozzi, Enrico Viarisio, Margherita Bagni, Anna Magnani*. La trama è semplice quanto geniale, d'altronde si sa che le cose semplici sono sempre le più geniali, "Guidando la macchina del marito, Grazia investe un pedone fermo sul marciapiede sotto casa sua. Uscito dall'ospedale, l'uomo chiede, tramite i suoi avvocati, un indennizzo di centocinquantamila lire. Ma, dopo aver conosciuto la donna che lo ha investito propone un compromesso: rinuncia al denaro in cambio di un bacio che deve durare trenta secondi. Inizialmente la signora si rifiuta, però, dopo aver consultato i propri familiari, suo malgrado accetta. Al momento cruciale l'uomo rinuncia galantemente, e, dichiarandosi soddisfatto se ne va. Grazia lo rincorre per scale e lo schiaffeggia. Poi arriva, inaspettato, il bacio. Quando i familiari la raggiungono dice loro che l'uomo è andato via senza baciarla." (fonte vaccapedia)
Lo so che la trama non vi giunge per nulla nuova, infatti alcuni di voi potrebbero ricordare il pessimo rifacimento nel secondo episodio del film a episodi (scusate il gioco di parole) "Scusa se è poco" film del 1982 diretto da Marco Vicario interpretato, tra gli altri da Ugo Tognazzi, Diego Abatantuono e Monica Vitti e proprio questi ultimi sono gli interpreti principali di questo remake a tinte decisamente più forti, infatti i 30 secondi di bacio diventano 30 minuti di sesso e la commedia anziché incentrarsi sul tormento interiore (egregiamente espresso dalla Vitti che nasce come attrice di teatro nonostante la sua carriera sia stata prettamente cinematografica) è incentrata sui maldestri tentativi del "teruncello" che cerca in tutti i modi di portare a casa l'agognata mezz'ora.
Intanto pongo l'attenzione sulla cifra chiesta (nel film originale) dall'investito, infatti se oggi L.150.000 possono sembrare una bazzecola (oltre che un sogno economico a cui tornare) stiamo parlando di un film che anticipa di 3 anni la famosa canzonetta "1000 lire al mese" con cui l'interprete immaginava, con quella cifra, "Ma se un posticino domani cara io troverò, di gemme d'oro ti coprirò!" sono gli anni, più o meno, in cui un biglietto di prima classe sul Titanic (col senno di poi manco se mi pagano loro) costava appunto L.1000. Comprensibile quindi che per una famiglia, seppur benestante, la richiesta di un risarcimento da 150.000 lire era una mazzata paragonabile.
C'è da notare, tagliato da vaccapedia che non vuole svelare il finale, che l'accordo prevedeva che il bacio sarebbe dovuto scattare alle 18 in punto sincronizzato con il segnale orario della radio. Dopo la scena sulle scale (dello schiaffo più bacio) i due non rimasero amanti (non sarebbe stato morale che un uomo importunasse una donna sposata e per una donna sposata scappare con un uomo), ma l'amore tra i due, da qui il titolo, seppur mai consumato rimase latente, ma indimenticabile, per sempre (o almeno così mi piace pensare), tra i due tant'è che l'ultima scena si vede Grazia (Elsa Merlini) di nuovo alla guida della vettura e alle 18 in punto accendere l'autoradio sul canale del segnale orario.
Inutile dire che si tratta a tutti gli effetti di un film di regime, ma che oggi, pochi ne riconoscerebbero la matrice tant'è che la copia in mio possesso era stata trasmessa da Rai3. Canale televisivo che, indipendentemente dall'orientamento politico del governo in un preciso momento storico, è sempre stato legato al partito comunista. Infatti quello che sfugge, e forse è proprio la ragione per cui è stato trasmesso da Rai3, è l'attacco frontale condotto, tramite questo film, alla borghesia medio-alta disposta, pur di non rinunciare ai denari che di fatto ne caratterizza lo stato sociale, a rinunciare all'onore e al buon nome di una donna costretta, per accordo legale, a concedere un bacio (casto seppur sulle labbra, quello che oggi definiremmo un "bacio stampo") ad un uomo che non sia il marito.
Perché partire proprio da questo film che, posso affermare, è tra i meno romantici dei film che io definisco "d'epoca" per parlare di come sia cambiato il romanticismo?
Proprio per il fatto che è il meno romantico secondo i canoni moderni, infatti nella maggior parte dei film (quelli a lieto fine) di oggi, che vuol dire almeno degli ultimi 40 anni, le storie più o meno sono sempre i due predestinati stanno con un'altra persona (variante: solo uno dei due sta con un'altra persona di solito, lei raramente lui) si incontrano scocca subito la scintilla, si mette di mezzo qualcosa, un fraintendimento le nozze di uno dei, ecc. all'ultimo tutto si sistema ed i due stanno insieme per sempre. Inutile dire che questa è una stronzata, nella vita reale di solito uno dei due soffre in silenzio mentre l'altra metà del vero amore manco se ne accorge. Sempre nella vita reale, se uno dei due combina un casino è raro che l'altra metà del cielo ci passi sopra anche se portasse come atto di costrizione il tir che consegna rose ai mercati dei fiori e l'elenco sarebbe lungo e smonterebbe qualunque fesseria ci viene propinata dai film hollywoodiani e non sull'amore indissolubile e vincente su qualsiasi cosa.
Invece il romanticismo che si evince da "30 secondi d'amore" è di quelli davvero nobili, lui (Nino Besozzi) rimane assolutamente affascinato da Grazia tanto che alla fine è disposto a rinunciare ad ogni compenso, sia alle L.150.000 sia al bacio di lei, ma quei 30 secondi rimarranno, per entrambi, l'amore che avrebbero potuto vivere.
Seppur vissuto in maniera diversa dai due si evince chiaramente, dal film, che c'è una danza di corteggiamento, che è l'uomo a condurre fino all'estremo gesto dello schiaffo e del successivo bacio. Seppur fossero gli anni della virilità guerriera del fascismo questo, come altre pellicole, mostrano chiaramente la capacità dell'Uomo (Virile appunto) di compiere gesti d'amore, di corteggiare la donna che intende conquistare, seppur incapace di gestire i propri sentimenti per natura (e non per cultura come si vuole far credere oggi). D'altronde non è un caso se buona parte delle poesie d'amore siano scritte da uomini (e non vuol assolutamente dire che le donne non ne siano capaci), che riescono a razionalizzare e a idealizzare tanto il romanticismo quanto l'amore e a rivolgersi direttamente ad esso.
Non sono sostanzialmente i tempi alla "Fonzie" in cui all'uomo basta schioccare le dita o dire "Ehi" per portare a casa il risultato.
Come espresso in articoli precedenti grandi poeti sono capaci di scrivere tanto d'amore quanto di guerra senza mostrare debolezza verso l'uno o disprezzo verso l'altro quel tipo di "machismo" arriva dal cinema d'oltreoceano dove gli americani, incapaci nell'arte come pochi, si sono ritrovati a dover far interpretare film d'amore ad attori con due espressioni facciali per ogni tipo di emozione (occhi aperti e occhi chiusi) Marlon Brando, John Wahyne, Robert De Niro, Sylvester Stallone, Al Pacino, Schwarzneger, Burt Reynolds, ecc. sono solo alcuni esempi, ma gli esempi non mancano di certo. Basti pensare ad Al Pacino che, in "Paura d'amare" al fianco di Michelle Pfeiffer, aveva due espressioni occhi aperti e occhi chiusi appunto. Tornando a bomba come avevo scritto nell'articolo sul "zerbinaggio", corteggiare una donna è un arte che sta andando a perdersi in un'era fatta d'amore "mcDonald" abbondanti porzioni mono uso che il più delle volte ti rivolta lo stomaco. Ragione per cui sta vincendo, ovvero porta avanti la propria genia, il fronte del "in amore vince chi fugge". Perché gli uomini non sanno più corteggiare le donne (o non vogliono più farlo perché considerata roba da froci rispetto alla versione amatoriale e casalinga delle straordinarie imprese di Rocco Siffredi, tanto per citare il più famoso porno attore italiano), ma che fuori dalle lenzuola o zone limitrofe i due amanti hanno bisogno di Hobby in comune per darsi un senso di coppia. Affinità intellettuali, affinità affettive e quanto coinvolge la sfera emotiva (quella per cui i nostri vecchi hanno passato la vita assieme e non era solo paura di invecchiare da soli) viene relegata ad altri ruoli avendo un po', scusate se generalizzo ma è indispensabile al fine dellarticolo, paura di amare e di perdere qualcuno in grado di entrare nella nostra anima, leggerla e stravolgerla. Questo tipo di romanticismo è andato perduto o sta andando a perdersi tanto che gli ultimi romantici spesso sono considerati antiquati e, spesso, sono loro stessi a sentirsi fuori tempo.
In "30 secondi d'amore", se vorrete guardarlo e io ve lo consiglio caldamente, non troverete tutto questo a meno non siete predisposti a vedere tutto questo, ma se sapete leggere gli stati d'animo egregiamente espressi dalla recitazione degli attori in campo con buona probabilità potreste vedere che quell'ora e dieci minuti di film nasconde molto di più perché il romanticismo della storia è nel fatto che non c'è un finale concludente, non ci sono i due attori che saltano in macchina e fuggono verso l'oceano (anche perché a Cinecittà...) ma c'è la storia romantica che ognuno vuole vivere.

*L'Anna Magnani che interpreta questa pellicola è la stessa (facilmente riconoscibile) che diventerà fervente antifascista, che ha girato pellicole come "Roma città aperta" in cui venivano portati alla luce gli orrori di un nazifascismo libro scolastico. Insieme a lei tanti altri attori (noti antifascisti del dopo guerra) dovettero la propria fortuna proprio al regime. Tra cui, tengo a ricordare, Amedeo Nazzari, Vittorio De Sica, Gino Cervi (Peppone, il sindaco comunista di Brescello, nel don Camillo), ecc. ma questa è un'altra storia.

12 luglio 2019

Batman... la favola marchiata Tim Burton.

Non so quanti di voi, miei lettori, siano "millenials" o quanti siano già piuttosto attempati, ma la bellezza del cinema (come le 6 arti che lo hanno preceduto) è quella di essere immortale. Quindi, miei cari, la patetica scusa quale "Figa nel 1989 non ero nemmeno nato/a!!!" non regge.
Se doveste, come in effetti spesso capita purtroppo, conoscere solo ciò che è uscito dopo la vostra nascita... che infanzia triste... anzi proprio di merda.
Come ho detto recentemente, parlando di fumetti, non sono mai stato un fan sfegatato dei  supereroi americani e Batman non fa eccezione, infatti non mi sono mai spinto ad acquistare i suoi albi a fumetto o collezionare qualsivoglia tipo di chincaglieria a lui associato, ma per cartoni animati e film ho voluto dargli il beneficio del dubbio in quanto un "eroe" vestito di scuro e travestito da pipistrello attraeva sufficientemente la mia attenzione.
Chiaramente il primo approccio è stato da bambino con i cartoni animati in TV (spesso accompagnati dal solo Superman mentre gli altri sono arrivati sulle nostre coste solo con i fumetti che rappresentavano già nell'epoca in cui ero un bambino un privilegio per "ricchi".
Ma non tutti i film sono stati ritenuti all'altezza del mio rispetto. Infatti, ad oggi, il solo che continua a salvarsi è "Batman" di Tim Burton interpretato da Michael Keaton, nel duplice ruolo del cavaliere oscuro e del magnate Bruce Wayne, la conturbante e sempre splendida Kim Basinger, nel ruolo di Vicky Vale, e l'intramontabile Jack Nicholson nel duplice ruolo di Jack Napier e Joker.
Aldilà del cast, e delle rispettive interpretazioni, la regia è qualcosa di inspiegabile, nel senso che non ci sono firme evidenti nelle scene che, a differenza di altri film dello stesso regista, riconducano immediatamente al direttore di pellicole quali "Beetlejuice - Spiritello porcello" (appena dell'anno precedente e che ha consolidato il sodalizio artistico tra Burton e Keaton) o "Il mistero di Sleepy Hollow" che, dopo "Edward mani di forbici", ha legato indissolubilmente il regista con Johnny Depp, eppure questo batman ed il capitolo seguente "Batman - il ritorno" sono gli unici che riesco a guardare senza cadere in un sonno catatonico o uno stato pseudo vegetativo. Questo nonostante il fatto che, "giocattoli" di batman e jocker a parte, non ha richiesto effetti speciali straordinari... giusto una macchina del fumo e un paio di cannoni "sputafuoco"... anche se il film costò $48.000.000 invece dei 20 previsti.
Sulla trama cosa dire?!? sicuramente guardando il film si capisce che non segue pedestremente la serie a fumetti (che per altro non conosco), quindi non so se fosse stabilito dal creatore del personaggio (Bob Kane) che Jocker, da giovane gangster, uccise i genitori di Bruce Wayne creando di fatto il futuro Batman e Batman, facendo cadere Jack Napier nell'acido, di fatto creò Jocker o se questa parte di trama sia una scelta degli sceneggiatori.
Ad ogni modo questo film mi è sempre piaciuto, prima ancora di scoprire che fosse di Burton, mentre la trilogia del Cavaliere Oscuro l'ho sempre trovata noiosa, prima ancora di scoprire che fosse di Nolan.

Assolutamente un film consigliato.

27 maggio 2019

Under the skin

Nonostante il titolo non si tratta del un nuovo polpettone progressista che ci propina, in confezione predigerita, l'allarme del crescente pericolo "neo" nazista in Europa con particolare enfasi sugli incivili relitti dell'ex blocco sovietico, bensì di un film di fantascienza in cui una "strepitosa" Scarlett Johansson interpreta il ruolo dell'aliena.
Ehm... allarme spoiler... il fatto che sia un'aliena lo si capisce già all'inizio del film in quanto è lei a "baccagliare" gli uomini.
Dettagli insignificanti, e pessime battute, a parte... il film è assolutamente "strano". Effetti speciali ridotti ai minimi termini (quello più clamoroso è dato da uno stunt man che prende fuoco), fotografia straordinaria, un totale di (forse) 10 attori di cui una sola protagonista... ci sono andato vicino secondo "vaccapedia" sono 9 in totale, e location eccezionali.
Come ho già detto, il film è strano, a partite dalla trama per finire con i "tempi" infatti per essere un film di fantascienza il ritmo, imposto da Jonathan Glazer, è decisamente lento. Tratto dall'omonimo romanzo di Michel Faber, per non correre altri rischi su cosa posso o no rivelare della trama la esporto dalla vaccapedia on line. "A Glasgow, un motociclista recupera il cadavere di una ragazza sul ciglio di una strada e lo porta all'interno di un furgone vicino, dove un'altra ragazza, interamente nuda, prende i suoi vestiti. In realtà il corpo della misteriosa e affascinante ragazza è il travestimento di un essere alieno con la pelle nera, anatomicamente simile a una persona, capace di parlare e comprendere il linguaggio terrestre; con indosso la pelle che le dà un aspetto normale e apparentemente innocuo, l'aliena può andare per il mondo senza che nessuno abbia da sospettare circa la sua natura.

L'extraterrestre inizia a girare in furgone attraverso la Scozia, chiedendo indicazioni e seducendo vari uomini incontrati per strada; una volta sedotti, i vari adulti vengono condotti in un ambiente onirico in cui, immersi in una sostanza scura, vengono intrappolati e poi l'interno dei loro corpi (organi, ossa e liquidi vitali) vengono assorbiti per rifornire i macchinari alieni. Questa è la "missione" della ragazza e, ad aiutarla, c'è un altro essere alieno, travestito da motociclista (lo stesso citato all'inizio); i due si tengono in contatto (anche da lontano) attraverso l'empatia e la telepatia aliena.

Sotto le mentite spoglie della ragazza, l'aliena è fredda e cinica: sembra non provare emozioni né avere alcun sentimento nei confronti delle sue vittime, seducendoli con il suo fascino e fingendosi cordiale con loro; quando assiste su una spiaggia all'annegamento di una coppia e al tentativo di soccorso portato da un nuotatore, uccide quest'ultimo e porta via il suo corpo, lasciando il figlio piccolissimo della coppia solo davanti al mare in tempesta. Successivamente il compagno di Laura elimina tutte le tracce della presenza del nuotatore.

Le cose cambiano quando incontra un ragazzo deforme, affetto da neurofibromatosi e quindi ignorato da tutti (donne comprese) a causa del suo aspetto poco ortodosso, che la tocca nel profondo. Lo porta nel solito posto ma poi, probabilmente colta da pietà, lo aiuta a fuggire e interrompe la sua "missione". Con questa esperienza la ragazza aliena diviene emotivamente sensibile e ciò la porta a sperimentare sensazioni umane."

In verità ho dovuto tagliarla perché la trama descritta arriva fino ai titoli di coda... quindi eviterei di essere così crudele.
Il film è sicuramente interessante a diversi livelli. Diciamo che, come ogni altro film di fantascienza, i messaggi subliminali dipendono molto dal punto di vista dell'osservatore. In altri casi sarei molto più massacrante al riguardo, ma effettivamente, in questo caso, non sono così evidenti e si basano su una verità biologica oggettiva. Se l'aliena si fosse travestita da maschietto per quanto affascinante (alla Gear, Connery, ecc.) difficilmente una ragazza si sarebbe lasciata convincere ad andare a casa con lui. Mentre una bella ragazza (categoria in cui la Johansson rientra sicuramente e a pieni voti) che adesca un maschietto lo può portare pure all'inferno e lui, alla peggio, chiederebbe un bicchiere d'acqua.
Per cui in questo non ci vedo un complotto lgbt, anzi semmai l'esatto contrario. Infatti la fanciulla avrebbe potuto tentare di adescare anche delle ragazze e non solo ragazzi, ma evidentemente gli sceneggiatori (e probabilmente anche l'autore del libro) hanno optato per questa scelta più "tradizionale". Persino la scelta di far cambiare percezione della specie umana all'aliena a fronte dell'incontro con il "deforme" può essere associato ad una diversa reazione emotiva nei soggetti.
Secondo una mia personalissima interpretazione del film, l'aliena (nello svuotare i corpi delle vittime) assimila anche le loro sensazioni e mentre la maggior parte di loro provano (giustamente eccitazione), il deforme che non ha mai provato la sensazione del contatto umano, quasi sicuramente, prova qualcosa di più (o di diverso) dalla mera lussuria.
Diciamo che la stranezza del film consiste proprio nel fatto che, per un film di fantascienza, i risvolti psicologici sono molteplici. Sicuramente, nonostante l'idea di fondo potrebbe ricordare la pellicola "Specie Mortale" del 1995, non ricordo altri film di fantascienza in cui si è portati a patteggiare per la specie aliena che uccide gli esseri umani. La forza della pellicola, forse, risiede proprio in questo. Ovvero negli altri film (basati ancora sul cliché della lotta tra bene e male, indiani e cowboy, nazisti e americani, ecc.) l'alieno è sempre dipinto come un mostro che prova piacere nell'uccidere e "mangiare" l'essere umano e per questo deve essere trovato, combattuto e distrutto. Ma sarebbe come se noi fossimo cacciati, combattuti e distrutti per un piatto di lasagne. In questa pellicola, invece, l'alieno viene dapprima dipinto come inespressivo e apatico (non prova assolutamente nulla nell'uccidere è il suo dovere) sino a quando non entra in contatto con i sentimenti umani. Ecco forse questo è l'unica cosa che si potrebbe contestare, ma ancora una volta è soggettivo.

In conclusione un film che merita di essere visto, nonostante la parte del cattivo sia data ancora una volta ad un bianco, ma almeno non esistono pellet... per cui sono bianchi anche i buoni.

14 maggio 2019

Ecco perché adoro gli anni '80 (Terminator)

Cresciuto con i "miti" Hollywoodiani del momento Rocky, Rambo, Cobra, ecc. (Sylvester Stallone) Commando, Conan il Barbaro, Predator e Terminator...
Mi concentrerei proprio su quest'ultima saga da cui sono stati tratti 4 seguiti (di cui 3 interpretati dallo stesso Schwarzenegger).
Negli anni '80 nemmeno Hollywood era affetta da questa nuova mania di mettere pellet un po' ovunque persino laddove non esistevano (vedi il generale "scandinavo" di Odino diventare un negro nel film "Thor") o "l'arianissima" (bionda con occhi azzurri e credetemi sulla parola perché da bambino ne avevo le lenzuola) donna invisibile dei fantastici 4 che diventa la latinas Jessica Alba (nulla da dire sulla sua bellezza, ma torno a ripetere la "Belva" è il cane più bello del mondo, ma non le farei mai interpretare la donna invisibile nei "Fantastici 4"... e potrei andare avanti all'infinito.
Negli anni '80 non succedeva nulla di tutto ciò, in Terminator, ad esempio, ho contatto la bellezza di due pellet su 107 minuti di pellicola, dove il primo è un netturbino che, stando al doppiaggio, più che sorpreso sembra ubriaco. L'altro è il capitano di polizia che da tradizione anni '80 muore male a metà del film (a differenza dello psicologo giudeo che sopravvive per i primi 3 film, forse anche nel 5, ma mi sono rifiutato di vederlo).
Qualcuno potrebbe obbiettare che la colpa non è dei pellet se gli danno dei ruoli importanti che non gli appartengono, bensì la colpa è dei produttori, degli sceneggiatori, ecc. verissimo, ma tratto la cosa come la pubblicità del gratta e vinci quella in cui ti piace vincere facile...
Ovvero se io del cast non do a te pellet la parte per cui non sei minimamente tagliato (un generale negro in Scandinavia, nell'era vichinga non si può proprio vedere, soprattutto tra gli Asi) mi becco una denuncia per discriminazione razziale, non si da la possibilità agli attori, pellet e non, di giocare ad armi pari. Bensì, in un mondo spietato come quello dello spettacolo, si usano corsie preferenziali che di fatto tolgono lavoro ad attori, magari più capaci.
Questa è ovviamente un'altra storia, ma è la ragione per cui adoro gli anni '80 e adoro Terminator. A più livelli è un bel film un'idea originale (alla stesura del copione partecipò lo stesso Cameron), la fotografia e la regia sono di livello, gli effetti speciali... certo visti con gli occhi di oggi abituati agli effetti speciali computerizzati risultano troppo evidenti le scene realizzate con il robot che funge da controfigura ad Arnold nelle scene in cui il Terminator è danneggiato, ma negli anni '80 risultava essere all'avanguardia e, per i meno schizzinosi, resiste ancora all'avanzare del tempo e quei "difetti" diventano parte del fascino stesso del film.
Nel primo film Linda Hamilton interpreta la parte della fanciulla in pericolo che si salva per istinto di sopravvivenza, diversamente dal secondo in cui il farla diventare una "cazzutissima guerriera super addestrata" la trasforma in una mezza lesbica che odia gli uomini genitori di guerre e morte, come se il padre di John (suo figlio) non era un soldato addestrato alla guerra.
Il terzo possiamo dire che si salva solo per la meravigliosa presenza di Kristanna Loken e di Schwarzenegger... sostanzialmente per i due Terminator, ma la trama è necessaria per chiudere il ciclo ricordandoci che non si può sfuggire al fato, alla peggio lo si rimanda con effetti catastrofici.
Accenno al 4° che ho visto per curiosità, in cui non si sa bene perché John Connor (dipinto nei capitoli precedenti come il capo indiscusso della resistenza) finisca per fare lo sguattero dell'esercito, ma evidentemente gli sceneggiatori non si sono nemmeno preoccupati di guardare i capitoli precedenti cercando, invano, di creare una serie parallela.
In conclusione film assolutamente da gustare. Dove potete dare a macchine e ribelli il ruolo storico che preferite in quanto e pressoché privo di messaggi subliminali se non si esclude l'odio sistematico per la tecnologia di James Cameron (reso ancora più evidente con "Avatar" che però è un capitolo a parte).

14 febbraio 2019

Il Primo Re... un film tutto da leggere.

Nemmeno mi ricordo l'ultima volta che sono entrato in una sala cinematografica o, per dirlo in modo meno anacronistico, che sono andato al cinema. Credo che l'ultimo film visto fosse "La preda perfetta" con Liam Neason nel "lontano" 2014. Dopo così tanto tempo ieri sera ho deciso di rompere il digiuno e farmi "sta magnata". Guardando il trailer del film "Il Primo Re", onestamente, avrei potuto continuare il digiuno, più per il disgusto nei confronti delle pietanze presentate che per inappetenza. 
Dal momento che Furio Colombo ne ha fatto una recensione così "negativa" ho deciso che potesse essere interessante. Detto tra noi, però, se dal trailer fosse stato evidente che avrei dovuto "leggere" il film per due ore, probabilmente avrei desistito.
Già... partiamo dal presupposto che per tutto il tempo gli attori parlano quello che, secondo il linguista accreditato Luca Alfieri, è protolatino, ovvero la lingua latina del VIII secolo A.C. che, purtroppo, ad un orecchio fino come il mio alcune inflessioni suonano come un inglese moderno in termini quali "difference" o "brother" (stranamente quando i due fratelli si chiamano a vicenda).
Anche la terminologia religiosa appare un po' confusa (ma di quel periodo storico effettivamente non ci sono molte fonti scritte quindi è comprensibile non si abbia certezza di cosa dire, ma potrebbe essere incoerente parlare del "dio" riferito al fuoco in un vaso, alla "triplice dea" (unica figura che effettivamente potrebbe non essere anacronistica, e agli Déi che, ipoteticamente, non sono ancora "nati".
Andare al cinema dopo il lavoro può risultare faticoso, andare a leggere un film è un suicidio.
Furio Colombo (che a me puzza d'ebreo), sostiene che questo sia un film Fascista  "Il primo re è il manifesto del fascismo. [...] “stordito da un ritorno così rapido e disinvolto del fascismo, senza trucchi e senza inganni (non il fascismo come insulto, ma il sistema politico che per un periodo ha dominato la storia italiana, così come lo trovate scientificamente descritto sulla Treccani)” [...] “se attribuire a Romolo o a Rovere la fondazione contestuale del sovranismo. Romolo, a differenza di Remo, che è élite, non vuole confini aperti e fa mettere fuochi tutto intorno a ciò che sarà Roma. Chi finge di non vederli farà, da subito, la fine degli immigrati tanti secoli dopo, quando la guardia costiera italiana e quella libica non sentono le chiamate disperate di soccorso di chi sta affogando. Ma secondo il primo re e l’ultimo governo, Roma è sempre stata così, salvo un breve intervallo di democrazia”".
Tralasciamo il fatto che ormai vedono il fascismo persino nelle insegne della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, costruita nel 1958 in una città dal fortissimo animo rosso, definire fascista il film, per una frase che pronuncia Romolo durante il rito di fondazione della città (sostanzialmente afferma che non si sarebbe dato asilo a nessuno), ovviamente i fatti, soprattutto quelli di attualità, dimostrano che non ha funzionato molto il blocco agli stranieri (percome lo intende Colombo) dal momento che lo stesso anno di fondazione si verificò il ratto delle Sabine con cui procreare il futuro popolo di Roma . Nella pellicola inoltre si vede Remo come un dittatore guerriero, ma si scopre poi essere il prescelto dagli Déi, e Romolo come uno smidollato fratricida... sostanzialmente nel film viene sostenuto che nella visione della vestale (che nella leggenda di Roma era Rea Silvia la madre dei due gemelli) diventa una rapita di "Alba" (forse Alba Longa?!?) la cui visione vorrebbe Remo diventare il Re/Dio di un popolo che fonda il Mito nel ricordo del sangue versato del fratello morto, ma controsenso dei controsensi la stessa commenta in modo dispregiativo la visione di Romolo che uccide Remo "Così l'assassino diventa Re", ma se fosse stato il contrario (dovendosi comunque compiere il destino del fratricidio)... non era in ogni caso l'assassino che sarebbe diventato re?!?
In buona sostanza se ai tempi del fascismo si celebrava l'atto eroico di Romolo che avrebbe difeso i confini Capitolini contro qualunque violazione (anche quella fraterna) nel film questo eroismo decade e anzi diventa quasi un "non posso farmi la figura di merda davanti ai miei quindi non posso farmi mettere i piedi in testa da mio fratello che tutti riconoscevano come re!"
Concludo con le mie personali impressioni... se pensate di andare a vedere un film in cui si celebra il mito del "ventennio"... risparmiate i vostri soldi. Diversamente, se non vi pesa leggere un film... tutto sommato uno sguardo lo merita.

11 febbraio 2019

Ultimo atto del giorno del Ricordo 2019 (Rosso Istria).

"Il silenzio avvolge il corteo schierato. Le sirene tacciono. Il gracchiare delle radio è sovrastato dalla ritmica cadenza di un tamburo. Le fiaccole bruciano nelle mani di quanti sono accorsi a ricordare i propri connazionali, oscurando i lampeggianti blu. Una marcia silenziosa, lunga poco più di un chilometro, ha in seno la forza del simbolo... celebrare la commemorazione di un Ricordo."

Questo fine settimana del ricordo, iniziato venerdì sera con la proiezione del film "Red Land: Rosso Istria" (su cui c'è davvero poco da dire, ma non di meno ne farò la recensione), termina oggi con questo articolo. Dopo le affermazioni, passibili di denuncia, dell'ANpI e della restante feccia rossa, arrivano a far chiarezza le parole di Sergio Mattarella (evidentemente la bottiglia di quello buono se l'è scolata da solo e alle celebrazioni si è presentato ubriaco e gli è così scappato quello che pensava veramente anziché quello che la sua figura istituzionale (rossa) gli impone di dire. Ha così affermato "nel suo intervento alla cerimonia per il Giorno del Ricordo che ha avuto luogo al Quirinale il presidente della Repubblica ha messo – finalmente e incredibilmente  – a tacere tutte le viltà esplose nei giorni scorsi contro i massacri delle Foibe. Secondo Mattarella gli eccidi non furono «una ritorsione contro i torti del fascismo, come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato a insinuare», ma  «frutto di un odio che era insieme ideologico, etnico e sociale». E ha proseguito puntando il dito contro i «comunisti jugoslavi» che crearono un «teatro di violenze, uccisioni, rappresaglie, vendette contro gli italiani, lì da sempre residenti». Le foibe sono «un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente», ha detto il presidente." Se non lo stessi citando non ci crederei... ma l'effetto dell'alcool andava e veniva "perché «vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni»." ma "punta il dito contro l’ «ingiustificabile cortina di silenzio» caduta su questi orrori. «Certa propaganda legata al comunismo internazionale dipingeva gli esuli come traditori, come nemici del popolo che rifiutavano l’avvento del regime comunista, come una massa indistinta di fascisti in fuga. Non era così, erano semplicemente italiani» «L’istituzione, nel 2004, del Giorno del Ricordo, votato a larghissima maggioranza in Parlamento, dopo un dibattito approfondito e di alto livello, ha suggellato questa ricomposizione nelle istituzioni e nella coscienza popolare», ha asserito Mattarella nella conclusione del discorso. Stabilendo che le Foibe sono una «ferita di tutto il popolo italiano, che guarda a quelle vicende con la sofferenza, il dolore, la solidarietà e il rispetto dovuti alle vittime innocenti di una tragedia nazionale, per troppo tempo accantonata». Per una volta, non possiamo che essere pienamente d’accordo con lui.".
Già! Sono passati 15 anni da quando il Giorno del Ricordo è stato istituito, ma è la prima volta, che io ricordi, in cui viene celebrato istituzionalmente. Forse Mattarella cerca di riportare il PD (di cui fa ancora ampiamente parte) nella sfera politica di partito italiano per cui strano perda voti dal momento in cui sputa allegramente sul popolo da cui pretende di essere eletto.
Se non fossi "Il Brambi" mi accontenterei di leggere la notizia e gioire del fatto che, finalmente, un capo di questo Stato si comporta come arbitro super partes, ma dato che "io so io e loro non sono un cazzo" non riesco a non vedere il facile tornaconto che spera di ottenere per il prossimo maggio alle europee.
Ma torniamo alle celebrazioni. Il film è stato oggetto di boicottaggi, proteste e sabotaggio perché mostrava scene di violenza di gruppo su Norma Cossetto. Secondo chi fu esule dalle terre d'Istria le violenze mostrate nel film furono una minima parte di quelle patite dagli italiani (non solo dalle donne e non solo dai fascisti). Ad esempio in una scena del film una ragazzetta (di forse 15 anni) viene stuprata da un "titino" sotto gli occhi della madre, perché quest'ultima (slava) si era sposata con un italiano e dalla loro unione era nata appunto la ragazza che doveva, quindi, essere punita.
Diciamo, così facciamo che recensire la pellicola, che il regista Maximiliano Hernando Bruno (la cui pagina Vaccapedia è stata rimossa dallo stesso portale proprio nel giorno del ricordo) sconti ai partigiani non ne fa e, come detto ieri dal figlio di uno degli esuli, se l'ANpI si incazza tanto è perché non vuole ammettere che le proprie medaglie sono sporche di sangue e merda (praticamente un film "Pulp" di Tarantino). Per cui mentre Badoglio combinava il più fatale degli errori politici della millenaria Storia italiana, l'Istria e la Dalmazia erano abbandonate a sé stesse e alla barbara ferocia degli slavi, il film è costellato di cammei importanti tra cui Franco Nero (che non ha certo bisogno di essere presentato) e Gheraldine Chaplin (figlia di quel Charlie Chaplin che interpretò il Grande Dittatore e che arrivò terzo al concorso per il "suo" miglior sosia) che esordisce con un film del padre "luci della ribalta" e partecipa alle riprese del "Dottor Zhivago" con Omar Shariff e altre ancora  tra cui l'indegno "Melissa P."... il ruolo di protagonista, Norma Cossetto, è affidato a Selene Gandini (che ho già visto in altre pellicole italiane che ora mi sfuggono e vaccapedia non mi viene in aiuto). Anche il regista si ritaglia uno spazio per mettere in mostra le proprie doti d'attore interpretando uno dei partigiani (italiano) che unitosi ai titini arresta la Cossetto.
Due cose mi fanno storcere il naso, o meglio non mi tornano, la Prima si verifica quasi subito dopo l'inizio del film in cui Norma, impegnata nella stesura della propria tesi di laurea (ma come nel ventennio le donne non erano tutte segregate in cucina a suon di cinghiate), stupisce la sua "amica" Adria rivelando l'intenzione di cambiare il titolo dello scritto in "Rosso Istria", ma, alla reazione stupita di Adria, la Cossetto afferma "io non sarò mai comunista (ho tagliato una cospicua parte di dialogo, arrivando al succo del discorso), come a voler sottolineare che il destino "toccato" a Norma Cossetto sia ampiamente meritato per l'essere "fascista", anche se la sorte a cui andrà in contro non lo auguro alla peggior "zecca" di quartiere.
La seconda cosa che storce riguarda il fatto che da giorni nel paese di "Visinada" imperversa la barbara ferocia partigiana, ma ad certo punto si vedono due donne che passeggiano tranquillamente, di notte, portando ceste di viveri e giare d'acqua, ma si spaventano, scappando via terrorizzate alla vista dei tedeschi. Ora o le due donne sono partigiane, per cui non hanno nulla da temere dai titini e molto da temere dai tedeschi, oppure il regista ha voluto sottolineare, con questa scena surreale, che se i partigiani erano il male... i nazisti restano il male assoluto. Spero che faccia parte del pizzo da pagare alla mafia israeliana per poter parlare, in maniera onesta, della seconda guerra mondiale diversamente quella scena non ha ragione di esistere.
Sicuramente non sono una persona facilmente impressionabile dalle scene di violenza (ho resistito persino alla vista de "La vita è Bella" di Benigni senza vomitare), ma devo ammettere che le scene più o meno accennate dello stupro di gruppo su Norma Cossetto mi ha fatto impressione.
Il film è assolutamente obbligatorio per celebrare il Giorno del Ricordo e, se riesco a trovare il DVD o il BD, sarà mia cura visionarla nei pressi del 10 febbraio, per chi se lo fosse perso, per cause più o meno patetiche, sappiate che avete perso un bel film e l'opportunità di entrare nella Storia essendo tra il milione di fortunati che venerdì sera non avevano niente da fare, o hanno rinunciato ad uscire, per far schizzare alle stelle gli ascolti di Rai3... Oltre naturalmente all'opportunità di vedere sul canale rosso per eccellenza un film anticomunista.

18 dicembre 2018

El Alamein... la linea di fuoco.

Ho avuto modo di gustare questa "pellicola" (avendola recentemente citata in un articolo) e devo dire che me la ricordare molto più "terribile" cioè che a difendere El Alamein ci fosse l'armata rossa o giù di lì.
Per mia sorpresa invece non dico che sia di parte (giusta), ma, salvo i pensieri del disfattista Serra in verità alcuni spunti interessanti li offre. Ad esempio quando il Sergente Rizzo (interpretato da Pierfrancesco Favino) racconta della sua esperienza in africa e di quando venne catturato dagli inglesi durante la caduta di Bengasi. Rizzo racconta della sua fuga alla prima occasione ed il ritorno a Bengasi dove rimase nascosto per 3 mesi... avrebbe potuto restare imboscato per il resto della guerra, ma appena la città viene riconquistata dagli Italiani ritorna al reparto. Con una nota di tristezza nella voce afferma che lui non si arrenderà al nemico perché "per un soldato non è mica bello essere prigioniero", anzi per essere giusti l'affermazione giusta è "se gli inglesi mi vogliono vedere con le mani alzate, me le devono alzare da morto, perché da vivo col cazzo che le alzo... per un soldato non è mica bello essere prigioniero".
Per tutto il film vige una certa atmosfera che, a differenza di altre pellicole, narra delle critiche condizioni dei soldati al fronte con le linee di rifornimento ad oltre 1000km, mentre gli inglesi le avevano dietro l'angolo e con il problema che né Rommel né gli ufficiali di Stato maggiore italiani, vollero risolvere della conquista di Malta da cui (regolarmente) partivano le navi ad intercettare i nostri convogli dei rifornimenti dall'Italia (nonostante Kesserling avesse organizzato un piano e predisposto uomini e mezzi per la conquista dell'isola che costituì la spina nel fianco di tutta la campagna d'africa). Dicevo che nelle scene si evince chiaramente la situazione disperata, ma non serpeggia il disfattismo che caratterizzava altre pellicole sull'argomento, magari i alcuni preferiscono la resa all'estremo sacrificio altri, invece, vengono catturati, ma non c'è diserzione di massa o frasi politiche contro il governo o il Duce.
L'unico momento di "tensione" si verifica quando al fronte, dopo settimane di mancati rifornimenti, arrivano due camion uno con il cavallo personali di Mussolini (con cui sarebbe entrato ad Alessandria) e l'altro con un carico di lucido da scarpe.
Chiaramente non è dato sapere se l'episodio sia realmente accaduto (a parte il fatto che nel film il cavallo era nero anziché bianco come invece era previsto storicamente), resta il fatto che non ci sono frasi ingiuriose nei confronti del Duce il massimo a cui si spingono è questo quando l'autista obbietta all'idea del tenente Fiore di mangiarsi il cavallo personale del Duce "Tu non hai capito niente! Di a Mussolini... Che se vuole che arriviamo ad Alessandria deve mandare armi, munizioni, divise e uomini freschi a darci il cambio! E deve mandare l'aviazione... A bombardare gli inglesi! Non il lucido da scarpe!" che ci può anche stare (essendo in quel momento il più alto in grado a comando del "27º Reggimento fanteria "Pavia"") che un tenente non sappia che i problemi di rifornimento sono più gravi della semplice pigrizia di qualche autista che non ha voglia di attraversare mezzo deserto per portare i rifornimenti ad El Alamein. In ogni caso in altri film avrebbero aggiunto insulti o nomignoli ingiuriosi (riletti in chiave moderna), mentre in questo film si evince la voglia di continuare a combattere per l'Italia (l'esercito non era in ritirata, bensì era bloccato in avanzata verso Alessandria), ma l'impossibilità di farlo per la penuria di rifornimenti e mezzi.
Viene descritto piuttosto bene, seppur con una semplice quanto fugace allusione, all'ardimento del reparto "Folgore" quasi completamente spazzato via dai carri inglesi da cui si sono difesi con bombe incendiare e mitragli anziché adeguate armi anticarro... fanteria paracadutista contro i temibili carri "Matilda"... un bagno di sangue.
Nessun cenno alla famosissima frase "Mancò la fortuna, non il valore", ma alla fine del film una "carrellata" all'interno del sacrario dove un uomo è in piedi di fronte alle lapidi dei, presumo, suoi compagni.

Tutto sommato è un film che si può gustare. D'altronde le critiche più feroci si scagliano contro il fatto che il film non è un film politico (ovvero non si scaglia apertamente né contro la guerra, né contro il fascismo... quindi non è politico), anche se, come detto poco fa, il disfattismo del VU Serra (Volontario Universitario) che, riprendendo un po' altri film quali ad esempio "La sottile linea rossa" (titolo a caso proprio), racconta la guerra tramite la presa di coscienza del soldato. Una cosa va detta a quelli che sono guerrafondai per il fascino della guerra...
La guerra (per esperienza indiretta) non è né eroica né magnifica, è sporca e puzzolente. Gli Eroi cadono in battaglia e sono le loro gesta ad essere eroiche non la guerra in sé. Essere pronti a morire per la patria è ammirevole e, in tempo di pace, lo sono... ma è nella battaglia che la natura umana si rivela. Dagli scontri che ho affrontato nella mia vita non mi sono mai tirato indietro ho incassato la sconfitta ed incassato la vittoria accettando ogni volta la sorte, ma se si pensa di partire per la guerra pensando di andare a fare un picnic in campagna... mi sa che è il caso che ci si pensi un attimo in più.

18 settembre 2018

L'ultimo regno (the last kingdom) Parte 2

Può contenere tracce di spoiler, soja e frutta secca.
Normalmente non "produco" due capitoli per la sezione "film consigliati", ma le chicche presenti nel telefilm sono tali da meritare un'aggiunta.
Ieri ho esposto principalmente argomentazioni sull'aspetto storiografico che, come detto, pur essendo di fantasia ricalcava, in molti casi, la storia e i protagonisti dell'epoca, compreso il fatto che re Alfred del Wessex non viene ancora definito "il Grande" compito che spetterà ai posteri e agli storici.
Uhtred è un pagano. Come tale si rifiuta categoricamente di lasciare la propria fede e di abbracciarne una in cui non crede, sin da bambino, infatti, "battibeccava" con padre Beocca (il prete di corte di suo padre il re di Bebbanburg) sulle differenze tra l'antica religione germanica e la religione cristiana in cui era stato battezzato (2 volte, come ama sottolineare in modo sprezzante).
Per i fedeli, i credenti convertiti che fino al giorno prima erano pagani, gli uomini di dio (i preti) per i cristiani sono sacri... per i pagani sono uomini deboli, per cui facili da uccidere... e nel telefilm ne muoiono come mosche.
La scena più bella? Quando l'infido abate al seguito di re Guthred, dopo aver fallito l'accorto con lo zio di Uhtred (una testa in cambio di 200 lancieri), nel tentativo di trovare comunque un accordo, gli offre in matrimonio la sorella del sovrano (promessa sposa dell'odiato nipote)... Uhtred la prende bene si reca nella chiesa in cui si celebra il matrimonio e uccide l'abate praticamente sull'altare. Se non è magnificenza questa...
Un altro episodio interessante è il matrimonio tra padre Beocca (il prete di Bebbanburg) con la sorellastra dell'eroe vichingo già perché prima del medioevo i preti si potevano sposare cosi da non avere il problema del voto di castità (che era appunto un voto e non una regola di base) e del voto di celibato... che poi per molti di loro era una scusa per stuprare la propria moglie (come nel film "la papessa") è, come succede oggi con i bambini, perché lo stupro è materia di studio in seminario.
Insomma come detto ieri il telefilm, a mio modesto parere, merita di essere visto per tante ragioni... l'atmosfera, l'ambientazione storica, gli usi, i costumi, ma soprattutto la moria di preti che se non sanno stare al loro posto meritano di incontrare la punta di una spada.

17 settembre 2018

L'ultimo regno (the last kingdom)

Approfitto della messa in onda nello scorso fine settimana, delle ultime puntate della seconda serie, per parlarvi di questa produzione britannica.
Il telefilm (o come si direbbe oggi, la serie TV) è basata sulle storie narrate nei romanzi della saga "Le storie dei re Sassoni" scritti da Bernard Cornwell pur trattandosi di un'opera, in parte, di fantasia si basa su fatti storici realmente avvenuti e storicamente ricostruiti (alcuni esempi li riportiamo negli elogi successivi).
Le storie narrate nelle prime due stagioni e relativa a quel periodo storico successiva all'invasione Sassone della Britannia, avvenuta a partire dal 410 d.c. circa, e relativa colonizzazione dell'isola, una volta stanziatisi i regni sassoni della britannia il potere politico passo di regno in regno tra i "re" sassoni della Northumbria, della Mercia e del Wessex (la Mercia è la regione in cui si trova l'attuale Londra e la foce del suo fiume Tamigi confine naturale tra Mercia e Wessex).
Il telefilm inizia con l'invasione danese della Northumbria, l'uccisione dell'ultimo re e signore di Bebbanburg (castello di Bamburg, in Inghilterra settentrionale) ed il rapimento del legittimo erede Uhtred di Bebbanburg. Il bambino dapprima è uno schiavo dei suoi rapitori, in seguito (dando prova di coraggio e lealtà nei confronti della "sua" famiglia) viene adottato definitivamente e cresciuto secondo gli usi e i costumi danesi... compresa la religione "normanna" e la "maestria della spada".
Dimostra in breve di essere un abile guerriero al punto che re Alfred (noto alla storia come Alfredo il grande), cristiano fino al midollo, lo vuole come suo campione pur non sopportando la sua blasfemia pagana.

In questo telefilm ho fatto davvero fatica a trovare difetti, senza riuscirci per altro, intanto "storicamente" non esistevano pellet nella Britannia dell'800 ed effettivamente non se ne vedono nelle prime due serie, faccio che sottolinearlo subito nel caso nella terza stagione si piegassero all'esigenza di far diventare Londra il paradiso multiculturale e multietnico (di gente che si scanna per le strade) che è oggi.
Inoltre a differenza di altre serie sui vichinghi (quali Vikings ad esempio) la storia non è incentrata su chi "tromba" chi... o su chi tradisce chi... certo il fatto che alcune alleanze potessero cambiare in corsa per una maggiore o minore convenienza è abbastanza consolidato, ma, almeno a livello di singolo uomo, viene anche mostrato il valore della parola data... stretto un accordo (se i termini dell'accordo sono rispettati) la parola viene mantenuta, se i termini cambiano o non sono rispettati l'accordo salta. Un esempio è quando re Guthred cerca l'amicizia del nuovo signore di Bebbanburg Aelfric, zio di Uhtred, per l'assedio di una fortezza danese. In cambio del suo aiuto chiede la testa di suo nipote, che ha offerto la propria amicizia e la propria spada a Guthred, erede legittimo al trono da lui usurpato.
Insomma questo era abbastanza normale per l'epoca soprattutto in fase di successione del trono tra gli eredi legittimi e quanti invece volevano prenderne il possesso. Così come erano normali i matrimoni combinati per fini politici, dove, soprattutto le figlie, che non erano incluse nella linea diretta al trono del regno, venivano usate per imparentarsi con i re vicini che in cambio elargivano alla moglie terre e titoli tramandabili ai propri figli (maschi che potevano così vantare pretese sia sui titoli dei "nonni" che su quello dei genitori.
Per qualcuno potrebbe essere un difetto, ma per una persona che ama la distinzione tra un film di genere drammatico ed un film di genere pornografico... tocca aspettare sino alla seconda serie per vedere un seno nudo (nonostante le abitudini normanne sul come "corteggiare" una schiava sono ben evidenti sin dalla prima puntata).

In definitiva metto le prime due stagioni nella lista dei consigliati... poi vedremo se si mantiene "puro" o se cede al soldo.

5 giugno 2018

Tropa de Elite 2 - Il nemico è un altro

IBS 
 - Descrizione: "Nascimento, a capo dell'unità di forze speciali della polizia brasiliana, interviene in modo sbagliato in una rivolta carceraria e viene rimosso dall'incarico ed assegnato a una postazione di intelligence governativa. Qui scopre una vasta rete di corruzione che coinvolge non solo la sfera politica ma la stessa polizia e deve decidere se e come intervenire."
 - Trama: "Il capitano Nascimento viene promosso a capo dell'Intelligence militare, mentre l'ufficiale André Matias diventa il suo sostituto al comando del BOPE, il celebre battaglione speciale che opera a Rio de Janeiro."
Vaccapedia
 - scene eliminate: "La versione italiana in DVD ha un montaggio e un doppiaggio diversi dall'originale; questo altera il senso di diversi aspetti chiave. Diverse scene sono tagliate (es nella prigione di Bangu I) e sono stati rimossi molti "Voiceover" di Nascimento che tendono a spiegare la scena sotto il punto di vista del protagonista.

A titolo esemplificativo ecco alcune delle variazioni:

è stata tagliata la scena ove si spiega che la rivolta a Bangu I inizia perché il capo del "Commando Vermelho" (Beirada) vuole eliminare i componenti delle cosche rivali lì detenuti (nella versione italiana sembra quindi che la rivolta sia contro il sistema carcerario invece che un regolamento di conti tra bande di narcotrafficanti);

è stata tagliata la scena ove Beirada brucia vivo un avversario (nella versione italiana sembra quindi che Beirada sia un "rivoluzionario" e non uno spietato criminale capo di una cosca).

quando Mathias interviene per sedare la rivolta, la scena si interrompe al momento dello sparo e riprende con Fraga che - con la maglia insanguinata - rilascia interviste contro la brutalità della polizia. È stata tagliata la sequenza intermedia, ove si vede che Beirada stava minacciando Fraga con una pistola, nonché il voiceover di Nascimento, che spiega che Fraga stava sfruttando opportunamente la maglietta insanguinata per scopi politici (nella versione italiana sembra quindi sembra che le azioni di Mathias siano inopportune e ingiustificate, mentre il film vorrebbe presentare Fraga come un ingrato opportunista).

sono stati eliminati i voiceover di Nascimento in alcune scene panoramiche ove egli parla delle proprie incertezze e dei propri tormenti familiari (nella versione italiana sembra quindi si dà l'idea che Nascimento sia un robot privo di coscienza)."

Ma che film hanno visto?!?
Può benissimo essere che determinate scene siano state tagliate (partendo dalle affermazioni di vaccapedia), ma il contesto si comprende benissimo. Si capisce che Beirada è un criminale che organizza la "rivolta" per regolare i conti con i capi delle altre cosche, si vede Fraga minacciato con la pistola dallo stesso Beirada, ma si vede anche che Mathias entra in azione dopo che l'ostaggio è stato liberato... lo stesso Fraga viene dipinto per l'opportunista che è. Forse avete confrontato le versioni cinematografiche, ma allora non scrivete "La versione italiana in DVD ha un montaggio e un doppiaggio diversi dall'originale;" a meno che per doppiaggio non vi riferite esplicitamente al fatto che il film (di produzione brasiliana) sia stato doppiato in italiano... allora sì inevitabilmente sono diversi... parlano due lingue che non c'entrano un cazzo una con l'altra.

Nel riepilogo fatto da IBS invece... "Nascimento [...] interviene in modo sbagliato in una rivolta carceraria" Nascimento non interviene in modo sbagliato, ma è il pellet che prende l'iniziativa di intervenire, Nascimento si assume la responsabilità delle azioni del suo soldato in quanto a capo dell'operazione e del battaglione. 
"Nascimento viene promosso a capo dell'Intelligence militare, mentre l'ufficiale André Matias diventa il suo sostituto al comando del BOPE" ma neanche per idea... Matias prima viene cacciato dal bope e ritorna nella polizia ordinaria e successivamente, come vedremo tra poco, viene reintegrato al precedente incarico di comandante della squadra che Nascimento coordinava nel primo capitolo (che a proposito aveva come sottotitolo "Gli Squadroni della Morte"in cui appunto cercava un sostituto per sé affinché potesse stare con suo figlio).

Ho capito la trama ve la racconto io...
A differenza di altri seguiti Tropa de Elite 2 non cerca di sfruttare l'onda di fama prodotta dal primo farcendo il film di nomi di grido Hollywoodiano con una trama all'acqua di rose che non c'entra nulla con il primo capitolo. Anzi i nomi e i protagonisti sono gli stessi (tranne per quelli che nel primo sono morti), semplicemente si spingono oltre, evidentemente hanno compreso quanto, ovunque sia presente la "mafia", altri hanno compreso da tempo. Ovvero che intanto la "mafia" non è più (come dicono nel film)  "roba" da italiani mangia spaghetti, pizza, ravioli e gnocchi, ma ormai ovunque ci sia una corruzione strutturata su più livelli si può tranquillamente parlare di mafia (anche in Brasile dove sono "tipi da riso e fagioli"). Soprattutto che la mafia non è un serpente, ma più verosimilmente una Idra con più teste oppure, se effettivamente di testa ne ha una sola, con più corpi. Uccidere la testa, o il corpo, che si occupa del traffico di droga (certamente una battaglia che va combattuta), non basta per uccidere il mostro, ma bisogna colpirlo in tutti i suoi aspetti, che vuol dire politica, edilizia (abusiva e non), traffico di droga (appunto), riciclaggio di denaro sporco, usura, corruzione, video poker e altre attività più o meno ludiche (ad esempio infiltrandosi nelle curve per gestire traffici illeciti e avere potere anche sulle squadre di calcio che volere o volare muovono una quantità di soldi non indifferente).
Quindi Tropa de Elite si "sposta", anche se lo fa lentamente dalle strade ai palazzi del potere, mostra che tagliare la testa del traffico di droga non basta a combattere il "Sistema", parola che gli appartenenti ad una certa area politica conoscono bene, ma mai avevo sentito in un film (soprattutto in quelli di sinistra dove la lotta ai "poteri forti" dovrebbe essere una prerogativa.
Infatti ridotto notevolmente il traffico di droga tramite azioni mirate, il Sistema di corruzione scopre altre vie per sopravvivere ad esempio sull'installazione, nei quartieri poveri (le favelas), della TV via cavo (effettivamente non conosco con esattezza cosa si intende, ma credo sia un po' l'equivalente delle nostre tv a pagamento tipo Sky, Mediaset premium, ecc.).
Alla fine Nascimento dovrà tornare a combattere, ma questa volta ad un livello a cui non è abituato. Nel film (forse un po' più sinistrorso del precedente), lo stesso protagonista chiede lo scioglimento del Bope perché intuisce che gli ordini, a cui il Bope risponde, arrivano dallo stesso Sistema marcio e borghese che alimenta si alimenta con lo sfruttamento delle disgrazie altrui. Quello che, diversamente nel primo capitolo, ci si dimentica è che nel Bope la polizia corrotta non entra, di conseguenza la corruzione non entra. Se ad essere corrotto è il Sistema non deve essere cambiato, o smantellato, l'unico strumento che le persone oneste hanno a disposizione, bensì usare tale strumento per combattere la corruzione.
Aldilà di queste inezie il film è un buon seguito, forse uno dei migliori che io abbia mai visto (che che ne dicano i critici che parlano bene del padrino 2), per cui se vi capita guardatelo, ma attenti alle imitazioni! ...pare infatti che ci siano un tropa de elite 2 (senza sottotitolo), un 3 e un 4 che sono delle specie di documentari sugli interventi del Bope nelle favelas e sfruttano il nome del film per farsi pubblicità.

Veniamo ai nei del film.
Fermo restando che si tratta di un bel film, non è certo ai livelli del primo capitolo in cui l'idea originale era ben sviluppata, il secondo è molto (forse troppo) di sinistra e questo si ripercuote non poco sull'atmosfera del film. Il fatto che, guarda caso, il deputato non corrotto sia difensore dei diritti umani non fa certo saltare alla mente esponenti di destra, ma che sia chiaro non significa che quelli di destra vanno in giro a torturare la gente, ma semplicemente se c'è da intervenire in modo deciso si interviene... anche se questo significa uccidere un criminale. Mentre per quelli dei diritti civili... anche uno stupratore, un pedofilo e quelli che fanno a pezzi le ragazze per mangiarsele... hanno diritto di vivere e devono essere curati, perché la delinquenza è una malattia.
L'altro neo, di cui ho già parlato è il fatto che il colonnello Nascimento chiede lo scioglimento del Bope, ovvero della Tropa de Elite (la Truppa d'élite).

10 aprile 2018

Mio cugino Vincenzo

Finalmente posso mantenere una promessa.
Diverso tempo fa, quantificarlo diventa complicato per una persona che guarda l'ora solo quando è al lavoro e sa che deve andare a lavorare perché suona la sveglia, avevo promesso che un giorno o l'altro vi avrei recensito il film "Mio cugino Vincenzo"... "L'ora è giunta!".
Ve lo dico subito nonostante sia palesemente una presa per il culo degli Italo-americani newyorchesi... è il mio film preferito e lo trovo davvero "geniale" (vabbè lo metto tra virgolette così non mi espongo troppo). 
Partiamo dal cast Intanto la splendida, quasi nostra connazionale, Marisa Tomei che vincerà l'Oscar come "miglior attrice non protagonista" (per me no vale un cazzo il riconoscimento degli oscar, ma gli addetti ai lavori ci tengono). Quasi nostra connazionale perché l'attrice è statunitense di terza generazione ovvero i nonni erano nati in Italia (quindi non italiani alla film di "gangsta" che per risalire alle origini italiane dei personaggi bisogna tornare indietro fino alla scoperta delle americhe), ma aldilà dei dati anagrafici la, da molti, sottovalutata attrice dimostra in ogni pellicola, sia che interpreti la fidanzata di un coatto, la ragazzina un po' sfigata che lavora come cameriera in un ristorante, che abbia un ruolo da protagonista in un film drammatico in cui deve interpretare una schizofrenica o che le tocchi il ruolo della mignotta attempata (rispettivamente nei film "mio cugino Vincenzo", "Qualcuno da amare" accanto a Christian Slater, "Danika", "the Wrestler" con Mickey Rourke) da prova delle sue immense doti recitative che vanno davvero aldilà della sua bellezza, a mio modesto parere, straordinaria di per sé.
Troviamo Joe Pesci che non ha certo bisogno di presentazione, ma in questa pellicola (anche grazie al magistrale doppiaggio di Leo Gullotta) supera sé stesso.
Ralph Macchio... a molti il nome non dirà nulla, ma sicuramente avrete ben in mente il ragazzino che prende un sacco di legnate in "Karate kid... 1-2-3" (gli altri non li riconosco nemmeno).
Inoltre tanti altri volti noti, ma di nomi meno noti che hanno lavorato per rendere memorabile la pellicola.
Finalmente veniamo al film...
La trama è piuttosto semplice e si può riassumere con: 
"durante un viaggio attraverso l'Alabama due giovani vengono accusati, ingiustamente (nessuno spoiler lo si vede subito), di omicidio. Della loro difesa viene incaricato il cugino di Billy (Ralph Macchio), Vincenzo (Joe Pesci).
Chiamato alla difesa dei giovani dimostrerà subito la sua inesperienza (esercitando l'avvocatura "da quasi 6 settimane"), il giudice della contea punirà questa sua mancanza con diverse condanne per vilipendio alla corte..." dopo di che ci sarebbe il finale anche se è scontato.
Quello che rende la pellicola una delizia sono le battute non solo di Pesci, che basterebbero le sue facce per far ridere, ma soprattutto quelle dei personaggi di contorno... persino la Tomei, che non è esattamente un attrice comica, riesce a recitare delle battute esilaranti quale ad esempio questo dialogo con il fidanzato "coatto" Vincenzo...
M: "teste?!? che genere di teste?"
J: "assortite... ci sono cervi..."
M: "Sparerete a dei poveri cervi indifesi?"
J: "sparare?!? Credo di sì! sono un ometto ormai!... oh ma questi pantaloni vanno bene pa' a caccia?"
M: "immagina di essere un cervo corri libero per il bosco ad un certo punto ti viene sete e avvicini le tue labbrucce a quell'acqua fresca e limpida... BANG un pezzo di piombo ti attraversa il cranio... pezzi sanguinolenti del tuo cervello sono sparsi al suolo mentre tu giaci in una pozza del tuo stesso sangue... ora ti domando... ma ti fregherebbe di sapere che cazzo di pantaloni indossa lo stronzo che t'ha sparato?"

Mitchell Whitfield interpreta il compagno di cella di Ralph Macchio ed in questo dialogo con l'amico è magistrale:
W: "sai cosa succede in questi posti?"
R: "Sì so cosa succede in questi posti!"
W: "Succede che c'è un omone di nome Buba che si offrirà di proteggerti, ma in cambio dovrai soddisfare tutte le sue voglie e fare tutto ciò che ti chiede..."
R: "Stan ci siamo solo noi due qui"
W: "e tutte quelle brande? Se mettono qualcun altro insieme a noi?"
R: "Stan vaffanculo!"

Aldilà del linguaggio, ma di 'sti tempi non è proprio uno scandalo, il film merita di essere visto in quanto il cast dimostra di avere una bravura innata che va oltre la sceneggiatura ed il lavoro di doppiaggio è stato davvero incredibile.
"Ma... Brambi!!! è possibile che codesto film non abbia difetti?!?"
No non è possibile ed infatti anche se alla fine risulta in linea con gli stereotipi mostrati in tutto il film, dopo l'arresto dei "2 giovini (sì il plurale di giovine)" parlando dell'Alabama un certo riferimento alla corruzione (anche carnale) degli "Stati del Sud" in cui sono tutti corrotti e scopano con le proprie sorelle (riferimento alla diceria secondo cui i più radicali della purezza razziale si sposerebbero con le proprie sorelle o cugine pur di mantenere intatta tale purezza, generando di fatto degli abomini genetici ovvero gli handiccappati).
Ma oltre a questo il resto del film è davvero piacevole e divertente, la presenza dei negri non risulta ingombrante come in altri film dove si vuol far diventare eroi aerospaziali gente che non aveva nemmeno la terza elementare... insomma gustatevelo.

14 febbraio 2018

Vichinghi (saga degli uomini del nord)

La trama di questo film del 2014, diretto da Claudio Fäh, è abbastanza originale, riguarda sempre la storia trita e ritrita della fanciulla da salvare, ma 'sta volta la fanciulla va salvata dalla squadra di recupero a seguito di un rapimento. Ovvero dei feroci e brutali vichinghi che, seppur accusati, non saccheggiano chiese o monasteri, non stuprano donne, non uccidono nessuno, salvo gli uomini che li aggrediscono appena naufragati in Scozia. Dopo aver sconfitto (disarmati) un gruppo di soldati, più numeroso di loro, si ritrovano tra le mani la principessa di Scozia, decidono quindi di portarla con loro al fine di garantirsi, con il suo riscatto, l'ingresso in un loro insediamento sull'isola britannica.
Nel loro piano non avevano considerato che il padre, re Dunchaid, non avesse nessuna intenzione di pagare il riscatto per la figlia e che preferisse piuttosto farla uccidere dalla sua guardia personale.
L'élite di mercenari zingari si mette a dar la caccia ai normanni che, a costo di diverse vite sia proprie sia nemiche, non vengono mai sconfitti in battaglia. Trovano l'aiuto e la complicità di un monaco cristiano e, superati gli iniziali pregiudizi reciprochi, si unisce al gruppo in quanto egli stesso braccato dai "lupi" del re.
Come in tutte le trame più classiche tra la principessa ed il capo vichingo scossa la scintilla d'amore (così facciamo anche un omaggio alla festa degli innamorati), ma il film finisce prima di scoprire se infine, giunti all'insediamento normanno, cedono la fanciulla o se pagano in altro modo o ancora se infine decidono di non andarci proprio.
Il resto della trama la lascio scoprire a voi.
Il film è piacevole, ma certo non priva di messaggi preliminari e messaggi subliminali. Sicuramente il fatto che la trama sia penda palesemente verso i vichinghi, lo rende un film che si può gustare anche a cervello acceso (a differenza dei film peggiori per cui se usi la testa dovresti poi lavare il televisore con il lanciafiamme), ma non di meno vale la pena muovere qualche critica.
Innanzi tutto l'interpretazione di Leo Gregory (che molti di voi ricorderanno come l'imbecille traditore Bovver nel film Hooligans), seppur faccia parte di un gruppo di normanni in pieno medioevo, il suo atteggiamento è ancora quello da "gangsta" (gangster) della GSE londinese del west ham, strano che il regista non se ne sia accorto e spero che non lo abbia chiesto lui all'attore di interpretare così un vichingo.
Fa piacere che, per una volta almeno, i cattivi arrivino dai Carpazi (in Romania) e non dalla Foresta Nera (in Germania), anche se il fatto di proclamarsi lupi, le divise nere, ed il teschio sull'elmo... qualche "sospettuccio" lo insinua.
Infine il fatto che un monaco cristiano non solo non sia contro la violenza, ma sia addirittura un eccellente guerriero... "ma che davero davero?".
In ultima analisi il film non è di quelli stra miliardari, basti pensare che è una produzione "svizzero-teutonica-sudafricana" insomma non sapevano più a chi chiedere quattrini per poter girare il film, ma è comunque godibile e quindi ve lo consiglio.

22 gennaio 2018

The Rocker... il batterista nudo.

E' uno di quei film che rivedo spesso e volentieri, ma dopo essermi assicurato di aver spento il cervello per evitare che vi entri del pattume.
Come spesso accade per i film recensiti dal sottoscritto (si usa dire così anche se in effetti la mancanza di firma al fondo dell'articolo ne stravolge il significato) bisogna distinguere tra il film oggetto ed il film messaggi subliminali. 
Anche se devo ammettere che quest'ultimi non sono troppo invasivi (ciò non significa che non ce ne siano).
Il film è piacevole racconta sostanzialmente la storia di un gruppo Glam Metal (definito anche gay metal) che di fronte alle pressioni dell'etichetta (casa discografica) scarica il loro batterista e amico, sin dai tempi del liceo, per far posto al nipote del proprietario.
Dopo 20 il gruppo di fichette ha sfondato diventando famosa a livello internazionale dal momento che, per esigenze discografiche diventano una band inglese.
Il batterista storico Robert "Fish" Fishman (che è stato cacciato) nel frattempo smette di suonare e cova rancore nei confronti del gruppo che lo hanno tradito. In occasione dell'uscita del nuovo disco della band, i "Vesuvius", Fish aggredisce un collega (gonfiandolo come una zampogna) e viene perciò licenziato, a causa del licenziamento viene mollato dalla fidanzata (con cui convive), quindi perde anche la casa  e finisce per andare a vivere a casa della sorella il cui figlio suona in una band in cui entra dopo che il loro batterista viene sospeso da scuola.
Inutile dire che il nuovo gruppo di Fish suona musica di merda, che viene spacciata per rock, la band, gli "A.D.D.", ha successo quando la nipotina di Fish intercetta le prove del gruppo in cui il batterista suona completamente nudo (da qui il sottotitolo del film).
Il manager degli A.D.D. è praticamente uno schizofrenico senza filtri tra il poco cervello e la lingua che pur di raggiungere i propri obbiettivi (aziendali) arriva a insinuare, nell'orecchio del leader della band, il dubbio di una torbida relazione tra la madre del cantante e Fish (che sono coetanei).
Diciamo che il messaggio peggiore del film è quello di spacciare sia il gay metal dei Vesuvius che il frocio rock degli A.D.D. rispettivamente per Heavy Metal e Hard Rock (per quelli che non lo sapessero anche se gli AC.DC. sono 40 anni che parlano semplicemente di Rock il loro genere è, in verità, Hard Rock. In quanto per Rock si intende il Rock 'n' Roll di Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, ecc. mentre nell'Hard Rock (oltre ai già citati AC.DC.) si possono includere Deep Purple, Led Zeppelin, ecc.
Tra i "messaggi subliminali" più evidenti c'è sicuramente quello di presentare la società americana come perfettamente integrata al punto che tra i fan dei Vesuvius compaiono diversi indiani o paki o da qualunque paese di merda arrivino...
Inoltre la persona a cui si rivolge Fish in un momento di difficoltà abitativa è il proprietario di un ristorante cinese d'asporto, il quale gli confessa che, grazie alla quantità di cibo cinese comprato dal batterista, ha potuto pagare l'università ai due figli.
Insomma la trama è abbastanza interessante, la musica è pessima o quanto meno non c'entra un cazzo con il rock... ed i messaggi subliminali non sono invasivi anche se evidenti

18 gennaio 2018

Lui è Tornato (Er ist wieder da)!

La mia personalissima opinione è che Hitler faccia paura, il Nazional-socialismo faccia paura. Ma non genera timore l'aver scatenato la seconda guerra mondiale e nemmeno il presunto sterminio degli ebrei. Ciò che fa tremare i polsi delle democrazie odierne e passate è il fatto di aver fornito a più popoli, ricordo che sia prima che dopo la guerra ci furono molti volontari che fondarono un movimento "nazi-fascista" (quando erano una nazione "libera") o partirono volontarie per la difesa di Berlino (arruolandosi nelle Waffen-SS), degli ideali e dei valori in cui credere. Un uomo dalle origini umili è arrivato con le sue sole forze alla massima carica dello Stato tedesco e ha "liberato" l'Europa.
Per tutte queste ragioni, e altre ancora, dalla fine della guerra certi argomenti e certi nomi sono tabù... ma cosa succederebbe in Germania se "Lui" (il Führer) resuscitasse ai giorni nostri?
Questa è la base della storia del film del 2014 Hitler che si risveglia nella Berlino odierna (nei pressi del bunker della cancelleria dove il suo corpo fu cremato) ed entra in contatto con lo sfigato dipendente di una televisione nazionale, la quale, credendo che sia un comico lo inserisce in vari format ed in varie fasce orarie. Il ritorno di Hitler è un evento che diventa immediatamente "virale", come si usa dire, su internet e i vari social network. L'unico a sapere che Hitler è davvero Hitler è solamente Hitler... questo gioco di parole per far capire che tutto il resto della Germania continuerà fino alla fine a pensare che si tratti di un comico.
A grandi linee questa è la trama del film.
Film consigliato? Mmm... per fornire un giudizio (positivo o negativo) bisogna distinguere, come faccio spesso, tra il film in sé (originalità della trama, taglio del film, regia, ecc.) ed i suoi messaggi "subliminali", ma anche in quest'ultimo caso c'è dell'ambiguità opportunamente voluta.
Allora per quello che riguarda il film in sé posso affermare che sia una mezza porcheria a partire dall'attore protagonista (che ovviamente non è il vero Adolf Hitler) tale Oliver Masucci che non assomiglia al Führer più di quanto il mio cane assomiglia alla Boldrini (sono entrambe femmine e mentre una vive perennemente a 4 zampe, l'altra ci finisce solo quando va in calore e si fa "trombare" da un pellet). Il film a tratti assume le sembianze di un documentario, ma se così fosse mezza Berlino sarebbe stata arrestata, per incitazione all'odio e alla discriminazione razziale, incitazione al nazismo, aggressione, violenza privata, apologie di varia natura e tipo, ecc. vista la notizia di qualche tempo fa in cui 4 turisti cinesi sono stati arrestati davanti alla cancelleria a Berlino per aver fatto il saluto romano.
Per quel che riguarda i messaggi subliminali, gli argomenti trattati da Hitler, ovviamente costruiti ad riprendendo le idee di un tempo, effettivamente risultano incredibilmente attuali e attuabili, ovvero il problema della disoccupazione (giovanile e senile), la crescita demografica a livelli irrisori, immigrazione incontrollata... "e cosa fanno loro? Loro cucinano". Chi tra di voi si fosse cimentato con la lettura degli scritti del Führer, quelli originali e non con accanto i commenti di giudei e/o comunisti, saprebbe che gli stessi temi erano trattati negli anni '20 eppure ditemi voi se non sembra la prima pagina (battuta sui cuochi a parte) di un qualsiasi quotidiano cartaceo oppure on-line.
Ovviamente fa il punto della situazione politica attuale, da sinistra a destra, ma con maggior accanimento con l'estrema destra (forse l'unica parte realmente documentaristica del film, dal momento che alcuni leader politici chiedono di spegnere la telecamera).
Ad un certo punto vengono mostrate scene di manifestazioni e contestazioni di Estrema Destra in tutta Europa mentre Lui commenta "i tempi sono maturi per il mio ritorno". Anche in questo caso (sicuramente a culo) viene evocata una profezia esoterica, descritta magistralmente da Miguel Serrano (scrittore cileno), secondo cui Hitler in vita ha personificato il "messia" germanico, ma un giorno sarebbe ritornato come ultimo "Avatara" d'Europa (da non confondere con i pupazzoni hippy blu di James Cameron), l'archetipo dell'uomo stesso. Queste poche parole servono a spiegare il suo pensiero, ma non lo esprimono nella sua interezza: "l’uomo Hitler muore fisicamente ma l’archetipo resta, è stato creato da tutta la nazione, dal desiderio di una nazione, e quindi si reintegra nella nuova dimensione fisica della roccia che gli induisti chiamano Vairagya, oppure nel ghiaccio, e attende il momento del ritorno."
Quindi in attesa del ritorno del Führer... un'occhiata al film la si può dare... anche se l'ho dovuto guardare più di una volta per farmi un'idea precisa.

11 dicembre 2017

Io vi troverò... e li ha trovati.

Dal punto di vista puramente tecnico sarebbe una trilogia in cui, non si sa bene perché, del primo hanno tradotto il nome degli altri due no. Infatti il primo capitolo, che in lingua originale sarebbe "taken" ("presa"), viene tradotto con "Io vi troverò". Mentre il secondo e il terzo non vengono tradotti e diventano rispettivamente "taken 2 la vendetta" (che fantasia) e "taken 3 l'ora della verità".
Il 3 non l'ho visto i primi 2 li ho originali... ma perché ho deciso di mettere il primo capitolo nella sezione dei "consigliati"? perché è davvero bello.
Intanto partiamo dalla nota positiva il fim dura 93' compresi i titoli di coda, infatti dopo 1h e 25min il film è già finito, che per il 2008 è abbastanza una sorpresa (data la mania di riempire il film di stronzate pur di farlo arrivare a 2h).
Veniamo alla trama è abbastanza scontata, ma almeno non è politically correct. Ovvero un ex agente CIA si trasferisce a Los Angeles per recuperare il rapporto con la figlia, che viva con la sua ex-moglie ed il nuovo marito della donna. La ragazza si imbarca con un'amica su un aereo per Parigi, al fine di seguire il tour europeo degli U2. Le fanciulle vengono agganciate all'aeroporto da un osservatore che le segnalerà ad un gruppo di albanesi (specializzato in traffico di esseri umani). Nel momento del rapimento la ragazza è al telefono col padre e quindi ha modo di istruire la figlia su cosa dovrà fare per permettere all'ex "spia" di ritrovarla. "Io non so chi siete, non so che cosa volete se cercate un riscatto sappiate che non possiedo denaro, pero io possiedo delle capacita molto particolari che ho acquisito durante la mia lunga carriera e che fanno di me un incubo per gente come voi. Se lasciate andare mia figlia la storia finisce qui, non verrò a cercarvi, non vi darò la caccia, ma se non lo farete io vi cercherò... Io vi troverò... e vi ucciderò" "buona fortuna!" questo scambio di battute merita il prezzo del biglietto... cioè del DVD.
Ma basta una battuta e una durata inferiore a quella del signore degli anelli per renderlo un film consigliato? Assolutamente no... infatti la sua bellezza sta nel fatto che per 85' Liam Neeson passa il tempo a malmenare, torturare e sparare ad albanesi e arabi (di una non ben definita etnia). Ciò che stupisce di più è il fatto che la sceneggiatura e la produzione siano del filo-pellet Luc Besson.
Per permettersi questo lusso... hanno pagato lo scotto? Ahimé sì! Infatti in una delle prime scene c'è una pop star (bianca, bionda, giovane e sufficientemente gnocca) che scende dal palco abbracciando un non ben identificato "gurila" (gorilla per i poco pratici) mai comparso prima e che non comparirà mai più in seguito.
Insomma da canto mio un investimento di un'ora e mezzo può essere fatto tranquillamente per questa pellicola.

5 dicembre 2017

Tropa De Elite

Basterebbe una sola parola a descrivere "Tropa de Elite" e tale parola è "Bello". Ma so che voi, miei affezionatissimi e famelici lettori, volete a tutti i costi farmi rabastare nel torbido. Quindi... eccovi accontentati.
La trama la copio direttamente dal retro di copertina del DVD: "1997: Rio de Janeiro, sconvolta dalla guerra quotidiana tra criminalità e forze dell'ordine, si prepara alla visita ufficiale del Papa.
Il capitano Nascimento della Divisione Speciale della Polizia di Rio deve trovare un sostituto che gli permetta di lasciare la squadra e stare più vicino alla moglie incinta.
Uno sguardo implacabile sull'abuso di potere e la corruzione." Brasile, 2007 - colore, 110 minuti.
Tropa de Elite.
Cosa ci avete capito? Non voglio sottovalutarvi né, tanto meno, offendervi... ma io che l'ho visto da questa descrizione non ci capirei un cazzo, posso solo immaginare cosa ci possiate capire voi che il film non lo avete guardato.
Una trama più coerente sarebbe: "due giovani ufficiali della Polizia di Rio de Janeiro si trovano a fare i conti con la corruzione che dilaga nel paese e decidono di entrare negli squadroni della morte." più coerente certo, ma ancora lontano dalla realtà.
Perché in Tropa de Elite c'è tutto. Trafficanti di droga, degrado, musica di merda, radical chic, morti di fame, traffichini e trafficoni, Polizia corrotta e Polizia onesta, violenza, drammi personali, gnocca e meticciato biologico... quello che manca lo hanno messo nel secondo capitolo della serie.
"Un film che ricorda Gomorra" R. Nepoti - La Repubblica... questi non capiscono niente di cronaca (dove devono solo trascrivere i fatti) cosa vuoi che capiscano di film?
L'unica vera trama e l'unica vera recensione a questo film è fatta dal Capitano Nascimento nel film stesso: "In realtà la pace a Rio dipente dal delicato equilibrio che si viene a creare tra le pallottole dei criminali e la corruzione dei poliziotti. L'onestà non fa parte del gioco. Quando dei poliziotti onesti entrano nelle favela... il risultato è una pioggia di merda."
sempre dal retro del DVD: "...è difficile rimanere indifferenti a Tropa de Elite" F. Ferzetti - Il Messaggero... tanto valeva che scrivesse "non puoi dire gatto se non ce l'hai nel sacco!" aveva lo stesso valore, ma più sensato.
Durata del film è un po' di altri dati a caso li ho forniti, ma snoccioliamo altri dettagli... come detto è una produzione brasiliana... quelli a cui frega qualcosa di queste stronzate riportano che è il film più costoso della storia del Brasile... e grazie tante, da quelle parti se vendi un pacchetto di noccioline ci campi 6 mesi, ne vendi 3 ci produci un film. Ma a dar manforte ai "brazileiro" arrivano i soldi di Bob e Harvey Weinstein... Harvey Weinstein... dove ho già sentito questo nome? Ah sì... ora ricordo!!! è il tizio che stupra le attrici, ma loro se ne accorgono 30 anni dopo... sì sì ricordo benissimo.

Comunque il film merita di essere visto, ma siccome se c'è un neo io ve lo segnalo... eccovelo servito. uno dei due poliziotti onesti che danno inizio alla pioggia di merda è negro (lo so in Brasile è normale), è un morto di fame (lo so che lì è normale anche questo), sogna di fare l'avvocato... questo lo porta a frequentare l'università dove la bianca, ricca e gnocca Maria si trova a voler assaggiare il gelato al cioccolato (così in un colpo solo abbiamo sistemato anche quella checca isterica di Malgioglio e quel rincoglionito cronico di Pupo)... la radical chic collabora con una ONG i cui responsabili hanno stretto accordi con i trafficanti che governano una delle favela e, sorpresa, quando inizia a piovere merda i bravi, onesti, sfortunati e con una coscienza sociale trafficanti sparano in testa a una e bruciano vivo l'altro.

14 novembre 2017

Febbre da cavallo

Prima di concentrarmi sulla recensione di questo meraviglioso film, ci tengo far presente che la terza parte della serie dedicata alla massoneria non è quella conclusiva, ma ho solo accennato alla conclusione. Anche perché non può essere sbrigata con 4 parole e lasciato a Dan Brown l'ingrato compito di spiegarci questo strano rapporto...

Venendo invece ai "giorni nostri" ovviamente il titolo fa riferimento al primo capitolo che, per fortuna, ha avuto un solo seguito di cui vi parlerò in un'altra occasione perché, avendolo visto una sola volta non è ben vivo nella mia memoria.
Secondo copione anticipo subito il giudizio. 
Il film è davvero splendido.
Sicuramente rientra in quella categoria di quei film italiani che non sono solo commedie fine a sé stesse (vedi l'interminabile serie sulle vacanze, da vacanze di natale a vacanze da qualche parte), che a lungo andare ripropongono "scenette" non solo ripetitive e monotone nei film successivi (es. qualcuno a cui si infila qualcosa da qualche parte), ma che a volte stancano anche all'interno dello stesso film.
Mentre "Febbre da cavallo" è un film che rimane fresco e divertente (anche se non più esilarante) a distanza di 41 anni (il film firmato da Steno è del 1976 e io me lo sono gustato in DVD ieri sera). Il propone un cast d'eccezione (almeno per l'epoca) tra cui Luigi 'Gigi' Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaak, Mario Carotenuto e Adolfo Celi (la cui parte ricorda molto, forse troppo, quella da lui stesso interpretata l'anno precedente in "amici miei", ma che comunque interpreta magistralmente).
La bellezza del film infatti, come già accennato, sta nel non proporre solo una serie di scenette o scherzi irriverenti e tremendi oltre a delle situazioni paradossali, ma, praticamente, l'intera trama, che segue ad un'introduzione di Proietti in arte Mandrache (per far capire che lo pronunciano alla romana quindi non Mandrake), propone una retrospettiva sul problema del gioco d'azzardo. All'epoca erano le corse dei cavalli a gettare le persone, di tutti i ceti sociali, sul lastrico, col tempo è subentrato il "pokerino" settimanale, oggi probabilmente sarebbe il video Pocker o le slot virtuali, il gratta e vinci, ecc. 
Il film propone ancora una comicità genuina e non basata sulle scene di semi nudo, ammiccamenti, docce a tutte le ore, spiate dai buchi della serratura, e via così, come altri film del periodo (le cosiddette "commedie sexy all'italiana"). Quindi confermo che il film merita di essere visto, per chi non lo conoscesse o non se lo ricordasse.

24 agosto 2017

Black Hawk Down... Il film!

Oltre a poter capire cosa ne penso dalla sezione in cui è inserito, sto prendendo l'abitudine di anticiparvi il finale così, qualora foste avvezzi, potete saltare quel tipo di recensione.
Quindi dal punto di vista tecnico il film è una porcheria. Dagli effetti speciale alla recitazione di alcuni attori, dal fatto che a volte si sente il tizio inquadrato sparare, ma non si vede l'esplosione della polvere da sparo del colpo a salve, ecc.
Dal punto di vista ideologico... il film è geniale.
Prima di tutto per quasi due ore e mezzo pellet e americani si ammazzano come se non ci fosse un domani (e per molti infatti non ci sarà). Poi viene mostrato in modo piuttosto chiaro il modo con cui gli U.S.A. affrontano le guerre, gli scontri e la politica "estera" (argomento approfondito di seguito).
Ma veniamo al film.
Il film racconta una storia vera... la storia vera è che in Somalia c'era la guerra in cui erano impegnati gli States, forze di "pace" dell'ONU, che si svolse una battaglia a Mogadiscio e che a capo delle forze ribelli c'era Mohamed Farrah Aidid.
Cercando su vaccapedia effettivamente il resoconto della battaglia di Mogadiscio relativo all'abbattimento dei Black Hawk è fedele alla trama del film (ma si tratta pur sempre di vaccapedia). Tutto il resto chissà...
Parlando degli effetti speciali quando finalmente le truppe di terra riescono a raggiungere gli "Hawk" abbattuti come di consueto li fanno "brillare" con delle granate... il problema è che non esplodono come tutte le granate, ma sembrano una via di mezzo tra flashbang (granate accecanti) e granate al fosforo bianco (che non esistono in quanto in quanto le granate al fosforo dovrebbero essere fumogene), nel senso che come, nel film, come si innesca la granata questa inizia a far partire delle scintille a decine di metri di distanza prima di far esplodere l'elicottero (anche se nelle immagini successive si vedono i bambini somali giocare sulle pale del velivolo).
Dello strano fenomeno degli spari senza fiamma ne abbiamo già parlato... Ed altre chicche del genere.
La recitazioni degli attori risulta, tutto sommato, credibile soprattutto nel mostrare le piccole manie che possono avere i soldati in guerra tipo non lavare i calzini con cui si ha partecipato (senza morirci) alla prima missione, non lasciare le lettere alle famiglie ai commilitoni rimasti al campo, ecc. In effetti il cast è persino esagerato per il tipo di produzione, nonostante la regia di Ridley Scott, ricordiamo tra gli altri Josh Hartnett (Pearl Harbor al fianco di Ben Affleck), Ewan McGregor (Trainspotting, Moulin Rouge! affianco di Nicole Kidmann, guerre stellari 1-2-3), Thomas Edward "Tom" Sizemore, Jr. (Sorvegliato speciale affianco di Stallone, Point Break affianco di Patrick swayze e Keanu Reeves, assassini nati AFFIANCO DI Juliette Lewis, Robert Downey Jr. e Tommy Lee Jones), ecc. (davvero tanti nomi che ora non posso ricordare tutti).
Dal punto di vista ideologico... abbiamo già detto che per 2,5 ore questi si sparano addosso (e francamente va bene così) quello che è interessante è l'atteggiamento che, non solo i soldati, gli americani tengono per tutto il film. Ovvero danno proprio l'impressione di sentirsi ancora dei cowboy e di avere a che fare con i "selvaggi" del far-west cioè per il fatto di essere i vincitori della guerra civile (unica guerra in cui gli U.S.A. non erano appoggiato ad altri eserciti) non fa di voi una potenza bellica mondiale anche in quell'occasione giocavate a scassi contro voi stessi e uno di voi due doveva vincere per forza. Contro gli indiani avete preso gli schiaffi (ad esempio a Little Big Horn) per fortuna quelli erano armati di archi e frecce (e la politica di guerra indiana era ancora quella di considerare sconfitto il nemico se questo veniva "toccato" con un bastone) se no vi ributtavano a mare. nella prima guerra mondiale avete aspettato che l'Europa si dissanguasse da sola poi vi siete alleati con i vincitori... se no prendevate gli schiaffi anche lì. 
Gli eroi della WWII, ovvero World War II (come vi piace definire la seconda guerra mondiale), gli aneddoti si sprecano sulle vostre eroiche gesta, tipo la 101° divisione avio trasportata sparpagliata per tutta la Normandia perché non siete manco capaci a leggere una cartina, lo sbarco avvenuto mentre le divisioni tedesche erano in "vacanza" e siete pure riusciti a farvi massacrare perché pensavate che i "nazi" usassero ancora archi e frecce, ad Anzio è bastato che un carro tedesco sparasse sul primo blindato della vostra colonna per indurvi a bombardare, letteralmente, per 3 giorni la strada aldilà della curva da cui era arrivato il colpo di cannone, ecc.
Sorvoliamo per ragioni di tempo sulle altre guerre Corea, Vietnam, ecc.
Ma diciamo che il vostro atteggiamento è sempre quello da far-west quello di sottovalutare il nemico in quanto adeguatamente indottrinati (o semplicemente stupidi) e convinti del fatto che la vostra super tecnologia sopperisca alla vostra incapacità (d'altronde siete una costola israelita che in fatto di guerre... ma questa è un'altra storia).
Questo atteggiamento vi porta ad adottare simili comportamenti in fatto di politiche estere e gestione degli alleati, ovvero "noi siamo Americani! Voi avete bisogno di noi e non viceversa!" peccato che poi (soprattutto in fatto di guerra) i fatti dimostrano il contrario. Così quando avete scatenato un offensiva a Mogadiscio senza nemmeno prendervi il disturbo di fare una cazzo di chiamata alle truppe dell'ONU, rappresentate da divisioni pakistane e malesi nel film parlano della 10° divisione di montagna pakistana, ma potrebbe essere un'errata interpretazione del libro in quanto esisterebbe anche una 10° divisione di montagna USA). Salvo poi chiamarli all'ultimo perché, come al solito state prendendo gli schiaffi.
Per tutte queste ragioni la storia e l'atmosfera generale del film lo rendono piacevole, ma la produzione è abbastanza scabrosa.
Sostanzialmente guardarlo male non fa.

18 agosto 2017

Tomb Raider il film.

Vi dico subito che lo ritengo un bel film... almeno secondo i consueti canoni con cui solitamente distruggo anche pellicole blasonate.

Il film ha l'intento di portare sul grande schermo il personaggio virtuale Lara Croft della fortunata serie di videogiochi "Tomb Raider". Ci riesce? Tranne quando Angelina Jolie decide di recitare direi di sì.
Certo non porta sullo schermo (a differenza di altri progetti simili) avventure che la nostra eroina ha vissuto in precedenza, però gli elementi del video gioco (tranne qualche sottigliezza conosciuta "solo dai peggio nerd") ci sono. Infatti oltre all'interessamento della "Paramount Pictures" e della "Mutual Film Company", conosciuta anche in questo caso solo dai cinefili (amanti del cinema e non dei cinesi, da non confondersi con cinofili che sono gli amici dei cani... che ancora una volta esclude i cinesi che considerano il cane una pietanza ed un animale da pelliccia) più accaniti, la produzione è stata seguita dalla EIDOS Interactive (casa di produzione di videogiochi, da sempre proprietaria di Tomb Raider e di altre fortunatissime serie video ludiche). Infatti alcuni adattamenti per il grande schermo del personaggio vengono poi ripresi e utilizzati proprio dalla Eidos nella trilogia successiva all'uscita del film.
Ovviamente sperare che un film del 2001 non presenti pellet è come sperare di inciampare in una valigetta piena di soldi, è possibile ma poco probabile, eppure i pochi presenti, sono tra i cattivi. Cattivi tra l'altro che non sono i soliti nazisti anacronistici guidati da un SS scappata in sud-america per evitare la cattura solo per formare poi un esercito mercenario. Si tratta invece di una setta "segreta" ormai ben nota a tutti gli "illuminati". Anche se è la setta segreta di pulcinella sarà contro di loro che Lara farà volare pallottole e coltelli per oltre un'ora e mezzo.
Aneddoto interessante, almeno io lo trovo divertente, all'uscita del film mi precipitai nelle sale cinematografiche per gustarlo con alcuni amici, in quell'occasione feci una scoperta interessante ovvero che, se la macchina è per l'uomo la compensazione delle dimensioni del pene (ovvero si maligna che più sia grande la macchina di un uomo meno si trova nelle sue mutande), per lo stesso principio l'invidia è la compensazione dell'ego di una donna. Infatti nella famosa scena in cui Angelina volteggia nella atrio della casa appesa a delle funi elastiche (probabilmente prodotte con le secrezioni salivari degli spettatori, nonostante la scena non mostri pressoché nulla e non abbia un eccessivo livello di sensualità) una mia vicina riusci a notare che l'attrice aveva un seno più alto dell'altro...
Il film è divertente, beh piacevole quanto meno, i simboli massonici inseriti sono dovuti per dovere di trama, a parte l'ipotesi azzardata che vedrebbe tale società segreta presente sul pianeta da oltre 5000 anni (ovvero 3000 anni prima della nascita di Cristo) un po' inverosimile ma spiegherebbe perché taluni sostengano la teoria secondo la quale dietro agli illuminati ci sarebbero gli ebrei (già prigionieri in Egitto al tempo della costruzione di diverse piramidi).
Quindi assolutamente film da guardare, ma tenete presente che è un film per tutti per cui gli amanti della violenza gratuita a tutti i costi potrebbero rimanere delusi.